Questo libro non celebra il cibo. Lo smaschera. Storie di ordinaria gastronomia è un romanzo corale che attraversa il mondo del cibo contemporaneo come una lama ben ristoranti stellati, cantine sull’orlo del collasso, bar alchemici, ghost kitchen senza volto, critici che accumulano segreti, chef che spariscono nel momento sbagliato. Fino a quando il lettore capisce di non essere esterno alla era seduto a tavola dall’inizio. Non è un libro sul gusto, ma sul consenso che decide cosa deve piacerti, sulle menzogne raccontate con stile, sul confine sempre più sottile tra verità e marketing. È un romanzo per chi lavora nel cibo e per chi lo consuma senza più farsi domande. Un libro che non chiede se il piatto è buono, ma a chi conviene che tu dica di sì. Se ami la gastronomia, ti farà arrabbiare. Se la odi, ti farà capire perché. Se lavori nel settore… forse avresti preferito non leggerlo.