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La saga dei Florio #0,5
L'alba dei Leoni
1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all’amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.
E questo è l'inizio.
Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.
E questo è l'inizio.
Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.
464 pages, ebook
Published January 13, 2026
About the author
Stefania Auci
23 books390 followersStefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza.
A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.
A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.
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Displaying 1 - 30 of 142 reviews
January 23, 2026
Meraviglioso anche questo terzo romanzo di Stefania Auci.
Ci racconta le origini della famiglia Florio .
Scritto benissimo, coinvolgente, commovente… Consigliatissimo!!!
Vi lascio alcune frasi che mi sono piaciute e sulle quali ho riflettuto
“Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che credono di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro.”
«Noi non possediamo nulla per sempre: né persone, né cose, né affetti. Noi non abbiamo nulla in questa vita, salvo noi stessi. E, pure così, non ci vuole molto a perdersi.»
“…a questo mondo, una cosa soltanto contava davvero: si è quello che si vuole essere e non quello che gli altri pretendono che tu sia…”
Ci racconta le origini della famiglia Florio .
Scritto benissimo, coinvolgente, commovente… Consigliatissimo!!!
Vi lascio alcune frasi che mi sono piaciute e sulle quali ho riflettuto
“Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che credono di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro.”
«Noi non possediamo nulla per sempre: né persone, né cose, né affetti. Noi non abbiamo nulla in questa vita, salvo noi stessi. E, pure così, non ci vuole molto a perdersi.»
“…a questo mondo, una cosa soltanto contava davvero: si è quello che si vuole essere e non quello che gli altri pretendono che tu sia…”
February 26, 2026
Con L’Alba dei Leoni, Stefania Auci torna a raccontare la saga dei Florio, ma questa volta scegliendo un movimento completamente diverso: non la grande ascesa familiare già esplorata in I leoni di Sicilia e L’Inverno dei Leoni, bensì le radici, ciò che precede tutto. Un romanzo che non solo completa, ma illumina i due libri successivi: come se Auci avesse aperto una finestra sulle origini di un destino.
La forza più evidente del romanzo è la capacità dell’autrice di immergersi – e far immergere – nel tempo e nei luoghi. La Calabria del Settecento, Palermo agli albori del cambiamento, le comunità dei bagnaroti e dei marinai, le botteghe dei fabbri e dei calzolai… ogni ambiente è descritto con un realismo che non ha nulla di didascalico: è vivido, pulsante, quasi fisico.
Si sente che Auci ha respirato i luoghi, li ha studiati, li ha interiorizzati, e li restituisce con un linguaggio che non è mai artificioso: è narrativo, emozionale, visivo.
Fra tutte le figure, emerge potentissima Giuseppina, moglie di Paolo Florio.
In un mondo in cui la donna vale per la sua capacità di procreare, Giuseppina è molto di più: coraggio, tenacia, intuizione, dignità. È una donna che non accetta passivamente il destino, che cerca voce pur sapendo quanto costi parlare.
Nella società descritta, le donne:
• non decidono nulla
• appartengono prima alla famiglia d’origine e poi al marito
• servono, come scrive Auci, “a fare figli e a tenere insieme la casa”
Eppure Giuseppina scava una fessura in questo muro: è la scintilla che modifica qualcosa, anche quando sembra impossibile. Una protagonista silenziosa ma decisiva, che incarna perfettamente lo stile di Auci: raccontare la Storia attraverso le storie.
Il libro segue i primi Florio — Ignazio Florio, Francesco Florio, Vincenzo Florio — quando erano ancora fabbri, poi calzolai, poi piccoli commercianti.
L’idea di aprire una romeria a Palermo, dove vendere spezie e merci arrivate via mare, è il primo vero passo che cambierà la loro vita… e quella della città.
È affascinante vedere come Auci seminali” questo destino: nulla è ancora grandioso, ma tutto è già in movimento.
La tua esperienza di lettura — finirlo in meno di una settimana — è comprensibilissima: L’Alba dei Leoni è quel tipo di romanzo che ti trascina dentro, pagina dopo pagina.
La prosa è fluida, emotiva senza diventare melodrammatica, precisa senza diventare accademica.
Si sente che è un libro “necessario” per l’autrice: un tassello che voleva raccontare da tempo.
L’Alba dei Leoni non è soltanto un prequel: è la chiave di lettura che rende ancora più ricca e profonda la saga dei Florio. Conferma, come dici tu, il talento di Auci: la capacità di trasformare la storia in sentimento, e il sentimento in memoria.
Se hai amato gli altri due romanzi, questo non può che moltiplicare quell’amore.
January 23, 2026
Narrazione coinvolgente emotivamente, così vivida da permetterti di aggirarti tra le casupole di Bagnara e nei cuori dei personaggi, impossibili da dimenticare!
La narrazione trasuda la passione che la scrittrice ha per questa dinastia.
La narrazione trasuda la passione che la scrittrice ha per questa dinastia.
July 25, 2026
Debiti e guai no'n finisciunu mai.
L'alba della dinastia Florio, ciò che precede il terremoto che ha devastato Bagnara e si è portato via Rosa, viene descritto in questo complesso lavoro di ricostruzione storica. La dinastia dei Florio affonda le radici più indietro, ma la Auci parte dalla bella scena di Francesco, secondogenito e quindi fratello maggiore dei protagonisti Paolo e Ignazio, rapito dai briganti. Da qui si dipana il filo del destino, che attraverserà traumi terribili e periodi di povertà estrema, per arrivare alla gloria.
Ignazio Florio, che uomo sei. Per sempre nel recinto cuccioli. Quanta tenerezza vedere una piccola Giuseppina muovere i primi passi in questa caotica famiglia, vedere la nascita del suo legame con i fratelli che le cambieranno la vita.
L'alba della dinastia Florio, ciò che precede il terremoto che ha devastato Bagnara e si è portato via Rosa, viene descritto in questo complesso lavoro di ricostruzione storica. La dinastia dei Florio affonda le radici più indietro, ma la Auci parte dalla bella scena di Francesco, secondogenito e quindi fratello maggiore dei protagonisti Paolo e Ignazio, rapito dai briganti. Da qui si dipana il filo del destino, che attraverserà traumi terribili e periodi di povertà estrema, per arrivare alla gloria.
Ignazio Florio, che uomo sei. Per sempre nel recinto cuccioli. Quanta tenerezza vedere una piccola Giuseppina muovere i primi passi in questa caotica famiglia, vedere la nascita del suo legame con i fratelli che le cambieranno la vita.
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January 16, 2026Incipit
Buio.
Continua su IncipitMania
Buio.
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March 28, 2026
"ᴜɴᴀ ꜰᴀᴍɪɢʟɪᴀ è ᴄᴏᴍᴇ ᴜɴᴀ ꜱᴛᴏꜰꜰᴀ: ɪʟ ᴍᴀʀɪᴛᴏ è ʟ’ᴏʀᴅɪᴛᴏ, ǫᴜᴇʟʟᴏ ᴄʜᴇ ᴅà ʟᴀ ꜱᴛʀᴜᴛᴛᴜʀᴀ. ʟᴀ ᴍᴏɢʟɪᴇ è ʟᴀ ᴛʀᴀᴍᴀ, ǫᴜᴇʟʟᴀ ᴄʜᴇ ᴅà ʟᴀ ᴍᴏʀʙɪᴅᴇᴢᴢᴀ, ɪʟ ᴄᴏʟᴏʀᴇ, ʟᴀ ʀᴇꜱɪꜱᴛᴇɴᴢᴀ, ᴇ ɪ ꜰɪɢʟɪ ꜱᴏɴᴏ ɪ ꜰɪʟɪ ᴄʜᴇ ʟᴀ ᴅᴇᴄᴏʀᴀɴᴏ. ᴘɪù ᴄᴏᴍᴘᴀᴛᴛᴀ è ʟᴀ ᴛʀᴀᴍᴀ, ᴘɪù ʀᴏʙᴜꜱᴛᴀ è ʟᴀ ꜱᴛᴏꜰꜰᴀ."
Bagnara Calabra è un pugno di terra stretto tra rocce e terra ed è qui che vive la famiglia Florio, che fonda la vita sull'orgoglio del proprio nome. Vincenzo, il capofamiglia, è un forgiaru (fabbro), come il padre ed il nonno, un'attività lavorativa che si tramanda di padre in figlio e che anche Vincenzo pretende dai figli. Rosa è sua moglie, tessitrice e ricamatrice, ubbidiente e fedele con il marito ed amorevole con i numerosi figli: Domenico, il primogenito, gran lavoratore ed accondiscendente con il padre, Francesco, ribelle, motivato ed insofferente alle aspettative di Vincenzo, Menica e Mattia, le ragazze di casa, Paolo, curioso, vivace ed intraprendente ed Ignazio, l'ultimo nato, studioso ed abile a far di conto. A movimentare e condizionare la vita dei Florio, oltre agli amori, ai matrimoni ed alle perdite, sarà anche il terremoto...
È il prequel della ormai famosa saga dei Florio, in cui l'autrice Stefania Auci racconta le origini di questa famiglia, le radici ed il percorso che la porta da Bagnara a Palermo, in modo davvero piacevole e ricco di emozioni. L'ho trovato molto più scorrevole e leggero rispetto ai libri successivi, ma non meno profondo. La lettura risulta molto coinvolgente perché permette di scoprire antefatti e retroscena importanti che aiutano a capire meglio dinamiche, eventi e comportamenti dei personaggi nei volumi successivi. L'autrice ha rimarcato la difficoltà nel reperire informazioni storiche sulla Bagnara di quegli anni, ma è sempre molto puntuale nell'inquadramento storico e nella ricostruzione dell'ambientazione, talmente sentita da condurre il lettore nei vicoli del paese. Molto toccante è la parte in cui ricorda il devastante terremoto del 1783 che colpì la Calabria, caratterizzato da una lunga sequenza di scosse proseguita per mesi, che causò decine di migliaia di morti e la scomparsa di interi paesi, rasi al suolo ed interessati persino da maremoti locali. Il libro si apre con un evento misterioso che dà il là al tema del brigantaggio, molto diffuso all'epoca e motivo di grande terrore per le famiglie. Interessante comprendere anche le motivazioni dietro questo fenomeno, spesso legate a difficoltà economiche o alla difesa della famiglia. L'autrice è sempre abile ed appassionante nell'inserire nella trama tematiche, concezioni e pensieri del tempo, che vengono efficacemente incarnati e dimostrati attraverso i suoi personaggi. Altra tematica che emerge è quella del marito e padre padrone, ben incarnata da Vincenzo, il capofamiglia che decide per tutti. Questo limita fortemente la libertà di figli e donne, rendendo difficile seguire i propri desideri e relegando la donna ad un ruolo subordinato, legato alla casa e alla maternità, spesso segnata da matrimoni di convenienza. La donna deve "portare pazienza, lavorare, fare figli e stare muta" si legge nel libro. E nonostante ciò la maestria della Auci sta nel valorizzare il ruolo di Rosa, il vero pilastro della famiglia, consapevole dell'imprevedibilità della vita, che rende necessario accogliere i cambiamenti con pazienza, fermezza ed amore. La tematica del potere maschile si riflette nel pensiero di Vincenzo, per cui sono fondamentali, il nome, l'onore e la tradizione, legati al lavoro, al denaro ed al sangue, indispensabili per farsi rispettare e difendere la famiglia. La trama è ben articolata e presenta più scenari, con molteplici punti di vista, che danno voce ai sentimenti di ogni personaggio, rendendoli più intimi. Non mancano brevi salti temporali per spiegare antefatti od immergersi nei ricordi, in giochi di alternanza tra presente e passato. Tra i personaggi ho amato in particolar modo Ignazio ed il suo legame con Giuseppina, capace di toccare le corde delle emozioni fino a far stringere il cuore... Ho amato tantissimo questa lettura, forse più dei volumi successivi, contribuendo a sfatare l'idea che i prequel non siano mai all'altezza delle prime pubblicazioni.
Bagnara Calabra è un pugno di terra stretto tra rocce e terra ed è qui che vive la famiglia Florio, che fonda la vita sull'orgoglio del proprio nome. Vincenzo, il capofamiglia, è un forgiaru (fabbro), come il padre ed il nonno, un'attività lavorativa che si tramanda di padre in figlio e che anche Vincenzo pretende dai figli. Rosa è sua moglie, tessitrice e ricamatrice, ubbidiente e fedele con il marito ed amorevole con i numerosi figli: Domenico, il primogenito, gran lavoratore ed accondiscendente con il padre, Francesco, ribelle, motivato ed insofferente alle aspettative di Vincenzo, Menica e Mattia, le ragazze di casa, Paolo, curioso, vivace ed intraprendente ed Ignazio, l'ultimo nato, studioso ed abile a far di conto. A movimentare e condizionare la vita dei Florio, oltre agli amori, ai matrimoni ed alle perdite, sarà anche il terremoto...
È il prequel della ormai famosa saga dei Florio, in cui l'autrice Stefania Auci racconta le origini di questa famiglia, le radici ed il percorso che la porta da Bagnara a Palermo, in modo davvero piacevole e ricco di emozioni. L'ho trovato molto più scorrevole e leggero rispetto ai libri successivi, ma non meno profondo. La lettura risulta molto coinvolgente perché permette di scoprire antefatti e retroscena importanti che aiutano a capire meglio dinamiche, eventi e comportamenti dei personaggi nei volumi successivi. L'autrice ha rimarcato la difficoltà nel reperire informazioni storiche sulla Bagnara di quegli anni, ma è sempre molto puntuale nell'inquadramento storico e nella ricostruzione dell'ambientazione, talmente sentita da condurre il lettore nei vicoli del paese. Molto toccante è la parte in cui ricorda il devastante terremoto del 1783 che colpì la Calabria, caratterizzato da una lunga sequenza di scosse proseguita per mesi, che causò decine di migliaia di morti e la scomparsa di interi paesi, rasi al suolo ed interessati persino da maremoti locali. Il libro si apre con un evento misterioso che dà il là al tema del brigantaggio, molto diffuso all'epoca e motivo di grande terrore per le famiglie. Interessante comprendere anche le motivazioni dietro questo fenomeno, spesso legate a difficoltà economiche o alla difesa della famiglia. L'autrice è sempre abile ed appassionante nell'inserire nella trama tematiche, concezioni e pensieri del tempo, che vengono efficacemente incarnati e dimostrati attraverso i suoi personaggi. Altra tematica che emerge è quella del marito e padre padrone, ben incarnata da Vincenzo, il capofamiglia che decide per tutti. Questo limita fortemente la libertà di figli e donne, rendendo difficile seguire i propri desideri e relegando la donna ad un ruolo subordinato, legato alla casa e alla maternità, spesso segnata da matrimoni di convenienza. La donna deve "portare pazienza, lavorare, fare figli e stare muta" si legge nel libro. E nonostante ciò la maestria della Auci sta nel valorizzare il ruolo di Rosa, il vero pilastro della famiglia, consapevole dell'imprevedibilità della vita, che rende necessario accogliere i cambiamenti con pazienza, fermezza ed amore. La tematica del potere maschile si riflette nel pensiero di Vincenzo, per cui sono fondamentali, il nome, l'onore e la tradizione, legati al lavoro, al denaro ed al sangue, indispensabili per farsi rispettare e difendere la famiglia. La trama è ben articolata e presenta più scenari, con molteplici punti di vista, che danno voce ai sentimenti di ogni personaggio, rendendoli più intimi. Non mancano brevi salti temporali per spiegare antefatti od immergersi nei ricordi, in giochi di alternanza tra presente e passato. Tra i personaggi ho amato in particolar modo Ignazio ed il suo legame con Giuseppina, capace di toccare le corde delle emozioni fino a far stringere il cuore... Ho amato tantissimo questa lettura, forse più dei volumi successivi, contribuendo a sfatare l'idea che i prequel non siano mai all'altezza delle prime pubblicazioni.
April 25, 2026
"Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che pensano di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro".
L'alba dei Leoni è il bellissimo prequel dell'altrettanto bellissima saga incentrata sulla famiglia Florio (1-2). Una ricostruzione che, seppur romanzata, è assolutamente ben documentata dal punto di vista storico ed attendibile.
Stefania Auci, quindi, ci fa tornare indietro nel tempo e ci porta direttamente all'alba dei tempi della famiglia Florio e, contemporaneamente, ci immerge nella Bagnara Calabra della seconda metà del 1700 costretta a fare i conti con l'estrema povertà, il brigantaggio, l'ordine sociale immutabile nel tempo e, soprattutto, il terremoto che, nel 1783, segna irrimediabilmente il destino di tutti i protagonisti del libro.
Romanzo corale, lo avrete certamente capito, che è riuscito far percepire l'asperità del paesaggio e la dura realtà quotidiana del tempo. La narrazione è fluida, rispettosa della "parte tragica" inerente il terremoto e molto intensa nella parte che riguarda i conflitti padre-figli. La scrittura, diversamente dai due volumi precedenti, è stata molto più riflessiva e passionale.
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
L'alba dei Leoni è il bellissimo prequel dell'altrettanto bellissima saga incentrata sulla famiglia Florio (1-2). Una ricostruzione che, seppur romanzata, è assolutamente ben documentata dal punto di vista storico ed attendibile.
Stefania Auci, quindi, ci fa tornare indietro nel tempo e ci porta direttamente all'alba dei tempi della famiglia Florio e, contemporaneamente, ci immerge nella Bagnara Calabra della seconda metà del 1700 costretta a fare i conti con l'estrema povertà, il brigantaggio, l'ordine sociale immutabile nel tempo e, soprattutto, il terremoto che, nel 1783, segna irrimediabilmente il destino di tutti i protagonisti del libro.
Romanzo corale, lo avrete certamente capito, che è riuscito far percepire l'asperità del paesaggio e la dura realtà quotidiana del tempo. La narrazione è fluida, rispettosa della "parte tragica" inerente il terremoto e molto intensa nella parte che riguarda i conflitti padre-figli. La scrittura, diversamente dai due volumi precedenti, è stata molto più riflessiva e passionale.
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
March 11, 2026
Leggere Auci è sempre bello, ma questa volta mi è mancato qualcosa.
Conoscere com’è nata la grande famiglia Florio é molto bello e interessante, ma mancano le scintille.
Qui i rapporti sono freddi e ricchi di paure, perdite e fragilità.
Non ho amato nessun personaggio in particolare, di certo però Vincenzo, Giovanna e anche Paolo da adulto mi hanno suscitato emozioni non felici.
Un cerchio che si chiude.
Conoscere com’è nata la grande famiglia Florio é molto bello e interessante, ma mancano le scintille.
Qui i rapporti sono freddi e ricchi di paure, perdite e fragilità.
Non ho amato nessun personaggio in particolare, di certo però Vincenzo, Giovanna e anche Paolo da adulto mi hanno suscitato emozioni non felici.
Un cerchio che si chiude.
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February 7, 2026
Dopo il successo de "I leoni di Sicilia " e del sequel "L'inverno dei leoni", la Auci ci propone anche il prequel "L'alba dei leoni". Con questo direi che i Florio li abbiamo conosciuti i tutte le salse e sono curiosa di vedere di cosa tratterà il prossimo libro.
La narrazione è fluida ma il contesto storico è solo accennato, in un periodo di grandi stravolgimenti che hanno interessato il nostro Paese. Personalmente la definirei saga familiare, molto romanzata e in alcuni tratti inutilmente lunga. Voto: 7
La narrazione è fluida ma il contesto storico è solo accennato, in un periodo di grandi stravolgimenti che hanno interessato il nostro Paese. Personalmente la definirei saga familiare, molto romanzata e in alcuni tratti inutilmente lunga. Voto: 7
January 21, 2026
Forse cinque stelle sono poche!
Una narrazione fluida e coinvolgente che ti prende per mano e ti porta lì, in quei luoghi e in quell’epoca lontana, ti fa sedere in prima fila e vedi scorrere quelle vicende, sei parte di quel mondo e ti accorgi che , quando hai finito di leggere il libro, fai fatica ad uscirne…
Una narrazione fluida e coinvolgente che ti prende per mano e ti porta lì, in quei luoghi e in quell’epoca lontana, ti fa sedere in prima fila e vedi scorrere quelle vicende, sei parte di quel mondo e ti accorgi che , quando hai finito di leggere il libro, fai fatica ad uscirne…
January 28, 2026
Come gli altri libri della serie, non poteva deludere: dalla prima all'ultima pagina tiene incollato il lettore alle vicende che hanno coinvolto la famiglia Florio prima del trasloco a Palermo. Si gettano in questo libro le fondamenta che hanno portato alla nascita ed espansione dell'impero dei Leoni di Sicilia.
March 25, 2026
È l’ultimo libro scritto della saga ma è il primo in ordine cronologico della serie. Scritto con uno stile chiaro, fluido e descrittivo, con un’attenzione particolare alle ambientazioni storiche e geografiche. Nonostante Il ritmo sia più lento rispetto ai precedenti volumi, mi è piaciuto molto perché ha privilegiando la costruzione dei personaggi e l’evoluzione del contesto. Alterna introspezione e descrizione della vita quotidiana, creando una tensione sottile legata alla crescita della famiglia oltre agli eventi drammatici. Approfondisce il carattere dei personaggi nella fase iniziale della loro vita, più vulnerabili e umani, e comprendi appieno le situazioni che si svolgeranno nel libro “ I leoni di Sicilia”.
La Calabria e la Sicilia vengono dipinte come luoghi vivi, con colori, suoni e odori che contribuiscono alla costruzione della storia.
La Calabria e la Sicilia vengono dipinte come luoghi vivi, con colori, suoni e odori che contribuiscono alla costruzione della storia.
June 6, 2026
“Dalle inquietudini alle speranze, dalle paure ai sogni, ogni cosa nel buio si anima, prende vita.”
Ho avuto il piacere di assistere alla presentazione de L’alba dei leoni alla libreria I Granai di Roma.
Stefania Auci è bravissima e questa saga dei Florio entra nel cuore.
Questo terzo volume è il prequel della saga che ci riporta alle radici della famiglia a Bagnara Calabra, un piccolo pugno di terra stretto tra rocce e mare nella Calabria del Settecento.
Al centro della storia c’è la famiglia Florio, forgiata sull’orgoglio del nome e sulla tradizione. Vincenzo, capofamiglia e fabbro come suo padre e suo nonno, impone ai figli la stessa vita dura del ferro e del fuoco. Rosa, sua moglie, tessitrice e ricamatrice, è l’anima silenziosa e tenace della casa: ubbidiente ma forte, amorevole con i numerosi figli e capace di tenere insieme la famiglia nei momenti più difficili.
La vita dei Florio scorre tra amori, matrimoni, lutti e le rigide regole del padre-padrone, finché il devastante terremoto del 1783 sconvolge tutto, lasciando dietro di sé distruzione, maremoti e un lungo strascico di dolore. Tra brigantaggio, onore familiare, tradizioni e primi sogni di riscatto, il romanzo racconta le origini di quella dinastia che arriverà poi a dominare Palermo e la Sicilia.
Bravissima Stefania Auci nel curare la ricostruzione storica accurata e vivida di Bagnara e della Calabria dell’epoca, con un’attenzione particolare al terremoto del 1783.
“[Vincenzo Florio] Nasce in una terra di confine, dove le montagne talvolta danzano frenetiche al suono di una musica assordante, dove l’unica certezza viene da una distesa azzurra, cangiante nel suo splendore, che non ha né chiese né taverne, indifferente alla guerra e alla pace, a Dio e agli uomini.
Il mare.”
Tra 4 e 5 stelle
Ho avuto il piacere di assistere alla presentazione de L’alba dei leoni alla libreria I Granai di Roma.
Stefania Auci è bravissima e questa saga dei Florio entra nel cuore.
Questo terzo volume è il prequel della saga che ci riporta alle radici della famiglia a Bagnara Calabra, un piccolo pugno di terra stretto tra rocce e mare nella Calabria del Settecento.
Al centro della storia c’è la famiglia Florio, forgiata sull’orgoglio del nome e sulla tradizione. Vincenzo, capofamiglia e fabbro come suo padre e suo nonno, impone ai figli la stessa vita dura del ferro e del fuoco. Rosa, sua moglie, tessitrice e ricamatrice, è l’anima silenziosa e tenace della casa: ubbidiente ma forte, amorevole con i numerosi figli e capace di tenere insieme la famiglia nei momenti più difficili.
La vita dei Florio scorre tra amori, matrimoni, lutti e le rigide regole del padre-padrone, finché il devastante terremoto del 1783 sconvolge tutto, lasciando dietro di sé distruzione, maremoti e un lungo strascico di dolore. Tra brigantaggio, onore familiare, tradizioni e primi sogni di riscatto, il romanzo racconta le origini di quella dinastia che arriverà poi a dominare Palermo e la Sicilia.
Bravissima Stefania Auci nel curare la ricostruzione storica accurata e vivida di Bagnara e della Calabria dell’epoca, con un’attenzione particolare al terremoto del 1783.
“[Vincenzo Florio] Nasce in una terra di confine, dove le montagne talvolta danzano frenetiche al suono di una musica assordante, dove l’unica certezza viene da una distesa azzurra, cangiante nel suo splendore, che non ha né chiese né taverne, indifferente alla guerra e alla pace, a Dio e agli uomini.
Il mare.”
Tra 4 e 5 stelle
March 30, 2026
Bellissimo, 5 stelle per la scorrevolezza, per la gentilezza con cui racconta, per il ritmo che non molla mai e soprattutto per i personaggi così pieni e reali. Ci si affeziona a Francesco che scappa di casa e si ritrova tra i briganti, a mamma Rosa così centrata e sincera, a Mattia che subisce con pazienza e forza un marito violento, a Petrinilla, la mia preferita. E si odiano il padre padrone Vincenzo, il figlio Paolo, il genero Barbato. Tutto nella Sicilia di fine 700, abilmente tratteggiata. Bello, un peccato finirlo.
April 17, 2026
Con questo prequel della saga dei Florio, Stefania Auci si è superata. Questo romanzo è un autentico capolavoro, incastonato nella Storia della Calabria della fine del XVIII secolo, con la numerosissima famiglia Florio e tutti i personaggi di Bagnara Calabra che affollano le sue pagine con scene che mi hanno fatto spesso pensare a Verga. Non che i Florio siano dei vinti - non tutti, comunque, anche se nel capofamiglia, Vincenzo, ho visto tanto di Mastro don Gesualdo - e lo dimostra il fatto che Paolo e Ignazio riescano a costruire un impero, sfidando il padre dopo che il fratello Francesco aveva aperto loro la strada.
Francesco non è capace di fare ’u forgiaru. Anzi: non vuole farlo. Non si rassegna all’idea che quella è ed è sempre stata la strada della sua famiglia; forgiaru era il nonno, forgiaru è lui, Vincenzo, e forgiaru è Domenico, il primogenito. E forgiari saranno i figli maschi che il Signore vorrà dargli. Loro faticano onestamente, si sono sempre fatti rispettare per questo. Gente che pensa a campare la famiglia, senza grilli per la testa. Che sa che il nome e la dignità sono tutto, l’unica moneta che non perde mai valore.
Così lui ha cercato di educare i suoi figli.
No, Francesco ha altro in testa... Ma cosa, santiddio?
Dopo la terribile avventura di Francesco con i briganti, le cose dovrebbero cambiare con Vincenzo, ma la sua testa è dura più del ferro che forgia, anche se alla fine si deve arrendere alla realtà.
Francesco sperava di avere un po’ più di tempo per riflettere, per trovare le parole giuste. Come può spiegargli cosa significa voler decidere del proprio destino? Perché chistu è lu tuttu, e il padre non lo capirà facilmente: il futuro di Vincenzo Florio è stato deciso da suo padre, Domenico, che, a sua volta, aveva affidato quella decisione al proprio padre e così via, indietro nel tempo. Lui non ha mai neppure pensato di poterlo cambiare, di cercare un’altra strada, un’altra vita, un altro orizzonte. Può servire a qualcosa dirgli che così non deve essere? Che senso ha consegnare la chiave di una prigione a qualcuno che, in quella prigione, ha sempre vissuto ed è convinto che sia il mondo intero?
E poi, meravigliose le donne che prendono vita in queste pagine, la loro forza nell'affrontare situazioni terribili di sottomissione, di violenza, di soprusi; prima fra tutte Rosa - la forza della madre - ma anche Petronilla, Mattia e Giuseppina, che sarà la fortissima protagonista femminile del primo romanzo della serie.
D’un tratto, però, si rende conto di una cosa che solo in quel momento gli appare in tutta la sua chiarezza. Da buona moglie qual è, sua madre ha sempre obbedito al marito, spesso in silenzio, talvolta soffrendo... eppure ha continuato a tessere e a ricamare, nonostante le continue proteste di Vincenzo, ha sempre difeso i suoi figli dalla collera del padre e ha aiutato Francesco a realizzare il suo sogno. È sua madre che, con fatica, orgoglio e coraggio, ha scelto di racchiudere in sé l’anima dei Florio, molto più di suo padre. Mentre il padre non sa far altro che seguire una strada tracciata da altri, Rosa ha capito che la vita è imprevedibile, che non bisogna arrendersi, che i cambiamenti sono inevitabili e vanno affrontati con pazienza, polso fermo e amore.
E il tempo ha dimostrato che lei ha avuto ragione, che è sempre stata molto più saggia di lui.
Francesco non è capace di fare ’u forgiaru. Anzi: non vuole farlo. Non si rassegna all’idea che quella è ed è sempre stata la strada della sua famiglia; forgiaru era il nonno, forgiaru è lui, Vincenzo, e forgiaru è Domenico, il primogenito. E forgiari saranno i figli maschi che il Signore vorrà dargli. Loro faticano onestamente, si sono sempre fatti rispettare per questo. Gente che pensa a campare la famiglia, senza grilli per la testa. Che sa che il nome e la dignità sono tutto, l’unica moneta che non perde mai valore.
Così lui ha cercato di educare i suoi figli.
No, Francesco ha altro in testa... Ma cosa, santiddio?
Dopo la terribile avventura di Francesco con i briganti, le cose dovrebbero cambiare con Vincenzo, ma la sua testa è dura più del ferro che forgia, anche se alla fine si deve arrendere alla realtà.
Francesco sperava di avere un po’ più di tempo per riflettere, per trovare le parole giuste. Come può spiegargli cosa significa voler decidere del proprio destino? Perché chistu è lu tuttu, e il padre non lo capirà facilmente: il futuro di Vincenzo Florio è stato deciso da suo padre, Domenico, che, a sua volta, aveva affidato quella decisione al proprio padre e così via, indietro nel tempo. Lui non ha mai neppure pensato di poterlo cambiare, di cercare un’altra strada, un’altra vita, un altro orizzonte. Può servire a qualcosa dirgli che così non deve essere? Che senso ha consegnare la chiave di una prigione a qualcuno che, in quella prigione, ha sempre vissuto ed è convinto che sia il mondo intero?
E poi, meravigliose le donne che prendono vita in queste pagine, la loro forza nell'affrontare situazioni terribili di sottomissione, di violenza, di soprusi; prima fra tutte Rosa - la forza della madre - ma anche Petronilla, Mattia e Giuseppina, che sarà la fortissima protagonista femminile del primo romanzo della serie.
D’un tratto, però, si rende conto di una cosa che solo in quel momento gli appare in tutta la sua chiarezza. Da buona moglie qual è, sua madre ha sempre obbedito al marito, spesso in silenzio, talvolta soffrendo... eppure ha continuato a tessere e a ricamare, nonostante le continue proteste di Vincenzo, ha sempre difeso i suoi figli dalla collera del padre e ha aiutato Francesco a realizzare il suo sogno. È sua madre che, con fatica, orgoglio e coraggio, ha scelto di racchiudere in sé l’anima dei Florio, molto più di suo padre. Mentre il padre non sa far altro che seguire una strada tracciata da altri, Rosa ha capito che la vita è imprevedibile, che non bisogna arrendersi, che i cambiamenti sono inevitabili e vanno affrontati con pazienza, polso fermo e amore.
E il tempo ha dimostrato che lei ha avuto ragione, che è sempre stata molto più saggia di lui.
March 8, 2026
Sarà perché ambientato nella mia terra, sarà perché non leggevo un romanzo storico da tempo, questo libro mi è entrato nel cuore tanto quanto - o forse anche più - de I Leoni di Sicilia. Premesso che quest'ultimo è uno dei miei romanzi preferiti, che ho sempre consigliato a tutti, con questo prequel Stefania Auci non ha abbassato l'asticella: le mie aspettative, altissime, sono state più che soddisfatte.
La storia è coinvolgente, intrigante, ricca di svolte inattese, eppure sempre reale, coerente, verosimile, come direbbe il caro Manzoni. La fantasia dell'autrice ha ricostruito quanto non raccontato dalle cronache del tempo, ma sembra davvero che anche lei abbia "trovato un documento settecentesco" da cui riportare la vera storia dei protagonisti.
È una storia di famiglia, radici, legami viscerali, con la propria terra, le proprie tradizioni, i propri cari. I personaggi sono veri, crudi, tanto che, finito il libro, mi sembrava quasi di conoscerli in persona.
La penna della Auci è una delle migliori che io abbia letto: scorrevole, diretta, chiara, grazie al sapiente uso del presente che rende tutto immediato. Il rischio è che sia superficiale, ma non è affatto così: la scrittura indaga a fondo, si radica nei personaggi, nelle tradizioni, scava nella pietra più dura.
Una menzione speciale e doverosa alla mia Calabria, terra sfortunata a volte, ma meravigliosa e caparbia.
Chiaramente, per me, è un libro da leggere assolutamente!
La storia è coinvolgente, intrigante, ricca di svolte inattese, eppure sempre reale, coerente, verosimile, come direbbe il caro Manzoni. La fantasia dell'autrice ha ricostruito quanto non raccontato dalle cronache del tempo, ma sembra davvero che anche lei abbia "trovato un documento settecentesco" da cui riportare la vera storia dei protagonisti.
È una storia di famiglia, radici, legami viscerali, con la propria terra, le proprie tradizioni, i propri cari. I personaggi sono veri, crudi, tanto che, finito il libro, mi sembrava quasi di conoscerli in persona.
La penna della Auci è una delle migliori che io abbia letto: scorrevole, diretta, chiara, grazie al sapiente uso del presente che rende tutto immediato. Il rischio è che sia superficiale, ma non è affatto così: la scrittura indaga a fondo, si radica nei personaggi, nelle tradizioni, scava nella pietra più dura.
Una menzione speciale e doverosa alla mia Calabria, terra sfortunata a volte, ma meravigliosa e caparbia.
Chiaramente, per me, è un libro da leggere assolutamente!
July 16, 2026
Ho trovato abbastanza faticoso andare avanti nella lettura per via di questa scrittura che non mi fa impazzire.
La storia dei Florio per chi è della zona é ben conosciuta ma mi aspettavo molto di più dal lato calabrese.
Andava letto perché ho letto anche gli altri due, ma non lo reputo imperdibile.
Unica nota positiva: la volontà la caparbietà e la forza delle donne, che sempre è trama, ordito, tutto.
La storia dei Florio per chi è della zona é ben conosciuta ma mi aspettavo molto di più dal lato calabrese.
Andava letto perché ho letto anche gli altri due, ma non lo reputo imperdibile.
Unica nota positiva: la volontà la caparbietà e la forza delle donne, che sempre è trama, ordito, tutto.
March 1, 2026
La compagnia nel mese di Febbraio, un po’ tosto e faticoso. Paolo ed Ignazio sono stati compagni di avventura, lo sfondo di una Sicilia che vorrei visitare, ma sopratutto una spalla su cui appoggiarmi quando sento meno la determinazione e sento la stanchezza. Bello imparare da Paolo che il denaro non è tutto, da Ignazio che i sentimenti veri sono celati nel cuore e si mostrano con la propria presenza ed attenzione.
Una bella lezione di vita.
Si cara Stefania, sono con te sullo schifazzo pronta perle nuove avventure. ❤️🔆❤️
Una bella lezione di vita.
Si cara Stefania, sono con te sullo schifazzo pronta perle nuove avventure. ❤️🔆❤️
February 26, 2026
E niente, la Auci non delude mai.
Quanto mi ha fatto arrabbiare questo libro, e quanto mi ha fatta soffrire, e quanto ho faticato la sera per costringermi a smettere di leggerlo e mettermi a dormire.
Ci vogliono un talento, una maestria e un rispetto enormi per prendere la Storia, quella vera, e trasformarla in storia, colmare le lacune, insinuarsi nel suo intimo, restando brutalmente verosimili e coerenti.
La sua penna è ammaliante e coinvolgente, i personaggi sono tratteggiati con palpabile concretezza, la trama è super avvincente. In sostanza, l'ennesimo gioiellino in una delle saghe letterarie meglio riuscite degli ultimi anni.
Quanto mi ha fatto arrabbiare questo libro, e quanto mi ha fatta soffrire, e quanto ho faticato la sera per costringermi a smettere di leggerlo e mettermi a dormire.
Ci vogliono un talento, una maestria e un rispetto enormi per prendere la Storia, quella vera, e trasformarla in storia, colmare le lacune, insinuarsi nel suo intimo, restando brutalmente verosimili e coerenti.
La sua penna è ammaliante e coinvolgente, i personaggi sono tratteggiati con palpabile concretezza, la trama è super avvincente. In sostanza, l'ennesimo gioiellino in una delle saghe letterarie meglio riuscite degli ultimi anni.
January 25, 2026
Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che credono di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro.
March 22, 2026
Ho trovato la storia de ‘L’Alba dei Leoni’ - che racconta l’origine della famiglia Florio - troppo forzata, una vena descrittiva che supera quella narrativa e che non riesce a creare personaggi veramente coinvolgenti. Rimane una scrittura fluida ma una storia minore degli altri libri della saga.
April 5, 2026
Credo che leggere questo libro sia stato come completare qualcosa, trovare un tassello mancante in una storia già conosciuta. Almeno per me che i precedenti due volumi li ho letti, perché in caso contrario potrebbe anche trattarsi di un magnifico inizio per cominciare a leggere questa meravigliosa storia.
Stefania Auci ci porta indietro nel tempo, prima ancora dei fatti accaduti ne "I leoni di Sicilia" e "L'inverno dei Leoni", a Bagnara Calabra, dove Vincenzo Florio e Rosa Bellantoni creano la loro numerosa famiglia. La forza di questo e degli altri romanzi è proprio la forte caratterizzazione di ogni personaggio che ci consente di ricordarli bene, di non perderci in questo grande albero genealogico dei Florio. Scopriamo che ogni figlio, sei per l'esattezza, ha un suo carattere, dei sogni e delle aspirazioni. Purtroppo, in un'epoca in cui la figura della donna veniva relegata a semplice "femmina di casa", è difficile per le ragazze riuscire a diventare altro, ma l'autrice riesce a dare loro il giusto riconoscimento caratteriale e a descriverci le loro emozioni e sensazioni in quel periodo in cui si vedevano costrette a sottostare ad una legge che prevedeva che fosse l'uomo ad avere il sopravvento, in ogni caso: lui decideva, lui comandava. E anche il matrimonio era vissuto più come un contratto e uno "scambio", più che come qualcosa che avesse a che fare con l'affetto e l'amore.
Ma queste donne, decise, forti, riescono comunque ad avere il giusto spazio in questa vita che è stata decisa, per loro, da altri. Come Rosa, che dedica la sua vita ai figli, o Mattia, che lotta contro la paura per poter salvare i suoi fratelli. Altre, come Petronilla, riescono a sposarsi con chi vogliono davvero, ma le difficoltà non cambiano.
Ho particolarmente apprezzato, poi, l'inizio più "avventuroso" della vicenda, che ha come grande protagonista Francesco, secondo genito di Vincenzo e Rosa. Un figlio visto come la pecora nera, come quello che non vuole seguire i dettami della famiglia, ma che alla fine scoprirà di essere coraggioso e di poter ambire a scegliere la vita esattamente per come la vuole.
E per finire, la vera chiusura del cerchio, con Paolo e Ignazio come protagonisti: l'inizio della loro storia e dell'incontro con Giuseppina Saffiotti, le loro peripezie per sfuggire ad un padre padrone e tutte le loro diversità. L'animo infuocato di Paolo e la gentilezza malinconica di Ignazio, due facce di una sola medaglia per due fratelli che riusciranno a cambiare le loro vite.
Una saga familiare stupenda, che consiglio caldamente di leggere.
Stefania Auci ci porta indietro nel tempo, prima ancora dei fatti accaduti ne "I leoni di Sicilia" e "L'inverno dei Leoni", a Bagnara Calabra, dove Vincenzo Florio e Rosa Bellantoni creano la loro numerosa famiglia. La forza di questo e degli altri romanzi è proprio la forte caratterizzazione di ogni personaggio che ci consente di ricordarli bene, di non perderci in questo grande albero genealogico dei Florio. Scopriamo che ogni figlio, sei per l'esattezza, ha un suo carattere, dei sogni e delle aspirazioni. Purtroppo, in un'epoca in cui la figura della donna veniva relegata a semplice "femmina di casa", è difficile per le ragazze riuscire a diventare altro, ma l'autrice riesce a dare loro il giusto riconoscimento caratteriale e a descriverci le loro emozioni e sensazioni in quel periodo in cui si vedevano costrette a sottostare ad una legge che prevedeva che fosse l'uomo ad avere il sopravvento, in ogni caso: lui decideva, lui comandava. E anche il matrimonio era vissuto più come un contratto e uno "scambio", più che come qualcosa che avesse a che fare con l'affetto e l'amore.
Ma queste donne, decise, forti, riescono comunque ad avere il giusto spazio in questa vita che è stata decisa, per loro, da altri. Come Rosa, che dedica la sua vita ai figli, o Mattia, che lotta contro la paura per poter salvare i suoi fratelli. Altre, come Petronilla, riescono a sposarsi con chi vogliono davvero, ma le difficoltà non cambiano.
Ho particolarmente apprezzato, poi, l'inizio più "avventuroso" della vicenda, che ha come grande protagonista Francesco, secondo genito di Vincenzo e Rosa. Un figlio visto come la pecora nera, come quello che non vuole seguire i dettami della famiglia, ma che alla fine scoprirà di essere coraggioso e di poter ambire a scegliere la vita esattamente per come la vuole.
E per finire, la vera chiusura del cerchio, con Paolo e Ignazio come protagonisti: l'inizio della loro storia e dell'incontro con Giuseppina Saffiotti, le loro peripezie per sfuggire ad un padre padrone e tutte le loro diversità. L'animo infuocato di Paolo e la gentilezza malinconica di Ignazio, due facce di una sola medaglia per due fratelli che riusciranno a cambiare le loro vite.
Una saga familiare stupenda, che consiglio caldamente di leggere.
April 9, 2026
“[…] Ignazio lo sente, c'è infatti dell'altro: c'è quella forza irrefrenabile che ha segnato tutta la vita di Paolo e che Bagnara ha sempre cercato di reprimere. C'è il desiderio bruciante di un altro orizzonte, illimitato, pieno di promesse. E deve ammettere che, da qualche tempo, una scheggia di quel desiderio è entrata anche nel suo cuore: ascoltando il fratello che descrive le città che ha visitato, ogni tanto pure lui si ritrova a immaginare colori nuovi, accenti diversi, odori mai sentiti. Da quando gli ha raccontato di Palermo, poi, a Ignazio sembra quasi di vederla, accesa di sole, fremente, dorata.”
Solitamente non scrivo altro oltre la citazione ma qua sento il dovere di ringraziare Stefania Auci per aver dato vita a una delle saghe familiari più belle e intense, per me. È stato emozionante poter conoscere e vivere la storia dei Florio attraverso le pagine di questi libri.
Questo capitolo finale, che funge da prequel, era il tassello mancante di quest’avventura che, ahimè, mancherà come l’aria.
Solitamente non scrivo altro oltre la citazione ma qua sento il dovere di ringraziare Stefania Auci per aver dato vita a una delle saghe familiari più belle e intense, per me. È stato emozionante poter conoscere e vivere la storia dei Florio attraverso le pagine di questi libri.
Questo capitolo finale, che funge da prequel, era il tassello mancante di quest’avventura che, ahimè, mancherà come l’aria.
June 13, 2026
Il preludio alla storia della famiglia Florio, diciamo da dove la loro fortuna ebbe origine.
In questo libro incontriamo tutte le persone della grande famiglia, prima che Paolo e Ignazio decisero di cercare fortuna in Sicilia.
Seguiamo la famiglia di Paolo e Ignazio già prima della loro nascita, tutte le avventure e sventure capitate, il grande terremoto che sterminò gran parte della popolazione di Bagnara Calabra.
L’ho trovato un po’ meno interessante degli altri libri, forse perché non leggendolo in sequenza ho perso il filo della storia ed, in generale, le vicende familiari della fine del 700 in Calabria erano meno avvincenti di quelle avvenute nei decenni successivi, anche da un punto di vista storico/politico.
È comunque una bella finestra sull’Italia del sud in quei tempi antichi.
In questo libro incontriamo tutte le persone della grande famiglia, prima che Paolo e Ignazio decisero di cercare fortuna in Sicilia.
Seguiamo la famiglia di Paolo e Ignazio già prima della loro nascita, tutte le avventure e sventure capitate, il grande terremoto che sterminò gran parte della popolazione di Bagnara Calabra.
L’ho trovato un po’ meno interessante degli altri libri, forse perché non leggendolo in sequenza ho perso il filo della storia ed, in generale, le vicende familiari della fine del 700 in Calabria erano meno avvincenti di quelle avvenute nei decenni successivi, anche da un punto di vista storico/politico.
È comunque una bella finestra sull’Italia del sud in quei tempi antichi.
April 8, 2026
"Nasce in una famiglia dove il lavoro è sacro, ma ancora più sacri sono i soldi e l'onore. Dove l'affetto e debolezza e non c'è spazio per l'amore.
Nasce in una terra di confine, dove le montagne talvolta danzano frenetiche al suono di una musica assordante, dove l'unica certezza viene da una distesa azzurra, cangiante nel suo splendore, che non ha né chiese né taverne, indifferente alla guerra e alla pace, a Dio e agli uomini.
Il mare."
Dico soltanto questo: se Stefania Auci scrivesse diecimila libri sui Florio, io li leggerei tutti.
ps. Stefania Auci, se sei in ascolto, ti supplico, ascoltami: FAI UN LIBRO TUTTO SU VINCENZO JR (ti sto implorando in ginocchio)
Nasce in una terra di confine, dove le montagne talvolta danzano frenetiche al suono di una musica assordante, dove l'unica certezza viene da una distesa azzurra, cangiante nel suo splendore, che non ha né chiese né taverne, indifferente alla guerra e alla pace, a Dio e agli uomini.
Il mare."
Dico soltanto questo: se Stefania Auci scrivesse diecimila libri sui Florio, io li leggerei tutti.
ps. Stefania Auci, se sei in ascolto, ti supplico, ascoltami: FAI UN LIBRO TUTTO SU VINCENZO JR (ti sto implorando in ginocchio)
August 17, 2026
Leggere il prologo della Saga dei Florio è come rivivere da capo la loro storia magnificamente scritta da Auci negli altri due romanzi. Qui, come negli altri romanzi, psicologia dei personaggi, storia della famiglia, sociologia e storia del nostro Paese si fondono in modo mirabile, riaccendendo l’incanto della narrazione.
Molto piacevole e ricca la scrittura, anche se a volte, volutamente, ripetitiva .
Molto piacevole e ricca la scrittura, anche se a volte, volutamente, ripetitiva .
August 25, 2026
Molto bello anche questo terzo libro della saga Florio della Auci. Incredibile come lei riesca a dar vita a questi personaggi del passato. Mi piace come lei riesca a dare profondità sia agli uomini che alle donne Florio
August 28, 2026
Tornare dai Florio è come tornare a casa. Ascoltato in audiolibro, come i 2 precedenti, la voce di Ninni Bruschetta restituisce la potenza e la maestosità di una famiglia che ha fatto la storia. Potentissimo, rimane davvero sottopelle. Stefania Auci sempre una maestra con le parole.
May 26, 2026
Sempre affascinante la storia di questa famiglia. Rispetto a come ricordo di altri libri mi è sembrato un raccontare un po' più piatto e monotono, soprattutto verso la fine
August 7, 2026
Quanto ho Amato questa saga.
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