Da una foto sbucata in un archivio, da una somiglianza fisica, da una consonanza di storie parte, l'autore, per un viaggio nella propria famiglia. con i suoi eroi minimi e le sue peculiarità, le sue amnesie e le sue censure, le sue incomprensibili devianze e le sue scontate (e pagate) normalità. Che si fa viaggio in una Italia già lontana, perduta, mai rimpianta perchè restituita per quello che era. Un viaggio privo di bagali morali e pieno di pietas. Un viaggio che illuminato dalla dolente consapevolezza dei limiti umani restituisce il sapore di un opera di compassionevole omaggio alla memoria di uno dei tanti uomini randagi del mondo. Che proprio perchè randagi non possono mai farsi simbolo di nulla. Scrittura delicata, priva degli orpelli barocchi di altri suoi libri. Ma sguardo acuminato e profondo. Bello.