Siamo abituati a leggere questo autore nei suoi saggi storici. Libri che parlano di persone, fatti, memorie e tanto altro ancora. Ma storia, non storie. Eppure c’è, in Alessandro, anche un’altra forma di creatività che sfugge al rigore scientifico della storiografia e prende, invece, i sentieri della fantasia. In questo libro, il nostro esplora mondi perduti, immagina figure non vere ma verosimili, cerca e racconta la natura umana con sentimento ed emozioni. È un Alessandro inedito quello che si racconta inventando favole vere per provare a sognare in un mondo che non sogna quasi più.
Ho apprezzato i racconti iniziali, in particolare quello della marmotta, ma davvero splendida e toccante la seconda parte, quella autobiografica, che ho sinceramente preferito. Considerate le doti dell'autore sarebbe interessante, secondo me, leggere qualcosa di narrativo più lungo di un racconto, che possa dare respiro e profondità ai personaggi, considerando le indubbie doti di scrittura. I racconti, e la parte biografica, sono ambientati in montagna e soprattutto nelle Valli di Lanzo, consiglio quindi la lettura in primo luogo a chi conosce queste zone, rese molto bene nella narrazione.