Milano, la città che non dorme mai. Ma c'è un uomo che la attraversa di notte, in silenzio, contando i gradini delle scale e ascoltando il rumore del tram. Lo chiamano l'Amish, il commissario che non tocca un computer e si fida solo del proprio il suo vero nome è Luca Botero. In questo monologo intimo e ironico, si racconta in prima persona - il suo passato cancellato, l'intolleranza alla tecnologia, l'amore per la lentezza, per la memoria e per una Milano che cambia troppo in fretta. Ma soprattutto, conosciamo la sua Jacek Kaminski, il genio del male che cinque anni prima l'ha quasi distrutto e che ancora lo ossessiona. Un viaggio nella mente di un uomo che ha perso la memoria ma non la voglia di cercare la verità.
Ad accompagnarlo, in appendice, uno sguardo ai tre romanzi che lo hanno come Alla vecchia maniera, Una morte onorevole e L'enigma Kaminski. Tre indagini che hanno conquistato i lettori, e che in queste pagine ritrovano la loro anima più quella del commissario lento, allergico al digitale, ma capace di vedere ciò che sfugge a tutti gli altri.
Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha scritto undici romanzi e i suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia e Stati Uniti. Ha vinto diversi premi letterari tra cui il Premio Selezione Bancarella 2015 col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Il suo sito è www.paoloroversi.me Twitter e Instagram: @paoloroversi
« Sapete qual è la mia più grande virtù? La lentezza. Proprio così: io vado piano. Cammino, osservo, ascolto. Non corro, non scatto, non mi precipito. Non possiedo un cellulare. A volte passo ore a guardare una strada, un volto, una finestra. E sembra tempo perso. Invece è lì che succede tutto. La lentezza è un'arte. E anche una forma di resistenza. Nella città che va più veloce, io sono il commissario lento. Nella metropoli dove tutti corrono, io vado col mio passo. Perché nel mondo di oggi, se non corri, ti dicono che sei in ritardo. Ma io no. Io arrivo sempre dove devo arrivare. Solo... lo faccio coi miei tempi. E la cosa divertente è che, alla fine, risolvo i casi più in fretta degli altri. Perché mentre loro rincorrono i dati, io ascolto le persone. E la verità, signori miei, non ha bisogno di Wi-Fi. Basta un po' di silenzio.»
3 ⭐️ Un breve racconto dove il commissario si fa conoscere, e fa conoscere anche la sua squadra. Racconta della sua perdita di memoria e di come fa ogni giorno per recupera: pazienza e coraggio. Alla fine i ricordi torneranno a mente perché sono la cosa più preziosa che abbiamo.