È il 1811 a Lyme, un tranquillo villaggio sulla costa meridionale inglese. Ma quando vi sbarcano le tre sorelle Philpot, quella quiete diventa subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, creature bizzarre per gli abitanti di quella terra spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, sorprende tutti coi suoi turbanti verdolini. Louise coltiva una passione per la botanica, incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne spettano solo doveri. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande, a suscitare clamore. A venticinque anni, dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella, invece è orgogliosamente libera e istruita e non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, una ragazzina vivace che passa il suo tempo sulla spiaggia, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi forse vissuti in un tempo perduto. Il reverendo Jones dal pulpito tuona che non può essere Dio non può aver creato delle bestie così grandi per poi sbarazzarsene. Elizabeth Philpot invece non solo crede a Mary ma la protegge anche dai cacciatori di fossili e dagli avventurieri che accorrono a frotte a Lyme. Fra loro, il colonnello Birch, un militare dritto e sicuro di sé che con il suo fascino torbido è una minaccia per quella nuova sorellanza. Basata sulla vicenda reale di Mary Anning, cui si deve il primo ritrovamento in assoluto del cranio di un ittiosauro, Strane creature è una straordinaria storia di donne in lotta contro le convenzioni della propria epoca per aprire la strada al progresso e alla uno dei romanzi più amati di Tracy Chevalier.
Sento l’eco di quel fragore ogni volta che trovo un fossile, una piccola scossa che «Sì, Mary Anning, tu sei diversa dalle altre rocce della spiaggia». È questo che vado cercando ogni il fremito della saetta, la mia differenza.
«Questa è una storia vera. Vera, poetica e sorprendente. Tracy Chevalier ha voluto ancora una volta rendere omaggio a eroine che vogliono sottrarsi al loro destino e spiccare il volo». la Repubblica
«Chevalier scava nelle vite di queste donne con ingegno e mano sicura. Come una cacciatrice di fossili, setaccia la Storia e costruisce una narrazione meravigliosa». Financial Times
«L’autrice de La ragazza con l’orecchino di perla fa con Mary ed Elizabeth ciò in cui eccelle da rivelare lentamente, con perizia di dettagli, la natura dell’animo umano». The Guardian
Born: 19 October 1962 in Washington, DC. Youngest of 3 children. Father was a photographer for The Washington Post.
Childhood: Nerdy. Spent a lot of time lying on my bed reading. Favorite authors back then: Laura Ingalls Wilder, Madeleine L’Engle, Zilpha Keatley Snyder, Joan Aiken, Susan Cooper, Lloyd Alexander. Book I would have taken to a desert island: Anne of Green Gables by L.M. Montgomery.
Education: BA in English, Oberlin College, Ohio, 1984. No one was surprised that I went there; I was made for such a progressive, liberal place.
MA in creative writing, University of East Anglia, Norwich, England, 1994. There’s a lot of debate about whether or not you can be taught to write. Why doesn’t anyone ask that of professional singers, painters, dancers? That year forced me to write all the time and take it seriously.
Geography: Moved to London after graduating from Oberlin in 1984. I had studied for a semester in London and thought it was a great place, so came over for fun, expecting to go back to the US after 6 months to get serious. I’m still in London, and still not entirely serious. Even have dual citizenship – though I keep the American accent intact.
Family: 1 English husband + 1 English son.
Career: Before writing, was a reference book editor, working on encyclopedias about writers. (Yup, still nerdy.) Learned how to research and how to make sentences better. Eventually I wanted to fix my own sentences rather than others’, so I quit and did the MA.
Writing: Talked a lot about becoming a writer as a kid, but actual pen to paper contact was minimal. Started writing short stories in my 20s, then began first novel, The Virgin Blue, during the MA year. With Girl With a Pearl Earring (written in 1998), I became a full-time writer.