Maddox Larsen è cresciuto tra le fiamme di Ignis, le stesse che gli hanno portato via tutto quando era solo un bambino. Forgiato dal fuoco e dalla guerra, ha giurato fedeltà a Incendium, l’accademia militare che lo ha salvato e condannato al tempo stesso. Ma quando un accordo di pace con Legea obbliga il nemico a cedere nuove reclute all’esercito di Ignis, Maddox si trova davanti Vivienne Lockwood: ribelle, temeraria e incapace di piegarsi alle regole. Le ha salvato la vita in un momento di debolezza, e ora ne paga le conseguenze. Ma tra scontri belligeranti, intrighi politici e desideri proibiti, ciò che nasce come odio si trasforma in un legame pericoloso. Tuttavia, un’antica profezia sui draghi di Calyx attende di essere compiuta e Vivienne è pronta a lasciare Ignis e tutto ciò che ha costruito lì per scoprire se ne è la chiave. E in questo futuro, non c’è posto per Maddox. Lui non può seguirla: la guerra incombe e il dovere lo trattiene tra le fiamme di Ignis. Non tradirebbe mai il suo regno, perché ogni giuramento ha un prezzo, questo lo sa bene. E lui pagherà con il cuore, quello che gli è stato strappato via da Vivienne Lockwood.
Inizierei volentieri questa recensione insultando l’autrice ma non sarebbe professionale per cui rimarrà una prerogativa dei nostri dm. Potrei continuare scrivendo “smash Maddox”, ma anche questo non sarebbe molto da bookinstagrammer che cerca di portare dei contenuti di qualità per cui..here we go! Quando avevo finito di leggere Ignis sentivo come se mancasse un pezzo della storia, per cui non appena saputo che Leana avrebbe scritto un prequel sul Fante Di Cuori e Vivienne ero super felice, nonostante lui all’inizio non mi andasse a genio. Cercherò di non fare spoiler, perché non mi piace farlo quando scrivo una review, ma è abbastanza difficile trattandosi del secondo volume di una serie di libri: la narrazione inizia con la nostra protagonista costretta a partecipare alla selezione delle nuove reclute, utili per combattere la guerra con Illyrya, preceduta dalla morte del padre. A causa della sua poca esperienza con il combattimento, verrà affidata al generale Larsen, che farà di tutto per addestrarla al meglio. Per ripagare la “gentilezza”, lei si offrirà di insegnargli a leggere, cosa della quale il nostro Maddox si vergogna, ma accetterà di buon grado per necessità e forse anche un po’ per passare più tempo con lei. Ho già detto anche troppo, mi sento solo di aggiungere che se avete apprezzato il primo romanzo, non potete perdervi anche questo.
La cosa che più apprezzo della scrittura di Leana è la sua capacità di invertire quelli che sono i ruoli “tipici”, rendendo le protagoniste quelle disposte a salvare il protagonista o il regno, mentre gli uomini sono quelli ad avere bisogno di loro e che si lasciano travolgere dai sentimenti. Non è scontato ad oggi che sia così ed io adoro questo cambio di prospettiva.
“Calyx” di Leana Rowl è un romanzo che si colloca in una zona intermedia: non privo di qualità, ma nemmeno abbastanza incisivo da lasciare un segno duraturo. La lettura scorre con una certa facilità, e si percepisce un intento chiaro da parte dell’autrice, ma nel complesso l’opera dà l’impressione di non sfruttare appieno il proprio potenziale.
Uno degli aspetti più interessanti è senza dubbio l’idea di base, che risulta originale e capace di catturare l’attenzione nelle prime fasi. L’ambientazione ha alcuni elementi suggestivi e, a tratti, riesce a creare un’atmosfera intrigante. Tuttavia, il worldbuilding non è sempre approfondito quanto ci si aspetterebbe: molte dinamiche restano in superficie, lasciando il lettore con la sensazione che il mondo narrativo avrebbe potuto essere molto più ricco e stratificato.
I personaggi funzionano a metà. La protagonista ha una voce riconoscibile e alcuni momenti di autenticità, ma il suo sviluppo non è del tutto convincente. I personaggi secondari, invece, risultano spesso poco esplorati e finiscono per rimanere sullo sfondo, senza contribuire in modo significativo alla crescita della storia o al coinvolgimento emotivo.
La trama è forse l’elemento più altalenante. Ci sono passaggi ben costruiti e interessanti, che fanno sperare in una narrazione più solida, ma vengono alternati a momenti prevedibili o poco incisivi. Il ritmo ne risente, con una progressione che a tratti rallenta troppo e in altri accelera senza dare il giusto peso agli eventi.
In definitiva, “Calyx” è una lettura discreta: offre qualche spunto valido e intrattiene, ma manca di quella profondità e coesione che avrebbero potuto trasformarlo in qualcosa di davvero memorabile. Un libro che si lascia leggere, ma che difficilmente rimane impresso a lungo.