Londra, 1940. Per evitare la distruzione dell'esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un'idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra dei servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra linee nemiche: la novità è coinvolgere persone tra la popolazione locale più insospettabile. Qualche mese dopo, il giovane Paul-Emile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Subito reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati e allenati in Inghilterra, i soldati che passeranno la selezione verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta... L'esistenza stessa della SOE è rimasta a lungo un segreto. Settant'anni dopo i fatti, "Gli ultimi giorni dei nostri padri" è uno dei primi romanzi a evocarne la creazione e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l'Inghilterra di Churchill.
Joël Dicker was born in 1985 in Geneva, Switzerland, where he studied law. He spent childhood summers in New England, particularly in Stonington and Bar Harbor, Maine. The Truth About the Harry Quebert Affair won three French literary prizes, including the Grand Prix du Roman from the Académie Française, and was a finalist for the Prix Goncourt. Dicker lives in Geneva.
Questa storia raccoglie pagine di storia, anni difficili, venti di guerra, di violenze, di abbandoni. Un figlio che va via, si arruola nei servizi segreti, un padre che attende il suo ritorno. Sono legati da un amore profondo che sconfina oltre ogni limite, sfidando il pericolo con conseguenze inevitabili. Distanze, disperazione, rimpianto di non aver valutato bene e aver distrutto tutto. C'è un amore che nasce in un mondo dilaniato dall'odio, dalla cattiveria di uomini senza scrupoli, che non considerano il valore della vita. E poi un amore forte, nascosto, prezioso, potente che, spesso, non trova le parole, si muove nel silenzio di una stanza, un silenzio che avvolge e protegge. E la vita non si ferma, É più forte e inaspettatamente nasce, sopravvive ad ogni cosa. É una storia di legàmi, di amicizia, di verità nascoste per evitare sofferenza. La guerra uccide l'umanità, non solo in quanto "corpo" ma in "dignità umana", senza pietà alcuna. Umilia, annulla l'dentità. Eppure gli uomini si ostinano a farla. I padri si lasciano andare nell'attesa di figli che spesso non tornano. In questo modo si chiude nel silenzio, la vita si nasconde. La violenza non è mai giustificata e il dolore mortifica, annienta. Chi va in guerra non è mai chi decide di farla, lo consiglio.