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Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome

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Luis ha abbandonato Tempestad, un paese che nessuna carta geografica riporta e dove tutti giocano a scacchi e suonano il violino. È venuto a studiare a Milano, dove si è diplomato in violino al Conservatorio. E un giorno, mentre è seduto al Caffè Florian, a Venezia, incontra Chiara, una giovane musicista che conosce di vista dai tempi della scuola, anche se non ha mai avuto il coraggio di fermarla. Chiara gli offre il ruolo di primo violino nel quartetto d'archi che lei sta organizzando. Con un obiettivo grandioso e folle: eseguire e incidere la "Grande fuga" di Beethoveen, opera immensa ed enigmatica, vertice estremo della musica romantica.

322 pages, Hardcover

First published January 1, 2002

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About the author

Nico Naldini

41 books
Domenico Naldini, meglio noto come Nico, ha lavorato in numerosi campi, dal giornalismo all'editoria, dal cinema alla poesia, composta sia in lingua italiana che in lingua friulana. Nel corso della sua ricca ed articolata vita professionale ha soggiornato a lungo a Milano e Roma. Ora vive a Treviso.

Sua madre, Enrichetta Colussi, era sorella della madre di Pier Paolo Pasolini. Fu proprio il cugino Pasolini che nel 1948 pubblicò, attraverso l'Academiuta di lenga furlana, i primi poemi in dialetto di Naldini: Seris par un frut. Dieci anni dopo Scheiwiller ha pubblicato Un vento smarrito e gentile con testi in friulano, veneto e italiano. La sua attività editoriale ha iniziato ad espandersi notevolmente dal 1980, l'anno in cui fu chiamato da Luigi Granetto a curare con Zanzotto il volume Poesie e pagine ritrovate di Pasolini, Lato Side; nel libro venivano pubblicate le Pagine involontarie (1946-1947) diario giovanile di Pier Paolo Pasolini scritto tra il giugno 1946 e il dicembre del 1947. Il 1982 è l'anno di La vita e le lettere di Giacomo Leopardi e Veneto felice di Giovanni Comisso e nel 1984, di nuovo con l'editore Scheiwiller, ha pubblicato Nei campi del Friuli (la giovinezza di Pasolini), saggio incentrato sugli anni friulani di Pasolini, che include una conversazione con Andrea Zanzotto e che gli è valso il Premio Nonino 1985.

L'anno seguente Naldini ha pubblicato per Einaudi Vita di Giovanni Comisso, finalista del Premio Strega.

Un altro scrittore a cui si è interessato è Filippo De Pisis, con il volume uscito nel 1990 dal titolo De Pisis, vita solitaria di un poeta pittore, chiudendo idealmente il cerchio di un gruppo di amici e maestri con cui continuamente Nico Naldini si è confrontato ed ispirato.

Presso Einaudi, nel 1989, pubblica la sua biografia di Pasolini.

In La curva di San Floreano del 1988, Nico Naldini ha scritto: " è un titolo che ammiccava da molto tempo e da tanto lontano. San Floreano è un villaggio poco distante da Casarsa; poche case che si fronteggiano su una doppia curva che al tempo delle gite in bicicletta e delle sagre domenicali era un passaggio obbligato perché dopo questa curva si imboccava il rettilineo alberato che porta a Gleris, Ramuscello, Morsano, Malafiesta, al fiume Tagliamento e al mare ". Come disse Parise: «la biografia poetica di Naldini è quello che si dice: scarsa. Ma Naldini è poeta superbo, non dotato delle vanità che, di solito, producono biografie poetiche troppo abbondanti. Come tutti i poeti superbi sa che la parola è "tono" in momenti rari e, appunto, “scarsi” della vita. Con scientifica disperazione amorosa sa che il caso e non la cura è, se non perfetta, perfettibile passione».

Dopo l'uscita nel 1992 del lavoro Il solo fratello, ritratto di Goffredo Parise, per la casa editrice Archinto, nel 1995 ha pubblicato Il treno del buon appetito, romanzo autobiografico e al contempo poetico riesame della propria vita. La sua fortunata vena narrativa è poi proseguita con il libro Meglio gli antichi castighi uscito da Guanda nel 1997, un'opera a metà strada fra poesia e racconto autobiografico.

Va ricordato che – oltre ad avere collaborato alla realizzazione di tutti i film di Pasolini – Naldini si è cimentato a sua volta nella direzione di un film di montaggio realizzato nel 1973, Fascista, tutto basato sui filmati di propaganda dell'Istituto Luce: un film che suscitò molte polemiche alla sua uscita e a proposito del quale lo stesso Pasolini intervenne con due scritti.

Nel 1995 ha curato e la coordinato la realizzazione di un imponente evento dedicato al cugino Pier Paolo Pasolini, allora a vent'anni dalla morte, che ebbe il suo culmine nel ricco programma di mostre, incontri, dibattiti e pubblicazioni presso la prestigiosa sede di Villa Manin di Passariano.

Naldini a Trento è stato professore a contratto presso la cattedra di filologia romanza di Francesco Zambon nella facoltà d

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Profile Image for Ilmatte.
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May 2, 2014
un libro pesante e difficile, almeno per me. non è un caso se ci ho messo due mesi, a leggerlo. quasi fino alla fine, è un insieme di pensieri, ricordi, intenzioni. mentre lo si legge sembra seguire un filo logico, poi improvvisamente ci si rende conto che si è andati nel passato, presente e futuro in poche righe, per poi tornare indietro a contare pezzi di un puzzle enorme, che sembra formare uno specchio, con l'impressione dolorosa di ritrovarcisi. e la fuga non è una soluzione agli errori del passato, ma solo un'illusione temporanea di potersi liberare dei propri fantasmi.
ora l'ho finito, sono esausto, vado a leggere libri più leggeri, mi lecco le ferite. questo libro diventerà un contenitore, di ricordi e di sofferenze. non può essere un caso se la matita con cui l'ho sottolineato è finita con il libro, e ci resterà dentro. con ricette, foto, biglietti, disegni. parti di me.
non gli assegno un voto, perché non l'ho letto per farmelo piacere, ma perché dovevo affrontarlo, come una sfida con me stesso.

http://bookcrossing.com/journal/2692100

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