Coinvolgente! Impossibile leggerlo e non avere voglia di abbracciare Siro, prendere le sue parti, tirare un pugno sul naso a chi non si sente pronto per accettare la sua bontà d’animo solo per via del suo aspetto e della sua condizione sociale. Pur rodendo di rabbia internamente, mi ricompongo e riporto una bella frase che Vera scrive a Siro, nell’ultima lettera che mai avrebbe desiderato ricevere: IL DESTINO SI FA SEMPRE STRADA.
Vorrei anche riportare uno splendido passaggio, pagina 79 ed. Minerva:
“Il freddo uccide chi non ce la fa in natura e questa legge ancestrale vale anche nei paesi poveri di quassù. Ogni anno ritorna il suo soffio ghiacciato e lascia a terra qualcheduno. Mia nonna mi raccontava della strega dell’Antelao, quella che vive nel castello di ghiaccio blu scuro e trasparente nei pressi della cima. Mi diceva che in Novembre, subito dopo i morti, iniziava ad alitare sui paesi e sulle montagne per soddisfare il suo bisogno di anime e quell’alito se ne prendeva alcune e le portava via.
Io da bambino ci credevo. Durante l’estate guardavo con curiosità questa vetta vertiginosa. Da ragazzo poi ci credetti ancora più disperatamente a quella fiaba perché mi bruciava non trovar una ragione per tanta miseria. Mi pareva meglio un motivo che avesse un volto da strega piuttosto di nessun motivo”
Con parentesi come questa, non possiamo evitare di condividere l’angoscia che accompagna Siro e la sua gente per tutta la vita. Pensavo, da cittadina, che la gente di montagna fosse dura, preparata a tutto, quasi mi immaginavo che non patisse il freddo. E Siro mi ha spiegato che non è così, si è lasciato ammirare per la sua forza d’animo, la capacità di incassare colpi ingiusti, l’adattabilità e l’intraprendenza che l’hanno caratterizzato per tutta la vita.
Pochi i refusi e ammirevole la concentrazione dell’autore nel far quadrare tutto: date ed eventi, accenni a fatti che poi, nello snodarsi della storia, si collegano a realtà non prevedibili, quindi è bello intenso e pieno di rivelazioni che fanno sorridere o inorridire, a seconda.