Dal Monte Grappa all’Altopiano di Asiago, dall’Isonzo a Redipuglia, da Trieste al Passo del tappa per tappa, Rumiz viaggia, pianta la tenda, calpesta la terra dei luoghi della Prima guerra mondiale. Un libro che è un canto poetico e crudo, di rabbia e speranza, di meraviglie e sconforti. Un reportage che ha al centro l’assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie. Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l’Europa per sempre.
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano. Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina. Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.
Rumiz si legge sempre bene, commuove e si commuove spesso. Scrive in modo molto onesto, di cose che sente vicine, come in questo caso in cui racconta un viaggio nei luoghi della Grande Guerra. Non il suo migliore, comunque.
Un reportage che ha al centro l'assurdità della guerra, di tutte le guerre passate e contemporanee, e che racconta la storia di ragazzi, di soldati, di famiglie. Con la sua straordinaria penna, ci fa entrare nel cuore dei luoghi “sacri” di un conflitto che ha aperto il Secolo breve e ha segnato l'Europa per sempre. Nel 2013 Paolo Rumiz attraversa i luoghi della Grande Guerra accompagnato di volta in volta da amici fidati. Nascono così pagine intense e doloranti, colme di eroismi e solitudini, di notti di veglia e cecchini implacabili. Gesta di guerra e di rispetto per il nemico che, molto spesso, così nemico non era. Una storia da conoscere, luoghi da visitare con il rispetto dovuto alla sacra memoria di chi morì per un ideale. Libro da affiancare a un adeguato percorso di visita. Un saluto
Avevo letto i reportage pubblicati per Repubblica nel 2013 e già allora non vedevo l'ora che fossero raccolti in un libro per poterli rileggere. Ci son voluti solo dodici anni.
Rumiz ripercorre l'intero arco alpino da Redipuglia fino al monte Cevedale raccontando la memoria della Prima Guerra mondiale. Siamo nel 2013: ciò significa che siamo alla vigilia del centenario e l'autore ripete spesso quanta incuria ci sia in tutti i luoghi che ha attraversato, come a voler ribadire il disinteresse dello Stato per la storia.
Il viaggio era cominciato perché Rumiz voleva capire la guerra. Ma alla fine rinuncia: un uomo del suo tempo non ha gli strumenti per capire la guerra.
Bellissimo .... non si può capire il presente se non si conosce il passato. Scrittura poetica...che ricorda ad ognuno di noi Qualche storia narrata da nonni o bisnonni .. un tuffo nella nostra storia passata per non dimenticare le nostre radici, ma soprattutto per non dimenticare chi è morto ....