Muovendosi tra le polarità dialettiche costituite da un lato da avanguardia e tradizione, dall'altro da propaganda e impegno, il saggio attraversa problemi di carattere formale e di tenore ideologico, fra i condizionamenti del mercato e della politica. Al centro, discute i problemi propriamente linguistici posti dalla pittura, dalla scultura e dall'irruzione della realtà oggettuale nel dominio dell'arte, introducendo ai luoghi, concreti o metaforici, in cui gli artisti lavorarono: città, atelier, laboratori, palcoscenici. Il volume non pretende di esaurire la vicenda dell'arte del periodo: sacrifica alcuni nomi, su altri insiste di continuo; privilegia certi movimenti artistici, lasciandone altri in ombra. Attorno ai casi prescelti prova però a intessere un discorso plurale in cui le definizioni e le valutazioni critiche, all'interno di nuovi contesti e nel confronto reciproco, possono rimodellarsi e perfino capovolgersi. In questo senso, la selezione delle opere analizzate individua un numero limitato di artisti per aprire il ventaglio dei rispettivi sondaggi formali, spesso orientati in direzioni contraddittorie, dentro la generale disparità linguistica dell'arte contemporanea.
Letto e studiato per una prova universitaria. Della stessa collana ce ne sono altri e sono veramente interessanti! li consiglio a tutti quelli che per studio o per passione vogliono sapere qualcosa di più!
il Volume parte dalle Demoiselle d'Avignon del 1909 di Picasso fino alle ultime opere del Dadaismo francese e tedesco! come sempre alla fine del volume si trovano 13 immagini di opere. Da Picasso, Braque, Matisse, Picabia, Grosz, Duchamp ecc.