Quando d’estate si arriva al lago, è come approdare a un regno fatato. Barche abbandonate che levano l’ancora verso isole misteriose, gare di tuffi dal pontile, flipper e biliardini dentro al bar. E, ancora, capanne nel bosco, letti a castello, grandi tavolate di amici, di qua i grandi, di là i piccoli. Ma a volte le carte si confondono e la fiaba, tra le righe, rivela una trappola indicibile. All’improvviso, quella di Silvia diventa un’infanzia senza gioco. Dall’ombra affiorano topi-lupi dall’odore aspro e genitori sfrangiati che non sanno vedere, parole che naufragano nel silenzio e urla soffocate sotto al lenzuolo, dottori che non curano e compagne che sfuggono alla presa. Eppure, se la si lascia fare, la vita spariglia, grida tutta la sua rabbia e la converte in luce. Di scuola in scuola, di cortile in cortile, di amicizia in amore, Silvia cresce con la cruda nudità della sua ferita e la voglia, profonda, di risanarla. All’odore del lupo, la bambina che via via diventa ragazza oppone la fiera certezza di avere ragione. Intollerante al ruolo della vittima, smonta piano piano la fortezza perfetta in cui si era rinchiusa e trova il coraggio di affidarsi al mondo e a chi, nel mondo, sa crederle, leggere la sua cicatrice, accogliere la sua rinascita. Perché, se diventare grandi è difficile per tutti, sopravvivere al male e ritrovarsi interi è un’avventura straordinaria, che merita di essere raccontata.
Una storia raccontata ma vera che sicuramente appartiene a tante Silvia nel mondo. Una bambina a cui viene portata via la spensieratezza e la gioia dell'infanzia a causa di un un uomo che poi uomo non è, ma è topo-lupo. Una ragazzina che cerca di riconquistarsi quello che ovviamente le spetta :le amiche vere, i primi. Amori, l'essere riconosciuta dal gruppo, la comprensione dei genitori. Ognuno di queste realtà pare voltarle le spalle, farla sentire sbagliata, costringerla a nascondersi e a indossare il mantello nero, quello pieno di macchie. Silvia è sola. Circondata da adulti incapaci di fare gli adulti e quindi di proteggerla :un padre che accoglie più facilmente i suoi studenti a pranzo piuttosto che raccogliere i pezzi in frantumi della figlia, una madre che pensa più a proteggere la fragilità di un marito che affrontare il silenzio della figlia. C'è una sola figura adulta positiva che per fortuna lascia un briciolo di speranza.
Sconcertante e bellissimo, con la sua frammentarietà e il suo lirismo riesce a condurre nei meandri più oscuri di quello che può accadere all’innocenza, dove l’incanto dell'infanzia scivola bruscamente nel trauma. Partendo da un’estate idilliaca, fatta di laghi cristallini e giochi al tramonto, si arriva a una "trappola indicibile" che si nasconde tra le pieghe di una fiaba interrotta. Silvia, la protagonista, si ritrova proiettata in un mondo dove gli adulti sono figure "sfrangiate", incapaci di vedere o di proteggere, e dove il pericolo ha l'odore aspro e selvatico di una minaccia che non lascia scampo. La narrazione brilla per la capacità di dare voce al silenzio, trasformando le urla soffocate sotto le lenzuola in una testimonianza cruda e necessaria. Tuttavia, il libro non si arrende all'oscurità e la ferita di Silvia diventa l’inizio di una rinascita. Attraverso un percorso che attraversa scuole, cortili e i primi amori, la ragazza smantella la propria fortezza difensiva per tornare ad affidarsi al mondo. Straziante e bellissimo.