La storia di Virginia una donna che ha osato cambiare la letteratura in un mondo che voleva tenerla in silenzio. Nata nell’Inghilterra vittoriana, Virginia Stephen sa fin da bambina che diventerà una scrittrice. Ma in una società che nega alle donne istruzione e libertà, il suo desiderio sembra impossibile. Tra lutti, silenzi e regole soffocanti, Virginia e la sorella Vanessa trovano nel circolo di Bloomsbury la forza di immaginare una vita diversa, fatta di arte, pensiero libero e scelte audaci. Mentre un nuovo secolo si apre davanti a lei, Virginia sente che anche la letteratura deve cambiare… e che osare è l’unico modo per esistere davvero. Una biografia romanzata intensa e luminosa, che racconta la nascita di una delle voci più rivoluzionarie del Novecento.
Sono davvero felice di parlarvi del nuovo romanzo di Martina Tozzi, che torna a parlare di una grande figura letteraria, per me una delle più grandi in assoluto: Virginia Woolf.
Ho apprezzato la lettura tanto per la capacità dell'autrice di rendere una Virginia viva e reale, energica, con la mente in tumulto nel bene e nel male, quanto per l'affetto che provo per la sua figura; leggere la sua storia conoscendola, ma sentendola provenire da un'altra penna, raccontata da una voce come quella di Martina, e conoscendo meglio tutte quelle persone che sono state così fondamentali per lei è stato come scoprire di nuovo la figura di questa autrice. La sorella, Vanessa, ma anche tutto il gruppo di Bloomsbury, poi Leonard, e infine Vita (non vedevo l'ora di arrivare al punto della storia in cui le strade di Virginia e Vita si incrociano 🥺)
Procedere nella lettura, scandita da momenti storici precisi che si sovrappongono con la biografia di Woolf, mi ha permesso di riscoprire la sua storia personale, in concomitanza a tutti gli eventi che si sono susseguiti nel tempo, ricollocando la sua vita e la sua opera letteraria in periodi vivaci come quello della lotta delle Suffragette, o, in seguito, la prima e la seconda guerra mondiale.
Virginia, così sempre piena di pensieri, immersa nel suo flusso, incapace di essere obiettiva sulle sue opere, insicura e dipendente dal parere e dall'approvazione altrui, visionaria e al limite della pazzia, un genio; "tutte le sensazioni estreme sono imparentate con la pazzia". Perennemente insoddisfatta, e sempre alla ricerca di qualcosa, di una rivelazione, Virginia passa la sua intera esistenza a dedicarsi alla scrittura e alle domande, su ogni cosa: la vita, la morte, le relazioni umane, le disuguaglianze, la pace, l'amore.
Una vita piena di passione, che spesso trova espressione solo su carta, e arriva fino a noi sottoforma di saggi, romanzi, racconti, diari.
E proprio come Leonard mi sento quando scorro le ultime righe, le ultime pagine. Conosco benissimo l'epilogo di questa storia, ma arriva così, mi trovo a pensare non sia possibile, che Virginia ce l'avrebbe fatta anche questa volta, a superare la mareggiata. Invece ha deciso, ha scelto di farsi cullare dalle onde e non tornare più. Lasciandoci però un corpus di opere che ancora oggi trasudano modernità, pensiero contemporaneo e attenzione per le questioni sociali.
Di Martina Tozzi ho avuto il piacere di leggere ciò che ha pubblicato con Nua: Il nido Segreto, in cui si dedica alla figura quasi mitologica di Mary Shelley; Per la brughiera, che altro non è che un bellissimo ritratto delle sorelle Brontë; e a proposito di ritratti, Il sogno semplice di un amore, in cui l'autrice racconta la storia forse dimenticata della pittrice e modella Lizzie Siddal.
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Martina riesce sempre a commuovermi nel finale dei suoi romanzi: un segno inequivocabile di essere arrivata dritta al cuore. La sua Virginia è romantica, luminosa, divertente, passionale e profondamente viva. Una figura lontana dall’immagine a cui spesso siamo abituati attraverso biografie e saggi che la raccontano quasi esclusivamente come depressa, “pazza”, malinconica. È vero, la sua vita è stata anche questo, ma per fortuna non solo questo.
Leggere questo romanzo è stato come incontrare una vecchia amica che, durante una passeggiata lenta tra i sentieri di un giardino rigoglioso e fiorito, si lascia andare al racconto della propria lunga vita.
Nutro un amore viscerale per Virginia Woolf da quando, in quinta liceo, lessi per la prima volta Al faro: fu un colpo di fulmine, e da allora non l’ho più lasciata.
Per me, questo romanzo è un autentico inno alla vita. Ancora una volta, grazie Martina 🧡
Ho amato questo romanzo profondamente, così come ho amato gli altri romanzi dell'autrice. In realtà, in questo caso specifico, per me Martina gioca in casa (poiché il mio amore nei confronti di Virginia Woolf è profondo quanto il mare). Si tratta di una meravigliosa biografia che tratteggia un ritratto della Virginia dietro il mito, della donna, dell'amante, della bambina, oltre l'aura di genio che la avvolge. Mi è sembrato di camminare al suo fianco, mano nella mano, di vivere le sue gioie e i suoi dolori, di sbirciare oltre la cortina della sua mente caotica e bellissima. Anch'io, come Vita, mi sono innamorata di lei (come la capisco!). E a chiunque ami le opere di quest'autrice, consiglio di leggere "Vita di una falena". Ci troverete tanto cuore, tanti pensieri, e mille sfaccettature.