I femminismi sono numerosi, non omologabili e spesso in conflitto tra loro. Tuttavia l’unicità del comune punto di riferimento (le donne) obbliga a usare all’occorrenza anche il singolare. Il femminismo è infatti il movimento sociale, politico e culturale con cui in tempi e contesti diversi delle donne hanno tentato di svincolarsi da una relazione di potere che non può essere assimilata ad altre. Dalle richieste di uguaglianza durante la rivoluzione francese al movimento suffragista; dalle rivendicazioni della “differenza” agli studi sull’identità di genere; dalle conquiste degli anni Settanta fino alle ricerche sull’intersezionalità delle oppressioni di genere, classe e razza.Le autrici non propongono una vera e propria storia del femminismo, ma alcuni episodi significativi di una storia delle teorie e dei discorsi che lo hanno attraversato nel corso degli ultimi due secoli. Cercano le ragioni profonde dei differenti racconti, individuano i gruppi sociali e le culture di appartenenza delle donne che li hanno elaborati, le contraddizioni feconde e le trappole discorsive che talvolta ne hanno ostacolato le dinamiche progressive.Oggi le donne sono nello stesso tempo più libere e in maggiore difficoltà. Molti dei diritti ottenuti sono spesso esclusivo appannaggio di donne di settori sociali privilegiati, la “femminilizzazione del lavoro” si è tradotta in precarietà, le società a capitalismo avanzato non hanno cancellato ma utilizzato il patriarcato come rapporto di potere. La storia narrata in questo libro, ci dice a quale punto della vicenda siamo e da dove ricominciare una lunga marcia non ancora terminata, ma che ha già molta strada alle spalle.Il femminismo è l’insieme dei femminismi esistiti, esistenti e possibili il cui obiettivo è rendere migliore e più libera la vita delle donne. È il prodotto di dinamiche che si sono realizzate più volte nel tempo e quasi in ogni parte del mondo. È una storia che, con linguaggi e pratiche diverse, ha rimesso in discussione sempre lo stesso rapporto di potere e ha girato sempre intorno agli stessi problemi, senza per questo restare ferma ma andando avanti con un movimento a spirale.
Cinzia Arruzza is Assistant Professor of Philosophy at the New School for Social Research. She received her Ph.D. from the University of Rome Tor Vergata and subsequently studied at the universities of Fribourg (Switzerland), and Bonn (Germany), where she was the recipient of an Alexander von Humboldt postdoctoral fellowship. Her research interests include ancient metaphysics and political thought, Plato, Aristotle, Neoplatonism, feminist theory and Marxism. She is currently working on two projects: 1) a monograph on tyranny and the tyrant in Plato's Republic; 2) a research project on gender, capitalism, social reproduction, and Marx's critique of political economy.
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Questo è un ottimo libriccino per imparare le differenze tra i vari femminismi, con i loro punti di forza e le loro debolezze, perché nessun femminismo pensato finora è il Femminismo Definitivo, cosa abbastanza evidente se si approccia questo movimento con onestà intellettuale e si smette di dare retta alle tifoserie che passano il tempoi a tirarsi i pomodori marci.
Ecco, Storia delle storie del femminismo è il libro perfetto per chi non capisce i perché di questa litigiosità (al di là del fatto che sui social si litiga per qualunque cosa) e per chi vuole contestualizzare queste divisioni. Scoprirete così che ci sono posizioni superate, posizioni che dipendono principalmente dall’esperienza personale (importante sì, ma non così tanto da sovrascrivere le esperienze altrui) e posizioni che purtroppo si sono costruite su fraintendimenti (più o meno consapevoli).
Scoprirete anche che, nonostante Judith Butler sia diventata il babau a capo delle terribili teorie queer, il femminismo sta già andando a vedere cosa c’è oltre il suo pensiero, a quale terra inesplorata ci ha consentito di arrivare la sua indagine. Tutto questo mentre le donne devono tornare a difendere i loro diritti fondamentali in Stati che si vantano di essere democratici e moralmente superiori. Chapeau.
Non è un libro che consiglio a chi è digiunǝ di femminismo: nonostante non sia un testo particolarmente impegnativo, per me è meglio affrontarlo avendo almeno una vaga idea dei vari femminismi. Mi sembra più un testo per chi non sa bene come destreggiarsi nella varietà del persiero femminista e ha bisogno di una guida per trovare il bandolo della matassa.
Un interessantissimo viaggio nel mondo variegato del Femminismo e di tutti i vari tipi di femminismo, anche se quelli citati sono una piccola parte di tutti quelli esistenti. Ho trovato molto esauriente la parte storica, oltre che veramente interessante, un pò meno la seconda parte dove si parlava di vari movimenti, dall'intersezionalità (riportata però solamente in relazione ai movimenti delle donne nere negli USA) alle riflessioni sui nuovi femminismi, parte che reputo non meno interessante ma che poteva essere approfondita meglio, in quanto lascia diverse cose in sospeso. Però entrambe le autrici sanno essere coinvolgenti ed hanno reso questo piccolo libro un buon modo per avvicinarsi al mondo del femminismo, mondo che tutti, indistintamente da sesso, razza, religione ecc. dovremmo imparare a conoscere e entrarne a far parte, perché i diritti sono una lotta di tutti e per tutti.
Non lo considererei un libro particolarmente difficile da leggere, ma nemmeno così accessibile, considerando il vocabolario utilizzato e le poche spiegazioni. Sicuramente non lo consiglierei a qualcuno completamente digiuno di femminismo e storia del movimento.
Quest’anno ho letto il citato “Women, class and race” di Angela Davies, che tra l’altro consiglio caldamente, e se il primo mi ha lasciato molto, questa onestamente l’ho trovata una lettura un po’ tiepida e piuttosto superficiale.