Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e decine di migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato che i figli mostrati ogni giorno sui social siano bambole, e che nel condominio di via dei Tigli la chiamino "la svitata col passeggino". A lei non importa: cammina dritta, gentile e convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. L'equilibrio crolla quando al primo piano spunta un cadavere. Si tratta di Marcello Conforti, proprietario di un appartamento che da tempo cercava di cacciare Alice. Fra gli inquilini i pettegolezzi si sprecano: che Alice sia non solo stramba, ma anche un'assassina?
Per fortuna al piano di sopra c'è Gabriele, che è appena stato sospeso da scuola e ha molto tempo libero per aiutarla a trovare il vero colpevole. E c'è soprattutto Zeno, un agronomo che preferirebbe parlare con gli alberi, ma finisce sempre per prendersi cura delle persone. Compreso Gabriele, a cui fa da guida e, quando la madre non c'è, da babysitter. Zeno, tra equivoci e vicini troppo zelanti si ritrova suo malgrado al centro di una storia che mescola ironia, umanità e il fiorire di un nuovo, inaspettato sentimento.
Questo libro è una piccola, luminosa sorpresa: uno di quelli che inizi pensando di leggere un giallo ironico e finisci per portarti addosso come una carezza lunga giorni. Alice è un personaggio che non si dimentica. È fragile, ostinata, profondamente coerente con la propria idea di mondo. Vive una maternità che non chiede permesso né giustificazioni, e il romanzo ha l’intelligenza rara di non ridicolizzarla mai: la guarda con rispetto, lasciando che siano gli altri — e il lettore — a interrogarsi su cosa significhi davvero essere “normali”. Alice è una donna che resiste allo sguardo altrui continuando a essere gentile, ed è impossibile non volerle bene. Zeno è il contrappunto perfetto: silenzioso, laterale, di quelli che non occupano spazio ma lo rendono abitabile. Agronomo per mestiere, custode per vocazione, è uno di quei personaggi che non “salvano” nessuno, ma restano. Si prende cura senza clamore, accompagna senza invadere, e proprio per questo diventa fondamentale. In lui l’amore non è mai dichiarato, ma praticato. È il tipo di uomo che cresce piante e persone con la stessa attenzione paziente. E poi c’è Gabriele, che è il cuore pulsante del romanzo. Un ragazzo in bilico, arrabbiato e intelligente, che trova negli adulti sbagliati — o forse proprio in quelli giusti — lo spazio per essere visto. Il rapporto che si crea tra lui e Zeno è una delle parti più riuscite del libro: delicato, autentico, mai paternalistico. Qui la cura diventa educazione emotiva, presenza, fiducia. Il mistero che attraversa la storia è quasi un pretesto: funziona, incuriosisce, tiene insieme la trama, ma ciò che resta è altro. Restano le relazioni imperfette, i legami che nascono senza etichette, la sensazione potente che le famiglie non sempre si formano: a volte si riconoscono. Un romanzo ironico e profondamente umano, che parla di marginalità senza pietismo, di amore senza proclami e di normalità come concetto fragile e opinabile. Uno di quei libri che, una volta chiuso, ti fa pensare di essere stato in un posto strano e bellissimo. E di aver incontrato persone vere.
‘Aleggia nello sguardo di entrambi la voglia di sapere dove si sta andando a parare, ma è come un soffio che passa e infatti prevalgono l’euforia del momento, i baci che sbocciano uno dietro l’altro, come chicchi di pop-corn.’
Alice Zeno e… Gabriele 👧👶🔎e tanti personaggi ancora, nel condominio dei matti. L’ennesimo eccellente libro della Quasi, mi fanno stare bene i suoi libri, mi danno speranza nell’umanità 😍 Due protagonisti strambi, lei che porta a spasso dei finti bambini, lui é un similpadre che ha accettato solo le incombenze del figlio adolescente ma non la paternità affettiva. Lei ha un motivo per fare quello che fa 🥹ma gentile e disinvolta si accorge che Zeno non è solo premuroso e protettivo… ha un cuore enorme ❤️ Con un morto di mezzo e un colpevole da scovare la trama si infittisce. Gabriele e la sua giovane età, ha tanto da insegnare al padre e a tutti noi adulti e… io ho scoperto il mondo delle bambole reborn 😳 Ironico, intelligente e mai banale, solo applausi per la Quasi 👏🏻👏🏻👏🏻
Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e decine di migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato che i figli mostrati ogni giorno sui social siano bambole reborn, e che nel condominio di via dei Tigli la chiamino “la svitata col passeggino”. A lei non importa: cammina dritta, gentile e convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. Ma l’equilibrio crolla quando al primo piano spunta un cadavere. Si tratta di Marcello Conforti, uomo d'affari spregiudicato e proprietario di un appartamento che da tempo cercava di cacciare Alice. Fra gli inquilini i pettegolezzi si sprecano: che Alice sia non solo stramba, ma anche un’assassina? Per fortuna al piano di sopra vi è Gabriele, il quale è appena stato sospeso da scuola ed ha quindi molto tempo libero per aiutarla a trovare il vero colpevole. E c’è soprattutto Zeno, un agronomo che preferirebbe parlare con gli alberi, ma finisce sempre per prendersi cura delle persone. Compreso Gabriele, a cui fa da guida e, quando la madre non c’è, da babysitter. Zeno, tra equivoci e vicini troppo zelanti si ritroverà suo malgrado al centro di una storia che mescola ironia, umanità ed il fiorire di un nuovo, inaspettato sentimento.
Quest'oggi, miei egregi lettori, scoveremo il grande esordio in libreria di Rebecca Quasi, amatissima autrice del self publishing, mediante un brillante romanzo, laddove il mistero accende i legami, mostrando come ciascuno possa trovare la propria non convenzionale forma di felicità. Stiamo parlando dell'opera giallo mystery "𝑰𝒍 𝑴𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒂𝒍 𝑷𝒓𝒊𝒎𝒐 𝑷𝒊𝒂𝒏𝒐 - 𝑬 𝑨𝒍𝒕𝒓𝒆 𝑮𝒓𝒂𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒅𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒂𝒍𝒊", edito da Giunti Editore. Attenzione! Poichè in tal frangente abbiamo fra le mani un romanzo peculiare ed introspettivo nel suo essere: non soltanto una storia di delitti ed omicidi, ma molto, molto di più! Un racconto che narra di fragili confidenze ed insicurezze, di ordinaria quotidianità e peculiari stranezze. Alla ricerca della propria anticonformista gioia. Per quanto concerne, invece, la componente mystery, l'autrice riuscirà a donare vita ad un clima lugubre, pregno di tensione emotiva ed algida adrenalina. In qual luogo dispute e segreti si intrecceranno saldamente, scaturendo interessanti plotwist e ferrei legami, scandaglieremo sventurate circostanze dettate da matrimoni infelici, adulteri, separazioni, aborti e dolore. Quella sfumatura di dolore cui ti porta a dissociarti dalla realtà, pur di sopravvivergli. Attraverso una prosa narrativa assai fluida, scorrevole ed incalzante, seguiremo attentamente le più intricate grane condominiali, grazie ad un'esposizione Multi-POV in terza persona, condita con una bella dose di ironia e sarcasmo, e talvolta, di una vena romantica. Chi è stato a togliere il respiro a Marcello Conforti? E che cos'è, or dunque, il mero significato di normalità? A voi scoprirlo, miei cari, intraprendendo siffatta lettura dal tono profondo e riflessivo, dal profumo di umanità, sapienza e verità. Verità che divengono vere solo quando le senti, non quando le sai.
Il morto al primo piano. E altre grane condominiali di Rebecca Quasi è una lettura che ha conquistato subito la mia curiosità, grazie a una trama originale e diversa dalle classiche storie dove gli attori principali sono investigatori amatoriali.
Cosa pensereste se la vostra vicina di casa portasse ogni giorno a spasso un passeggino con dentro due bambole, parlando loro come fossero bambini veri?
Alice fa esattamente questo. Ed è da qui che parte la vicenda, ambientata nel condominio di via dei Tigli, dove gli inquilini la osservano con sospetto e la chiamano “la svitata col passeggino”, mentre lei tira dritto, convinta che la normalità sia solo una convenzione sociale un po’ noiosa.
Poi, all’improvviso, un cadavere al primo piano manda in frantumi quell’equilibrio precario e surreale. Il morto è proprio l’uomo che voleva cacciarla di casa. Coincidenze? Per i vicini, no: Alice diventa subito la principale indiziata.
Tra pettegolezzi, occhiatacce sulle scale e mezze verità che circolano più veloci delle stories, entra in scena una strana alleanza: Gabriele, adolescente sospeso da scuola con troppo tempo libero, e Zeno, agronomo schivo che parla meglio con le piante che con le persone. Insieme provano a scoprire cosa sia davvero successo, mentre intorno a loro crescono sospetti, equivoci… e qualcosa di molto simile a un sentimento.
La penna dell’autrice ha un ritmo narrativo interessante che, fin dalle prime pagine, cattura il lettore in questa strana vicenda, capace di regalare momenti di leggerezza con quel giusto e bilanciato pizzico di ironia.
I personaggi sono molto ben caratterizzati, ciascuno con le proprie piccole manie, fragilità e stranezze, che li rendono credibili e perfettamente in sintonia con il tono della narrazione.
La parte crime e le varie sfaccettature ad essa legate risultano però un po’ deboli: mancano elementi che, dal mio punto di vista, sono essenziali, come colpi di scena e depistaggi, rendendo l’indagine più un contorno che il vero motore della storia.
Nel complesso, "Il morto al primo piano. E altre grane condominiali è una lettura piacevole", leggera e originale, che punta più sull’umanità dei personaggi e sui rapporti tra vicini che sulla tensione investigativa. Lo consiglio a chi ama storie ironiche, un po’ bizzarre e dal cuore tenero, e a chi cerca un giallo atipico, dove il mistero è solo una delle tante sfumature della narrazione.
4+ in un condominio pieno di svitati , un morto assassinato viene scoperto al primo piano . tutto fa sospettare di Alice , l' influencer con le bambole Reborn, Ugo e Drusilla, ma riceverà l'aiuto di Zeno e Gabriele e sarà l'occasione per i due per conoscersi veramente. la Quasi descrive in questo libro l'umanità in tutte le sfaccettature con pregi e difetti
Una commedia condominiale brillante, surreale e piena di cadaveri… nel modo migliore possibile. Alice ha una vita perfetta: due bambini piccoli, una carriera da influencer e migliaia di follower che pendono dalle sue stories. Peccato solo che i figli siano bambole, la carriera un’illusione e il condominio di via dei Tigli la chiami “la svitata col passeggino”. Ma a lei non importa: cammina dritta, gentile, convinta che la normalità sia un concetto sopravvalutato. Finché un giorno, al primo piano, compare un cadavere. Marcello Conforti, proprietario di un appartamento sfitto e nemico giurato di Alice, viene trovato morto. E nel palazzo, dove i pettegolezzi viaggiano più veloci del Wi‑Fi, il sospetto si insinua: che sia stata proprio lei? Per fortuna al piano di sopra c’è Gabriele, professore sospeso e temporaneamente disoccupato, che ha molto tempo libero e una certa inclinazione a farsi coinvolgere in faccende che non lo riguardano. Insieme, tra scale scricchiolanti, assemblee condominiali e vicini impiccioni, proveranno a scoprire la verità. O almeno a non farsi travolgere da essa.
“In certi condomìni non serve un detective. Basta una porta socchiusa e una signora con la vestaglia giusta.”
Alice è una protagonista fuori dagli schemi: fragile, tenera, un po’ folle, ma con una coerenza tutta sua. La sua visione del mondo è distorta quanto basta per renderla indimenticabile. Gabriele è il perfetto contrappunto: razionale, disilluso, ma incapace di restare indifferente. La loro dinamica è fatta di battute, silenzi e piccoli gesti che raccontano più di mille dialoghi. Il condominio è un microcosmo perfetto: un palcoscenico dove ogni porta nasconde una storia, ogni pianerottolo è un confine tra realtà e assurdo. E Rebecca Quasi lo racconta con uno sguardo affilato e affettuoso insieme. La scrittura è scorrevole, ironica, piena di ritmo. I dialoghi sono brillanti, le situazioni comiche ben costruite, e la parte investigativa è dosata con leggerezza, senza mai perdere di vista l’umanità dei personaggi. È un romanzo che si legge con il sorriso, ma che sa anche toccare corde più profonde, tra solitudini, fragilità e desideri inconfessati. Il morto al primo piano è perfetto per chi cerca una commedia gialla intelligente e fuori dagli schemi, con personaggi imperfetti e adorabili, un mistero domestico che si tinge di rosa e un’ambientazione che sembra uscita da una sit‑com italiana con il cuore di un romanzo di formazione. È un libro che ti fa ridere, riflettere e credere che, a volte, basta un cadavere per scoprire chi siamo davvero.
Che i condomini nascondano la fauna più disparata credo sia ormai cosa risaputa, ma nel nuovo romanzo della Quasi si raggiungono livelli di notevole disagio e credetemi lo dico in maniera assolutamente positiva perché per quanto mi riguarda mi sono divertita tantissimo a leggere la storia di Zeno, Gabriele e Alice. E diciamolo che il morto è solo un pretesto per mostrarci come le apparenze ingannano, come dietro una persona apparentemente fredda si nasconda un cuore d’oro e come anche le famiglie più disfunzionali siano piene di amore.
“Marilda, un altro nome da fiera del disagio. Dev’essere un condominio che attira gli sciroccati”
Ma veniamo ai personaggi. Abbiamo Alice, bella tanto bella, famosa sui social per il suo profilo in cui posta contenuti di puericultura, foto di lei e dei suoi bambini, spaccati di vita quotidiana di una mamma. Tutto molto bello peccato che i bambini in questione non siano veri bensì delle bambole reborn che lei tratta in tutto e per tutto come fossero in carne e ossa. Alice è uno di quei personaggi che si fa fatica ad inquadrare subito ma l’autrice aveva ben chiaro il motivo della sua figura, ho trovato perfetto il modo in cui l’ha descritta, come pagina dopo pagina venga messa a nudo e svelata al lettore.
Abbiamo Zeno il similpadre. Ecco lui l’ho proprio adorato, ma io ho un debole per tutti i personaggi maschili della Quasi (Vittorio mon amour) e lui non è stato da meno. Colonna portante del romanzo a mio modesto avviso, Zeno è quello decisamente il più normale di tutti. Lui cucina, si impegna sul lavoro, ha idee proprie condivisibili o meno ma la cosa di cui non riesce a fare a meno è aiutare il prossimo. Forse non se ne rende conto ma ogni suo gesto o presa di posizione sono fatte in maniera altruistica. Anche io mi sarei innamorata di lui se me lo fossi trovato come vicino di casa. Su di lui è stato fatto un ottimo lavoro perché credo sia il personaggio in cui è più facile identificarsi.
E poi c’è Gabriele. Adolescente allampanato che ama lo studio, difende il prossimo e soprattutto non giudica. Una perla rara che nonostante una madre un poi naif è venuto su molto molto bene. Gabriele è un po’ il legame tra i vari personaggi del romanzo, perché oltre a questi già descritti c’è tutta una bella popolazione da seguire e su cui spettegolare tra cui appunto un morto che stava antipatico ai più, però credetemi se vi dico che si fa in tempo a cambiare idea su alcuni di loro.
Il libro si legge in un attimo, è scorrevole, divertente, brillante e sebbene per chi come me ama i gialli intuire chi sia il colpevole è stato piuttosto semplice la cosa non mi ha infastidita tantomeno ha guastato il piacere della lettura. Non da ultimo vogliamo parlare invece di quanto è brava Rebecca? Non mi stancherò mai di consigliare i suoi libri e sono strafelice che sia arrivata finalmente in libreria dove potrà farsi conoscere da un pubblico ancora più ampio!
Ho comprato Il morto al primo piano (quasi) a scatola chiusa. Conosco Rebecca Quasi da anni, l’ho sempre letta in self, e quando ho visto che questa volta era arrivata in libreria con Giunti ho fatto quello che fanno i lettori affezionati: sono entrata e l’ho preso. Devo dirlo subito: nei primi capitoli sono rimasta un attimo spiazzata. Per qualcosa mi è sembrato quasi “non lei”. Una sensazione breve, però. Perché dopo pochissimo la sua penna l’ho riconosciuta subito: l’umorismo, i personaggi sopra le righe ma mai finti, quella vena un po’ surreale che in realtà è coerentissima con il mondo che racconta. La storia mi ha presa. Non solo per la trama in sé, ma per come è costruita: sembra leggera, ma sotto ci sono tematiche tutt’altro che leggere. I social, le relazioni, la solitudine, la genitorialità interrotta, le bambole reborn. Tutte cose che potevano diventare macchiette o provocazioni gratuite e che invece Rebecca tratta con una delicatezza incredibile, entrando in punta di piedi. È uno di quei libri che ti fa sorridere spesso, ma senza mai prendere in giro davvero i personaggi. Anche quando sembrano assurdi, restano umani e autentici. E questa, secondo me, è la sua forza più grande. Alla fine mi ha convinta. Nonostante lo spaesamento iniziale, o forse proprio grazie a quello. È un libro che intrattiene, sì, ma che lascia anche qualcosa. E non è poco.
Una commedia che sfrutta un po’ di giallo per tingersi di rosa, un po’ come va di moda ultimamente, con il risultato, anche in questo libro, che non è né l’una né l’altra cosa. Il giallo è misero e banale; il rosa anche peggio. C’è una dose non indifferente di trash che comunque sono riuscito a digerire perché, quantomeno, lo stile dell’autrice è valido e la storia scorre e alcune scene regalano momenti di spensieratezza e qualche sorriso grazie alla vena comica. Una lettura da ombrellone che non aspira a essere niente di più. Leggera, facile, molto scontata. I personaggi sono volutamente stereotipati. Non sopporto Zeno, ma amo Alice, l’influencer fissata con le bambole reborn. Ecco, credo che l’unico punto forte di questo romanzo sia proprio lei, con la sua esperienza di vita passata e il trauma che poi l’hanno portata a utilizzare le bambole come mezzo transizionale. L’ho davvero amata. Grazie a lei l’autrice ha anche potuto riflettere, sebbene molto alla buona, sull’uso dei social e sull’impatto che questi hanno sulle nostre vite. Un libro che non lascia nulla dopo averlo letto, perfetto però per chi cerca una lettura con la quale staccare il cervello.
Un cozy mystery surreale ambientato all'interno di un condominio. Tutti si conoscono in quel paesino di pochi abitanti. Gabriele ha 17 anni e non ha un padre biologico ma un padre che gli ha dato il come e che a tutt'oggi è un appoggio emotivamente distaccato quando sua madre, un po' hippie e poco concreta, ne ha bisogno. Alice è un'influencer con un seguito blog in cui racconta la sua vita di madre single (di due bambole reborn) ed è considerata da tutti un po' strana. Un imprenditore faccendiere, con una moglie ed una figliastra che viene trovato morto nel condominio ed un padre separato dopo aver fatto coming out che fatica a gestire la propria vita e la figlia.
personaggi improbabili che imparano a conoscersi e fidarsi l'uno dell'altro per "risolvere" il mistero. Dal taglio decisamente da serie televisiva stile medico in famiglia.
Come giallo decisamente meh: il morto compareba pagina 70, poi il tutto passa in secondo piano rispetto agli eventi quotidiani dei personaggi, per poi rientrare prepotentemente in scena nelle ultime sessanta pagina, con una risoluzione carina per carità, però eh. Come commedia narrativa che parla della bislaccheria(?) delle persone invece è ottimo. Siamo tutti bislacchi, chi più chi meno, ma almeno dobbiamo avere il coraggio di dirlo in faccia a qualcuno se è sciroccato e ascoltare la sua storia. Also, shout-out alle prime cinquanta pagine che sono di una comicità brillante, avevo le lacrime agli occhi. È davvero un peccato che non si sia tenuto questo tenore per tutta la lunghezza del libro.
E se lo “svitato” del palazzo fossi proprio tu?! 😂 Tra un simil-padre 🌳, una trentenne che gioca con le bambole 🍼 e coniugi infedeli, manca solo un omicidio! E infatti… arriva anche un cadavere! ☠️ Bello, divertente e diverso! ❤️🥰 Zeno e Gabriele sono i miei personaggi preferiti! 😜
Forse sono di parte, ma io adoro lo stile di Rebecca Quasi, e questo libro e' lei alla ennesima potenza: perfetto nella scrittura, incantevole nello svolgimento, con un ritmo narrativo impeccabile. Meraviglioso!!! Il plot e' avvincente e coinvolgente, e con la storia delle bambole reborn si arriva a delle profondita' emotive incredibili. Zeno e Gabriele mi hanno rubato il cuore. E la loro relazione e' cosi toccante, che ci ripenso ancora a giorni di distanza. Fatevi un regalo e leggete questo 'quasi' cosy crime, con un agronomo 'similpadre', una influencer 'svitata col passeggino', un nerd dal cuore d'oro, e un pensionato zelante e parecchio impiccione. Assolutamente raccomandato!