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Memoria di casa

Quando i fratelli Zagrebelsky vengono convocati dalle proprie figlie nella casa di famiglia, lo scopo è quello di ripercorrere il tempo perduto, scambiarsi aneddoti, rinsaldare un sentimento comune. I soggiorni al mare col nonno vestito di lino, i viaggi in macchina e la guida non proprio ortodossa, il cono gelato e le mani appiccicose, le notti nel letto con la nonna per vincere la paura del buio. Ma per chi si avvicina alla vecchiaia quei ricordi sono dettagli di un quadro piú ampio, che forse oggi è possibile ricostruire facendosi finalmente le domande scansate nella giovinezza. È il terzo fratello, Gustavo, l’unico a portare un nome legato al ramo materno della famiglia, ad assumersi la responsabilità di raccontare, partendo non solo da un tempo lontano, ma anche da terre e vicende lontanissime. Perché Jean e Lisín – suo padre e sua madre – hanno alle spalle le storie di due minoranze per molti versi opposte: da un lato gli esuli russi, per i quali l’uguaglianza era stata la rovina, dall’altro i valdesi, per cui l’uguaglianza era stata la conquista. Sorpresi dallo scoppio della Prima guerra mondiale durante una vacanza a Nizza, gli Zagrebelsky (tra cui il padre appena cinquenne dell’autore) non torneranno mai piú a casa, e in un appartamento di due stanzette a Sanremo, con vista sugli orti e sul gasometro, coltiveranno la nostalgia per il paese delle origini e il rimpianto per i privilegi perduti. È lí che nel 1926 Jean incontra Lisín, dolce e rocciosa insieme, figlia di un valdese tanto dedito al lavoro che persino sulla sua tomba compare il titolo di ingegnere. Come acque diverse riunite nello stesso fiume, i caratteri di Jean e Lisín scorrono paralleli, a due livelli diversi. Lui sempre convinto che le tempeste arrivino a sorpresa e che occorra tenersi pronti a parare i colpi. Lei invece sicura che la vita sia un gomitolo da districare, sempre capace di guardare oltre, perché ogni cosa «poi passa». Se nella vita non è stato difficile, per figli e nipoti, scegliere da che parte stare, questa «ricapitolazione critica» diventa l’occasione per comprendere piú a fondo, e con piú affetto, la figura di un padre forse non «sradicato» ma di certo «spaesato», che nonostante il passaporto italiano rimarrà nell’intimo per sempre apolide, anche dentro la sua famiglia.

256 pages, Hardcover

First published November 25, 2025

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About the author

Gustavo Zagrebelsky

62 books13 followers
Italian Judge, jurist and law professor.

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Community Reviews

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11 (40%)
4 stars
7 (25%)
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6 (22%)
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2 (7%)
1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Annalisa.
267 reviews51 followers
March 2, 2026
Tra quattro e cinque stelle.
Una bella sorpresa, questo scritto del giurista Zagrebelski da cui certo ci si poteva aspettare una prosa limpida ed elegante, raffinata e precisa; oltre a ciò troviamo (e questo forse era meno scontato) una costante riflessione sul valore della memoria, sull’importanza del riappropriarsi del proprio passato, quello che ci è sfuggito vivendo, che ci è passato accanto mentre eravamo intenti ad altro o che non abbiamo saputo cogliere perché insofferenti (quando si è molto giovani) o indifferenti. Solo così, attraverso un lavoro intimo di ricostruzione e di comprensione, siamo in grado di afferrare qualcosa in più di noi stessi e di trasmetterlo ad altri.
Il lavoro minuzioso dell’autore si concentra sul vissuto dei propri genitori e delle generazioni a questi precedenti, la cui esperienza di appartenenti a “minoranze” (lui esule russo, lei valdese) e in parte di “esclusi” lascia un segno che conduce ad esiti molto diversi: pessimista e rigido, lui, “rocciosa” e accogliente, lei.
Una lettura affascinante e intensa, assolutamente consigliata.

“Fare memoria” non è semplicemente ricordare. È rivivere, ricreando legami, affinità, scissure, differenze, spesso rendendoci conto di essere passati accanto a tante cose senza neanche essersene accorti.” “Ricordare è dare vita a chi l’ha perduta, non è ricordare cose aliene ma ricreare se stessi confrontandoci con cose animate di nuovo nell’unico modo che ci è concesso. È come porsi davanti a uno specchio in cui noi siamo in primo piano e sullo sfondo c’è tutto ciò che sappiamo ricordare.”
Profile Image for Agnes.
501 reviews233 followers
March 15, 2026
Un libro garbato come l’autore, con un linguaggio chiaro ed estrema semplicità e sobrietà, come la sua persona.
Di origine russa , Zagrebelsky intreccia la sua biografia alla storia del Paese di origine dei nonni e del padre, citando, ogni tanto , classici russi , ma sempre senza alcuna ostentazione, in maniera perfettamente comprensibile anche per chi non li conosce.
( per me, amante dei classici russi ha implicato consumare una matita per sottolineare frasi che mi hanno colpito e un set di post-it )
È una persona di grande cultura ma non la ostenta anzi si pone in maniera gentile ed elegante ed esprime, sempre in maniera estremamente educata la sua opinione sul popolo dei suoi avi senza giudicare né tantomeno criticare, solo come suo pensiero personale.
Ore di lettura estremamente piacevoli e lui una bellissima persona.
Profile Image for Silvia M. .
54 reviews10 followers
February 1, 2026
un memoir coltissimo, ricco di storia e letteratura.
è anche intimo, ma non c'è alcuna confidenza sguaiata.
sono felice di aver così conosciuto qualcosa della persona e della vita del Professore, che mi è ancora più caro dopo la lettura.
Profile Image for Barbara Francolini.
17 reviews5 followers
August 29, 2026
Scritto bene ma l'ho trovato noioso, forse mi aspettavo una storia di famiglia almeno in parte romanzata, invece non è stato così e ho deciso di abbandonare la nave.
Profile Image for Luci.
67 reviews3 followers
July 3, 2026
L'autore descrive con passione e tenerezza la vita della sua famiglia, le origini, i luoghi in cui tutto si è svolto. Una ricerca affettuosa che ci rimanda a un mondo che è ormai tramontato, ma che in parte ci appartiene ancora.
2 reviews
August 1, 2026
Dovrebbero mettere un disclaimer: non leggere se non sai il francese. Ad un certo punto c'è un'intera pagina non tradotta dal francese. È un libro indirizzato ai discendenti, per non dimenticare le origini della famiglia, con elenchi completi di persone importanti per la famiglia stessa, ma non per chi non ne fa parte.
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