Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro:
Darkly Fantastic riporta alla luce sette racconti di autrici irlandesi attive tra fine Ottocento e i primi del Novecento.
È una raccolta che funziona come una piccola forma di archeologia letteraria: dissotterra voci dimenticate, ridà spazio a scrittrici che hanno usato il fantastico per raccontare un paese in trasformazione e, soprattutto, per ritagliarsi un luogo in cui esistere liberamente. La varietà dei racconti e la loro atmosfera sospesa, misteriosa e a tratti onirica, rende la raccolta sorprendentemente moderna.
Solo entrando nelle storie si capisce fino in fondo la loro forza. Il fantastico qui non è un semplice elemento decorativo: è il linguaggio attraverso cui queste autrici parlano di sé e di ciò che non avrebbero potuto dire apertamente in quell’epoca. La dimensione del desiderio, il bisogno di autonomia, le inquietudini taciute trovano spazio in sogni, visioni e deviazioni dalla realtà. Ed è proprio lì, in quelle crepe, che la loro voce diventa più chiara.
Nel complesso, i racconti condividono una struttura simile: si aprono su situazioni ordinarie e quotidiane, ma basta un dettaglio fuori posto, un cambio di tono, un gesto ambiguo perché ne emerga un’altra possibile lettura. È un tipo di gotico essenziale, più attento alle piccole incrinature che ai momenti clamorosi.
Tutti i racconti non puntano allo spettacolo, ma alla precisione di ogni singolo dettaglio che, alla fine, si incastra perfettamente. Ogni racconto lascia una traccia diversa, ma tutti insieme compongono un quadro chiaro: queste autrici dimenticate avevano già capito molto del nostro presente.