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Novantatré

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"Al di sopra delle rivoluzioni stanno la verità e la giustizia, come il cielo stellato al di sopra delle tempeste. Tale era quella smisurata campo trincerato del genere umano assaltato da tutte le tenebre a un tempo; fuochi notturni di un esercito d'idee assediate; immenso bivacco di spiriti su un versante d'abisso".

Ambientato nel cuore dell'anno del Terrore, Novantatré è l'ultimo grande romanzo di Victor Hugo e il suo definitivo confronto con la Rivoluzione francese. Nella Vandea in fiamme, dove la guerra civile oppone contadini monarchici e repubblicani, tre figure titaniche incarnano le forze in conflitto. Il marchese di Lantenac, aristocratico bretone e capo della rivolta realista, è un uomo di rigore capace di atti di eroismo e di spietatezza, incarna l'onore antico che non transige. Dall'altra parte, il giovane Gauvain, suo pronipote, ha scelto la Repubblica; comandante brillante, sogna però una rivoluzione più umana, fragile equilibrio che il fanatismo dell'epoca non tollera. A sorvegliarlo è Cimourdain, ex sacerdote divenuto inflessibile commissario mentore e quasi padre di Gauvain, è il volto severo dell'ideale che non arretra. Tra battaglie senza quartiere, navi in balia delle tempeste e fortezze assediate, i tre destini si stringono in un nodo tragico.

In questo affresco epico e incandescente, Hugo mostra una storia dove nessuno è del tutto puro o il vero protagonista è l'enigma stesso della Storia, che spinge uomini grandiosi e contraddittori a misurarsi con l'abisso del proprio tempo.

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Published November 28, 2025

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Victor Hugo

6,554 books13.4k followers
After Napoleon III seized power in 1851, French writer Victor Marie Hugo went into exile and in 1870 returned to France; his novels include The Hunchback of Notre Dame (1831) and Les Misérables (1862).

This poet, playwright, novelist, dramatist, essayist, visual artist, statesman, and perhaps the most influential, important exponent of the Romantic movement in France, campaigned for human rights. People in France regard him as one of greatest poets of that country and know him better abroad.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Elisa Strambi.
3 reviews
July 17, 2024
Questo libro è straordinario. Le metafore sono piazzate con cura sullo sfondo della rivoluzione francese, sempre nel punto più elegante. Se Gauvain combatte, le frasi sono brevi e scattanti come sciabole. Se Cimourdain giudica, sono ordinate e dirette come un ordigno. Se Michelle riflette, sono cantilene ululate alla foresta. E i personaggi appaiono come tragici eroi dagli echi omerici, che gridano all'onore, alla patria e all'umanità.
Mentre Hugo canta valori nell'arringa di Radoub, li intervalla con barbosi elenchi di nomi.
Ma quanto mi sono piaciuti.
Quanto è bello che passi dal dipingere un quadretto del gioco di tre angioletti innocenti nell'inferno, al trattare questioni travagliate come l'equilibrio tra coscienza e dovere che ha come unica soluzione il passaggio di colpa da un antieroe all'altro.
Leggeteli questi francesi.
Sono orgogliosi e un po' superbi, ma si meritano di esserlo.
Profile Image for Marta Palumbo.
80 reviews
April 9, 2026
"La rivoluzione estirpa la monarchia nel re, l'aristocrazia nel nobile, il despotismo nel soldato, la superstizione nel prete, la barbarie nel giudice, in una parola tutto ciò che è tiranno. [...] Un chirurgo somiglia a un macellaio, chi guarisce può somigliare a un carnefice. La rivoluzione si consacra alla sua opera finale. Mutila ma salva."

Ultimo romanzo di Victor Hugo, condensa il suo pensiero politico e sociale, riprendendo alcuni temi e tipi già esplorati ne I miserabili. In questo caso, l'approccio storico è ancora più presente - sebbene l'idealismo e il lirismo allontanano del tutto la ricostruzione storica - essendo il fulcro della vicenda il 1793, l'anno terribile della Rivoluzione francese. Si tratta, infatti, dell'anno del Terrore, fase più radicale in cui primeggia la figura di Robespierre. In particolare, si narra la guerra civile che viene condotta contro la Valdea, regione della Francia molto legata al re e, quindi, avversa alla Rivoluzione. Come negli altri romanzi di Hugo, la Storia si intreccia con le vicende familiari, piccole, in una contrapposizione che ricordano la guerra e la pace di Tolstoj. All'interno dello scontro ideologico e politico tra rivoluzione e reazione se ne pongono altri, piccoli nella dimensione ma enormi nella portata morale (la coscienza del singolo rimane sempre un caposaldo nella poetica di Hugo): un confronto tra generazioni e, pertanto, di posizioni - Lantenac e Gauvain, appartenenti alla stessa famiglia nobile ma di opposte visioni -; Cimourdain e Gauvain, entrambi fautori della Rivoluzione, ma con spirito più o meno radicale; la storia, drammatica ma non tragica, di Michelle Flechard, giovane donna che deve recuperare i tre figli, tra i primi personaggi a comparire sulla scena.
L'intreccio delle varie vicende viene diluito per tutta la lunghezza del romanzo, riprendendo in continuazione i personaggi e i luoghi, in quanto Novantatré nasce come feuilletton. I personaggi vengono sempre introdotti in maniera epica: Lantenac, quasi un Jean Valjean più reazionario, viene presentato come avversario e vincitore niente meno che di un cannone in balia di una tempesta marina.
La forte componente individuale e la preponderanza della coscienza fanno sì che la storia non si possa considerare un ritratto oggettivo della Storia, né si può pretendere un approccio neutro. La rivoluzione viene presentata nella sua forma più smagliante e ideologica, con le riforme apportate che, in un'ottica molto ampia, arrivano fino a noi. Tuttavia, grazie alla presenza del giovane Gauvain, la penna di Hugo permette di vedere anche l'eccesso della Rivoluzione: non esce una visione univoca, ma vengono tratteggiate varie reazioni allo stesso evento storico, basate sul vissuto e sulla formazione di ognuno.
Vittorio l'ha fatto di nuovo.
Profile Image for Dolci Fusa.
539 reviews2 followers
January 30, 2026
La solita strepitosa prosa, l'umanità di poveri e nobili, la tragicità della vita, la brutalità della guerra.
Victor Hugo, una garanzia che centellino accuratamente.
Ottima anche la lettura del narratore, Alberto Bergamini, anche se a sprazzi un po' troppo teatrale.
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