I fiumi sono le grandi arterie naturali che attraversano la nostra storia. Li abbiamo sfruttati, navigati, arginati, adorati, e oggi che alcuni dei principali sistemi fluviali stanno morendo e le risorse idriche si fanno sempre più scarse e preziose è ormai evidente come la loro vita sia inestricabilmente connessa alla nostra. Questo libro è la storia del Nilo, del Danubio, del Gange, del Tamigi, del Mississippi, del Niger e dello una storia che parla di legami e confini, di dominio e schiavitù, di creazione e distruzione, e in cui vediamo espressi al massimo grado l’ingegno e l’inventiva dell’uomo, dallo sfruttamento di oasi e falde acquifere fino alla realizzazione di giardini pensili e acquedotti monumentali. Osservando il nostro passato da un’angolazione completamente inedita e ripercorrendo le vicende di popoli e dinastie, Vanessa Taylor ci offre in questo racconto appassionante gli strumenti per conoscere un elemento – l’acqua – che fin dai tempi più antichi ha plasmato le nostre civiltà, è stato al centro di alcuni tra i maggiori progressi tecnologici e da solo è in grado di dare o togliere la vita.
Alcuni passaggi sono abbastanza interessanti ma nel complesso è un libro abbastanza noiosetto. Non si può di certo dire che catturi più di tanto l'attenzione.
Da una storica dell'acqua (?) mi aspettavo una maggior visione d'insieme, un'analisi più approfondita dell'influenza dei fiumi nella storia umana. Comunque il libro é una buona base di partenza per approfondire il tema, grazie anche alla ricca bibliografia riportata alla fine del testo.