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Antimacchine: Mancare di rispetto alla tecnologia

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Siamo condannati a essere spettatori passivi davanti alle mutazioni digitali che regolano e mettono a profitto le nostre vite? Oppure esiste un modo diverso di usare la tecnologia, che la sfidi e la metta in crisi? La risposta è sí, esiste. Perché le macchine sono scatole dalle quali possiamo uscire, che possiamo imparare a guardare da fuori e smontare, appropriandocene. L'autrice di Exit reality ci ricorda che quando la tecnologia impone regole e dogmi, l'unica reazione sana è mancarle di rispetto.


Oggi tendiamo a vivere la tecnologia come una minaccia. Abbiamo sempre la sensazione che ci sottragga tempo, attenzione, identità, dati. E non abbiamo tutti i torti, perché in tanti casi è proprio quello che succede. I dispositivi che ci troviamo tra le mani sono progettati per condizionare i nostri comportamenti ed estrarre valore dall'utilizzo che ne facciamo. Ogni innovazione tecnologica che arriva sul mercato è avvolta da un involucro narrativo fatto di promesse, speranze e credenze. Una cornice ideologica che la innalza a dogma e richiede un'adesione totale e incondizionata. Il legame tra tecnologia e religione, del resto, non è nuovo. Se un tempo però si trattava di una fiducia ingenuamente entusiasta nel progresso, adesso questa fede ha assunto sfumature cupe e la tecnologia deve salvare il mondo oppure minaccia di distruggerlo. E quindi possiamo solo accettarla supinamente o rinnegarla. Ma dev'essere proprio cosí? Non potremmo invece provare a usarla a modo nostro, disobbedendo alle regole prestabilite e spingendoci nei territori dell'imprevisto, dell'improprio, persino dell'errore? Soltanto immaginando (e praticando) soluzioni alternative, è possibile rigettare l'idea di un progresso lineare e predeterminato, oltre che demistificare le narrazioni sproporzionate e ingannevoli prodotte dall'industria tecnologica. In queste pagine Valentina Tanni esplora il lavoro di artisti, hacker, attivisti e comuni utenti che hanno scelto di ignorare «il libretto delle istruzioni» e usare la tecnologia, il digitale e la rete in modi inaspettati, radicali ed emancipatori. Perché se credere nella tecnologia oggi è un dogma, rifiutare la macchina come oracolo e come sistema di potere è un'eresia necessaria. Se la dottrina prevede una fede incondizionata, allora va smontata e derisa, mettendo in crisi il pensiero unico, e coltivando forme pratiche di scetticismo e atti insensati di disordine.

219 pages, Kindle Edition

Published November 18, 2025

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About the author

Valentina Tanni

12 books98 followers
Valentina Tanni is an italian art historian, curator and lecturer. Her research focuses on the relationship between art and technology, with a particular focus on internet culture. She is adjunct professor of "Digital Art" at Politecnico University in Milan and lecturer of the course "Culture Digitali" (Digital Cultures) at NABA. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Davide Bianchera.
74 reviews9 followers
February 27, 2026
ANTIMACCHINE è un libro che esplora i modi alternativi, critici e talvolta sovversivi con cui la tecnologia può essere usata. Attraverso molti esempi concreti, mostra come gli strumenti tecnologici non siano neutri, ma possano diventare dispositivi politici, artistici o di resistenza. Dal progetto Abortion Drone di Women on Waves, che ha trasformato un drone in mezzo di attivismo per il diritto all’aborto, al Facebook Demetricator, estensione che elimina i numeri dei social per liberarci dall’ossessione degli indicatori di popolarità , fino all’azione della Barbie Liberation Organization, che scambiò le voci di Barbie e G.I. Joe per smascherare gli stereotipi di genere, il libro racconta pratiche che deviano la funzione originaria degli oggetti tecnologici.
Il filo conduttore è l’idea che la tecnologia possa essere usata in diversi modi: non per aumentare efficienza e produttività, ma per rallentare, criticare, destabilizzare. Colpisce in particolare la riflessione sull’“inutilità” come gesto politico: rivendicare il diritto a non essere sempre performanti, a sottrarsi al soluzionismo e alla venerazione del gadget. Antimacchine invita così a ripensare il nostro rapporto con i dispositivi che ci circondano, mostrando che anche sabotare, giocare o rendere “stupida” una macchina può diventare un atto di libertà.

“Per gli artisti l’uso improprio è una prassi espressiva, un gesto liberatorio, un modo per aprire spazi di riflessione e generare nuove estetiche. Per hacker e attivisti è uno strumento di conoscenza e di contestazione. Scienziati e ingegneri, invece, lo adottano spesso per aggirare ostacoli e risolvere problemi. Tra gli utenti, emerge come tattica spontanea di sopravvivenza, come istanza di partecipazione e veicolo di affermazione identitaria. In modi distinti e di volta in volta situati, il misuse esprime la necessità di problematizzare la tecnologia e i suoi prodotti, mettendo in discussione il soluzionismo, la celebrazione acritica del progresso, le narrazioni del marketing e le politiche del controllo. Allo stesso tempo, incarna un bisogno insopprimibile: quello di personalizzare gli strumenti che utilizziamo, infondendo in essi carattere, emotività e ironia.”

Profile Image for Giovanni Spadolini.
194 reviews9 followers
February 3, 2026
Tante stelle perché il tema mi è tanto caro.
È una rassegna, e sono riuscito a superare il mio scoglio personale perché l'argomento mi intriga.

Per il resto scritto benissimo e senza essere dottrinale come era Memestetica.
Profile Image for Jude.
42 reviews2 followers
Want to read
November 29, 2025
ho letto della stessa collana einaudi:
- modernità esplosiva
- la conquista dell'infelicità
e devo dire che sono state delle letture (saggi) pazzeschi, soprattutto la conquista dell'infelicità, tra i miei preferiti dell'anno senz'altro, quindi sono molto curiosa di leggere anche questo.
Profile Image for Artù.
244 reviews7 followers
December 11, 2025
Ci siamo. La tecnologia cambia il mondo. In particolare il nostro modo di comunicare, creare e lavorare.
Analizzando la tendenza degli ultimi anni è sempre più chiaro che ad input semplici si facciano corrispondere output sempre più potenti. Le chiamano interfacce user friendly. La facilità di utilizzo nasconde un’insidia: la tecnologia viene sempre più percepita come una scatola nera, una scatola magica di cui dobbiamo accettare le regole.
Sfido chiunque non del settore a capire per filo e per segno cosa accade nelle reti neurali dell’IA generativa. Se utilizza l’IA devi accettare le sue regole. Interfaccia semplicissima un prompt di testo, esprimi i tuoi desideri e premi un buttone. Più facile non si può, si parte.
Valentina Tanni, critica d’arte dei nuovi media, in questo saggio porta avanti una tesi semplice quanto mai interessante. Utilizzare la tecnologia svestendola di quell’aura da scatolo magica e farne un uso imprevisto un “misuse” ossia oltrepassandone i limiti, giocarci, hackerarla, essere “cattivi” non nel senso di malevoli ma nel senso dell’uso della tecnologia, creando anche oggetti disfunzionali appunti antimacchine.
Il Saggio è condotto bene. Nella prima parte sviluppa la tesi, nella seconda porta diversi esempi di artisti appartenenti anche a periodi storici diversi. Lettura interessante, l’autrice ha una conoscenza invidiabile dell’arte nei nuovi media, fortunatamente c’è un indice analitico di tutti gli artisti citati.
Nell’ultimo periodo mi sto sforzando come non mai ad usare la tecnologia e le piattaforme social in modo sensato. Ci penso due volte prima di pubblicare, tre volte a mettere like, sperando di fare un “misuse” in termini di contenuti. È una fatica inutile, anche perché chi vuoi che se ne infischi, ho notato che ultimamente instagram nota anche le pause o peggio ancora le fissazioni nello scrolling, non posso guardare una foto di una ragazza (chi è senza peccato) che mi bombarda di contenuti scadenti simili, che a quanto pare abbondano. Forse l’approccio più radicale suggerito da Valentina Tanni è cosa da fare sempre e comunque, ed è necessario che tutto il lavoro fuori dagli schemi degli artisti che cita non vada perso.
Profile Image for Stefano Solventi.
Author 6 books74 followers
December 14, 2025
Liberare la tecnologia dalla sua gabbia dorata di efficienza e venerazione, smascherare l’ideologia della macchina, riscoprire il potere sovversivo dell’inutilità e dell’errore: questo e altro nel saggio di Valentina Tanni, una ricognizione arguta e approfondita su pratiche artistiche, glitch e disobbedienze tecnologiche di vario ordine e grado. O, se preferite, un invito a mancare di rispetto ai nostri dispositivi per ritrovare la nostra umanità.

Ne ho scritto sul mio blog:

https://pensierosecondario.wordpress....
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