Una moglie. Un’amante. Una settimana lontano da tutto… senza via di fuga.
Mentre io e le mie amiche sorseggiamo vino e ci confidiamo segreti alla luce tremolante delle candele nel nostro rifugio isolato tra le colline scozzesi, siamo tutte d’ avevamo davvero bisogno di questa pausa. Ogni mattina nuoteremo nei laghi gelidi e cammineremo fino a spiagge remote, e ogni sera berremo vino e ci racconteremo storie, accoccolate accanto al fuoco. Sarà una vacanza che nessuna di noi dimenticherà mai.
Ma dietro il mio sorriso caloroso, nel mio cuore c’è solo gelo. Una delle mie amiche è l’amante di mio marito, e non passerà molto tempo prima che io scopra chi è. Lei crede di ingannarmi, ma non è l’unica ad avere dei segreti.
Non lascio trasparire nulla, ma più mi avvicino alla verità, più diventa chiaro che, tra queste colline scozzesi isolate, lontane da qualsiasi aiuto, qualcuno pagherà le proprie bugie con la vita…
Un thriller avvincente e impossibile da mettere giù. I fan di La coppia perfetta, Freida McFadden e Jeneva Rose saranno completamente catturati da L’amante di mio marito.
Cosa dicono tutti di L’amante di mio marito:
“Wow, questo libro ha superato ogni aspettativa. L’ho letto tutto d’un fiato fino alle prime ore del mattino, e mi ha persino fatto andare a controllare porte e finestre, e dare un’occhiata fuori per assicurarmi che non ci fosse nessuno che girava nel giardino con una torcia… Consiglio vivamente questo libro.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Ti prende e non ti lascia più.La storia è così tesa ed emozionante che ho dovuto prendere uno Xanax per calmare i nervi mentre leggevo. Impossibile mettere giù il libro e leggerlo tutto d’un fiato. E wow! Che avventura… inganni, vendetta, paura e relazioni extraconiugali si intrecciano per creare una storia brillante. Lettura altamente consigliata e più che meritevole di cinque stelle.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Questo è un libro coinvolgente che ti cattura fin dall’inizio. È un mistero avvincente con così tanti colpi di scena e svolte imprevedibili che mi sono sentito come su una montagna russa. Questo è il primo libro che leggo di questo autore e sicuramente non sarà l’ultimo.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Ho adorato questo libro, assolutamente avvincente, con una trama coinvolgente che mi ha tenuto con il fiato sospeso e a indovinare continuamente cosa sarebbe successo.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Preparati a un libro agghiacciante, con più colpi di scena e svolte di quanto tu possa mai immaginare.” BforBookReview, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Mi ha catturato fin dall’inizio… ritmo veloce e sempre coinvolgente… Terrò d’occhio le prossime opere di Jess Ryder. Sa come scrivere un thriller e mi aspetto che questo libro abbia grande successo.
In "L'amante di mio marito", Jess Ryder costruisce una narrazione in cui la paranoia si fonde con la natura selvaggia delle Highlands scozzesi. La protagonista, Sophie, si ritrova isolata con le sue compagne di nuoto, consapevole che tra loro si nasconde la donna che ha tradito la sua fiducia. Il romanzo risulta estremamente scorrevole e si legge con grande facilità grazie a una prosa dinamica che non lascia spazio alla noia. L’autrice è abile nel gestire la tensione psicologica, trasformando un semplice viaggio tra amiche in un claustrofobico gioco di specchi e sospetti. L'intreccio è decisamente avvincente: la trama invoglia costantemente a proseguire la lettura per scoprire la verità e i segreti che ogni personaggio tenta disperatamente di celare. È un thriller che cattura per la sua capacità di seminare dubbi, mantenendo un ritmo serrato che guida il lettore verso un finale inaspettato. Una lettura vibrante, consigliata a chi cerca una storia di tradimenti e misteri capace di tenere alta l'attenzione dalla prima all'ultima pagina.
⚠️ Una delle mie amiche è l’amante di mio marito… e io non so chi sia.
Doveva essere una settimana perfetta: un rifugio isolato tra le colline scozzesi, vino, candele e confidenze tra amiche. Ma dietro i sorrisi si nascondono segreti. E io sono pronta a scoprire la verità.
✨ Ho letto questo thriller psicologico in anteprima e devo dire che è stata una vera sorpresa. Non è il mio genere (o meglio non lo era 😁), ma avevo voglia di uscire dalla mia comfort zone… e ho fatto benissimo.
📖 Capitoli brevi, ritmo serrato e una tensione che cresce pagina dopo pagina. Il cambio di punto di vista tra Sophie, la misteriosa nuotatrice e la narrazione in terza persona rende la storia ancora più coinvolgente.
💭 Il punto di forza? Ti fa credere di aver capito tutto… per poi ribaltare completamente ogni certezza.
Una lettura avvincente, quasi cinematografica, piena di colpi di scena e con quell’ansia sottile che ti accompagna fino alla fine.
🔍 Intrigante, teso e imprevedibile. Sicuramente il primo thriller psicologico di una lunga serie per me.
Questo libro scava dentro come acqua fredda che ti toglie il respiro e ti costringe a sentire tutto, senza filtri. È un viaggio emotivo che si insinua sotto pelle e ci resta, come un’eco difficile da zittire. La narrazione si muove su un filo teso tra verità e percezione, tra ciò che viene detto e ciò che viene taciuto. Non è solo una storia di segreti, ma una riflessione dolorosamente lucida su quanto i segreti stessi siano inevitabili, quasi strutturali nelle relazioni umane. “Abbiamo tutte dei segreti” non è solo una frase, ma il centro del romanzo: una dichiarazione che smette presto di essere generica per diventare una condanna, o forse una presa di coscienza. Sophie è una protagonista complessa, profondamente umana proprio perché imperfetta. Non è facile amarla e forse è questo uno degli aspetti più riusciti del libro: ci costringe a restare accanto a lei, anche quando vacilliamo, anche quando le sue scelte fanno male. La sua evoluzione non è lineare, né rassicurante. È fatta di contraddizioni, di giustificazioni, di crolli improvvisi e tentativi di ricostruzione. In lei convivono forza e fragilità, lucidità e autoinganno, ma soprattutto quella fame di controllo che nasce quando la vita sfugge di mano e si ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa, anche a costo di farsi male. L’acqua è una presenza costante, quasi simbolica: non solo come elemento fisico, ma come spazio mentale. Fredda, anestetizzante, pericolosa, entrarci significa affrontare sé stessi, sfidare il limite tra resistenza e resa. Il freddo diventa una dipendenza, un modo per sentire e al tempo stesso per non sentire. È una metafora potente della condizione emotiva dei personaggi: sospesi tra il desiderio di dimenticare e il bisogno di capire. Il tema della verità è trattato con una crudezza rara: qui la verità non è liberatoria, non è catartica, è devastante. Arriva tardi, quando ormai il danno è fatto e non sistema nulla: distrugge equilibri già fragili, apre ferite mai rimarginate, costringe tutti a guardare ciò che per anni hanno evitato. Non c’è redenzione facile, né consolazione, solo la consapevolezza che sapere non equivale a guarire. Colpisce anche il modo in cui il romanzo affronta il senso di colpa: non come qualcosa di definito e circoscritto, ma come una nebbia che si insinua ovunque, contaminando ogni ricordo. La responsabilità si frammenta, si sposta, si moltiplica. Nessuno è completamente innocente, ma nessuno è nemmeno completamente colpevole ed è proprio questa ambiguità a rendere tutto più disturbante, più vero. La scrittura è intensa, a tratti quasi fisica. Non si limita a raccontare: fa sentire. Le emozioni non sono mai filtrate o addolcite, ma arrivano dirette, spesso scomode. Ci sono passaggi che sembrano pugni nello stomaco, altri che scorrono come pensieri notturni, lenti e ossessivi. Il ritmo alterna momenti di tensione a pause introspettive, creando un equilibrio che tiene incollati fino all’ultima pagina. Poi c’è quella sensazione persistente, difficile da scrollarsi di dosso: l’idea che il passato non passi mai davvero, che resti lì, sotto la superficie, pronto a riemergere nel momento meno opportuno come cerchi nell’acqua che si allargano silenziosi, invisibili ma inarrestabili. Questa non è una storia che consola: mette a disagio, obbliga a farsi domande scomode però proprio per questo è potente. Alla fine, non parla solo dei suoi personaggi: parla di noi, delle nostre omissioni, delle verità che rimandiamo, delle scelte che giustifichiamo per poter andare avanti. Quando si chiude il libro, resta una sensazione netta: la verità può anche venire a galla, ma non sempre salva; a volte, cambia semplicemente il modo in cui impariamo a convivere con ciò che siamo. Vi consiglio di leggerlo perché mi ha tenuta incollata dall'inizio alla fine e mi ha fatto riflettere sul fatto che la verità spesso è più amara delle bugie.
Quanto può far male scoprire il tradimento del proprio marito dopo anni in cui hai creduto di essere tutto per lui? È successo a Sophie e la donna sta soffrendo terribilmente da più di anno, a nulla è valsa la terapia di coppia, né il rinfacciarsi gli sbagli giorno dopo giorno. Il tradimento l’ha scioccata, amareggiata ma soprattutto l’ha sopraffatta in ogni senso. Per colpa di questo tradimento ha perso fiducia in tutto anche nelle sue capacità. Ed è per cercare di combattere questi demoni che ha deciso di creare un gruppo facebook di donne che nuotano in qualsiasi periodo dell’anno in acque libere, preferibilmente di laghi. Ed è così che fa amicizia con cinque donne: Fern, Elise, Grace, Keira e Ariel le “Sophie’s swimmers” appunto. Si vedono ogni settimana per nuotare per qualche minuto, sanno poco l’una dell’altra ma stranamente è come se si conoscessero da sempre. Per quei pochi minuti a settimana, quando il gelo dell’acqua la avviluppa Sophie ha la sensazione che la sua vita abbia di nuovo senso. Decisa a riprendersi del tutto acconsente a regalarsi una settimana in Scozia con il suo gruppo per una vacanza lontana da tutto e tutti. Senza cellulare, senza negozi, senza tutte le comodità della vita contemporanea. Tutte sono entusiaste ma poco prima di arrivare a destinazione Sophie scopre qualcosa di sconcertante, una delle donne del gruppo non è chi dice di essere e lei dovrà forse guardarsi le spalle più di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Dio mio, il senso di claustrofobia che ho provato mentre leggevo questa storia a volte mi ha sopraffatto perché non è facile vedere che Sophie è sola a combattere contro tutto e tutte, a volte anche contro sé stessa, mentre vede l’amore che ha sempre provato per il marito naufragare lentamente e inesorabilmente. Rendersi conto di aver condiviso gioie e dolori con un uomo che si dimostra un pavido per Sophie è uno shock e il tutto si aggrava quando si rende conto che non è in pericolo solo la sua vita amorosa ma che potrebbe non tornare più da quella vacanza in mezzo al nulla.
Il bello di questo thriller è che credi di aver capito chi è il cattivo e due pagine dopo sei costretta a rimettere tutto in una nuova prospettiva. Nessuno è chi dice di essere tanto che anche chi credevi fosse il cattivo può dimostrarsi un alleato e viceversa. A complicare anche di più le idee è lo stile narrativo visto che la storia viene raccontata sia da Sophie, sia da una delle altre cinque nuotatrici che si ammanta così tanto di mistero che si fa fatica a capire di chi si tratta.
Insomma, “L’amante di mio marito” mi ha piacevolmente colpito soprattutto per il finale del tutto non scontato e dopo aver letto la storia non penserò mai più ad una vacanza lontana dal mondo, può succedere di tutto e non mi piacerebbe non poter avere una via di fuga o una mano amica a cgui chiedere aiuto…
Consigliato sia alle amanti del genere sia coloro che vogliono avvicinarsi al thriller perché prima di tutto è la storia di una donna tradita che cerca di riappropriarsi della sua vita.
Ringrazio @bookoutureItalia per la bellissima collaborazione e ovviamente anche l'autrice @Jess Ryder ❤️
Sophie aveva una vita tranquilla, un matrimonio con Ryan e due meravigliosi figli Ben e Louie. La sua vita però è stata messa sottosopra dopo aver scoperto che suo marito l'aveva tradita, iniziano una terapia di coppia e Sophie , per ritagliarsi qualcosa di suo decide di fondare un club di nuoto in acqua libere. Del gruppo fanno parte Fern, Elise, Grace, Keira e Ariel, tutte di età e vite diverse tra loro, ed è proprio il suo gruppo che decide di organizzare una vacanza detox dallo stress giornaliero. Un viaggio in Scozia nella penisola di Ardnish dove ogni giorno avrebbero fatto nuoto libero nei laghi dall'acqua gelida . Al momento della partenza però tutto crolla, Ryan la chiama per avvisarla che una nel suo gruppo si è infiltrata la sua amante , pericolosa e vendicativa. Da quel momento per Sophie la vacanza è Rovinata, vuole a tutti i costi scoprire chi l'ha tradita ma nel farlo giorno dopo giorno sembra che qualcuno la stia facendo impazzire davanti gli occhi delle altre . Una serie di eventi mette tutte davanti ad una spiacevole verità, su quelle colline scozzesi una o più di loro rischiano di perdere la vita.
LA MIA OPINIONE: Ho accettato questa collaborazione felicissima di farlo perché il libro mi ispirava tantissimo dato che sono un amante di questi generi e amo non solo leggerli ma anche guardarli in TV. Questo genere di thriller psicologico rientra in assoluto nella categoria dei miei preferiti. Questo in particolare è scritto molto bene, in modo fluido ma che lascia sulle spine pagina dopo pagina e con la voglia di arrivare alla fine e scoprire chi si nasconde dietro tutto e soprattutto perché. Una delle cose più mi hanno fatto apprezzare questo libro è il pov che si sussegue per tutta la durata della storia della amante che racconta ed escogita' dei vari sotto il fuggi per creare dei problemi. Un altro momento inaspettato è stato il finale, quanto pensi che aver concluso arrivano altre verità nascoste e questo rende il finale della lettura molto più coinvolgente perché inaspettato è diverso dai soliti thriller. Se è vero che l'originalità paga sono sicura che questo libro avrà il successo che merita.
Per Sophie gli ultimi mesi passati sono stati un inferno: prima il tradimento del marito, poi le sedute di coppia con una consulente matrimoniale, infine le litigate, il senso di umiliazione e la voglia di allontanarsi da tutti e tutto.
Quando si presenta l'occasione di una piccola vacanza con le sue amiche di nuoto, in un posto isolato e immerso nella natura, Sophie prende la palla al balzo e accetta di partire.
Mentre sono in viaggio, Sophie apprende una notozia scioccante - e inquietante: una delle quattro donne è l'amante di suo marito.
Sophie non sa chi è, ma ha tutta l'intenzione di scoprirlo.
Dall'altra parte... l'amante non solo si prende gioco di Sophie; cerca vendetta.
In un secondo la prospettiva di una piacevole e tranquilla gita fuori porta all'insegna del nuoto si trasforma in una trappola mortale.
L'amante di mio marito è un thriller psicologico che fin da subito sembra promettere fuochi d'artificio e tachicardia. Il libro risulta coinvolgente non solo per la trama tortuosa ma anche per la scelta dei pov.
Da una parte abbiamo il punto di vista di Sophie, che si arrovvella per capire chi è la bugiarda del gruppo, dall'altra parte abbiamo il punto di vista, in forma anonima, dell'amante. Proprio come Sophie, il lettore non conosce l'identità dell'amante e questa scelta rende tutto più stimolante, un vero enigma da risolvere. Ho adorato l'ambientazione fresca e gradevole accostata a un atmosfera claustrofobica. Il gruppo è isolato dalla civiltà, senza campo, senza elettricità e senza possibilità di fuga immediata.
Nei primi tre quarti del libro c'è suspese e aspettativa, l'autrice se la gioca veramente bene. I sospetti ricadano su tutte, il marito si dimostra un bugiardo seriale e tutto sembra imprevedibile e "mort4le."
Purtroppo tutta la tensione, la rabbia e l'angoscia percepita si dissolvono negli ultimi capitoli. Il finale risulta piatto e non a livello del resto, inoltre un evento non trova risposta.
Nonostante una, secondo me, non degna conclusione tutto il resto merita. Non riuscivo a mettere giù il libro.
Questo thriller psicologico è assolutamente avvincente e con una trama coinvolgente e ricca di suspense che mi ha tenuto con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina grazie a una pericolosa relazione extraconiugale con una donna in cerca di vendetta per un torto del passato, inganni subdoli e studiati e una bella dose di paura che si intrecciano perfettamente. Sophie, la protagonista, è sposata con Ryan, ha 2 figli, Ben e Louie, ed ha fondato un club di nuoto in acque libere a Elizabeth Lake. Il gruppo attira: Fern, Elise, Grace, Keira e Ariel, tutte di età, interessi e vite diversi, ma con l'uguale voglia di un bel viaggio detox nella penisola di Ardnish, in Scozia, dove affittano Condie’s Retreat, una casa del 700 in pietra. Lì succederà qualcosa di inquietante. Le descrizioni sono ben fatte e curate tanto che sentivo il freddo pungermi le guance e riuscivo a percepire le emozioni di queste donne durante la loro impervia avventura lontano dalla civiltà. La scrittura è scorrevole con uno stile moderno e intrigante che mette in risalto ogni importante dettaglio, inoltre ho apprezzato il POV che si alterna tra la protagonista, Sophie, e la nuotatrice, alias l'amante vendicativa, che mi ha fatto immedesimare molto in entrambe, facendomele conoscere e capire a fondo. I personaggi sono resi molto reali dalle loro caratterizzazioni e dai dialoghi costruiti bene che portano chi legge immancabilmente a porsi degli interrogativi e catturare ogni minimo indizio per arrivare alla risoluzione di un mistero fitto e con svolte imprevedibili. Non è un libro che mi ha stupita, la bravissima autrice ha provato a sviarmi per confondermi le idee, ma avevo capito quasi tutto a metà libro, mi mancava solo un indizio da scoprire, che viene rivelato nell'inaspettato finale, che mi ha chiarito tutto! In conclusione, è un libro autoconclusivo imperdibile che consiglio assolutamente di leggere!
⭐️ Questo rientra nel genere di libri che preferisco in assoluto: quella tensione palpabile fin dai primi capitoli, dove senti che qualcosa sta per succedere ma non sai quando né come… Per me é assolutamente promosso a pieni voti da quel punto di vista, un po’ meno rispetto ad altri, ma ora ne parliamo meglio. ⭐️ Sophie ed il marito Ryan sono ai ferri corti: lui l’ha tradita con una donna, lei fonda un gruppo di nuotatrici in acque libere per avere qualcosa di suo, ma… A quanto pare, una delle donne é, appunto, l’amante del marito. Sophie lo scopre poco prima della partenza di una breve vacanza organizzata assieme a loro e le cose diventano due: cambiare idea o decidere di affrontarla… Si, ma qual é? ⭐️ Oltre al pov di Sophie, che rimane tuttavia quello predominante, abbiamo anche quello della “nuotatrice-amante”: non scopriamo chi é, ma impariamo a conoscerla… e ad averne paura. É questo ciò che crea tensione: vittima e carnefice sono potenzialmente nello stesso posto a svolgere un’attività pericolosa, isolate dal mondo. La cosa bella? Sophie se ne rende perfettamente conto. ⭐️ Mi sono piaciute moltissimo le interazioni tra i vari personaggi, quel cercare di indovinare la figura dell’amante assieme a Sophie stessa: ho impiegato meno di ventiquattro ore a terminare il libro perché, appunto, dovevo sapere! ⭐️ Mi ha meno convinta il finale ed alcune azioni compiute da dei personaggi prima ancora, volti esclusivamente a creare confusione ma che non ho trovato molto credibili a livello realistico. Parlando del finale, ammetto che mi aspettavo di più: la pericolosità che si é avvertita, quel thrill che mi ha fatta continuare a leggere per ore e ore, è andato a sfumarsi, cosa che mi é molto dispiaciuta. Ciò non toglie il fatto che questo libro mi abbia piacevolmente intrattenuta.
Sophie ha deciso di fondare un club di nuoto in acque libere a Elizabeth Lake, per evitare di impazzire dopo aver scoperto il tradimento del marito. Sono in gruppo di donne che ha deciso di andare a nuotare all’aperto tutto l’anno, con qualunque tempo, e tutte sono concordi che questa pratica le aiuti a superare le difficoltà quotidiane. Soprattutto Sophie, che dopo il tradimento del marito aveva bisogno di una valvola di sfogo. Ne era seguito un periodo lungo e difficile in cui Sophie e Ryan avevano anche seguito una terapia di coppia, e poi pur tra mille difficoltà, avevano deciso di darsi ancora una possibilità. Ora, Sophie ha deciso di regalarsi una vacanza con le cinque donne che costituiscono il cuore pulsante del suo gruppo. Non sono veramente amiche, non si frequentano al di fuori del nuoto, ma hanno sviluppato un grande affiatamento. E, ora, hanno deciso di condividere un isolato cottage sulle rive di un remoto lago in Scozia. Durante il viaggio, Sophie viene, però, a conoscenza non solo del fatto che Ryan continua ancora a tradirla, ma che la sua amante fa parte del suo gruppo e potrebbe essere molto pericolosa. La tensione cresce. Sophie è convinta che qualcuno là fuori nella notte la stia spiando e deve guardarsi “dall’altra” che sta tramando contro di lei. L’autrice è molto brava a tenere alta la tensione e a mantenere vivo l’interesse, perché a un certo punto anche il lettore non può fare a meno di osservare le amiche di Sophie, per cogliere quel “battito di ciglia” che tradirebbe l’amante di Ryan. La vicenda, inoltre, è narrata in prima persona dalla misteriosa nuotatrice, e in terza persona secondo il punto di vista di Sophie. Questa scelta narrativa mi è sembrata veramente azzeccata per mantenere vivo l’interesse di chi legge, desideroso più che mai di conoscere la verità.
L’amante di mio marito è un thriller psicologico che parte da un’idea semplice ma molto efficace: Sophie organizza una vacanza con un gruppo di donne conosciute grazie a un club di nuoto in acque gelide, ma durante quei giorni isolati tra le colline scozzesi è convinta che una di loro sia l’amante di suo marito.
Da quel momento il romanzo si trasforma in un gioco di sospetti, mezze verità e tensioni sotterranee, dove ogni dialogo sembra nascondere qualcosa.
Ho apprezzato molto l’originalità della trama: l’idea di riunire in una casa isolata un gruppo di donne, sapendo che una di loro avrebbeo contribuito a distruggere il matrimonio della protagonista, crea subito curiosità e una sensazione costante di disagio.
Jess Ryder riesce bene soprattutto nell’atmosfera: i paesaggi freddi e remoti della Scozia, le nuotate nei laghi ghiacciati e il clima apparentemente rilassat contrastano con la paranoia crescente di Sophie.
Anche lo stile è molto scorrevole e coinvolgente, con capitoli brevi e continui piccoli indizi che invogliano a proseguire la lettura.
Mi ha catturata, nonostante io abbia trovato che alcune parti perdessero ritmo. In certi momenti la tensione si diluisce troppo e alcune dinamiche tra i personaggi sembrano ripetersi senza aggiungere davvero qualcosa alla storia.
A parte questo, il libro funziona bene come thriller psicologico: più che puntare sull’azione, lavora sulle emozioni, sulla sfiducia e sulle crepe nei rapporti umani.
Uno degli elementi più interessanti è proprio il modo in cui la protagonista si lascia consumare dall’ossessione e dal bisogno di scoprire la verità, fino quasi a perdere sé stessa. È questo lato emotivo, più che il colpo di scena finale, a rendere la lettura coinvolgente.
Sophie sta cercando di ritrovare il proprio equilibrio psicofisico dopo aver scoperto che il marito Ryan l'ha tradita. Hanno due figli e una storia con molti misteri e diverse bugie alle spalle, perciò non sa se ricostruire il loro rapporto o lasciarsi tutto alle spalle ricominciando una nuova vita. Ma per fare ciò deve staccare, così crea un gruppo di donne che si riuniscono per nuotare anche e soprattutto in acquee gelate. Una volta rafforzato, il gruppo decide di concedersi una vacanza in un luogo isolato in Scozia, niente cellulari, niente corrente. Ma durante il viaggio Sophie scopre che una delle sue amiche è l'amante di suo marito, ma non sa chi. La vacanza si trasforma così in un turbinio di ansia, dubbi, vendette che costringono l'autore a chiedersi chi è chi e che intenzioni ha e soprattutto qual è il segreto che Sophie nasconde da una vita.
Parto col dire che l'ambientazione nelle coste scozzesi mi è piaciuta molto, la scrittura è stata talmente vivida da poter percepire il freddo. Ho empatizzato tanto con la protagonista e ho odiato tantissimo il marito. Solo per un associazione casuale ho scoperto chi era l'amante, ma credetemi che ho comunque passato tutto il tempo a chiedermi chi fosse davvero, oltre a un colpo di scena davvero inaspettato!
L'autrice è stata molto brava nel portare all'interno della storia dei temi importanti, come la fiducia e la lealtà non solo in una coppia, ma anche tra amiche. Si parla anche di identità femminile, una volta sposate siamo solo mogli e madri? Perché non possiamo continuare a essere anche donne? E quindi porta a galla il fatto che queste donne cercano di riappropriarsi della loro identità. Conoscete il detto "le bugie hanno le gambe corte"? Ecco, questo thriller ci mostra come le bugie non arrivano molto lontano e servono solo a peggiorare una situazione, io poi sono una di quelle persone che odia profondamente le bugie, non le sopporto proprio. Traumi passati? Assolutamente sì. Si parla anche di come, nonostante la coppia non funzioni più, si provi comunque a riallacciare i rapporti, riaccendere quella fiammella ormai spenta. Ma quando una cosa così si fa per i figli e non per sé stessi secondo voi può funzionare?
Lo stile di scrittura è semplice, ma chiaro, immersivo e con un ritmo ben serrato, proprio come piace a me. Invoglia la lettura e se non fosse stato per il tanto lavoro che avevo lo avrei sicuramente divorato più velocemente! E' scritto in prima persona e i capitoli grazie al cielo sono brevi. Vediamo poi due punti di vista, uno di Sophie, che è quello più ampio e quello dell'amante, che è un po' più marginale ma importante ai fini della trama.
Se cercate un thriller psicologico carico di tensione e mistero, che tratta di relazioni, bugie, tradimento e amicizia tra donne, penso che potrebbe fare per voi!
Ho trovato questo romanzo molto particolare. La trama tratta di Sophie, una donna che si ritrova ad affrontare un matrimonio ormai in frantumi, che cerca di portare avanti e di superare grazie al nuoto. Proprio tramite questa passione creerà un gruppo di donne che, come lei, cercano di trovare un punto di sfogo nelle loro vite. Il gruppo proverà a conoscersi ancora di più organizzando una vacanza totalmente "detox" dai loro problemi. Il luogo prescelto per la vacanza sarà in mezzo alla natura selvaggia della Scozia, dove la civiltà ancora non è arrivata. Purtroppo, quella vacanza sarà tutto tranne che rilassante, in particolare per Sophie... La trama è molto originale e il romanzo è pieni di colpi di scena che riescono a tenere il lettore incollato al libro fino alla fine. Anche la stessa ambientazione l'ho trovata molto realistica, in molti thriller i personaggi si ritrovano in posti isolati per futili motivi, ma non qui. L'ambiente sembra essere parte del "brivido", un personaggio silenzioso che continua a mostrare la sua pressione sul lettore nella maggior parte delle scene. Sono rimasta un po' meno contenta dei personaggi. Sophie è stata quella che mi ha maggiormente convinta, mentre le altre le ho trovate troppo passive o comunque con poca logica in molti dei loro ragionamenti. La nuotatrice mi ha delusa molto, perché ha creato un totale casino per poi autodistruggersi, senza nemmeno mettere in atto il suo piano (rubato da un altro personaggio che lo utilizza al posto suo). In conclusione, ho trovato il libro molto carino e originale, con alcune lacune strutturali relative ai personaggi, ma in grado di intrattenere il lettore fino alla fine.
🇮🇹 La premessa di questo thriller è super accattivante: una donna convinta che il marito la tradisca con una delle sue amiche più strette… e da lì parte una spirale di paranoia, sospetti e tensione crescente 👀
Non amo particolarmente la narrazione in terza persona singolare 😅 ma qui c'è il doppio POV che funziona davvero bene, soprattutto perché il punto di vista della “nuotatrice” (ovvero la misteriosa amante!) aggiunge un alone di mistero inquietante 😳 all’inizio, infatti, sembra tutto abbastanza prevedibile, ma andando avanti emergono motivazioni molto più oscure del previsto 😨
L’ambientazione è uno dei punti forti del romanzo: claustrofobica, opprimente, quasi asfissiante. La paranoia di Sophie è resa benissimo e contribuisce tantissimo alla suspense, anche se in alcuni momenti il ritmo risulta un po’ altalenante ❗️
Alcune dinamiche mi sono sembrate poco credibili e il lettore viene volutamente confuso per buona parte della storia 🫨 ma devo ammettere che verso il finale la Ryder è riuscita comunque a sorprendermi. Avevo intuito l’identità della nuotatrice, ma certi colpi di scena non li avevo proprio visti arrivare 💣
Il finale è amaro, per certi versi, ma assolutamente coerente con tutto il percorso narrativo.
✨ Un thriller perfetto per chi vuole avvicinarsi al genere senza rinunciare a mistero, tensione e qualche buon twist finale!
Una donna scopre che il marito ha un’amante… ma nulla è davvero come sembra. Quello che inizia come un sospetto si trasforma presto in un intreccio di segreti, tensioni e verità nascoste.
Un thriller davvero avvincente, capace di tenerti sulle spine dalla prima all’ultima pagina.
La trama è costruita con intelligenza e ritmo, portandoti a entrare sempre di più nella storia, tra tensione crescente e colpi di scena ben dosati. La risoluzione è soddisfacente e riesce a dare senso a tutto ciò che accade lungo il percorso.
Una delle cose che ho apprezzato di più è stato il continuo gioco mentale con il lettore: per tutto il libro mi sono chiesta chi fosse davvero l’amante… e puntualmente mi sbagliavo. Ogni volta che credevo di aver capito, la storia riusciva a ribaltare tutto, mantenendo altissima la curiosità.
I personaggi sono ben costruiti, credibili e mai banali, mentre l’atmosfera è inquietante al punto giusto, capace di creare un senso costante di tensione e disagio.
È uno di quei libri che ti lascia senza fiato in più momenti, che ti spinge a continuare a leggere e che riesce davvero a inquietare.
Una lettura coinvolgente, perfetta per chi cerca un thriller che sappia sorprendere fino alla fine.
Mi aspettavo un thriller psicologico e invece, almeno per buona parte del libro, mi sono ritrovata davanti a una storia che fatica davvero a entrare nel vivo. L’inizio è eccessivamente lento e pieno di dettagli quotidiani che non aggiungono nulla alla trama, al punto che dopo diversi capitoli sembra di essere ancora fermi al punto di partenza. Quando finalmente succede qualcosa e la storia inizia a ingranare, il problema è che arriva troppo tardi. Da lì in poi gli eventi non mancano, anzi: succede davvero di tutto. Il punto è che vengono gestiti in modo confuso, con rivelazioni poco costruite e colpi di scena che invece di aumentare la tensione finiscono per disorientare. Anche i personaggi non aiutano: la protagonista risulta sempre più difficile da empatizzare, mentre gli altri restano poco sviluppati o poco credibili. Paradossalmente, le parti più interessanti sono quelle dedicate all’antagonista, perché sono le uniche in cui si percepisce davvero un minimo di tensione. Il risultato è un libro con buone idee, ma raccontate in modo poco efficace: più che coinvolgimento, lascia una sensazione di confusione.
Una foto può cambiare tutto. È quello che succede a Sophie quando fa serata con le compagne di nuoto libero in acque fredde, scatta un selfie e lo mostra al marito. Gli mostra le amiche con le quali ha appena concordato di passare una settimana di detox digitale in una cabina nei boschi scozzesi, isolata dal mondo. E lui le risponde: non partire, una di quelle donne è stata la mia amante e credo voglia farti del male. Sophie potrebbe reagire in mille modi diversi, ma sceglie quello più folle: partirà, farà finta di nulla e scoprirà chi sia quella donna. Inizia così un thriller psicologico ad alta tensione che mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Lo stile dell’autrice è davvero scorrevole e non ci sono mai stati punti morti o scene noiose. L’ho davvero divorato, curiosa di scoprire chi fosse l’amante; il finale, però, mi ha delusa. Mi aspettavo un climax ascendente e una rivelazione clamorosa, invece è stato tutto molto più pacato, quasi sottotono, e ha un po' rovinato le mie aspettative. Un peccato, perché aveva il potenziale per essere un thriller memorabile. Resta comunque una bella lettura che consiglio agli amanti del genere.
"L'amante di mio marito" è il primo romanzo che leggo, scritto da Jess Ryder. Come lettura è stata scorrevole e piacevole; penso che dopo questo ne leggerò altri in futuro.
Il romanzo è l'incarnazione di ciò che potrebbe succedere se le persone non comunicano tra di loro e non affrontano il dolore e il proprio passato. Il "rimanere bloccati" e non riuscire nemmeno a fare un passo in avanti è stato reso molto bene in questo libro.
Non esiste un personaggio che sia solo positivo, sono tutti personaggi reali che hanno i loro lati buoni e i lati cattivi. Per questo sono molto veritieri, umani. Il finale non me lo sarei assolutamente aspettata (così come alcuni degli altri colpi di scena che mi hanno sorpreso molto).
Peccato per le poche descrizioni dei paesaggi in quanto in alcuni momenti mi dimenticavo di trovarmi nelle Highlands e la storia poteva essere ambientata in qualsiasi altro posto del mondo. Questa mancanza potrebbe essere anche data dalla traduzione visto che quando non si legge in lingua originale ci possono sempre essere delle sfumature che vengono perse da parte del lettore.
In un’atmosfera umida e nebbiosa di una Scozia selvaggia e ostile si svolge la vicenda di questo thriller inquietante e con un ritmo adrenalinico… Un gruppo di donne… Una vacanza che doveva unirle ancora di più… Sospetti e mistero aleggiano fra di loro, scardinando certezze e amicizie…. La storia è incalzante, una trama complessa e un’angoscia trisciante, rendono questa vicenda decisamente inaspettata… Tutto è incentrato sul punto di vista della protagonista, Sophie, caratterizzata molto bene, con le sue ansie e le sue insicurezze, ma la voce fuori campo, quella dell’amante di cui non si conosce il nome, spiazza tutte le nostre certezze e le ipotesi si susseguono come una perfetta indagine…. Per non parlare poi del plot twist finale che ribalta la storia e dà una visione sconvolgente a tutta la vicenda… Una lettura avvincente e intrigante, mi ha catturato e colpito fin dalle prime pagine…. Decisamente una trama originale e ….spiazzante! con una scrittura molto fluida che incatena il lettore che divora ogni pagina per arrivare là dove ciò che pensava si rivela essere tutt’altro….
Ho amato l'ambientazione in questi luoghi remoti e il nuoto in acque gelide mi ha colpita particolarmente. Una disciplina insolita che mi ha fatto venire i brividi, le sensazioni che provano le amiche tuffandosi e sfidando la natura sono sono così vivide, mi è sembrato di immergermi con loro, di sentire l'impatto dell'acqua gelida sulla pelle e l'adrenalina.
Ma quello che mi ha tenuta incollata alle pagine è stata la curiosità di scoprire la verità. Il punto di vista alternato tra la protagonista e la "nuotatrice", l'amante la cui identità rimane volutamente celata e avvolta nel segreto fino alla fine, rendono la lettura coinvolgente ed avvincente. Tutto si intreccia, presente e passato, niente è come sembra! E soprattutto... l'amante non è l'unica ad avere dei segreti! 🤐 Una lettura che consiglio!
Questo è uno di quei thriller che non ti travolgono con un colpo di scena improvviso, ma ti tengono lì… lentamente, con una sensazione costante di freddo addosso.
Il gioco è semplice: una delle amiche è l’amante del marito.
E tu devi capire chi.
Il doppio POV funziona bene, soprattutto quello della “nuotatrice”, che aggiunge un livello di inquietudine costante. Non sai chi sia, ma senti che è lì, sempre più vicina.
E poi c’è quell’indizio.
Quello che, se lo cogli, cambia tutto.
Non è evidente, non è sottolineato, ma c’è. E quando arrivi verso la fine, o lo hai già visto… o ti colpisce all’improvviso.
Sophie è un personaggio che funziona perché è reale. Non è brillante, non è un passo avanti a tutti. È una donna che sospetta, che sbaglia, che si aggrappa a quello che crede di avere. E forse proprio per questo, a tratti, risulta anche prevedibile.
La sua evoluzione però mi è piaciuta. Arriva a un punto in cui smette di subire e decide di affrontare tutto, anche le conseguenze. Non è una trasformazione eroica, è qualcosa di più concreto. Più umano.
Quello che invece mi ha lasciata un po’ a metà è la gestione di alcune parti della trama.
La sottotrama legata a Ryan resta sospesa, come se mancasse un ultimo tassello. E anche la “nuotatrice”, pur essendo centrale, non ha una profondità psicologica così incisiva come mi aspettavo.
Eppure…
l’atmosfera funziona.
Le ambientazioni scozzesi, l’acqua gelida, l’isolamento… tutto contribuisce a creare quella sensazione che qualcosa non torni mai davvero. Non è il classico thriller che punta tutto sul finale, è uno di quelli che ti costruiscono addosso un disagio lento.
E alla fine resta proprio questo.
Non tanto la verità.
Ma il momento in cui smetti di mentire a te stessa.
Un thriller molto coinvolgente, capace di catturare fin dalle prime pagine. La lettura è scorrevole e appassionante, tanto da finirlo in poco tempo. I personaggi sono ben costruiti e credibili, e le descrizioni dettagliate ma mai pesanti. Interessante anche la presenza del punto di vista dell’amante, che arricchisce la storia offrendo una prospettiva diversa. Mi è piaciuto moltissimo 🫶
TRAMA: Sophie è in una fase burrascosa del suo matrimonio e si sfoga praticando nuoto in acque libere assieme ad altre ragazze dette le “Sophie’s swimmers”; il suo piccolo angolo di serenità sta però per crollare quando le ragazze decidono di intraprendere una vacanza all’insegna del digital detox… Sophie infatti scopre che una delle sue amiche ha una relazione con suo marito.
RECENSIONE: Il grande punto forte di questo romanzo è sicuramente l’ambientazione: i laghi della Scozia, la natura incontaminata, un cottage desolato… tutto veramente assolutamente evocativo!
La storia parte abbastanza lenta, ma prende poi vigore se non ci si fa ingannare dalle prime 80 pagine e viene messa tanta carne al fuoco (forse un po troppa).
La suspense è buona e i capitoli dal POV della “nuotatrice” rendono il tutto più intrigato e coinvolgente; il fatto poi che l’intero romanzo sia dal POV di Sophie la rende un’esperienza immersiva, un thriller psicologico nel vero senso del termine.
Il finale è carino e socialmente diverso dall’ordinario, ma con alcuni tratti leggermente prevedibili.
Tutto sommato una buona lettura, piacevole e accattivante, ma non così tesa come altri romanzi di questo genere.
Molto intrigante. Hai voglia proprio di andare avanti e di scoprire cosa succede. Il finale? Carino! Sicuramente lo avrei apprezzato di più se fosse stato un telefilm con i volti perche non ho avuto l effetto wow! Altre cose alla fine che mi hanno lasciata un' po' spaesata ma scritto bene e vuoi proprio finirlo
il libro è scorrevole, piacevole.. si legge veramente bene. ho trovato il finale un po' così così.. ci stava bene un bel colpo di scena, manca quell'elemento che lo rende memorabile. Però ganza come idea
Storia intrigante e imprevedibile, che tiene incollati alle pagine. Finale un po' discutibile, ma comunque consigliato per gli amanti dei thriller psicologici.