Paolo Conforti è un politico ambizioso e disonesto, abile a parlare alla pancia del paese e a costruire verità convenienti. È a un passo dal diventare Presidente del Consiglio, il traguardo per cui ha sacrificato tutto. Ma Paolo ha anche un da quando sono rimasti orfani a tredici anni, si prende cura di Simone, il suo gemello con sindrome di Down, la persona a cui è legato più che a chiunque altro. Simone vive una vita semplice e il lavoro da bidello, l’autobus di ogni mattina, le merendine, i programmi di Maria De Filippi e l’amore incrollabile per Paolo. La sua forza è vedere la bellezza, ovunque, e andare sempre al sodo delle cose. Quando la carriera di Paolo crolla per un caso di corruzione e un ricatto pericoloso, il politico trova una soluzione disperata e candidare Simone al posto suo, convinto di poterlo manovrare. Ma Simone non è manipolabile e la sua campagna – fatta di abbracci, sincerità e gentilezza – sorprende il paese, e soprattutto Paolo. E se il prossimo Presidente del Consiglio fosse Down? Paolo Ruffini affronta questa domanda con ironia e tenerezza, firmando un romanzo che fa sorridere e commuovere, e che ricorda una verità nessuno è normale, nessuno è diverso, siamo tutti unici e perfetti.
Siamo un popolo allenatissimo ai buoni propositi: inclusione, rispetto, diversità come valore… finché restano parole comode, slogan da condividere. Poi arriva la realtà – un candidato con sindrome di Down, non “nonostante”, ma con – e improvvisamente salta fuori l’imbarazzo, la paura, il paternalismo, peggio ancora la derisione.
La reazione collettiva racconta un’impreparazione culturale profonda: accettiamo il diverso solo se resta al suo posto, solo se non osa occupare spazi di potere, di visibilità, di decisione. Finché è “da proteggere” va bene. Quando è “da ascoltare”, no.
Viviamo in un paese dove diversi parlamentari non avrebbero i requisiti per sostenere un concorso da bidello perché per questo è richiesta la fedina penale immacolata. Trovare questa storia al contrario, dove il candidato alle elezioni è un bidello con la sindrome di down, è stato bello e inaspettato. Il libro si legge come una favola ricca di metafore semplici e disarmanti. Tutti noi avremmo bisogno di un amico come Simone al nostro fianco, per insegnarci che "essere felici vuol dire pensare a cose belle senza farlo apposta".
è un libro che colpisce soprattutto per la sua morale e per i messaggi positivi che trasmette. Ma se si va oltre il significato più profondo e si analizzano elementi come la costruzione della storia e la consistenza della trama, il libro appare come una lettura senza grandi pretese. Nel complesso, è un libro che si lascia leggere con facilità e che può offrire dei buoni insegnamenti, ma che non spicca particolarmente dal punto di vista narrativo.
Un romanzo che, come dice la quarta di copertina, essere felici è un atto rivoluzionario. La storia parla di questi fratelli Paolo e Simone. Il primo è un politico che si candida per diventare premier; al contrario Simone è un semplice bidello, però ha un dono: essere sempre felice in ogni situazione. La domanda che viene posta è: e se il prossimo premier fosse Down? Ecco da qui si capisce come Simone non è manipolabile, e anche suo fratello Paolo se ne accorgerà…
Bel libro, scritto in maniera molto semplice e scorrevole... Paolo Ruffini si rivela un ottimo scrittore di romanzi come questo dove sebbene la trama sia semplice, niente e' scontato come sembra, con gran colpi di scena nel finale.
Una pagina tira l’altra: il libro scorre con una progressione leggera ma costante, senza forzature. L’ironia alleggerisce la lettura, mentre le emozioni crescono poco a poco, coinvolgendoti sempre di più. Fino a un finale che lascia il segno.