Aix-en-Provence, a caccia del paesaggio perfetto Paul Cézanne si aggira per le campagne assolate con lo sguardo malizioso, i capelli arruffati e la schiena curva sotto il peso del cavalletto. Ma qualcosa disturba la sua apparente il ritrovamento del corpo di una donna. Questo evento sconvolgente lo trascina in un mondo in bilico tra realtà, sogno e allucinazione. Da quel momento, il pittore incontra fauni ubriachi, ombre del passato, amici perduti e fantasmi dell'arte, in una vertigine che ha il passo del thriller e l'incanto di un quadro en plein air. Con una lingua densa, ironica, piena di ritmo e sorprese, Mika Biermann apre una finestra sull'immaginario del grande maestro burbero e malinconico della pittura post-impressionista, ossessionato da una sola verità: quella del colore.
Tre giorni nella vita di Paul Cézanne fa parte di una triade di romanzi a cui appartengono anche Tre donne nella vita di Vincent van Gogh e Tre notti nella vita di Berthe Morisot, pubblicati in Italia dalL'orma editore.
Dopo "Tre donne nella vita di Vincent Van Gogh " e "Tre notti nella vita di Berthe Morisot" L'Orma ha pubblicato anche l'ultimo tassello di questo affascinante trittico di fantasie biografiche dedticate a grandi artisti ottocenteschi, tutti a loro modo rivoluzionari nella storia dell'arte. Anche qui, nessuna mitizzazione: il grande artista diventa semplicemente Paul il Pittore, anziano, burbero, malinconico e perennemente insoddisfatto, diviso tra nature morte e pittura en plein air, che lo porta a vagabondare con gli attrezzi del mestiere per boschi e vallate. È proprio durante le sue peregrinazioni alla ricerca del paesaggio perfetto da imprimere sulla tela che Paul si imbatte in visioni mitologiche, con le quali discute, conversa o addirittura litiga. Sembra trovarsi molto più a suo agio con I frutti della fantasia piuttosto che con gli esseri umani in carne ed ossa: i domestici, l'amico Renoir, il figlio. A metterlo a disagio è soprattutto una ragazza che spesso incontra durante le sue passeggiate esplorative: La Rotonde. Per lei, Paul il Pittore sembra provare una sorta di affetto paterno, sepolto sotto la dura scorza del suo carattere. Ecco perchè quando proprio lui trova il cad4vere della ragazza nei boschi ne rimane segnato profondamente. La scrittura di Biermann si conferma avvolgente e senza filtri, come una tela con pennellate a volte ampie e veloci, come nei dialoghi brevi e serrati, e altre volte precise e minute, come nelle descrizioni dettagliate che disegnano particolari realistici e vividi anche nel loro sgradevole e concreto realismo.