Un nuovo episodio, rigorosamente alternativo, della storia di un’Italia che non c’è ma che poteva esserci. Il giornalista Marco Diletti, protagonista del romanzo fantapolitico Nero italiano, torna a confrontarsi con le oscure vicende del passato; dovrà sciogliere trame e dubbi di uno stanco regime fascista arrivato fino agli anni ’70.
Il libro: Genova, estate 2005. Il giornalista in pensione, Marco Diletti, fa uno strano e inquietante incontro nella città che ha scelto come sua, da oltre vent’anni. Si riapre il sipario su un capitolo ormai dimenticato: 1976, il fascismo cade dopo oltre mezzo secolo di regime, con l’invasione tedesca e la fuga del successore di Mussolini, Galeazzo Ciano, in Germania. Che cosa conteneva la cartella verde consegnata trent’anni prima a un giornalista televisivo? Qual è il segreto di Antonio Murgita, già leader comunista idolatrato dalle folle? E chi è la Dea del Caos? Marco e sua figlia Bianca dovranno fare i conti con un passato che non vuole morire.
Seguito di "Nero italiano", ucronia che a questo giro vira verso un poco di fantascienza, senza però rimetterci. Anzi, lo ritengo superiore al primo capitolo, con più azione, più colpi di scena e qualche mistero che vale la pena svelare. L'autore è molto bravo.
Convincente questa seconda "puntata" della storia alternativa di Stocco. Il testo scorre senza impedimenti e i vari personaggi si alternan0 sulla ribalta, sempre efficaci. Un testo interessante per chi ama le ucronie.
Se la prima puntata di questa ucronia italica (Nero Italiano, dello stesso autore, in un'Italia rimasta fascista fino al 1975) era interessante e curiosa, questo sequel è un polpettone indigeribile: dopo una prima parte, forse un po' prolissa ma leggibile, dove si riprendono le fila del romanzo precedente, a un certo punto si entra quasi improvvisamente in un kolossal fantapocalittico e non poco esagerato che sembra scritto da un altro autore. La terribile e potentissima minaccia planetaria ivi scoperta viene sconfitta poi... mah non si sa bene come, con gran discorsi psedudofilosofici che risparmio e si ritorna all'ucronia precedente per finire la storia.
Terribile delusione. La cosa più bella del libro è la copertina.