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Operaicidio. Perché e per chi il lavoro uccide. Le storie, le responsabilità, le riforme

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"Operaicidio": un neologismo, oggi inesistente, per definire la strage infinita del lavoro che uccide. Attraverso una sorta di "semantizzazione", i vari capitoli dell'opera sono impostati come voci di un dizionario enciclopedico che spiega il significato sociale, economico, umano (privato e pubblico), le cause, i costi, le soluzioni possibili e le responsabilità (anche politiche) di una guerra civile che nessuno sa o vuole vincere. In Italia la media è di tre morti di lavoro al giorno, e di un infortunio al minuto, senza contare i casi nascosti del lavoro nero. L’opera contrasta e supera un racconto meramente numerico e cronachistico, a favore di una visione allargata che contempla anche proposte concrete di intervento e riforma. Guardando inoltre al versante oscuro degli infortuni che quasi mai vengono denunciati; alle morti da amianto; alla responsabilità dell’informazione per il linguaggio usato nella cronaca; ai silenzi di Stato del sistema radiotelevisivo pubblico; ai fatti dolosi in un lavoro tanto irregolare da diventare criminogeno; allo sfruttamento del caporalato; alla perdita di memoria, agli orfani e ai coniugi dimenticati; alla evidente inconcludenza di percorsi giudiziari che si prolungano troppo e si spengono quasi sempre in assoluzioni o prescrizioni. Una tragedia spesso definita erroneamente come fatalità o fenomeno, mentre è assenza di coscienza e di senso di colpa. Parallelo al cuore analitico e polemico del libro, un secondo piano narrativo che lo accompagna e, in un certo senso, lo incarna: la Spoon River delle vite invisibili dei morti di lavoro. Passioni, affetti, emozioni di chi è caduto nella trincea di questa "guerra minore". Introduzione di Luciano Canfora.

192 pages, Paperback

Published May 14, 2025

About the author

Giordano Bruno

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Giordano Bruno (1548 – February 17, 1600), born Filippo Bruno, was an Italian Dominican friar, philosopher, mathematician and astronomer, who is best known as a proponent of the infinity of the universe. His cosmological theories went beyond the Copernican model in identifying the Sun as just one of an infinite number of independently moving heavenly bodies: he is the first European man to have conceptualized the universe as a continuum where the stars we see at night are identical in nature to the Sun. He was burned at the stake by authorities in 1600 after the Roman Inquisition found him guilty of heresy. After his death he gained considerable fame; in the 19th and early 20th centuries, commentators focusing on his astronomical beliefs regarded him as a martyr for free thought and modern scientific ideas. Recent assessments suggest that his ideas about the universe played a smaller role in his trial than his pantheist beliefs, which differed from the interpretations and scope of God held by Catholicism.[1][2] In addition to his cosmological writings, Bruno also wrote extensive works on the art of memory, a loosely organized group of mnemonic techniques and principles. More recent assessments, beginning with the pioneering work of Frances Yates, suggest that Bruno was deeply influenced by the astronomical facts of the universe inherited from Arab astrology, Neoplatonism and Renaissance Hermeticism.[3] Other recent studies of Bruno have focused on his qualitative approach to mathematics and his application of the spatial paradigms of geometry to language.[4]

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Profile Image for Alessandro Fedele.
25 reviews
February 21, 2026
Morti bianche.
Tema che ho imparato a conoscere per conseguenza diretta del mio lavoro e a toccare con mano il dolore che lascia nei parenti delle vittime. Un peso emotivo a cui non ci abitua mai.

Ho apprezzato ogni riflessione di Giordano e Patucchi sugli infortuni mortali e sulle condizioni del mondo del lavoro che ancora oggi, nel 2026, portano a contare una media di tre decessi al giorno nei luoghi di lavoro.
Nel libro, oltre alle considerazioni "tecniche", sono contenute un centinaio di brevi storie di chi dal lavoro non è più tornato a casa.
Un centinaio che riguardano solo il 2024, anno in cui di infortuni mortali se ne sono contati 1090 (1093 nel 2025).
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