Il millantato storione sull’assedio di Kobane alla fine si trova da oggi venerdì 16 gennaio in edicola su Internazionale. C’ho messo un sacco di tempo perché sono 42 pagine e quindi mi vale come bonus per il blog, a cui ora posso ricominciare a dedicarmi. Alcune informazioni per chi se lo va a comprare, per esempio:
COSA CI TROVERETE: -Un racconto il più possibile onesto di quello che ho vissuto durante il viaggio e nei giorni immediatamente precedenti, sia dal punto di vista emotivo che da quello della cronaca, comprese le contraddizioni e i dubbi del caso. -Un tentativo di tenere un equilibrio tra il pippone didascalico e la cazzata spicciola. In certi punti spero di non aver fatto nessuno dei due, in altri probabilmente li ho fatti entrambi, però oh se nascevo imparato non stavo qua. -La mia risposta (una delle tante) alle questioni che sollevano i fatti di Parigi.
COSA NON CI TROVERETE: -Il sensazionalismo i morti i cadaveri. -Un trattato preciso, esaustivo e imparziale di storia e geopolitica. -Delle anatomie disegnate decentemente.
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
Interessante opera di Zerocalcare che esula dal consueto stile dell'autore,il resoconto dell'esperienza vissuta nel piccolo villaggio di Mehser,a un passo dai luoghi in cui infuria la guerra,è ricco di considerazioni non scontate ed estremamente interessanti e pone in una luce nuova e più "vera" un argomento troppo spesso utilizzato solo a fini propagandistici.Ottimo.
Un bel lavoro di Zerocalcare, forse un filo più retorico del solito. Voglio dire, l'inviata di Rainews è davvero per le strade di Kobane e dice cose altrettanto interessanti senza subodorare ovunque Gomblotto.
Un reportage a fumetti che non stanca e appassiona,letto tutto d'un fiato. La questione Curda è un argomento poco conosciuto in Italia e Zero è riuscito a fare informazione pur mantenendo il suo tratto comico distintivo. Spero di leggere presto il fumetto completo,dato che questo è un piccolo seppur esaustivo estratto di un lavoro molto più complesso.
This is a fascinating graphic book about the author’s two trips to Kurdistan to see what was happening with ISIS around 2014. First, he goes to Turkey, to a refugee camp at the border with Syria, and views Kobane through the fence. Then, a year or so later, he goes to Kurdish Iraq, meets with Kurdish militants in the mountains, and then goes into Northern Syria to Kobane itself, miraculously evading ISIS and other hostile authorities.
Because the author is a cartoonist, you get a real visual impact from this story. He’s Italian (the book was translated into English) and uses a lot of slang, so it would be very readable for younger audiences (except for the occasional four-letter words).
I read the whole thing in one sitting because it was so engrossing. The author shares his great respect for Kurdish fighters, the idealistic nation they were trying to set up in Northern Syria, and especially the women who play such a pivotal role in fighting ISIS.
Since so few Westerners have written about the Kurdish fight against ISIS, or seen it with their own two eyes, this book is an important part of the library of anyone who studies or cares about Kurds.
Kobane Calling e' il reportage dei viaggi tra Turchia, Siria e Iraq, che il fumettista di Rebibbia ha compiuto tra il 2015 e il 2016 per scoprire e documentare la resistenza del popolo curdo dall'avanzata dell'ISIS e dalle persecuzioni dei paesi di provenienza. E' un graphic reportage sul "confederalismo democratico", il modello di autogoverno con cui il popolo curdo amministra la regione autonoma del Rojana, nel nord-est siriano; un governo autonomo, non riconosciuto dallo stato siriano e dalla comunita' internazionale, che fa della liberta' religiosa, dell'emancipazione femminile e della sostenibilita' ambientale i principi fondamentali della sua costituzione. Kobane Calling e' un appassionato libro politico, un libro di ideali, che Zerocalcare ritrae con speranza ed umilita’. E' un ironico libro di formazione, dell'autore e dei suoi compagni di viaggio che, in missione umanitaria da Rebibbia e Rojava, nello scoprire un nuovo mondo si portano dietro il loro "mammut" (l’amico immaginario di casa, l’"armadillo" della Profezia). Ed e' anche, e soprattutto, un romanzo di affetto, di gratitudine, perche’ “Ti sforzi tanto per capire perche’ sei qui. (…) E invece e’ una cosa che conosci benissimo. (…) Il cuore. Il cuore, oggi sta a Kobane”.
La graphic novel non è una mia lettura usuale e non conoscevo Zerocalcare, ma è stata senz'altro una bella lettura. Un argomento serissimo come quello del terrorismo islamico affrontato con piglio ironico, da questo protagonista, un po' incosciente, che si trova in mezzo a gente oppressa e circondato da estremisti religiosi e deve convivere con la paura, mentre cerca di capire cosa lo ha spinto ad andare in Kurdistan e di portare, per quel che può, aiuto umanitario.
Che devo scrivere? M'è piaciuto, mi ha angosciato, mi ha fatto sorridere, riflettere su molte cose brutte e su poche cose belle. Sempre bravo, Calcare.