In un Paese ampiamente raccontato, spettacolarizzato e a volte banalizzato c’è ancora spazio per la sorpresa. Ai margini delle mappe, nei dettagli e negli angoli nascosti esiste una dimensione inquieta che solo uno sguardo lucido e al tempo stesso visionario può rendere visibile. Le città visibili di un grande da Bari a Venezia, da Palermo a Torino, in una trama tessuta con allegro spaesamento, in molte direzioni ma senza una destinazione precisa. Cartografo dell’invisibile, Carofiglio ci accompagna con il passo del flâneur, invitandoci a scoprire la luce nella penombra, la bellezza nascosta nei dettagli e nelle storie minime. Ricordandoci che sono le deviazioni e il caso a far balenare orizzonti inattesi e sorprendenti.
Gianrico Carofiglio (born 1961) is a novelist and former anti-Mafia judge in the Italian city of Bari. His debut novel, Involuntary Witness, was published in 2002 and translated into English in 2005 by Patrick Creagh and published by the Bitter Lemon Press, and has been adapted as the basis for a popular television series in Italy. The subsequent novels were translated by Howard Curtis.
Carofiglio won the 2005 Premio Bancarella award for his novel "Il passato è una terra straniera". He is also Honorary President of The Edinburgh Gadda Prize which celebrates the work of Carlo Emilio Gadda. The Past is a Foreign Country is the English language title of the 2004 novel Il passato è una terra straniera. It won the 2005 Premio Bancarella literary award. It has been translated into English.
In prima battuta, non ho compreso la finalità del libro, mi era sembrato un esercizio narrativo inutile. Tuttavia, la scrittura come sempre piacevolissima e il coinvolgimento nel fascino delle maggiori città italiane mi hanno fatto godere molto questo libro. Un paio d'ore di autentica evasione.
Premetto di essere di parte: Carofiglio non è solo il mio scrittore preferito, ma uno degli intellettuali che più stimo per la sua capacità etica e lucidissima di prendere posizione, anche quando è scomodo farlo, soprattutto in un contesto come il nostro, che definire “poco democratico” è già un esercizio di diplomazia. A questo si aggiunge un sapere vastissimo, mai esibito, da autentica “cintura nera” del so di non sapere, sostenuto da un citazionismo raffinato e mai pedante. Per questo, l’idea di Carofiglio che racconta le città d’Italia che ama era, sulla carta, una vittoria facile. E infatti "Viaggio in Italia" funziona, pur nei limiti di una pubblicazione Touring Club: ci si emoziona nei racconti di riscatto di Palermo e Napoli, ci si lascia affascinare dai miti e dalle leggende cariche di mistero di Torino e Milano, si viaggia in taxi attraverso la Roma cinematografica, fino ad arrivare all’intensità emotiva con cui parla di Firenze, forse il luogo più intimamente vissuto. Il suo sguardo è romantico nel senso più nobile del termine: non si limita a descrivere ciò che vede, ma abita i luoghi, li attraversa come uno spettatore rapito, colpito dalla sindrome di Stendhal davanti alla bellezza e non a caso "Viaggio in Italia" è un omaggio proprio a Stendhal. E se a tratti gli elenchi delle bellezze cittadine rischiano di assomigliare a una lista della spesa, li ho letti come un personale "Je me souviens" alla Perec: ogni punto dell’inventario non è accumulo, ma memoria, e a ogni luogo corrispondono un ricordo, un’emozione, una presa di posizione.