Diciamoci la verità: per la maggior parte di noi, la Storia è fatta di alcuni capisaldi persi in una melma indistinta di ricordi annebbiati. Si stagliano magari le idi di marzo, la scoperta dell'America o l'impresa dei Mille, e intorno galleggiano imperatori romani dai nomi bizzarri (Caracalla, chi era costui?), oscure guerre franco-prussiane, date cruciali mandate a memoria ma ormai mute e insondabili come la Sfinge. Se appena ci sforziamo di ricordare meglio, nel caos della mente appaiono a lampi le invasioni di ostrogoti e visigoti, le litanie di vassalli, valvassori e valvassini, le paci di Versailles, di Augusta, di Westfalia... Ma niente paura, Guido Damini è qui per salvarci, con lo sprezzo del pericolo di un autoproclamato "storico da bar". Forte del successo del podcast Cenni storici per fare lo splendido, Damini ha infatti deciso di alzare il e se fosse possibile raccontare l'intera avventura dell'umanità in cento cenni di poche pagine l'uno? Il risultato dell'esperimento è Quasi sapiens, una cavalcata folle nella storia mondiale, sulle tracce del buffo e forse circolare percorso che va dalla scimmia a Trump. Con l'ambizione di mescolare risate caustiche e rigore scientifico, si alternano piccole vicende di grandi statisti e incredibili avventure di personaggi ignoti ai più; illuminanti bignami sui sistemi di prestito delle banche rinascimentali (più divertenti di quello che si crede!) e feroci processi storici all'Illuminismo o alla Rivoluzione industriale, alimentati dal sacro fuoco della satira e del lol. Costruito come il podcast sulla misura brevissima del "cenno storico", Quasi sapiens è in grado di rivelarci una trama nascosta che intreccia spigolature e massimi sistemi - una controstoria minuscola che però rivela molto del Mondo e della Storia con le maiuscole.
La storia dell'umanità in pillole, con qualche spunto non banale
Guido Damini si autodefinisce "storico da bar" (ma è laureato con lode in storia moderna, non bara) e dovrebbe essere noto agli amanti dei podcast: io, che podcast non ne ascolto, l'ho però scoperto dalla rubrica di Paolo Gualandris. Il sottotitolo del libro è già una spiegazione: l'umanita intera viene raccontata in cento cenni storici, da tre-quattro pagine ciascuno, corrispondenti ai cinque minuti di una puntata del podcast (e in fondo al libro, per chi ha davvero fretta, Damini condensa tutto in dieci megacenni). Quello che mi è piaciuto è che lui usa un approccio personale: per esempio, parlando di Attila, scrive "Fu a quel punto che la storia prese una piega degna delle migliori telenovelas turche: una principessa imperiale scrisse ad Attila. Indovinate? Era Onoria." (Onoria che nel titolo del cenno viene chiamata "La crush di Attila) Inoltre spesso ci dà punti di vista diversi da quelli imparati a scuola (tipo che togliere la convertibilità del dollaro in realtà lo rafforzò). Un'ottima lettura per chi volesse un rapido ripasso della storia e magari capirci qualcosa in più.
Damini affronta un'impresa di sicuro non facile: tracciare la storia dell'umanità in cento cenni. Sì, ricorda i Bignami di un tempo, ma qui si scrive per divulgare con spirito e stile frizzante. Lo storico da bar, come ama definirsi l'autore, arricchisce la narrazione dei fatti storici (necessariamente lacunosa) con aneddoti gustosi e salaci. Un uomo che ama la storia e che vuole divulgarla con leggerezza a modo suo.
Condensare la storia è un lavoro difficilissimo però Guido Damiani da bravo storico c'è riuscito; lasciandoci nell'ultimo capitolo un punto interrogativo: Gli americani seguiranno il percorso stesso fatto dalle grandi egemonie del passato (Spagna, Olanda e Inghilterra) o riusciranno a sopraffare il nemico (da loro stessi creato) come hanno fatto nel 1991 confermandosi come unico impero globale?