📖ℛℯ𝒸ℯ𝓃𝓈𝒾ℴ𝓃ℯ: 🦋⭐️ℱ𝒾𝓃ℴ 𝒶 𝓆𝓊𝒶𝓃𝒹ℴ 𝓁𝒶 𝓂𝒾𝒶 𝓈𝓉ℯ𝓁𝓁𝒶 𝒷𝓇𝒾𝓁𝓁ℯ𝓇𝒶̀🦋⭐️ ℒ𝒾𝓁𝒾𝒶𝓃𝒶 𝒮ℯℊ𝓇ℯ ✨️𝒟𝒶𝓃𝒾ℯ𝓁𝒶 𝒫𝒶𝓁𝓊𝓂𝒷ℴ
Edito: BUR ragazzi Rizzoli
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Alla fine della giornata, il mio mondo di fantasia, al quale mi aggrappavo per "fuggire" dal campo, era diventato una piccola stella che vedevo in cielo. Sempre la stessa. L'avevo notata una sera di cielo terso, quando i nostri aguzzini ci davano pochi minuti di tregua.
Da quella sera, ogni giorno quando arrivava il buio la cercava, le parlavo. Ero felice di ritrovarla, significava che un altro giorno era passato ed ero ancora viva. Mi identificavo con quella stella. Vedendola, dentro di me, le dicevo: 《Finché io sarò viva, tu, stellina, continuerai a brillare nel cielo. Stai tranquilla, io non morirò. Io sarò sempre con te.》
Da allora la stella è diventata un simbolo importante nella mia vita.
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Conoscevo la storia di Liliana Segre, una donna di cui ho una grande stima, resterei ora ad ascoltarla incantata. Eppure, tra queste pagine, ho scovato altre verità, altri suoi racconti, che non conoscevo. Liliana era una bambina amata dalla sua famiglia. Perse sua madre all'età di un anno e mezzo, lei non ha ricordo di lei, ma ricorda le sue fotografie che il papà tiene con amore. È una bambina viziata da suo padre e dai suoi nonni, ma la vita sta per prendere una strada veramente ostile. Iniziano le leggi razziali, fino ad arrivare a fuggire in Svizzera, dove viene incarcerata con suo padre, per poi finire, infine, ad Auschwitz. La scrittura è pulita, così poetica, ma una poesia maledetta, di quelle che brucia. La forza di volontà, la voglia di vivere di questa ragazzina di 13 anni, è a dir poco straordinaria. Tutto l'amore, tutto l'affetto, scompare in quelle baracche gelide. Uno scheletro, ecco cos'era diventata insieme alle altre compagne. La vita dura la fa diventare fredda, egoista, perché lì non potevi permetterti di mostrare empatia, bastava un gesto sbagliato, un'occhiata fugace e ti spedivano alle camere a gas. Dalla sua mente fa svanire tutte le cose belle, la sua famiglia, suo padre, al quale è fin troppo attaccata. Lì non c'è spazio per quei pensieri, per quei bei ricordi, ormai lontani. Li scansava via, non voleva sentire quel dolore immenso che le strappava il cuore. Doveva essere lucida per non sbagliare mai, anche se era affamata, scheletrica, infreddolita. C'era da perdere la testa ad Auschwitz, eppure lei è stata talmente forte da affrontare quella vita atroce, e anche il 'dopo', non fu per niente facile. Come si fa a riprendersi da quell'esperienza brutale? Io me lo chiedo da sempre, eppure non so darmi risposta. So solo che è sicuramente un dolore immenso che grava su cuore e anima e dal quale non si può fuggire. Mai.
Lo consiglio vivamente. È una di quelle letture che ti fa riflettere, piangere e star male, ma sono letture che vanno affrontate, anche se non riusciremo mai a capire fino in fondo; anche se non capiremo mai quel dolore insopportabile, la paura che porta alla pazzia, no, non possiamo comprenderlo, ma possiamo provare a immedesimarci, anche se non è facile, anche se ti distrugge.
Liliana Segre è un' Anna Frank che ce l'ha fatta. Portiamo con noi le sue storie, teniamole nel cuore e sta a noi tramandarle. Oscurarle o far finta che non sia mai accaduto, può portare nuove generazioni all'ignoranza e a ripetere questa tragedia.
Ringrazio mia figlia per avermi prestato questo libro, un regalo della sua maestra, quando finì la quinta elementare. Un regalo enorme che apre il cuore.