«Ma lo sapete che quando Pietro incontra Gesù ha più o meno la sua età? Ventotto, ventinove, neanche trent’anni. Eppure viene rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. Anche Leonardo, nell’“Ultima cena”, lo ha dipinto così. Sembra che Pietro sia nato già vecchio. Invece quando conosce Gesù è un giovane, come lui: sono dei ragazzi. È una storia di ragazzi, questa!» (Roberto Benigni). Grazie alla voce di Roberto Benigni la vita di Pietro – pescatore, apostolo, missionario e guida della Chiesa – diventa un romanzo pieno di azione e di colpi di scena, in cui intensità e commozione si alternano a improvvisi slanci di leggerezza e ironia. Versione ampliata e arricchita del testo dello spettacolo televisivo in onda su Rai Uno, “Pietro. Un uomo nel vento” è un libro che parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio. E che restituisce, come mai era accaduto prima, voce e umanità a una delle figure più straordinarie della Storia. Scritto con Michele Ballerin, Chiara Mercuri e Stefano Andreoli. C’è un momento, nel racconto di Roberto Benigni, in cui sembra di vedere tutto: le onde che si alzano, il vento che fischia, una voce che chiama e un uomo che esita – e poi si lancia. È Pietro, il protagonista di una storia antichissima e senza tempo. La storia di un pescatore che si arrabbia, agisce d’impulso, sbaglia, non capisce, si addormenta, soffre, gioisce e si lascia emozionare, proprio come noi. Eppure diventa il primo fra gli apostoli, scelto da Gesù per il compito più alto che la storia dell’umanità conosca: aprire o chiudere le porte del Paradiso. Con “Pietro. Un uomo nel vento”, la voce trascinante di Roberto Benigni ci conduce dentro la formidabile avventura di un uomo che cade e si rialza mille volte, sospinto da una forza misteriosa, e alla fine trova il coraggio di guardarsi dentro. Da Gerusalemme a Roma, dal lago di Tiberiade al circo di Nerone, la Storia vista attraverso gli occhi di Pietro si trasforma in un racconto intimo e sorprendente: un racconto che parla a ognuno di noi, e che culmina in un finale glorioso e toccante, dove la fragilità si trasforma in grandezza.
Non mi piace dare una stellina sola, ma Benigni riesce ad essere antipatico come pochi. Si tratta della trascrizione dello spettacolo (recuperabile via RaiPlay) su San Pietro, ma la verve istrionica del comico toscano - che già non mi attrae nel parlato - in forma scritta è decisamente insopportabile. Che Benigni si sia appassionato di San Pietro è incontrovertibile, che l'abbia capito è un altro paio di maniche: lo presenta come "è stato scelto da Gesù" ma poi racconta l'episodio in cui Pietro va a conoscere Gesù dal Battista e lo invita a casa sua... sì certo "è scelto" ma allo stesso tempo è anche lo stesso Pietro "a scegliere" (più di San Matteo, per dire).
Però se anche solo una persona decidesse di approfondire la fede cristiana per via di questo spettacolo, beh, ben venga!
Come fa Benigni a farti amare qualsiasi cosa racconti? Che poi non si tratta di storielle semplici, si tratta di storia. Beh, lui riesce a raccontarla in un modo semplice, che trasuda talmente tanta passione da fartene innamorare. Almeno per me è così.
Cinquemila stelle a Roberto Benigni , grazie Roberto! Leggerti e vedere con quale entusiasmo e gioiositá ce l’hai recitato , è stato un bellissimo regalo di questo Natale.