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Il fango e la neve

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Dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo a Redipuglia, da Trieste al Passo del tappa per tappa, Rumiz viaggia, pianta la tenda, calpesta la terra dei luoghi della Prima guerra mondiale. Un libro che è un canto poe­tico e crudo, di rabbia e speranza, di meraviglie e sconforti.
Un reportage che ha al centro l’assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie. Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l’Europa per sempre.

124 pages, Kindle Edition

First published November 5, 2025

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About the author

Paolo Rumiz

57 books160 followers
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano.
Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina.
Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for AndreaMarretti.
208 reviews13 followers
December 22, 2025
Rumiz si legge sempre bene, commuove e si commuove spesso.
Scrive in modo molto onesto, di cose che sente vicine, come in questo caso in cui racconta un viaggio nei luoghi della Grande Guerra.
Non il suo migliore, comunque.
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,313 reviews137 followers
December 30, 2025
Avevo letto i reportage pubblicati per Repubblica nel 2013 e già allora non vedevo l'ora che fossero raccolti in un libro per poterli rileggere. Ci son voluti solo dodici anni.

Rumiz ripercorre l'intero arco alpino da Redipuglia fino al monte Cevedale raccontando la memoria della Prima Guerra mondiale. Siamo nel 2013: ciò significa che siamo alla vigilia del centenario e l'autore ripete spesso quanta incuria ci sia in tutti i luoghi che ha attraversato, come a voler ribadire il disinteresse dello Stato per la storia.

Il viaggio era cominciato perché Rumiz voleva capire la guerra. Ma alla fine rinuncia: un uomo del suo tempo non ha gli strumenti per capire la guerra.

Bello e dolente.
20 reviews
December 23, 2025
Bellissimo .... non si può capire il presente se non si conosce il passato. Scrittura poetica...che ricorda ad ognuno di noi Qualche storia narrata da nonni o bisnonni .. un tuffo nella nostra storia passata per non dimenticare le nostre radici, ma soprattutto per non dimenticare chi è morto ....
Profile Image for Alfonso D'agostino.
965 reviews73 followers
March 25, 2026
Si prendevano le biciclette e si andava sul Carso: nelle giornate estive meno impegnative dal punto di vista climatico ci si spingeva a provare la scalata al Monte San Michele (ho ancora i crampi alle gambe), più frequentemente si andava sul Vallone che collega Monfalcone a Doberdò o sui sentieri intorno alla Rocca. Ci si portava una calamita da frigo (ne ricordo una orrenda di Riccione, con le conchiglie finte) e non serviva mica scavare: a settant’anni di distanza, bastava spostare un po’ di terra e spuntavano pezzi di ferro (verificati con la calamita, appunto), parti di proiettili, pezzi di filo spinato, residui di un fronte che aveva visto trincee, esplosioni, fango, sangue.

Paolo Rumiz ha percorso questi e altri chilometri nel 2013, a un anno dal centenario dello scoppio della Grande Guerra. Con sguardo lucido eppure commosso, onesto che più non si potrebbe, ha raccontato le mie terre e quelle un po’ più distanti della guerra bianca in montagna, immedesimandosi in ragazzi poco più adulti dei liceali delle classi di MoglieRiccia, respirandone l’assurdo martirio, facendomi ascoltare canti e accenti di trincee che potevano distare dieci metri, spiegarmi perché ancora oggi si utilizzi il termine “cecchino”, narrando - con una penna che è di una forza e di una profondità assoluta - il cambio di genere dei fiumi, le mezze verità storiche, l’orgoglio delle nostre radici.

“Il fango e la neve” è stata la compagnia breve ma intensissima di giorni complicati. Pagine su cui sono tornato, prospettive che non avevo interiorizzato nonostante questi siano i miei luoghi, muovendo parola dopo parola pensiero ed emozione.
Profile Image for Ettore Patriarca.
291 reviews8 followers
November 30, 2025
Un reportage che ha al centro l'assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie. Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l'Europa per sempre. Nel 2013 Paolo Rumiz attraversa i luoghi della Grande Guerra accompagnato di volta in volta da amici fidati. Nascono così pagine intense e doloranti, colme di eroismi e solitudini, di notti di veglia e cecchini implacabili. Gesta di guerra e di rispetto per il nemico che, molto spesso, così nemico non era. Una storia da conoscere, luoghi da visitare con il rispetto dovuto alla sacra memoria di chi morì per un ideale. Libro da affiancare a un adeguato percorso di visita. Un saluto
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