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Quattro donne

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È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.
Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza.
In questo inno polifonico all’eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.

143 pages, Kindle Edition

Published January 16, 2026

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Emilio Jona

11 books

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Vicky Sp.
1,937 reviews131 followers
January 20, 2026
Un romanzo a piú voci che abbraccia figure femminili meravigliose realmente esistite, quattro donne che in maniera disinteressata hanno contribuito alla salvezza dell’autore e della sua famiglia durante la Resistenza in Italia.

Il libro inizia col viaggio frettoloso, quanto silenzioso, della famiglia dell’autore che, presi alla rinfusa alcuni oggetti e fatti calare dalla finestra di casa, partono verso una frazione sperduta della valle biellese, “per dare meno nell’occhio”.

Era settembre del 1943 e fascisti, partigiani e tedeschi, erano un po’ dappertutto.

Una storia vera che nasce dalla memoria e dall’esigenza di mantenere intatti i ricordi e le azioni salvifiche di persone speciali dal cuore d’oro come Delfina e Marí.
Profile Image for LaCiociara.
79 reviews1 follower
January 27, 2026
«Mio padre chiuse la porta di casa con una mandata; dall’orologio a pendolo posto a metà della scala venne un ronzio metallico e poi lo scocco delle ore. Cecilia mi prese per mano, nell’altra stringeva l’impugnatura di una valigia di cuoio a soffietto, gonfia e consumata dall’uso.»

È da questo breve incipit che ha inizio “Quattro donne” di Emilio Jona, un romanzo corale che volge al femminile destinandoci una storia che ci ricorda l’importanza del ricordare il passato, del ricordare quegli anni di Resistenza, del ricordare l’importanza di imparare da ciò che è stato.
In particolare, le figure femminili realmente esistite di cui egli ci parla in modo disinteressato, hanno contribuito alla salvezza dell’autore ma anche della sua famiglia proprio negli anni della Resistenza. Le vicende hanno inizio con un viaggio frettoloso e con la speranza di dare il meno possibile nell’occhio. L’autore, con i suoi cari, prende alla rinfusa alcuni oggetti che vengono calati dalla finestra; l’obiettivo è raggiungere una frazione sperduta della valle biellese, un luogo ove potersi rifugiare e dove poter sperare.
Siamo nel 1943, è settembre. Chi è il nemico, chi l’amico? Nel territorio ci sono partigiani, tedeschi e fascisti. Ogni equilibrio è tanto precario quanto mutevole. Delfina, impiegata nello studio dell’avvocato Jona, il capofamiglia, è il filo conduttore in un mondo che porta a perdere ogni legame. Sarà infatti lei a permettere ai membri della famiglia di tenersi uniti seppur a distanza. Ultima delle quattro voci e che tra queste pagine chiude la vicenda, ha un ruolo centrale.

«Ma tu conoscevi i rischi che correvi…
Male non fare, paura non avere…
Sai che ho vissuto più con te che con mia madre, quasi ho conosciuto più te di lei?
[…] Cianino, io non so cosa tu voglia… Oggi io sono un niente per l’aria… Ho perduto il corpo, mi ritornano più che le persone, le cose che ho fatto, i luoghi che ho visto, la mia giovinezza, un intrigo vagabondo… La mia vita al Piazzo era solo il riflesso della vostra… c’era poco o niente della mia… Se dovevo pensare, pensavo in rovigoto, non in italiano….»

Cecilia, Teresa, Marì, Delfina sono le quattro donne che insieme a tante altre persone hanno messo in pericolo la loro vita per proteggere i Jona. Per mezzo della voce di Emilio, uno dei figli del capofamiglia, conosceremo i membri della famiglia e da qui assisteremo allo svolgersi di una guerra che in apparenza resta sullo sfondo ma che in realtà è percepita in ogni suo frangente dalla popolazione. È un tempo lento, fatto di quotidianità, fatto di un ritmo cadenzato e di una umanità che chiede di essere ascoltata e vissuta anche se tutto sembra essere ancora esistente tranne che quella.

«Dunque anche tu eri diventata parte di ciò che restava della nostra famiglia, quella che fuggiva, quella che scendeva giù per via Cernaia lungo il suo muro smisurato, che sembra da un lato proteggere come un bastione a difesa il cuore della città, mentre dall’altro si apre verso la pianura e il Lanificio Cerruti, la prima della fila di fabbriche acquattate a godersi le acque del Cervo, e più oltre su per il corso del fiume appaiono i gloriosi mattoni degli edifici manchesteriani ora abbandonati o destinati ad altri usi.»

“Quattro donne” di Emilio Jona è un testo che fa della memoria la sua colonna portante, nasce da questa e da questa si sviluppa perché consapevole della sua importanza e del fatto che solo mantenendo intatti i ricordi è possibile ricominciare, mantenere le persone speciali nel cuore e sperare in un futuro migliore. Perché chi non ricorda il passato è alla fine condannato a ripeterlo e a ripeterlo ancora.
È uno scritto dalle tinte autobiografiche, ancora, che ci ricorda che si può essere umani anche quando la ferocia della guerra impervia. Grazie Emilio Jona per questa testimonianza e grazie a Neri Pozza per avermi permesso questa lettura che ho ultimato da giorni ma che volontariamente ho scelto di pubblicare in questa giornata, la Giornata della Memoria.
Profile Image for Anna Nenci.
610 reviews19 followers
January 26, 2026
L'autore racconta uno spaccato di storia della sua famiglia personaggi veri la memoria di chi ha vissuto con terrore dolore la seconda Guerra Mondiale questo libro rappresenta un Inno al coraggio femminile quattro donne che con il cuore hanno aiutato il prossimo mettendo a rischio la propria vita Cecilia Teresa Marie e delfina audaci pronte attente e sensibili la nostalgia il gelo che accresce il dolore di un passato sereno che non potrà mai più tornare e mentre i tedeschi è fascisti seminano terrore panico donne come Teresa si scrivono al fascio con la speranza di garantire sicurezza la famiglia anche se costa fatiche e sacrificio donne che con dedizione ed empatia sono entrate nella memoria della storia.
Una lettura intensa, che a distanza di anni è ancora una testimonianza forte e incisiva di una memoria indelebile.⭐⭐⭐⭐⭐
Profile Image for Elisa.
126 reviews1 follower
March 8, 2026
Oggi la mia amata Chocolat vi presenta un libro che - negli ottant’anni dalla Repubblica- racconta la storia vera di quattro donne e di come la forza, la resilienza e il coraggio femminile hanno salvato il destino di una famiglia.

• Quelle di Lina, Luigia, Marì, Delfina sono solo alcune delle innumerevoli storie di donne che, durante i terribili anni dell’occupazione nazi-fascista, ebbero un ruolo nascosto, ma essenziale, un coraggio silenzioso e spontaneo come fu quello di tante donne. Silenziose, ma fedeli, permisero alla famiglia di Jona di vivere in clandestinità.

• Il libro è suddiviso in quattro parti, ognuna raccontata da un diverso punto di vista e incentrata su una diversa donna. La scrittura dell’autore è molto coinvolgente e rappresenta un omaggio a tutti coloro che sacrificarono e misero in rischio la loro vita per salvare chi amavano. Un inno a quella solidarietà capace di salvare vite ed anime.

• Un invito alla memoria e densissimo di emozioni, che forse per avrei maggiormente apprezzato se lo avessi letto in un periodo più tranquillo della mia vita, ma che mi ha lasciato una domanda: oggi, noi, saremmo capace di ripetere l’esperienza di queste donne?

L
Profile Image for LauraT.
1,433 reviews95 followers
March 30, 2026
Cecilia aveva cominciato a lavorare nei campi a dieci anni, sapeva zappare, falciare, seminare e raccogliere i frutti, accudire il bestiame, uccidere un coniglio o una gallina, aveva quell’intelligenza pragmatica che non nasceva dai libri ma dall’esperienza
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