Elia e Arianna si incontrano tra i banchi di scuola. Sono giovani, impazienti, affamati d'amore. E forse per questo finiscono per farsi male. Come spesso accade, la vita li porta altrove, lungo strade lui diventa scrittore a Madrid, lei rimane a Trieste, a insegnare. Ma un giorno, per caso, si ritrovano. E anche se hanno imparato a stare lontani, anche se si sono ripetuti mille volte che era giusto così... la verità è che non si sono mai dimenticati. Perché esistono amori che resistono a tutto. Altri che si consumano con il tempo. Altri ancora cambiano forma, si perdono, ritornano, per allontanarsi di nuovo e ritrovarsi ancora diversi, ma sempre uguali. Ma ogni volta che si dice addio, si lascia indietro qualcosa. Una parte di noi. Una geografia fatta di sguardi, sospiri e parole mai dette. Si prova a ricominciare da capo, per avere un po' di pace dopo tanta tempesta. Con il suo stile inconfondibile, due racconti separati ma profondamente legati, Mattia Ollerongis torna a parlare di amore - quello che esplode, fa male e, nonostante tutto, non smette mai di esistere.
Libro scritto benissimo, come ogni libro di Ollerongis. Non ho dato il massimo solamente perché il tema principale del romanzo non era una cosa che ho provato in prima persona quindi mi è riuscito un po’ più difficile immedesimarmi. Però come sempre quelle piccole frasi, quei piccoli accorgimenti e quelle riflessioni ti prendono giusto al centro e non puoi fare a meno di sentirmi capito e per certi versi anche consolato. Consiglio questo romanzo, come appunto ogni romanzo di questo autore.