Nella loro casa per le vacanze, a pochi passi dalla spiaggia, Elizabeth compone il numero della polizia con le mani tremanti.«Il mio bambino… è scomparso.»
Elizabeth è la madre affidataria di Joe, ma lo ama come se fosse suo. Il piccolo di cinque anni, che adora i supereroi e osservare gli uccellini fuori dalla finestra, è il figlio che ha sempre sognato. Guardando il giardino dove stava giocando pochi istanti prima, sente il cuore strapparsi dal petto.
Avrebbe dovuto salvare Joe dalla madre naturale, la donna che quasi gli ha negato la possibilità di vivere. La stessa che ora cerca disperatamente di riaverlo con sé.
Avrebbe dovuto proteggere Joe da suo marito. L’uomo che, in questo momento, mente alla polizia dicendo di essere in cucina a preparare la colazione quando Joe è sparito. Colui che le stringe la spalla, intimandole di tacere.
Avrebbe dovuto vegliare su Joe. Ora sono a pochi passi dall’oceano, e il piccolo Joe non sa nuotare.
Poi, nell’acqua, viene trovato il piccolo sandalo blu di Joe. Se è successo davvero il peggio – l’impensabile – Elizabeth non potrà mai perdonarsi. E se fosse stato il segreto che nasconde da anni, la colpa che la divora dentro, a mettere in pericolo il suo bambino?
È arrivato il momento di dire la verità – anche se significa perdere il figlio che è il suo intero mondo. Anche se potrebbe costarle la vita.
Un thriller psicologico assolutamente avvincente, pieno di colpi di scena, sui segreti di famiglia, un matrimonio al limite e il confine mortale tra amore e odio. Perfetto per i lettori di Lisa Jewell, Liane Moriarty e Freida McFadden.
Ecco cosa dicono i lettori de La famiglia affidataria:
“Il cuore in gola e le lacrime agli occhi…Lo consiglio assolutamente.” sarahc_loves_reading, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Strepitoso… non riuscivo a smettere di leggerlo. L’ho finito in un’unica sessione; per fortuna il giorno dopo non avevo lavoro né altri impegni!” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Wow, che storia intensa e avvincente!… Il cuore mi batteva all’impazzata per tutto il tempo. Mi sono ritrovata a divorare le pagine perché dovevo assolutamente scoprire cosa stava succedendo.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Non potrei raccomandarlo abbastanza!” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Un page-turner fin dalla prima pagina!… Preparatevi a non dormire: è un libro che non vorrete più mettere giù. Lo consiglio vivamente!!” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Mi ha tenuta con il fiato sospeso!Mi ha conquistata fin dall’inizio e l’aspetto emotivo del libro mi ha davvero toccata nel profondo, tanto da strapparmi qualche lacrima sul finale!” Nicki’s Book Blog, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Ti terrà con il fiato sospeso fino alla fine!… Un page-turner da cui è impossibile staccarsi… ti farà restare sveglio tutta la notte.” Tropical Girl Reads Books, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Da togliere il fiato… Ti fa continuamente sospettare e cambiare idea… Assolutamente impossibile da mettere giù… Questo thriller dal ritmo incalzante ti prende per il cuore già dal primo capitolo e non ti molla fino all’ultima pagina… Molto più di un thriller un vero gradino sopra gli altri del genere… non vorrai perderti questo libro! E dopo vorrai leggere anche tutto il resto di questa autrice.” Recensore di Goodreads, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Wow, che libro… Ho amato così tanto questa storia che non riuscivo a mettere giù il libro. Una lettura preziosa.” Recensore di NetGalley, ⭐⭐⭐⭐⭐
“Una delle migliori autrici che abbia mai incontrato. Una lettura straordinaria. Avvincente, piena di suspense e totalmente coinvolgente.” Recensore di NetGalley, ⭐⭐⭐⭐⭐
Nicole Trope writes psychological thrillers about families in crisis and the secrets we keep from ourselves and others. She has always been fascinated by the stories behind the headlines and published her first novel in 2012. In 2026 she will publish her 20th novel with Bookouture. She is a USA Today and Amazon bestseller in the USA, UK, AUS, Canada and Germany. Her books have been translated into German, Italian, Polish, Hungarian and French and Japanese. She lives in Sydney with her husband and three children Current Publication: What Have You Done?-October 17th 2025 Next publication: A Perfectly Nice Family: March 6th 2026
Elizabeth, Howard e Joe sono una famiglia, o meglio provano ad esserlo tra mille insidie, segreti nascosti e verità taciute. Elizabeth e Howard non hanno avuto figli naturali, ne hanno avuti alcuni in affido per un periodo ma poi hanno smesso per un motivo non ben identificato. Ora, però ci hanno riprovato ed è così che è arrivato nelle loro vite Joe, un dolcissimo bambino di cinque anni che nella sua breve vita ne ha già passate più di quante ne possa affrontare un uomo adulto. Figlio di una madre tossica che ha anche provato a venderlo al miglior offerente è talmente assetato d’amore da accettare tutto quello che il destino gli mette davanti. Tanto che da quando ha conosciuto la sua nuova mamma Elizabeth ha deciso che farà di tutto per rimanere con lei, anche se Howard, il suo nuovo papà, non gli piace molto. Secondo voi riuscirà a coronare il suo sogno di amore e normalità? La storia di questa “famiglia” mi ha stretto il cuore in svariate occasioni e non solo per quel dolce bambino disposto a subire parole dure e maltrattamenti, o per il suo coraggio e la sua resilienza ma anche per una donna come Elizabeth che dopo aver subito vessazioni e maltrattamenti per più di vent’anni in cambio quasi di nulla, trova la forza di difendere l’unica cosa bella della sua vita. La “Famiglia affidataria” mi ha affascinata fin dal prologo dove ci sono due personaggi di cui non si conosce né il nome né il ruolo che avranno nella storia e che, nonostante questo, mi sono entrati subito sottopelle. Così come ho amato visceralmente Gordon, un vecchietto vicino di casa della famiglia che inizia a fare i conti con la senilità e la perdita della memoria a breve termine e che tenta in tutti i modi di proteggere Elizabeth e Joe. A lettura completata posso dirvi che l’autrice non si è limitata a scrivere un thriller psicologico ma che ha inserito nella storia dei temi così difficili e delicati da togliermi il fiato in più di un’occasione. In primis ha saputo descrive in modo magistrale cosa accade all’interno di una relazione tossica e quanta paura può istillare un partner violento nella propria compagna, isolandola e togliendole ogni più piccolo piacere così da farle diventare le ombre di loro stesse. Elizabeth, infatti, non ha mai avuto il coraggio di raccontare a nessuno, nemmeno alla sua famiglia quanto il marito sia “strano” e instabile e per la speranza di avere un figlio si è sempre fatta carico di tutte le colpe anche quelle che esistevano solo nella testa del marito. L’autrice ha poi affrontato anche il delicato tema della senilità dei primi sintomi dell’Alzheimer e credetemi non è stato facile per me leggere di questa malattia, eppure, l’autrice lo ha fatto con un tatto fuori dal comune. E poi c’è Joe, il piccolo e coraggioso Joe, il bimbo che ogni mamma vorrebbe ma di lui non aggiungo altro, sappiate solo che ho pianto tanto per le carte che il destino gli ha dato. Quindi, cosa posso dirvi se non leggetelo, leggetelo, leggetelo perchè ne rimarrete entusiasti proprio come me.
È stato un thriller avvincente , letto in pochissimo tempo , non avrei mai smesso di leggerlo , mi sono anche emozionata e un thriller é difficile che ti dia queste sensazioni , non é affatto scontato. Succede tutto in pochi giorni , in una casa vacanza , un bambino di nome Joe , sparisce . I suoi genitori affidatari non lo trovano da nessuna parte. Elizabeth la sua " mamma " è stravolta , lo ama più della sua vita. Ma nessuno sa che il marito non è quello santo che potrebbe sembrare. È un uomo subdolo e manipolatore , anche con il bambino. Elizabeth è stata zitta per amore della famiglia. Ma ora basta!. Come andrà a finire? Per scoprirlo , lo dovete leggere assolutamente , perché vi piacerà e ne rimarrete affascinati. Ringrazio Bookouture Italia per avermelo mandato , così ho potuto leggerlo in anteprima.
Lo leggerete??? Come sempre aspetto di leggere I vostri commenti. 😍❤️
Editore: Bookouture Pubblicato: L'8 giugno 2026 Pagine: 288 ⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Questo di Nicole Trope è un thriller che non ti lascia respirare. Scritto con più voci e punti di vista, tiene alta la tensione fino all’ultima pagina, dando risalto alla profondità dei personaggi e a colpi di scena che arrivano quando meno te li aspetti. Ma ciò che distingue questo libro dagli altri thriller è la delicatezza con cui affronta temi difficili: la vulnerabilità dei più deboli, il sistema dell’affidamento e, soprattutto, la violenza domestica. Quest’ultimo punto mi ha toccato particolarmente perché, essendoci in parte passata, so bene che non si può capire quanto sia difficile uscirne se non lo si vive sulla propria pelle. Trope lo racconta senza giudicare, con un rispetto che si sente in ogni pagina. Lettura che consiglio con tutto il cuore.
Siamo a Gilmore, una cittadina costiera australiana e Joe, un bambino di 5 dolce, intelligente, affettuoso e con un passato triste e complicato, sta passando le vacanze con la sua famiglia affidataria. Elizabeth è la sua mamma affidataria, con lei instaura un bel rapporto, lei lo ama come se fosse suo figlio, ma è intrappolata in una relazione tossica con il padre affidatario di Joe, Howard. All'apparenza è un uomo premuroso, affascinante, ma ciò che emerge pagina dopo pagina è qualcosa di mostruoso… Gordon invece è il loro vicino di casa, un dolce anziano vedovo che ogni giorno da da mangiare alle varie specie di uccellini che si soffermano nel suo cortile e Joe ne affascinato, si instaurerà così anche un bel rapporto come se fosse un nipotino e Elizabeth una nuora o una figlia. Gordon nota che qualcosa non va e cercherà di dare una mano a Elizabeth e Joe, il problema è che ha purtroppo un inizio di demenza e i ricordi si perdono, si confondono e tutto diventa sempre più difficile, trasformandosi in una corsa contro il tempo perché Joe sparisce. A intrecciarsi in questa vicenda c'è anche la storia di una misteriosa ragazza che viene trovata quasi in fin di vita a una fermata di un pullman da un uomo che la prenderà con sé per un periodo di tempo, dandole così modo di guarire.
I temi trattati sono molto delicati e importanti, in primis la violenza domestica, da quella più subdola e psicologica a quella fisica. La paura che si infila in ogni molecola del tuo corpo che ti fa stare in allerta ogni secondo della tua vita, cercando di pensare a cosa fare e a come comportarsi per non scatenare la sua ira. Un altro tema importante è l'affido familiare, in Australia credo sia un po' differente da quello italiano, ma è comunque doloroso vedere dei bambini o degli adolescenti entrare in casa e nel cuore per poi vederli andare via per essere portati in un'altra casa, senza contare il disagio che provano loro stessi ad essere sballottati da una famiglia a un'altra come pacchi. Oltretutto questi bambini si portano dietro solitamente dei traumi e non sempre è facile gestirli. Come ormai qualcuno sa, un tema che mi sta molto a cuore è l'Alzheimer, anche se qui non se ne parla in modo esplicito, ma più di demenza, è comunque un tasto dolente, vedere il proprio genitore che lentamente dimentica chi sei.
Tutto questo poi, raccontato dalla penna di Nicole Trope risulta scorrevole e fortemente emotivo. Di lei ho già letto Una madre sa sempre e Una madre non abbastanza brava, entrambi molto emozionanti. Oltre alla scarica di adrenalina che sa darti con la suspense, la tensione psicologica dei personaggi, riesce a inserire emozioni forti su temi importanti. Quindi non è riuscita a scrivere solo un thriller, ma anche a descrivere delle situazioni famigliari non indifferenti e importanti facendoti inevitabilmente riflettere su certi temi come quelli che ho elencato e sulla resilienza e sulla speranza. Sì, speranza, perché per tutto il tempo della lettura speri, speri sempre che tutto finisca per il meglio.
Quindi se ami i thriller psicologici, a tema famigliare, con segreti, traumi, emotivamente coinvolgente, te lo consiglio al 100%!
E ora due domande per voi. Quanto possiamo davvero conoscere le persone che consideriamo una famiglia? Se un bambino potesse scegliere da solo la propria famiglia, secondo voi cosa cercherebbe davvero?
Ringrazio @bookoutureitalia per il file digitale del libro, anche questa volta non mi avete delusa, anzi, avete superato ogni mia aspettativa, grazie!
Elizabeth e Howard sono i genitori affidatari del piccolo Joe e, almeno all’apparenza, sono una felice coppia sposata. Ma è una bugia cui il lettore non crede nemmeno un secondo, perché è questo il tempo che Howard impiega a mostrare il suo vero volto: quello di un uomo autoritario, narcisista e violento, abituato a dare ordini e a essere obbedito oppure a esplodere di rabbia, per poi chiedere scusa in lacrime e facendo regali costosi. Lo percepite, vero, l’astio che ho provato per questo personaggio, dall’inizio alla fine? Non che verso Elizabeth nutra sentimenti positivi. Consapevole di essere intrappolata in una relazione tossica ma incapace di chiedere aiuto, è vittima e al tempo stesso carnefice, perché invece di soffrire da sola trascina con sé nel baratro anche dei bambini. E a farne le spese, infatti, è Joe, che un giorno scompare nel nulla, lasciando dietro di sé solo una scarpetta bagnata. E a pochi passi dalla casa che la famiglia ha affittato per le vacanze c’è il mare; e Joe non sa nuotare. Il romanzo alterna il presente (la scomparsa di Joe) al passato recente; la tensione delle investigazioni e dei sensi di colpa che travolgono Elizabeth si intreccia alle radici profonde del male che avvinghia il suo matrimonio come un’erbaccia infestante. Quando sono iniziati i ricatti emotivi, le regole, le botte? Quando è iniziata l’incapacità di reagire ai soprusi? Elizabeth riesamina la propria vita, le scelte fatte e non fatte che hanno portato a quel momento. E se il villain è Howard, l’eroe non è certo lei, ma Gordon, il vicino di casa ottantenne che soffre di Alzheimer e che vede ciò che accade nel giardino di fronte, oltre quella porta chiusa. Sa e parla, ma nessuno gli crede, perché si dimentica le cose e le ripete e allora non è un testimone affidabile. E invece è quello che ha più cuore e coraggio di tutti e l’ho amato. Lui e suo figlio Malcolm, la bontà e altruismo fatti persona, anche se non posso dire perché, sarebbe uno spoiler grande come una casa. Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se è un po' azzardato definirlo un thriller. Infatti mi sento di consigliarlo anche a chi ama la narrativa intimista, le storie che parlano di relazioni tossiche e di bambini senza famiglie e senza amore. È molto scorrevole, l’ho finito in due giorni, ma da un thriller mi aspettavo più brividi, più colpi di scena e un finale col botto. Invece tutto scivola placido, troppo placido, verso la soluzione. Bello, dunque, ma poteva osare di più.
Ed eccoci qui: il libro è finito ed è arrivato il momento di raccogliere sensazioni e idee... È strano l'insieme di emozioni che questa storia mi ha trasmesso: da una parte la paura, quella di Gordon per la sua labile memoria, quella di Elizabeth per proteggere Joe e quella di quest'ultimo che, dall'alto dei suoi 5 anni, sposta il velo dell'ingenuità da una famiglia che, all'apparenza, sembra normale. Dall'altra la rabbia, rabbia per Gordon e la sua labile memoria, per Elizabeth che si ostina a nascondere e per Joe, costretto ancora una volta a fare i conti con le ingiustizie della vita troppo presto. L'autrice tocca un tasto, quello della violenza domestica, che cerca di raccontare con delicatezza dal punto di vista delle vittime, spiegando cosa succede nelle loro teste e quanto è sottile la linea tra amore e sottomissione quando, invece, tutto ciò che vogliamo è essere visti, accettati e amati. Sto cercando di trovare le parole più adeguate per parlarvi di questo libro che racconta una storia comune, come ce ne sono tante nell'ombra, di una famiglia all'apparenza normale ma che nasconde il lato malato della psiche umana che si incarna in Howard. Howard è il perfetto prototipo del manuale di psicologia: lui è ciò che ha subito e può scegliere solo due strade: diventare come il suo modello o diventarne il perfetto opposto, e penso che sia la speranza per la seconda possibilità a mantenere Elizabeth al suo fianco. Devo ammettere che non è facile valutare questo thriller perché di thriller non ha nulla se non la sparizione temporanea di un bambino, il vero racconto è nella vita di una coppia attraverso cui l'autrice cerca di mostrare quanto fragile e potente è allo stesso tempo la psiche umana, con un linguaggio semplice ma emotivamente carico (letteralmente sembra che da ogni riga escano lacrime e sofferenza!) contornato da figure positive per accentuarne l'intensità. E forse questo è l'elemento più sorprendente: la contrapposizione di elementi positivi che sembrano bilanciare la cattiveria raccontata. Se dovessi giudicare questo libro separando gli elementi, direi che come thriller non mi ha particolarmente soddisfatto, ma come romanzo psicologico mi ha davvero affascinato perché Nicole Trope riesce davvero a farti entrare nella testa di chi diventa vittima per amore. O sono solo particolarmente appassionata all'argomento, chissà 🤪
Quando mi immergo in un thriller tendo sempre ad alzare le antenne. Cerco indizi ovunque, osservo ogni dettaglio e provo a capire chi sia il colpevole prima della rivelazione finale.
La famiglia affidataria però sceglie una strada diversa.
Qui sappiamo già chi rappresenta il pericolo. La tensione non nasce dal cercare il colpevole, ma dalla speranza che Joe venga ritrovato e che non sia troppo tardi.
Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stata la struttura narrativa. La storia non segue una linea temporale retta e ogni capitolo si concentra su un personaggio importante per la vicenda. Normalmente sono piuttosto diffidente verso questo tipo di costruzione, ma Nicole Trope riesce a gestirla molto bene perché ogni salto nel tempo è vissuto direttamente attraverso i protagonisti e non come un semplice racconto del passato.
Elizabeth è un personaggio con cui è facile empatizzare. Attraverso il suo punto di vista entriamo in una realtà complessa e dolorosa, e il libro mostra quanto possa essere difficile comprendere dall'esterno certe dinamiche.
Tra tutti i personaggi, quello che ho amato di più è stato Gordon. I suoi ricordi si confondono, spesso dimentica ciò che stava facendo pochi minuti prima, ma continua comunque a osservare ciò che accade intorno a lui e a cercare di aiutare chi ha bisogno.
Ruby invece mi ha completamente portata fuori strada. Ero convinta di aver capito chi fosse e sono rimasta sinceramente sorpresa quando ho scoperto di essermi sbagliata.
Ho apprezzato anche l'ambientazione australiana, diversa da quella che si incontra spesso nei thriller di questo tipo, e il modo in cui l'autrice riesce a trasmettere l'angoscia legata alla scomparsa di un bambino.
La scrittura è fluida, introspettiva ma equilibrata, e riesce a mantenere viva la tensione anche nei momenti più tranquilli. Persino quando i personaggi si fermano a osservare gli uccellini, la sensazione che qualcosa possa accadere da un momento all'altro non scompare mai.
La famiglia affidataria non punta sul classico gioco del "chi è stato?", ma sulle persone, sulle conseguenze delle loro scelte e sulla speranza che qualcuno riesca ad arrivare in tempo. Ed è proprio questo che rende la lettura così coinvolgente.
E se la persona che ami più di ogni altra fosse anche quella da cui dovresti proteggere tuo figlio?
La storia si apre con un evento devastante:il piccolo Joe,un bambino di cinque anni affidato a Elizabeth, scompare misteriosamente dalla casa al mare dove la famiglia sta trascorrendo le vacanze.Da quel momento prende il via una vicenda ricca di tensione, segreti e verità nascoste che emergono poco alla volta,mettendo in discussione tutto ciò che sembrava certo.Elizabeth ama Joe come fosse suo figlio e il suo dolore,la sua paura e il suo senso di colpa diventano immediatamente tangibili per il lettore.Attorno a lei si muovono personaggi complessi e sfaccettati,ognuno con ombre e fragilità che contribuiscono a creare un’atmosfera carica di sospetto e inquietudine.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la costruzione psicologica dei personaggi.Nessuno appare completamente innocente o colpevole e l’autrice riesce a mostrare con grande sensibilità le dinamiche dell’affido familiare,i conflitti interiori legati alla maternità e il peso delle scelte compiute nel passato.Elizabeth è una protagonista che suscita empatia e coinvolgimento emotivo,mentre i rapporti tra i vari personaggi aggiungono profondità e realismo alla narrazione.
Lo stile di scrittura di Nicole Trope è fluido,diretto e molto evocativo.Le pagine scorrono rapidamente grazie a una narrazione dinamica e a una forte componente emotiva che permette di entrare in sintonia con i protagonisti.L’autrice riesce a trasmettere perfettamente l’angoscia della ricerca,la paura della perdita e il tormento dei segreti che rischiano di distruggere vite e relazioni.
È uno di quei romanzi che coinvolgono sia sul piano emotivo sia su quello psicologico,facendo riflettere sul significato dell’amore,della famiglia e sulle conseguenze delle verità taciute troppo a lungo.
In conclusione La famiglia affidataria è un thriller psicologico avvincente,emozionante e ricco di tensione,perfetto per chi ama le storie familiari dense di segreti e colpi di scena.Una lettura intensa che tiene con il fiato sospeso e che conferma il talento di Nicole Trope nel raccontare le fragilità dell’animo umano.
Quando un minore non ha la possibilità di vivere con chi lo ha messo al mondo - indipendentemente dai motivi - e viene affidato anche solo a una famiglia estranea, si ritrova a dover affrontare un trauma che non riesco neppure a immaginare quanto possa essere terribile. Figuriamoci se poi le famiglie sono più d'una... La famiglia che prende in custodia questa creatura, dovrebbe essere composta da persone speciali, persone che non pensano ad altro che a offrire un rifugio sicuro, amanti del prossimo, ricchi di amore, comprensione ed empatia. Purtroppo però non é sempre così. Tra le pagine di questo thriller, l'autrice, Nicole Trope, narra la storia del piccolo Joe che a soli cinque anni ne ha già passate troppe e avrebbe bisogno di un po' di stabilità. Ma Nicole Trope non si limita solo a parlarci di lui, l'intreccio è più complesso perché, coloro che hanno preso in affido Joe, non sono nuovi a questo tipo di esperienza e, nonostante quanto accaduto anni addietro, qualcuno ha pensato bene di prenderli ancora in considerazione. I personaggi coinvolti in questa storia, sono tutti delineati in maniera eccellente e, benché ci siano vari passaggi tra presente e futuro, la storia scorre avanti senza problemi. Intriga e coinvolge. Durante la lettura di questo romanzo, non ho potuto fare a meno di restare incollata alle sue pagine per arrivare a scoprire come si sarebbe evoluta la vicenda e sperare in un lieto fine. Mi spiace solo aver trovato una traduzione non proprio del tutto fluente, con passaggi grammaticali che hanno rallentato la lettura infastidendomi un po'. Un vero peccato. Il libro è stato tradotto dall'inglese e forse, chi lo ha fatto, non ha tenuto conto che non si può tradurre tutto parola per parola, ma che il testo va adeguato alla nostra lingua e soprattutto alla nostra grammatica. Nonostante quanto appena descritto, posso assicurare chiunque decida di leggerlo, che si tratta davvero di una thriller psicologico molto bello, con quella giusta dose di adrenalina e suspence che caratterizza il genere e non ne rimarrà deluso.
Ci sono thriller che ti tengono incollato alle pagine per scoprire un colpevole. E poi ci sono libri come La famiglia affidataria, che usano il mistero per costringerti a guardare negli occhi qualcosa di molto più spaventoso: la violenza che si consuma tra le mura di casa e le catene invisibili della dipendenza emotiva.
La scomparsa del piccolo Joe è il motore della storia, ma il vero cuore del romanzo è Elizabeth. Una donna che ama quel bambino più di se stessa e che, pagina dopo pagina, cerca di sopravvivere a un marito violento, manipolatore e controllante. Un uomo che alterna rabbia e pentimento, minacce e scuse, crudeltà e finti gesti d'amore. Il classico ciclo della violenza, raccontato con una lucidità che fa male.
La cosa più devastante non sono gli schiaffi, le urla o la paura. È vedere Elizabeth giustificare l'ingiustificabile. Colpevolizzarsi per le azioni di lui. Convincersi che possa cambiare. Credere di essere lei quella sbagliata. È questo che il libro racconta con straordinaria efficacia: la prigione psicologica in cui tante donne finiscono intrappolate, spesso senza nemmeno rendersene conto.
Accanto al thriller c'è una riflessione potente sull'infanzia, sull'affido, sui traumi che lasciano cicatrici profonde e sul coraggio necessario per spezzare il silenzio. E poi c'è Gordon, un personaggio che mi ha profondamente commossa: un uomo anziano che sceglie di vedere ciò che gli altri ignorano e di non voltarsi dall'altra parte.
Ho sofferto, mi sono arrabbiata, ho avuto paura per Joe e ho sperato fino all'ultima pagina che qualcuno trovasse la forza di dire basta.
Perché questo libro ci ricorda una verità scomoda: la violenza non inizia con un pugno. Inizia quando qualcuno ti convince che meriti quel dolore. E finisce soltanto quando qualcuno trova il coraggio di chiamarlo con il suo vero nome.
Un thriller che intrattiene, sì. Ma soprattutto un libro che smuove coscienze.
Quando la famiglia Ealy prende in affitto per qualche giorno la casa di fronte alla sua, Gordon è impaziente di presentarsi. Ormai ottantenne, vedovo e affetto da demenza, è felice di vedere un po' di movimento dalla finestra. Nel momento in cui il bambino degli Ealy, Joe, scompare nel nulla e la strada tra le due case si riempie di giornalisti e poliziotti, Gordon si rende conto di non essere per niente sorpreso. Solo che non sa bene perché. C'è un segreto nascosto nei suoi ricordi frammentati, e deve trovarlo prima che svanisca del tutto.
La famiglia affidataria è un thriller psicologico ricco di suspese e tensione. In una parola: angosciante. Strutturato tra presente e passato abbiamo ben tre misteri da svelare: La scomparsa di Joe. Capire cosa sanno e cosa nascondono i due genitori. Chi sono, e come si collegano agli Ealy, una ragazzina ferita e il suo misterioso salvatore.
L'inizio appare ingarbugliato, si viene catapultati nel vivo degli avvenimenti e non si capisce come possono essere collegati eventi cosi diversi tra loro. Una volta dentro le mura della famiglia Ealy si percepisce con prepotenza la paura e la sottomissione di Elizabeth, la madre, e l'autorità di Howard, il padre. Ogni casa ha le sue regole ma casa Ealy è costruita su mattini di regole. Cosa fare quando proprio chi dovrebbe proteggerti ti ferisce?
Nicole Trope esplora a fondo il concetto di famiglia, protezione e manipolazione creando un atmosfera cupa nonostante l'ambientazione gioiosa. Complessivamente La famiglia affidataria mi è piaciuto, lo stile è fluido e ogni capitolo chiama il successivo Solo la scelta della terza persona non mi ha convinto al cento per cento, ho percepito lontani i personaggi e le loro emozioni, sebbene ogni cosa sia ben descritta. Più ci si avvicina alla fine e più il ritmo si fa serrato e coinvolgente.
⭐️ Questa lettura é stata particolarmente difficile: quando ci sono dei bambini coinvolti in atti criminali o che, come in questo caso, scompaiono, come madre é sempre dura non farmi sconvolgere dalla lettura. Per questo, ma anche per il tema legato alla violenza domestica e su minori, innanzitutto mi sento di consigliare la lettura a lettori consapevoli. ⭐️ Ambientato in un paese australiano, la vicenda principale si svolge nell’arco di una giornata sebbene siano presenti balzi temporali dalle due settimane prima e non solo. Una famiglia apparentemente normale si trasferisce in una casa vacanze, davanti alla quale vive un anziano. Tutto molto tranquillo, se non fosse che l’anziano - Gordon - capisce subito che qualcosa non va in quella famiglia. ⭐️ La famiglia é composta da Howard, Elizabeth e il piccolo Joe, preso in affido dai due che, una mattina, semplicemente scompare. Partono le ricerche, i soccorsi si attivano e, mentre il tempo scorre e le speranze per ritrovarlo si assottigliano sempre di più, il lettore si ritrova a percorrere gli ultimi giorni dal punto di vista di Gordon e di Elizabeth, scoprendo verità piuttosto scomode. ⭐️ Un thriller domestico la quale lettura scorre piacevolmente, che lascia l’amaro in bocca e il bisogno di giustizia. Intensa e senza scrupoli, la penna di questa autrice é stata una piacevole scoperta (é il primo libro che leggo scritto da lei). Una penna che sa tenere incollato il lettore alle pagine e che sa sorprendere e tenere con il fiato sospeso fino alla fine. Entrare in empatia con i personaggi è stato facile, così come entrare nei meccanismi della trama.
Il romanzo è un thriller psicologico domestico davvero intenso e ansiogeno, ricco di dettagli oscuri che rendono la lettura coinvolgente, anche se avrei preferito un pizzico di pepe in più! La storia è molto semplice e scorre fino alla fine dove viene spiegato tutto, la particolarità è che si svolge in una sola giornata, il giorno della scomparsa di Joe, ma grazie ai flashback che riportano a due settimane prima, sono riuscita a ricostruire nella mia mente ogni situazione che mi ha portata con semplicità al finale. I personaggi sono avvolti in una rete di misteri e segreti che vengono dipanati uno ad uno nel corso della vicenda: Elizabeth è una donna intelligente e calma che vorrebbe urlare tutta la rabbia che tiene dentro, Howard, suo marito, (insoppostabile bast..., l'ho odiato profondamente!), la perfetta rappresentazione di mascolinità tossica, misoginia e narcisismo che con cattiveria e violenza riversa senza contegno sulla moglie e su Joe, il bimbo che hanno in affido, dolce e sensibile e che ha dovuto già sopportare fin troppo, infine ci sono Gordon, il vicino che soffre di Alzheimer ed eroe indiscusso del libro, e suo figlio Malcom. Le descrizioni sono evocative tanto che si percepiscono in modo vivido le emozioni forti e spiazzanti, inoltre il POV è ben strutturato, poiché segue attivamente il punto di vista della madre, del vicino e di un uomo che rimane celato nell'ombra fino alla fine del libro. Quello che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità dell'autrice nel parlare di fragilità personali e dinamiche familiari disfunzionali, soprattutto riguardo al carico di tensione emotiva dovuto alla consapevolezza che il pericolo si trova proprio dove dovrebbe esserci sicurezza, ovvero tra le mura domestiche, che in questo caso, nascondono una relazione violenta, i miei complimenti! In conclusione, è un libro interessante che consiglio.
Un bambino è scomparso, il piccolo Joe, giocava in giardino...pantaloncini blu, una maglietta azzurra con l’immagine di un dinosauro e un paio di sandaletti.. Il piccolo Joe era lì in vacanza, in una stupenda villa sul mare, con i suoi genitori affidatari Elisabeth e Howard. Elisabeth ama questo bambino di cinque come se fosse suo, Howard invece è un uomo brusco, rigido, severo. Questo thriller ti travolge fin dalle prime pagine, è scritto in terza persona, ma si alternano capitoli che narrano il punto di vista dei diversi personaggi. Conosciamo Gordon, un anziano con vuoti di memoria, che vive nella casa di fronte alla loro. Gordon osserva dalla sua casa, questa famiglia e instaura un rapporto di fiducia con il bambino. Incontriamo una giovane ragazza misteriosa, una ragazza con cicatrici interne e lividi esterni. Leggiamo le fragilità e i timori di Elisabeth, il suo rapporto di amore e paura verso il marito. L’autrice, con la sua scrittura incalzante e avvolgente, riesce a farci dubitare di tutti, ci mostra le crepe nell’animo di ogni personaggio. Quando viene ritrovato il sandaletto bagnato dal mare, tremiamo per il destino sconosciuto del piccolo Joe. Dov’e Joe? Si è smarrito ? Gli hanno fatto del male? Lo hanno nascosto? Tutte domande che troveranno risposta solo nel finale adrenalico di questo romanzo. Consiglio sicuramente questa lettura, l’autrice è riuscita a tenermi incollata fino all’ultima pagina.
Questo romanzo è ambientato in Australia e racconta la storia di una famiglia affidataria composta da Howard, Elisabeth e il piccolo Joe. La famiglia decide di partire per una vacanza in una graziosa casetta vicino all'oceano. Dall'altra parte della strada vive un uomo anziano di nome Gordon, un ex insegnante che vive da solo da quando è venuta a mancare la sua amata Flora. Gordon si accorge fin da subito che qualcosa in quella famiglia non va, che dietro a quelle imposte chiuse si nasconde qualcosa di oscuro e pericoloso. Ma cosa può fare un uomo anziano che sta perdendo la memoria, quando anche la polizia non lo ascolta? Ho letto questo libro in soli due giorni: ogni pagina che leggevo alimentava la mia curiosità e mi spingeva a proseguire la lettura. La scrittrice ha una scrittura fluida, i personaggi sono ben caratterizzati e riesce a trasmettere un senso di ansia e tristezza che si insinua nella mente del lettore. Personalmente mi ha conquistata Gordon, con la sua vulnerabilità e la consapevolezza di sentirsi inutile. Mi ha colpito moltissimo una frase del libro: "Tutti si preoccupano di ciò che c'è fuori, dei pericoli che corrono i loro figli nel mondo esterno, ma a volte non c'è niente di peggio della propria casa." In conclusione, vi consiglio assolutamente questo libro, che vi regalerà una moltitudine di sentimenti contrastanti e non risulterà mai noioso.
La famiglia affidataria di Nicole Trope è un thriller scorrevole e ben costruito, capace di tenere viva la curiosità fino all’ultima pagina.
La trama funziona, la scrittura è coinvolgente e i personaggi sono caratterizzati molto bene. È uno di quei libri che si leggono velocemente perché hai sempre voglia di scoprire cosa succederà dopo.
Ho apprezzato particolarmente la componente emotiva della storia, soprattutto quella legata all’anziano presente nella vicenda. Alcune scene sono davvero toccanti e aggiungono una profondità che non mi aspettavo.
E poi c’è stato un personaggio che mi ha fatta arrabbiare tantissimo. Di quei personaggi che vorresti prendere per le spalle e scuotere perché continui a chiederti: “Ma cosa stai facendo?!”. E quando un libro riesce a farmi provare emozioni così forti, per me ha già vinto una buona parte della sfida.
I colpi di scena sono ben distribuiti lungo la narrazione. Alcuni sviluppi si possono intuire, ma questo non ha minimamente ridotto il piacere della lettura.
Nel complesso è un thriller che unisce mistero, emozione e personaggi credibili, senza puntare esclusivamente all’effetto shock. Una lettura che mi ha coinvolta molto più di quanto mi aspettassi.
Questo è un libro che affronta tematiche molto attuali e proprio per questo la lettura è risultata estremamente coinvolgente, almeno per me…. È un domestic thriller, dove la tensione si taglia con il coltello e la perfezione di una facciata nasconde crepe mostruose…. L’autrice è una maestra nel demolire l’apparenza della “famiglia perfetta”….. Howard ed Elizabeth , i protagonisti, sembrano una coppia elegante e impeccabile, ma all’interno della casa si respira una sottomissione psicologica opprimente…. Il confine tra protezione e controllo totale è labile e terrificante e questo fa aumentare l’ansia a livelli esponenziali…. Ma sono comunque le tematiche il vero punto forte di tutta la trama.. Non è solo un gioco a scoprire il colpevole…. Il libro scava a fondo nei concetti di maternità, nei traumi dei bambini feriti e nel marciume che può annidarsi dietro le porte delle famiglie apparentemente normali, che poi così normali non sono…. In conclusione, secondo me, questo è thriller psicologico da leggere tutto d’un fiato (magari durante una sessione notturna, se non avete impegni il giorno dopo!). … Vi farà dubitare di ogni singolo personaggio, vi lascerà addosso una sensazione di sottile disagio… ansia… e …tensione psicologica….
Un thriller psicologico scritto in modo ottimo con una trama che ti tiene incollato alle pagine. I personaggi sono caratterizzati molto bene: aiuta anche il fatto che nei vari capitoli non viene cambiato solo il punto di vista, ma anche il modo di narrare. Ho apprezzato tanto questa cosa nella scrittura in quanto il lettore si riesce a immedesimare molto di più nei personaggi.
Viene affrontato in modo molto rispettoso e dignitoso sia l'avanzare della vecchiaia, con i relativi problemi, sia gli abusi fisici e psicologici all'interno di una relazione e in una famiglia. Il personaggio che ho amato di più è stato Gordon, percepivo benissimo tutta la sua frustrazione nel rendersi conto che non è più giovane, che cosa comporta invecchiare perdendo la memoria a breve termine e ricordando di come si era un tempo.
La storia viene presentata con dei salti temporali che però riescono a intrecciarsi in modo perfetto e verso la fine tutti i tasselli entrano nel proprio posto e il quadro si fa chiaro. Questo romanzo lo consiglio vivamente a tutti sia per la storia che per la scrittura.
È il mio secondo libro della Trope, scoperta per caso durante una vacanza, e mi era piaciuta. Lei costruisce molto bene le storie, le intreccia e le srotola in modo da tenere i lettori attaccati ai suoi racconti. Per la seconda volta, trovo come protagonista del libro un bambino, che ha bisogno di affetto e protezione e invece trova ingiustizie e cattiveria, tristemente ispirato a copioni che si trovano nella vita reale. E forse è proprio per questo che la Trope ha successo, perché parla di situazioni possibili, in cui non c’è niente di esagerato o inventato..
Questo libro mi ha creato emozioni molto contrastanti durante la lettura. All’inizio ho empatizzato molto coi personaggi deboli del racconto, mi sono emozionata quasi fino a piangere.. poi invece è prevalsa la rabbia, diretta verso un personaggio in particolare (chi lo ha letto può immaginare chi), il “cattivo”. Poi invece la rabbia si è rivolta su un altro personaggio che, finalmente, a fine libro, rinsavisce.. e alla fine invece, dopo il colpo di scena e la risoluzione dei misteri, ci si rilassa
TRAMA: Elizabeth affitta una villetta a Gilmore, sulle coste australiane, per passare le vacanze con il marito e il figlio affidatario Joe; ma quella che doveva (forse) esser una vacanza idilliaca presto si trasforma i un incubo quando il piccolo Joe scompare. RECENSIONE: Siamo di fronte ad un #domesticthriller intenso e in grado di toccare profondamente il lettore sia grazie alla tensione, tenuta sempre molto alta dall'autrice; che dalle tematiche molto "concrete" La suspence di questo libro è ottima, anche grazie alla scelta dall'autrice di utilizzare 3 diversi POV (di cui uno che resterà misterioso fino alla fine) narranti le stesse vicende ma da angolature diverse. La storia in sé è semplice, ma estremamente coinvolgente anche grazie alle tematiche (violenza domestica e demenza senile) molto quotidiane e in grado di toccare praticamente chiunque. I personaggi sono molto ben resi, soprattutto Gordon che - visti i suoi problemi a livello mentale - era estremamente complesso da rendere. In conclusione un ottimo thriller, molto apprezzato!
I coniugi Ealy sembrano essere di natura tranquilla, ma anche con un grande cuore, infatti è da anni che sono genitori affidatari. Però, questa apparenza di coppia perfetta sta per essere distrutta. Il loro ultimo bambino affidato, Joe, è scomparso nel nulla. Cosa è realmente accaduto? E cosa celano i coniugi Ealy?
All'inizio del romanzo stavo avendo una reminiscenza di un altro libro dell'autrice, che inizia anch'esso con una scomparsa di un bambino, e già stavo perdendo le speranze...ma solo per un capitolo! Da quello successivo la storia inizia a prendere una propria identità e a svilupparsi molto bene. Non ho trovato particolari difetti nella storia, anche i personaggi sono stati caratterizzati bene e il colpo di scena di uno dei secondari è ben riuscito. Inoltre, ho finito il libro in due giorni...ho detto tutto! Faccio i complimenti all'autrice e attenderò l'uscita del suo prossimo romanzo!
Un thriller che mi ha tenuta con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Capitolo dopo capitolo, emergono segreti e verità che rendono impossibile smettere di leggere. Ho apprezzato molto i colpi di scena, la scrittura e il modo in cui l'autrice riesce a trasmettere i sentimenti dei personaggi. Una lettura coinvolgente e ricca di suspense che ho apprezzato moltissimo. Lo consiglio assolutamente.Ringrazio nuovamente @bookoutureitalia per l'opportunità di leggerlo in anteprima ❤️❤️
E’ un romanzo che ho davvero apprezzato per le emozioni che ha suscitato in me e che consiglio agli appassionati di thriller e a chiunque abbia voglia di leggere una storia avvincente ma profonda, capace di offrire diversi spunti di riflessione.
Il libro scorre molto bene, l'alternanza dei pubti di vista dei vari personaggi è molto figa e il profilo psicologico che si delinea di ognuno è veramente ganzo. È una storia di soprusi e sopraffazione, di odio e di amore, la storia di un bambino che desiderava solo amore e di una donna che desiderava solo un figlio. Bello, avvincente!