La Triskell ci regala un novembre ricco di secondo romanzi. Return Policy è il romanzo successivo a The Sister between us, e può essere anche senza aver letto il primo, ma che consiglio di leggere per non aver spoiler e meglio comprendere gli eventi. La vita non è stata troppo buona con Sophia Summers, un passato pieno di abbandoni, alcuni dovuti a scelte altri al destino, ma che non cambia la sostanza delle cose: l'unico a essere rimasto è l'amato papà. Ma anche Sage e Charlie, le amiche del liceo. E Seth... La vita alle volte toglie, altre regala... e il dono che le fa è l'incontro con Elijah Anderson, un ragazzo solare, pieno di buoni propositi, il vice QB del College, deciso a far capitolare la nostra protagonista. Sophia però è stanca di soffrire, di essere lasciata e l'unica cosa che può offrire è amicizia, anche perchè custodisce un segreto che potrebbe far scappare Elijah a gambe levate. Lui è un golden boy, che chiude dentro di sé fantasmi del passato, che non è ancora pronto ad affrontare, tanto meno a condividere. Armato di tanta pazienza, di sentimenti grandi e puri, saprà affrontare il proprio buio per donare luce al suo Girasole. Bella la combriccola universitaria creata dall'autrice di cui fanno parte i compagni di squadra di Elijah e le amiche di Sophia. Di fianco alla storia d'amore c'è la narrazione di una storia di grande amicizia, sviluppata in maniera sarcastica e divertente. Avrei gradito qualche informazione maggiore sul passato di Elijah, su cosa era successo fra la madre e il padre: pura curiosità, anche se penso avrebbe dato una connotazione maggiore ai sentimenti iniziali del protagonista e al perchè era dove era. Una storia molto intensa, ma meno sofferta del primo volume, nonostante si riprenda il dolore dovuto alla perdita della sorella. Ai momenti di dolore, alle lacrime fanno da contraltare momenti divertenti che strappano sorrisi, ma anche qualche risata. Un romanzo che completa il precedente, che continua a mostrarci come la fase del lutto sia qualcosa di molto personale, che impatta non solo su chi lo vive, ma anche su chi lo condivide, perchè anche si è soliti dispiacersi per chi non c'è più, il peggio tocca a chi rimane. Hasta la vista