DALL'AUTORE DEI BESTSELLER DOPO E LA MORTE NON ESISTE. UN CASO MONDIALE.
Alla morte di mio padre, ho riposto quattro oggetti nella sua bara, senza parlarne con nessuno. Poi ho consultato alcuni medium che sostenevano di poter comunicare con i morti. Saranno riusciti a scoprire di quali oggetti si trattava? Ecco in cosa consiste il test.
Possiamo comunicare con i morti? C'è chi spera che sia possibile, altri ne sono certi. Migliaia di persone ogni anno consultano i medium, ma spesso si chiedono se le loro capacità siano reali. Per indagare sul fenomeno della medianità, Stéphane Allix ha incontrato e messo alla prova sei medium di solida reputazione. Senza dire loro che erano sottoposti a un test, ha verificato se erano in grado di descrivere gli oggetti che aveva segretamente messo nella bara del suo amato padre poco prima che fosse sepolto. I risultati sono sorprendenti e confermano ciò che anche la ricerca scientifica ha la vita dopo la morte è davvero un'ipotesi razionale. Oltre a sottoporre ciascun sensitivo al proprio test, Allix esplora e approfondisce le storie personali di ciascuno di essi; uomini e donne con un vissuto fuori dal comune, che condividono ciò che hanno imparato dalle loro Come si diventa medium? È un dono o una maledizione? Come descrivono i defunti il passaggio tra la vita e la morte? Dove andiamo quando moriamo?
Il test affronta tutte queste domande e molte altre, mettendoci di fronte ad alcuni risultati indiscutibili. Allix invita i lettori a scoprire ciò che mesi di indagini, interviste e colloqui gli hanno permesso di comprendere sulla fine della vita, la morte, l'aldilà e la comunicazione con l'altra dimensione. In un approfondimento in calce al libro, infine, lo psichiatra francese Christophe Fauré, specializzato in accompagnamento alla fine della vita, parla del percorso di elaborazione del lutto e offre alcuni consigli illuminanti sulla morte e la medianità.
Reporter free lance, Stéphane Allix, a débuté dans le journalisme en rejoignant clandestinement à 19 ans les résistants afghans à l'occupation soviétique. Il en a notamment tiré un ouvrage, Carnets afghans (en collaboration avec Natacha Calestrémé, Robert Laffont, 2002). Ses investigations l'ont amené à s'intéresser à des sujets que peu de journalistes ont traités en profondeur, comme les routes du trafic d'héroïne entre le Croissant d'or et l'Europe (La Petite cuillère de Shéhérazade, Ramsay, 1998). Féru de sociologie et de géopolitique, cet enquêteur est aux antipodes du naïf qui se laisserait berner par des rêveurs.