"Certe cose fanno male, dovrebbero avvertirci fin da bambine. Lo zucchero fa cadere i denti, il fumo corrode la gola, il carbone finisce nei polmoni e l’amore… l’amore può essere una fonte di eterna dannazione."
Nell’assolata isola di Nöa, nell’arcipelago delle Gemme Sacre, dove le ragazze portano nomi di fiori e i ragazzi di animali, Vandelia, seducente e ribelle, si destreggia nella natura incontaminata, tra amicizie fraterne e un misterioso amante segreto. Semplicità e leggerezza sono le cifre con cui gli umani trascorrono la loro esistenza, in una terra che non conosce il delitto, sotto l’egida dei Dodici Dèi e il calore dei suoi due soli. Divisa tra la routine del suo apprendistato come sarta e gli incontri clandestini con l’uomo che la fa ardere di desiderio, Vandelia non immagina che la sua vita stia per mutare per sempre. Rapita e condotta contro la sua volontà in un regno demoniaco, scoprirà che il tempo dei giochi e quello dei sogni sono finiti, e che nessun principe delle fiabe verrà a salvarla. Perché, forse, proprio colui che chiamava amore è il mostro peggiore che potesse incontrare. Prigioniera di una corte di demoni di cui non sa se potersi fidare, di un re dall’aspetto animalesco, con capelli chiari e gli occhi neri di cervo, Vandelia dovrà guardare in faccia la verità: nelle fiabe, non sempre i mostri sono i veri malvagi. E nella vita, il confine tra buono e cattivo è sottile come un sussurro.
Arianna Bonati firma un’intensa favola nera, un romantasy sensuale e feroce dallo stile avvolgente e visionario, capace di intrecciare mito e desiderio, innocenza e dannazione.
La promessa è un dark fantasy romance i cui protagonisti sono Vandelia, Elijah e Anistamai ma il POV è quello di Vandelia. Il romanzo si apre con Vandelia che decide di raccontare all’amato il suo punto di vista su ciò che è accaduto da quando i due si sono conosciuti. Vandelia è originaria di Is Noa una piccola isola nell’arcipelago delle Gemme Sacre, un luogo sacro protetto dalle invasioni dei demoni da 12 Dei; la loro società è arcaica, basata su rigide credenze religiose e la più grande aspirazione di una donna era sposare “il miglior offerente”. La giovane nella sua vita ha vissuto vari lutti, prima la madre m0rt4 per una m4latt1a inspiegabile, successivamente i tre fratelli tutti m0rt1 in miniera; rimarrà, quindi, sola con il padre che nonostante sia un uomo buono annega il suo dolore in fiumi di alcool e ha il vizio del gioco. Vandelia è una ragazza solare, ribelle e scapestrata, le piace ballare, vivere in modo spensierato ma soprattutto essere libera. Una sera dopo una festa decide di andare a fare un bagno in un laghetto non troppo lontano da casa e vi incontra Elijah, un demone in forma umana con occhi cangianti e la carnagione perlacea che (per lei) profuma di polvere di stelle, tra i due nasce subito un’attrazione primordiale che sfocia in una passione intensa; i due continuano a vedersi alla fonte regolarmente e non possono i che innamorarsi perdutamente l’una dell’altro. Questa relazione però metterà in pericolo la giovane che verrà rapita dalla Regina Madre di Airene, uno dei territori della dimensione demoniaca, la stessa da cui proviene Elijah. Tra Niegek ( territorio comandato da Elijah) e Airene ( territorio governato da Anistamai) c’è una guerra che si protrae da molti secoli e il rapimento di Vandelia sembra essere una mossa strategica per ottenere un armistizio. Anistamai, per colpa della madre, si trova nel palazzo una prigioniera che maledice tutti, si fa del male più di una volta, tenta di scappare ma con il suo potere guaritore, il re riuscirà a garantirle cure tempestive e riprese molto rapide. Vandelia verrà a conoscenza del suo destino, ovvero di divenire sposa del principe di Niegek e non lo accetterà. Con il passare dei giorni e dopo vari “incidenti” della giovane, Anis decide che Vandelia si presenti nel suo studio così da poterla tenere sott’occhio e presenzierà a vari doveri del re. Oltre alla sventatezza della giovane stessa, ella dovrà fare i conti con l’odio che il suo promesso sposo ha generato in vari demoni e lei deverrà il facile bersaglio con cui prendersela, fortunatamente Anistamai accorrerà in suo soccorso anche questa volta. La vita di Vandelia alla corte non è così negativa, infatti la giovane si fa un paio di Amine tra la servitù e il re le concederà di leggere tutti i libri che vuole. Tra Anis e Vandelia nasce una forte attrazione ma il re cercherà in ogni modo di resistere, la ragazza invece vorrebbe sfruttare questa cosa a suo vantaggio; infatti, quando verrà a conoscenza che a corte si terra un ballo farà di tutto per convincerlo a farla esibire e ci riuscirà; insieme alle sue amiche pianificherà la sua fuga proprio per quella notte e anche se il suo piano non andrà esattamente come aveva immaginato, riuscirà nel suo intento e inizia così il suo viaggio verso una via di salvezza. Purtroppo la sua fuga verrà bruscamente interrotta dal Lord comandante che la riporterà dal re di Airene in uno degli accampamenti militari in cui al momento c’è bisogno di lui; la giovane sarà riaccompagnata al palazzo dove attenderà impazientemente il demone di cui si è innamorata, purtroppo per due, dopo molte settimane, Elijah deciderà di venire a reclamare la sua sposa e portarla con sè il prima possibile. Vandelia si sentirà tradita dal re che la lascerà andare con Elijah ma allo stesso tempo non riesce a resistere al suo principe. Niegek si rivelerà cupo e freddo, con scheletri che fanno da servitù e orchi che l’accompagneranno dove vuole; Elijah è crudele, spietato con ideologie da tiranno che aberrano Vandelia ma con lei è devoto e cerca dei accontentarla in ogni modo, sperando di avere il perdono della ragazza. La giovane prima respinge il promesso sposo finchè non farà un patto con lui: lei lo sposerà e lui gli rivelerà tutta la verità e così avverrà. Vandelia è cagionevole e lì, in quella corte, si ammalerà più volte e più volte verrà una guaritrice per cercare di farla star meglio finchè una cardiopatia non richiederà l’intervento di Anistamai; quest’ultimo tornerà un’ultima volta prima che i due si sposino e trascorrerà una tanto desiderata notte di passione con la giovane che all’alba si vedrà abbandonare dall’amato e lo prenderà come l’ennesimo tradimento. Dopo poco si svolgeranno le nozze e i due novelli sposi sembrano più uniti, dopo di che arriva anche il momento dell’incoronazione a regina che per Vandelia sarà molto doloroso e così giunge anche il momento della verità, una verità che fa male e sradica tutto ciò che la giovane credeva ma lei ha un piano per liberare il mondo dalle mire del demone e lo attuerà aspettando poi la sua fine che però non giunge ma si riscrive e Niegek avrà una regina mortale a governarla e regnerà la pace anche se quel filo che la lega ad Elijah non si è mai reciso e anzi diventa più forte nei sogni e la spinge verso il ricongiungimento dei due amanti. È il primo libro che leggo di Arianna e devo dire che la sua scrittura è meravigliosa, con poche parole riesce a costruire un mondo assai complesso e far immergere il lettore completamente nell’atmosfera del romanzo. I personaggi sono caratterizzati in modo sublime, nonostante il punto di vista narrato sia quello della sola Vandelia anche i coprotagonisti del romanzo godono di una descrizione completa e approfondita anche dal punti di vista psicologico, soprattutto grazie ai racconti del loro passato. Durante il romanzo sono trattati diversi temi delicati come: la perdita di una persona cara, l’odio, l’amore, il perdono, la manipolazione, la libertà, la malattia e il senso di colpa. Vandelia è una ragazza estremamente difficile, indomabile e un po’ fuori dalle righe ma dentro di sè porta un profondo bisogno di amore che la fa accontentare anche delle briciole; la perdita della madre e dei fratelli l’ha segnata molto a fondo lasciandole addosso un senso di solitudine che non se ne va complice anche l’assenza del padre che vive quei lutti a modo suo. Vandelia è a tratti capricciosa, quasi una bambina immatura anche se in se ha una forte caparbietà che la porta a rialzarsi e ad affrontare le sfide che le si porgono davanti senza farsi abbattere. Elijah l’ha manipolata per molto tempo, usata come pedina, impresso sentimenti contro il suo volere ma anche la ragazza a modo suo ha usato le armi di cui disponeva per ottenere ciò che voleva sia dallo stesso Elijah che da Anistamai. L’unico suo desiderio è la libertà intesa soprattutto in libertà di scelta. Imparerà con il tempo a non serbare rancore nei confronti di nessuno e a perdonare per i peccati commessi. Durante il romanzo vedremo più di una persona p3r1r3 per m4l4tti4, i racconti della madre malata, Enyo che si scoprirà che è malata, la stessa Vandelia sarà spesso malata e infine la regina madre che da dopo il rapimento della ragazza, vedrà la sua salute peggiorare inesorabilmente. Vandelia nel corso del romanzo cambia, anche se lentamente, matura fino a divenire una donna saggia e ragionevole e non più prigioniera dei suoi capricci, inoltre, prende consapevolezza del suo potere che non è magico ma ammalia ugualmente, diverrà una brava oratrice e s’impegnerà a capire il mondo che la circonda lasciando indietro pregiudizi e paure. Questo romanzo è un percorso oscuro che ridefinisce il “vissero per sempre felici e contenti” in modo ammaliante, innovativo, peccaminoso e talvolta anche cruento ma vero e unico cucito su misura per Vandelia una giovane donna umana che non ha paura di rivendicare la propria libertà.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Carissimi Book Lovers, oggi vi parlo di "La promessa" di Arianna Bonati, un romantasy visionario, sensuale e feroce che mi ha totalmente rubato il cuore, una storia magnifica in cui i confini tra bene e male si sfumano fino a diventare sottili come un sussurro.
Nell'isola di Nöa, baciata da due soli e protetta dai Dodici Dèi, la vita scorre con una leggerezza quasi magica. È un luogo dove le ragazze hanno i nomi dei fiori e i ragazzi quelli degli animali, una terra pura che non ha mai conosciuto il delitto. Vandelia è una sarta seducente e ribelle che divide le sue giornate tra l'apprendistato, gli amici di sempre e un misterioso amante segreto con cui consuma una passione clandestina. Ma la sua favola si spezza quando viene rapita e trascinata contro la sua volontà in un regno sotterraneo e demoniaco.
Qui, Vandelia vede crollare le sue illusioni: capisce sulla propria pelle che non ci sarà nessun principe azzurro a salvarla e che deve fare affidamento solo sulle sue forze. Quella frase iniziale del libro vi rimarrà impressa nella mente: «L’amore… l’amore può essere una fonte di eterna dannazione». È esattamente ciò che sperimenta Vandelia quando scopre che l'uomo che chiamava amore è forse il carnefice peggiore che potesse incontrare.
Una volta all'inferno, la trama prende una piega magnifica. Vandelia si ritrova prigioniera in una corte di demoni dove nessuno mostra la sua vera faccia e dove fidarsi è un rischio mortale. Al centro di questo mondo c'è un Re dall'aspetto animalesco, caratterizzato da capelli chiari e dagli occhi neri di un cervo. È un personaggio ambiguo, magnetico, che ribalta completamente gli schemi. Accanto a lui, Vandelia è costretta a guardare in faccia una verità sconvolgente: nelle storie più nere, i mostri non sempre sono i cattivi, e chi indossa la maschera del salvatore può rivelarsi il vero carnefice.
Questo romanzo non è il solito fantasy romantico tutto baci e sospiri; è una storia matura, sensuale e a tratti feroce, che scava nel mito e nel desiderio umano. Mi è piaciuto molto come l'autrice gestisce la tensione e il senso di smarrimento della protagonista.
È una favola nera potente, intrisa di una sensualità selvaggia che ti si aggrappa addosso e non ti lascia più andare. Se cercate una lettura intensa, capace di unire l'innocenza della giovinezza alla dannazione dei segreti più oscuri, questo libro vi conquisterà la mente e l'anima.
Ho urgente bisogno di piangere, di amare, di odiare, di sc💜pare anzi no di fare l'amore. Voglio sentire il gelo dell'nverno e poi sciogliermi al calore del sole estivo, e poi ancora il freddo e poi il caldo, forse all'infinito o forse fino a che mi sarà concesso. Voglio ballare per il mio amato in un campo fiorito, ebbra di leggerezza e sensualità. Voglio la magia a cambiarmi la vita, ma non voglio concedere alla magia di cambiare quella che sono nel profondo.
Potrebbe finire qui la mia recensione, un flusso di desideri, bisogni, emozioni e basta. Ma dovete entrare in questa storia, conoscere Vandelia, Elijah e Anistamai. Farvi strappare il cuore, ricucirlo, per poi spezzettarlo.
Arianna Bonati ci ha messo molto impegno nel rendere le cose poco scontate, ha costruito un mondo ben strutturato, una cerchia di personaggi secondari pieni d'identità e che ti entrano dentro in un modo o nell'altro.
Datele fiducia, seguitela, lasciate voi stesse nelle Gemme Sacre ed entrate nel mondo magico oltre la barriera. Tra antiche leggende e una promessa mai proclamata.
Non voglio fare spoiler, questa storia è DA LEGGERE! L'unica certezza che deve accompagnarvi è che Vandelia vuole soprattutto vivere ma vivere libera!
L'amore non è magia. E' una pianta che cresce e germoglia."
Oggi vi parlo di questo romantasy molto dark che narra la storia di Vandelia.
Lei è una giovane ragazza, umana, che vive sull'Isola di Noa, nell'arcipelago delle Gemme Sacre.
Uno spettacolo naturale, incontaminato, in cui le ragazze hanno i nomi di fiori, mentre i ragazzi di animali.
Vandelia non ha molto, ha già perduto buona parte della sua famiglia e vive col padre, ma cerca di essere il più indipendente possibile e contare sulle sue forze, perché lui non è proprio una figura molto affidabile.
Vandelia sta facendo un apprendistato come sarta e cerca di vivere in maniera tranquilla e spensierata, nonostante la poverta.
Su quest'isola, la vita degli umani è caratterizzata da leggerezza e semplicità, il loro credo sono i Dodici Dèi e il calore è quello dei due Soli.
Vandelia è bellissima, affascinante e ribelle.
Per lei spensieratezza e libertà si traducono anche nell'avere a che fare con gli uomini.
Soprattutto con uno in particolare. Un misterioso amante segreto, che neppure lei sa chi sia realmente, ma con cui intrattiene dei momenti di pura passione e desiderio.
Lei è convinta che un giorno potrà vivere questo suo amore alla luce del sole, lei vede in lui il principe col quale vivrà la sua vita.
Non sa però che questa sua esistenza, cambierà improvvisamente e per sempre.
Vandelia verrà rapita e trasportata in un regno di demoni, comandato da un Re dall'aspetto di un animale dai capelli chiari e occhi di cervo.
Si potrà fidare di questo Re?
Che ne è stato del suo amore misterioso?
Chi è il buono e chi il cattivo?
Vandelia si renderà conto ben presto, che non potrà essere salvata da chi crede, ma soprattutto che non sempre i mostri sono i veri malvagi, proprio come nelle fiabe, anche in quelle più nere.
Lei dovrà fare i conti con la fine della sua spensieratezza e dei suoi sogni.
Dovrà imparare a vivere in un mondo oscuro, pieno di malvagità, di crudeltà, al quale non solo assisterà, ma che dovrà subire sulla propria pelle.
Quando smetterà di credere in quell'amore che tanto bramava? Quell'amore che la faceva sentire desiderata, che le prospettava una vita migliore, in cui lei credeva, con l'innocenza dei suoi anni e con la disinvoltura di donna matura che voleva dimostrare.
Una storia che mi ha colpito, che non mi aspettavo così potente e così cruda.
Una protagonista che non ho amato, non si empatizza facilmente con lei, perché i suoi comportamenti la inducono spesso a scelte o mosse sbagliate. E' una contraddizione continua, molto spesso porta all'esasperazione.
Dall'altra parte, comprendo lo spirito di sopravvivenza di questa ragazza, che comunque è sola e non sa di chi può fidarsi e su chi deve riporre la sua fiducia.
È un mondo crudele e Vandelia vi si troverà completamente immersa.
Lei è umana e dimostra la sua umanità in tutti i modi possibili.
In questa storia c'è una sorta di triangolo amoroso, in cui non vedremo però due figure completamente diverse, non c'è un netto contrasto, non c'è il buono e non c'è il malvagio.
A loro modo, lo sono tutti, non esiste più un confine ben definito, ma tutto viene messo in discussione, tutto cambia a seconda dei punti di vista e delle particolari situazioni.
Lo stile dell'autrice è avvolgente, la storia non può far a meno di coinvolgere, sono presenti un'ottima strutturazione e dei bei colpi di scena, spiazzanti e dolorosi.
Una storia di sofferenza, in cui bellezza, dannazione, passione, spicy e malvagità si mescolano in continuazione, per dar vita a un dark fantasy romance crudele ma veritiero.
Cosa cercava in fondo la protagonista, se non la sua libertà?
Una fiaba per adulti che tutti dovrebbero leggere. Dove il bene e il male non esistono come due fazioni a sé stanti, ma si confondono, si mescolano, si sporcano a vicenda. Dove tutti sono, allo stesso tempo, colpevoli e salvatori, innocenti e dannati. Una fiaba oscura. Intensa. Complessa. Rabbiosa. Devastante. Che mi ha completamente soggiogata.
È quel tipo di libro che, una volta chiuso, rende quasi impossibile iniziarne un altro… perché una parte di te è rimasta lì, intrappolata tra quelle pagine, tra quelle emozioni, tra quei panorami, tra quelle anime peccatrici che tanto ti hanno fatto innamorare e soffrire. Merito della scrittura di Arianna, che è avvolgente, visionaria, ipnotica. Ti trascina capitolo dopo capitolo senza che tu te ne accorga, facendoti dimenticare lo scorrere del tempo.
"La promessa" è una romantasy dark feroce, che intreccia desiderio e dannazione, innocenza e crudeltà. Ma soprattutto è una storia che squaderna ogni equilibrio. Non esistono eroi. Non esistono mostri. Tutti sono entrambe le cose. Dolci e spietati, fragili e crudeli, capaci di amare e di distruggere.
Vandelia è una protagonista che non si lascia amare facilmente. È impulsiva, disinibita, contraddittoria, ribelle, passionale, spesso esasperante, e proprio per questo tremendamente vera. È fatta di fame di libertà, di bisogni semplici, di errori continui. Mentre leggi di lei e delle sue azioni, mentre ascolti i tuoi pensieri, è facile arrabbiarti e giudicarla, ma se ci pensi bene ti rendi conto che non è poi così diversa da te.
Elijah è il demone seducente, enigmatico, quasi etereo, eppure profondamente concreto. In lui convivono desiderio e protezione, istinto e controllo. È una tentazione, una di quelle da cui sai che dovresti stare lontana, ma a cui continui ad avvicinarti.
E poi c’è Anistamai... E qui, davvero, faccio fatica a trovare parole che siano all’altezza. Perché Anis mi è entrato dentro e si è preso spazio, pensieri, emozioni. Anis è tante, tantissime cose, ogni sua parola pesa, ogni sua presenza altera l’equilibrio della scena. E incarna perfettamente quella verità scomoda che attraversa tutto il romanzo: che non esiste una linea netta tra ciò che salva e ciò che condanna.
E poi ci sono tantissimi altri personaggi, ognuno con la sua storia, ognuno con i suoi sogni e i suoi peccati, le sue pene e i suoi istinti.
Il libro è anche pieno di domande. Cosa sappiamo dell’amore? Quanto siamo disposti a sopportare, per amore? E soprattutto: siamo davvero capaci di amare senza ferire? Tra queste pagine, tra gli innumerevoli colpi di scena, nel ritmo incalzante delle vicende, ho trovato tantissimi frammenti di realtà travestiti da fiaba. Mi sono fermata, più volte, a pensare. A sentire. A riconoscermi. Perché, alla fine, questa non è solo una storia di demoni, regni incantati e magia. È una storia profondamente umana. Una storia che fa male, con le sue verità. Strazia, colpisce, violenta, fa arrabbiare e piangere, implorare, desiderare di fermarsi, ma non si riesce a smettere di proseguire. E anche arrivati alla fine, non lascia indenni. Proprio come le grandi storie sanno fare.