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Abitare la differenza: Neurodivergenza, narrazioni e relazioni

“Abitare la differenza” è un libro che nasce da un’esigenza restituire voce, spazio e linguaggio alle persone neurodivergenti, senza filtri normalizzanti e senza la mediazione di modelli clinici costruiti altrove. Fabbricato a partire da narrazioni autobiografiche, testimonianze incarnate e prospettive critiche provenienti dalla ricerca contemporanea, il testo costruisce un percorso che unisce fenomenologia, complessità, psicoterapia e scienze dello sviluppo, proponendo un nuovo modo di comprendere l’esperienza neurodivergente e le sue intersezioni con la vita quotidiana.

Il cuore del libro è l’idea che la neurodivergenza non sia un enigma da decifrare né un insieme di sintomi da controllare, ma una forma di vita che prende senso nell’incontro con i contesti famiglie, scuole, relazioni affettive, ambienti di lavoro. “Abitare la differenza” esplora così la distanza – spesso dolorosa, spesso invisibile – tra ciò che le persone vivono internamente e ciò che gli altri percepiscono, mostrando come il masking, l’iper-adattamento, il burnout, la variabilità sensoriale e le difficoltà non visibili siano risposte coerenti a richieste ambientali troppo rigide o troppo veloci.

Una parte centrale del libro è dedicata alla psicoterapia informata della neurodivergenza. Non un metodo nuovo, non una tecnica specialistica, ma un cambiamento spostare lo sguardo dal deficit alla relazione, dall’osservabile al vissuto, dalla normalizzazione alla sostenibilità. La terapia diventa un luogo in cui il corpo può finalmente essere ascoltato come luogo di senso, in cui la narrazione può assumere forme non lineari, in cui le facciate identitarie vengono comprese come adattamenti e non come distorsioni, e in cui la regolazione sensoriale non è un dettaglio ma un pilastro della presenza emotiva.

Il libro indaga anche le famiglie e i sistemi relazionali neurodivergenti, mettendo in luce la loro intelligenza routine che diventano dispositivi di regolazione, linguaggi idiosincratici che compensano il carico percettivo, dinamiche intergenerazionali che si formano intorno a caratteristiche non nominate. La terapia sistemica, in questo quadro, diventa uno spazio in cui la famiglia può finalmente vedere ciò che per anni ha agito senza potersi raccontare.

“Abitare la differenza” è pensato per persone neurodivergenti, per chi sospetta di esserlo, per chi vive accanto alla neurodivergenza e per chi lavora in contesti educativi, clinici e sociali. È un testo che non chiede di scegliere tra scienza e esperienza, tra complessità e li tiene insieme. Invita a riconoscere la pluralità dei modi di percepire, sentire, pensare, comunicare. Offre parole per descrivere ciò che spesso è rimasto senza nome e restituisce dignità a forme di vita che la cultura dominante ha troppo a lungo considerato deviazioni.

Questo libro propone un gesto semplice e creare spazi in cui la differenza possa essere abitata e non nascosta, riconosciuta e non corretta, accompagnata e non medicalizzata. Uno spazio in cui riconoscere che la neurodivergenza non è un altrove da tollerare, ma una delle forme attraverso cui l’umano si declina.

155 pages, Paperback

Published December 1, 2025

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