Amori alla deriva Minacce cosmiche Anime sospese. Qualcosa di terribile è arrivato… da molto, molto lontano E non c’è modo di sfuggirgli
A Guelcondo, tra le colline del Monferrato, la vita scorre come sempre. I problemi sono quelli di tutti i giorni: matrimoni in crisi, relazioni difficili, amori segreti, guai economici. Le banali vicissitudini dell’esistenza umana. Poi, una notte, una luce bianca squarcia il cielo dell’estate. A Guelcondo è giunto qualcosa. Da un luogo molto, molto lontano. Un vecchio insegnante perde di colpo la memoria, una bambina comincia a disegnare degli strani esseri verdastri, il prete sente delle voci. E tutti gli abitanti restano intrappolati in paese a causa di una strana pioggia che non sembra di questo mondo Tracce compaiono sulla terra, segni si palesano nel cielo. Siamo soli nell’universo? Una risposta che, forse, è meglio non conoscere.
Paolo Prevedoni torna con un nuovo romanzo, che mescola l’horror anni Ottanta alla fantascienza degli anni Cinquanta, la provincia depressa e l’evoluzione tecnologica, in un racconto di vita, morte e amore, dove i protagonisti, nel bene e nel male, siamo tutti noi.
Un piccolo paese, una sola strada, un mondo chiuso in se stesso. Qui ogni volto è familiare, ogni gesto è osservato. Eppure, quando una pioggia innaturale cala come una cortina sul borgo, la normalità inizia a sgretolarsi. La storia si sviluppa attraverso molte prospettive: uomini e donne comuni che raccontano la propria quotidianità mentre qualcosa di indefinibile si insinua nelle loro vite. Le domande si moltiplicano (follia, sogno, invasione) e nessuna risposta arriva subito. È un romanzo che chiede pazienza, perché costruisce la tensione lentamente, affidandosi alle voci dei suoi personaggi. All’inizio mi sono sentita spaesata, sopraffatta dalla coralità e dalla ripetizione di alcuni elementi. Ma andando avanti, la narrazione ha preso forma e mi ha catturata del tutto. Il finale è potente e destabilizzante: ribalta le aspettative e costringe a rileggere mentalmente tutto ciò che è venuto prima. La scrittura è particolare, diversa dal consueto, e proprio per questo memorabile. Un libro che parla di paura, isolamento e verità nascoste, dimostrando che l’orrore non ha bisogno di grandi scenari: può nascere anche in un luogo dove tutti credono di conoscersi.