"Siete precipitate negli inferi, e nei fott*ti inferi comanda il diavolo."
Sei aspiranti influencer vengono contattati per partecipare a un reality show che verrà trasmesso in diretta streaming. Il premio in palio è un contratto di collaborazione con l'azienda Red Lights Entertainment. Iniziate le riprese però scoprono che il programma in verità è un gioco al massacro e che hanno dodici lunghe ore per sopravvivere a dei sadici maniaci mascherati, impazienti di arricchirsi sulla loro pelle.
Uno slasher dal ritmo incalzante, da "social", pregno di gore, black humor e citazioni cinematografiche. Un vero must-have per gli appassionati di cinema horror.
“Red Rooms” è un attacco di panico infilato dentro un sacco per cadaveri. Samuele Fabbrizzi non scrive una storia: apre una ferita infetta e ci costringe a guardarci dentro mentre pulsa, sanguina e ride di noi.
Ogni pagina puzza di carne bruciata, monitor accesi alle quattro del mattino e cervelli fritti da pornografia della violenza. Lo splatterpunk qui non è estetica: è una malattia degenerativa. Ti entra sotto pelle come vetro macinato. Ti sporca le mani. Ti lascia addosso quella sensazione lurida di aver visto qualcosa che non avresti dovuto vedere.
La violenza è feroce, sadica, quasi pornografica nella sua insistenza. Occhi che colano, corpi che si rompono come giocattoli difettosi, identità che marciscono lentamente dentro stanze rosse illuminate da neon epilettici. Eppure il vero orrore non è il sangue. È l’essere umano. Vuoto, voyeuristico, famelico. Un animale che guarda il massacro e chiede il replay.
Fabbrizzi prende il cyberpunk, lo droga fino all’overdose e lo lascia agonizzare in una discarica piena di glitch, allucinazioni e schizofrenia digitale. Il risultato è sporco, caotico, tossico. A tratti sembra che il libro stia collassando tra le mani del lettore, come se anche lui fosse infetto.
Non è intrattenimento. È autolesionismo letterario.
E la cosa più disturbante è che funziona. Perché mentre tutto implode tra sangue, paranoia e delirio, continui a voltare pagina come un tossico in astinenza. Non per piacere. Per fame.
Samuele Fabbrizzi si conferma una delle migliori penne Extreme Horror italiane. Red Rooms è uno Splatterpunk moderno che, al netto di valangate di sangue e torture, pone l'attenzione sulla piaga dei social e della visibilità che caratterizza il mondo di oggi. Cosa siamo disposti a fare per un like, una views o un click in più? I personaggi volutamente stereotipati sono lo specchio della società odierna, dove tutto è finzione necessaria per apparire ed essere approvati. Ecco che identità, dolore e storia personale diventano malleabili e vendibili. Una storia che taglia, sminuzza, sviscera e, grazie al black humor, provoca.
Ottimo splatterone per chiudere l'anno in bellezza. Se il vostro sogno è sempre stato assistere al massacro di un gruppo di influencer stereotipati, questo è il libro che fa per voi. Fabbrizzi ormai uno dei miei autori preferiti nel campo dello splatter, una vera garanzia.