Lara è una ragazza molto timida e riservata, un’adolescente giudiziosa e studiosa che ha un rapporto davvero speciale con il padre Emilio. Dopo essere rimasti soli il rapporto tra i due è di fortissimo affetto. Lara frequenta la stessa classe di Ginevra, sopravvissuta alla terribile esperienza della prigionia nella villa del criminale nazista Franz Rasche, sul Lago Maggiore. Lara è oggetto di pesanti atti di bullismo da parte di alcuni compagni di scuola più grandi di lei. Le intimidazioni e le molestie sono sempre più frequenti. Dopo un ennesimo episodio, adescata con falsi profili social, è distrutta ma non riesce a denunciare la violenza subita alle forze dell’ordine, oggetto di cyber-bullismo, stalking e revenge porn, cade nella rete dei suoi persecutori... mentre per il Giambellino si aggira un killer fantasma alla ricerca di chi fa del male alle donne, in rete sui social e nella vita di tutti i giorni...
Come sempre Marchitelli parte da eventi reali o verosimili per costruire le sue storie che trattano problemi sociali del nostro tempo. Questo romanzo, attraverso il genere noir, parla di cyberbullismo e di violenza di genere, in questo caso contro una ragazza da parte di suoi coetanei, e di tutto ciò che ne può derivare. La trama ci getta immediatamente nella vicenda, partendo in medias res nei primi capitoli, e tornando poi indietro per raccontare tutto come un gigantesco flashback e tornare poi al presente nella parte finale, fino alla chiusa della storia. Come negli altri suoi libri, l’autore rimette in scena uno dei suoi protagonisti e ci porta in giro per Milano quasi come se fosse una sorta di docufilm. I due personaggi principali - Lara e suo padre -, sono un po’ caricati: forse un po’ troppo ingenua lei, essendo una diciassettenne, attaccato alla figlia in modo un po’ morboso lui, ma ci sono motivi pregressi che danno un senso al comportamento di entrambi. Dal punto di vista della scrittura, al netto di qualche particolare non del tutto necessario alla narrazione, il libro scorre bene, con un tono discorsivo che si fa leggere e con momenti che rompono la “quarta parete”, come se il lettore fosse fisicamente spettatore della situazione, che funzionano piuttosto bene, e nel complesso a mio parere, il libro funziona. L’argomento, pesante e non facile, è però trattato senza arrivare a inutili spettacolarizzazioni. Nel complesso un libro non perfetto (alcuni dettagli sono un po’ ridondanti), ma assolutamente positivo.