«Questo libro non è un è un tentativo di offrirvi una via di fuga tutte le volte che sentirete dire, con sicurezza, che il mondo è un maledetto disastro, che il futuro è un dannato incubo, che il domani è un pensiero terribile e che guardare il bicchiere mezzo pieno è un esercizio di stile osceno, pericoloso, autolesionista, anche quando il bicchiere è più pieno che vuoto. E la ragione di tutto questo è qualsiasi tentativo di osservare presente e futuro in modo ottimistico viene percepito come un tradimento dello spirito del tempo, una resa all'ingenuità, un reato contro il pensiero dominante. Qualsiasi tentativo di essere ottimisti, oggi, viene considerato non solo uno scandalo, ma un'eresia, una negazione irresponsabile del nuovo dogma la cultura dello sfascio.»
Al momento mollo. Ho capito l’intento ed è anche lodevole ma al 30% ho il sentore che non andremo a parare da nessuna parte che non sia ripetere sempre le stesse cose con un mucchio di numeri statistici buttati qua e là.
Claudio Cerasa, l'autore, mi piace molto come giornalista. Questo libro corrisponde a come lo conosco in quel ruolo, concreto, ricco di numeri circostanziati, con idee liberali che apprezzo molto. Non ho quindi fatto alcuna fatica a leggere questo suo lavoro. Solo forse un po' troppo pieno di numeri che appaiono a volte ripetitivi. Ma sono contenta di averlo letto e di avere avuto conferma di idee che condivido. Già io, naturalmente, sono portata a vedere il bicchiere mezzo pieno quindi per me è stato facile leggere e condividere. Interessante il tema della AI e della demografia in particolare.
“L’unico antidoto in grado di aiutarci ad osservare il mondo per quello che è e non per quello che sembra. Attraverso la lente di ciò che è reale, non di ciò che é virale. L’ottimismo, bellezza” - sarebbe magnifico se questa frase diventasse mantra dei giorni nostri. Mind blowing, Cerasa.
Uno dei libri più noiosi che io abbia mai letto. Mero elenco di numeri per i 3/4 del libro, l'altro quarto lo si passa leggendo continui attacchi a categorie