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Giada bianca

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Una presenza silenziosa percorre la vita di chi resta. Senza clamori, il protagonista cammina in un paesaggio immobile, sospeso fra ciò che è stato e ciò che vorrebbe essere e in cui la solitudine non è un castigo, ma una apre lo sguardo verso l’interno, verso l’ombra che abbiamo evitato, verso la voce che ancora non sappiamo ascoltare.
In questo viaggio lento si rincorrono passaggi, rapporti evitati, desideri inespressi, attimi scivolati via. E fra due figure vicine ma separate si nasconde un farsi trovare. Nessun evento grandioso. Nessuna verità propria di chi trionfa. Solo il peso delle piccole ferite, il ricordo, il silenzio e la possibilità di raccogliere ciò che credevamo smarrito.
Alla fine si scopre che la ricerca non era all’esterno, ma dentro, e che la distanza più grande è quella che mettiamo tra noi e noi stessi.

291 pages, Kindle Edition

Published December 5, 2025

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Displaying 1 - 2 of 3 reviews
Profile Image for imbookaddicted.
34 reviews5 followers
February 17, 2026
Questo libro è un racconto che si insinua piano, con una dolcezza rara, e resta. Non colpisce con eventi eclatanti, ma con la verità silenziosa delle cose che tutti, prima o poi, ci troviamo ad attraversare. La sua forza sta proprio nella spontaneità: ogni pensiero, ogni gesto, ogni ricordo sembra nascere senza sforzo, come se il protagonista stesse semplicemente vivendo davanti a noi, senza filtri.
Uno degli aspetti più affascinanti è il rapporto continuo tra il protagonista e il paesaggio. La natura non è mai solo uno sfondo, ma diventa uno specchio emotivo. Gli spazi aperti, immobili, sospesi, riflettono il suo stato interiore: la solitudine, la paura, ma anche la possibilità di rinascere. In questo senso, il paesaggio accompagna i suoi viaggi interiori, che sono soprattutto viaggi tra ricordi, fragilità e ferite mai del tutto rimarginate.
Il romanzo attraversa con grande sensibilità situazioni complicate della vita reale ed il senso di smarrimento che queste esperienze lasciano dietro di sé. Non c’è giudizio, solo comprensione. E proprio da questa comprensione nasce la forza: la forza di guardarsi dentro, di affrontare le proprie paure e trovare il coraggio di andare avanti nonostante tutto.
Molto toccante è anche il senso di famiglia che attraversa l’intera storia. Il rapporto tra le due figure vicine ma separate è uno dei fili emotivi più intensi del libro: un legame fragile, ma vivo, attraversato da un desiderio reciproco di essere visti, riconosciuti, trovati.
Inoltre, la struttura dei capitoli è estremamente efficace: uno tira l’altro. La scrittura è fluida, delicata, ma mai superficiale. Ogni pagina lascia qualcosa, e si continua a leggere non per scoprire “cosa succede”, ma per capire “cosa si scopre”.
È un libro profondamente emozionante, che parla di perdita ma anche di possibilità. Parla della speranza di avere una seconda occasione, della possibilità di perdonarsi, di lasciare andare il passato senza rinnegarlo. E soprattutto racconta che, anche quando ci sentiamo persi, esiste sempre un punto da cui ripartire.
Alla fine, resta una sensazione di quiete. Come se il libro non avesse dato risposte definitive, ma avesse aperto uno spazio. Uno spazio in cui, forse, possiamo finalmente incontrare noi stessi.
Profile Image for Eva Lynne.
25 reviews
June 28, 2026
Giada Bianca, l'opera d'esordio di Simone Detassis, è un romanzo che si muove con delicatezza tra le vette del Trentino e gli abissi dell'anima umana. La narrazione ruota attorno a Casa Amélie, una struttura d'accoglienza che diventa il palcoscenico per una storia intensa fatta di colpa, redenzione e memoria.
Il protagonista, Geremia Ferro, è un uomo che vive letteralmente nel passato, tormentato da un segreto che lo lega ad Anna, una donna che si è risvegliata da un lungo coma senza alcun ricordo della sua vita precedente. L'autore è magistrale nel descrivere il travaglio interiore di Geremia, simboleggiato da quella "lista" su cui annota azioni buone e cattive nel tentativo disperato di "pareggiare i conti" con la propria coscienza.
L'ambientazione montana non è un semplice sfondo, ma un elemento vivo che respira con i personaggi: dalle camminate verso il centro del paese all'atmosfera sospesa di "La Solitaria", la villa abbandonata a Prato Lungo che diventa il simbolo di un possibile futuro per l'intera comunità di Casa Amélie.
Ciò che rende il libro particolarmente profondo è il contrasto tra l'idealismo del direttore Georg Stamp e le trame più oscure e meschine portate avanti da figure come il consigliere Ghezzi e l'ex postino Luciano. Questo intreccio tra la psicologia dei personaggi e la sottile trama politica locale aggiunge un ritmo serrato alla storia, senza però mai togliere spazio alla riflessione.
Simbolicamente potente è il riferimento alla giada bianca, una pietra che rappresenta l'armonia e la rinascita, un filo conduttore che unisce i frammenti di un passato doloroso alla speranza di un nuovo inizio.
Consiglio questo libro a chi cerca una lettura emozionante e riflessiva, capace di indagare su quanto i ricordi ci definiscano e su quanto, a volte, sia necessario perdersi per potersi finalmente ritrovare. Una storia di seconde possibilità che rimane nel cuore anche dopo aver chiuso l'ultima pagina.
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