Ottimo secondo volume per questa saga ambiziosa.
Il libro si apre con Parigi assediata dai Vichinghi, e veniamo introdotti poco a poco ai personaggi che ci accompagneranno per tutto il viaggio. Il Confessore Jehan, ritenuto un Santo, cieco e storpio, incapace di muoversi ma solo di parlare; Lady Aelis, sorella del Duca che governa su Parigi, che ritiene di essere inseguita da un lupo diabolico; Sindre, l'uomo lupo vichingo giunto dal lontano est per rapire Aelis e portarla dal Re Helgi, noto come il Profeta; Hugin, il Corvo, sciamano vichingo misterioso e potente, che vuole uccidere Aelis; Sigfried, re vichingo che tiene sotto assedio Parigi per prendere Aelis per sé; Munin, sorella di Hugin e dotata di enormi poteri magici; Leshii, un povero mercante in rovina partito assieme a Sindre per recuperare Aelis.
Per buona parte del libro, oltre a seguire le vicende narrate, staremo a ragionare su ogni indizio e accenno che i personaggi si lasceranno sfuggire, per capire chi sia chi.
Chi è la reincarnazione di Odino? Chi è Vali, il licantropo, l'incarnazione del lupo Fenrir? Chi è Feileg, l'uomo lupo fratello di Fenrir, destinato a morire per mano del fratello e per amore di Adisla? Adisla invece è abbastanza chiaro chi sia... e in questo secondo libro è lei la protagonista.
Mentre in Wolfsangel era rimasta sullo sfondo, servendo da motore primario per tutta la trama di Vali e per tirare dentro anche Feileg, qui invece assume il ruolo incontrastato di protagonista, con gli altri a ruotarle intorno.
Lei è il punto centrale di tutte le vicende, ancor più di Odino.
Ed è lei che conosciamo meglio, nella sua incarnazione attuale ma anche come psicologia.
Se buona parte della lettura la passiamo a indagare sulle reincarnazioni dei protagonisti, non manca però l'apprezzamento per gli incastri perfetti della profezia e di come tutto riporti sempre a quello scontro finale, cercando di capire e anticipare gli sviluppi della trama, le motivazioni dei vari personaggi e quelle più nebulose di Odino e di Loki.
E poi ovviamente abbiamo le descrizioni del periodo storico in oggetto, la brutalità e la cupezza di un mondo in cui la morte era sempre vicinissima, le guerre costanti e la civiltà un'illusione.
Siamo passati dalle terre dei Vichinghi alla Francia, incontriamo re vichinghi e nobili francesi, la religione cristiana si scontra con la mitologia norrena.
E poi, per fortuna, nell'ultimo capitolo l'autore e Loki ci regalano la spiegazione degli eventi relativi a questo libro, con la rivelazione dei piani attuati in questa situazione, dell'identità di un personaggio che rimaneva fino alla fine abbastanza misterioso, e con la dichiarazione di intenti di Loki per quanto riguarda la serie.
E la curiosità di vedere dove sarà ambientato il prossimo volume, che aspetto e ruoli avranno i nostri protagonisti, se riusciranno ad avanzare lungo la loro lotta per liberarsi da questo ciclo di sofferenze, e se Feileg riuscirà finalmente ad avere un minimo di giustizia e pace (visto che per ora è il personaggio più sfortunato, poveretto!) è enorme.