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La cultura che non posso permettermi

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Attingendo alla propria esperienza personale come da testi ormai classici dell'esperienza dei transfughi di classe, Davide Piacenza ci consegna un personal essay che è una denuncia severa ma equa del mondo della cultura italiana attraverso un punto di vista spesso volutamente quello della classe sociale.


Cosa succede quando uno dei bastioni del progressismo, il mondo culturale, si rivela piú escludente di molti altri? Se ci si ritrova a non condividere - anzi, a non potersi permettere - i codici, i linguaggi, i simboli dei propri colleghi à la page? In alcuni casi, può essere l'inizio di un percorso di riflessione sul classismo, l'habitus e il capitale culturale.

38 pages, Kindle Edition

Published December 16, 2025

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About the author

Davide Piacenza

8 books12 followers
Scrive di attualità e cultura sui giornali italiani da dieci anni. Ha lavorato nelle redazioni di «Rivista Studio», «Forbes» e «Wired», occupandosi di politica italiana, Stati Uniti, cultura digitale, libri e serie tv. Oggi collabora con «Esquire, «Icon» e «Vanity Fair». La sua newsletter «Culture Wars» racconta e analizza ogni settimana i casi in cui i nuovi codici e i discorsi intorno al politicamente corretto riplasmano il mondo in cui viviamo.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Bianca Ferrari.
3 reviews4 followers
January 21, 2026
"Finché l'accesso alla parola che conta, all'influenza mediatica, ai luoghi in cui si produce senso resterà vincolato al capitale economico e familiare, potremo chiamarlo estetica, merito, cosmopolitismo o addirittura cultura, ma sarà controproducente."

Questo libro è uscito nel momento in cui in Italia è nata una conversazione accesa sul tema della retribuzione molto bassa e della precarietà di chi lavora in contesti come informazione e cultura, e Davide Piacenza è riuscito a contestualizzare in modo chiaro il conformismo che si crea in questo settore lavorativo e come sia legato in modo diretto ai temi che arrivano al grande pubblico.

Ma quello che emerge come valore aggiunto più grande è la riflessione sul fatto che in molti contesti (anche in quelli in cui pensiamo non ci siano complessità) c'è quasi sempre una barriera di accesso che può avere la forma economica, di classe sociale, razziale, sessuale ma anche spesso legata a pregiudizi radicati nel comportamento e atteggiamento.

È interessante capire come queste dinamiche impattino sul valore che viene creato nel presente e nel futuro e decidere se la realtà che vediamo in superficie sia influenzata da motivi di profitto o, in modo involontario, da preconcetti che possiamo cercare di cambiare per evitare esclusione e divisione.
Profile Image for piperitapitta.
1,056 reviews471 followers
December 30, 2025
Sono iscritta da qualche mese alla newsletter Culture Wars di Davide Piacenza e questo breve saggio mi sembra di ricordare che prenda spunto da un articolo pubblicato qualche mese fa da Jonathan Bazzi che, condividendo il proprio estratto conto spiegava come in Italia, a fronte di collaborazioni giornalistiche e di critica all'attivo, con la cultura non sia possibile mangiare e vivere in città come Milano. Ma il discorso, non vale solo per Milano, vale in misura diversa per tutte le grandi città ed è interessante, da qui la riflessione di Piacenza, che però si muove anche in altre direzioni, osservare come questo sia possibile solo a chi proviene da classi sociali che possano garantirgli la sopravvivenza (professionale e sociale) in élite culturali in cui il costo della forza lavoro è molto prossimo allo zero: solo chi può mantenersi da solo, per estrazione familiare, può permettersi di svolgere determinati lavori creativi, artistici, culturali dando vita a un cortocircuito che rende certe professioni, dove le idee dovrebbero circolare in libertà, vere roccaforti non solo di pensiero, ma anche di classe: vogliamo dire caste?.
Questo in sintesi, ma visto che è breve compratelo (costa solo tre euro) e leggetevelo.
Davvero interessante, da rileggere.
Profile Image for Vic.
123 reviews3 followers
January 9, 2026
Quale azienda dei media sarà mai portata ad alzare i suoi livelli di retribuzione, se i ranghi delle sue maestranze sono strutturalmente dominati da chi può scegliere di non anteporre le sue necessità economiche alla professione? La conseguenza di questo scenario è che nei nostri prodotti culturali la rappresentanza delle minoranze, in ogni senso percorribile del termine, risulta subordinata agli habitus, alle sensibilità e alle prospettive particolari delle classi elitarie.

Breve pamplhet da regalare a quelli che pensano che le classi sociali non esistano più.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

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