"Non è mai semplice lasciarsi alle spalle il dolore e aprirsi di nuovo a se stessi, imparare a volersi bene quando il cuore è ferito e l'anima stanca. Ma è necessario. Possiamo sempre scegliere in cosa trasformare il male che ci accade. Io ho scelto di trasformarlo nella mia più grande occasione." Letizia ha vent'anni quando subisce violenza da un professore della sua università. Una violenza che la priva di fiducia, spensieratezza, felicità. Da quel momento il dolore diventa parte di lei, e con il tempo compaiono anche attacchi di panico e disturbi alimentari a ricordarle quanto fragile sia diventata. Ma a volte basta una frase per cambiare "Non è un dono ciò che ti è successo, non è niente di bello. Ma è successo, e ora sta a te decidere come sfruttarlo per uscirne". Poche parole, semplici e luminose, che le riaccendono qualcosa forse può davvero ricominciare e riscrivere la sua storia da zero. Ed è così che Letizia decide di partire, zaino in spalla e senza un piano. Il viaggio la porta lontano, in Asia prima e in Sudamerica poi, tra monasteri buddhisti, ashram immersi nel silenzio, antichi rituali ed esperienze di volontariato. Giorno dopo giorno, quella che inizialmente sembra una fuga dalla sofferenza si trasforma in un percorso di crescita e guarigione, attraverso paesaggi indimenticabili e incontri ricchi di significato. Sarà in Guatemala, in un piccolo villaggio di curandere, che Letizia comprenderà finalmente che non serve continuare a scappare, perché nessun luogo potrà mai offrirle la risposta che solo imparando ad amare se stessa e mettendo la sua storia al servizio degli altri potrà salvarsi. Quanto lontano dovrai correre è una testimonianza autentica e toccante su come superare il dolore e ritrovare la propria essenza. Un invito a guardare oltre i confini del quotidiano per scoprire nuove possibilità dentro e fuori di noi.
"Nonostante avessi già programmato tutto e mancassero solo due settimane alla partenza, mi buttai. Ormai avevo imparato che la vita è quello che ti succede mentre fai piani, e io volevo vedere cosa l'universo aveva in serbo per me. E fu una fortuna perché si rivelò una delle più belle esperienze di sempre" - p.188
"Avevo sempre visto un no come un fallimento. Realizzai invece che può essere un gesto di forza, un segno di rispetto. Un modo per riconoscere i propri limiti e non disperdere energia ovunque. Non tutto è per noi, accettarlo è anch'esso un atto d'amore." - p. 225
Stupendo. Grazie Letizia.
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Non riesco a esprimere con le parole ciò che mi ha lasciato questo libro. Il dolore e al contempo la consolazione di ritrovarmi in tantissime parole. La speranza e soprattutto la voglia infinita di una "chiacchierata" con Letizia. Mi sento grata anche solo di aver potuto leggere la sua storia. Stupendo, lo consiglio di cuore a chiunque. 💖
Un bel libro che mi ha dato tanti spunti. Si percepisce la voglia di raccontare tante cose, questo porta ad un ritmo serrato che però rischia di far scivolare via queste cose troppo velocemente. C'è del potenziale nel binomio Gianluca Gotto e Letizia Venturini, adesso sta a loro coltivarlo. Anche se non lo considero un capolavoro nel suo genere, lo consiglierei senza dubbio. Voto 7
Raga CHE LIBRO, mi è piaciuto da impazzire. Un esordio incredibile dato da un evento terribile, un viaggio nella guarigione da quanto successo ma anche un viaggio vero e proprio alla scoperta del mondo. Letizia sei un’anim bellissima, non vedo l’ora di leggere altro di tuo (spero!)