Quando Astrid viene mandata in un collegio per ragazzi difficili, non immagina di trovarsi in un luogo così remoto. Circondato dalle dune infinite del deserto egiziano e isolato dal mondo, il campus è più una prigione che una scuola. E i suoi compagni non sono solo ribelli: alcuni nascondono ferite profonde, altri pulsioni oscure. E mentre Astrid cerca disperatamente una via di fuga, si rende conto che qualcosa non torna. Il collegio è permeato da un’ossessione per l’Antico Egitto: statue di divinità, rituali enigmatici, geroglifici incisi ovunque. Ma è il gruppo degli Anubis a inquietarla più di tutto. Misteriosi, silenziosi e legati a tradizioni che nessuno osa mettere in discussione, gli Anubis paiono custodire un segreto inconfessabile. Tra loro c’è Seth, un ragazzo che tutti temono: enigmatico, imprevedibile e pericoloso. Astrid lo detesta, e lui sembra ricambiare. Ma quando una verità terribile comincia a emergere, capisce che potrebbe essere lui l’unico in grado di aiutarla. Intrappolata in un luogo dove mito e realtà si confondono, Astrid dovrà affrontare non solo le regole del collegio, ma anche un sentimento sconosciuto appena nato nel suo cuore, oltre alle ombre che si annidano dentro di lei. Perché a volte, per scappare, bisogna prima capire da cosa si sta fuggendo…
Non voglio dare una valutazione in stelline perché mi rendo conto di non essere il target per cui è pensato questo libro, ma non posso esimermi dal scrivere una recensione. Nel sottosuolo di queste pagine risiede un libro sicuramente adatto a lettori molto giovani, ma piacevole e con una trama che è quasi sempre in movimento, peccato che per arrivarci sia necessario scavare veramente troppo a lungo. La maggior parte delle colpe è secondo me dell'editore, che ha voluto mantenere la struttura a capitoli periodici chiaramente derivata da Wattpad e che costituisce un enorme problema per il libro. Personaggi che scompaiono (Emily??!!), capitoli scollegati, ripetizioni, una durata eccessiva e un finale senza mordente sono uno dei motivi per cui ho trovato questo libro tremendo. L'ambientazione della storia può anche essere affascinante ma non risiede nella realtà: l'autrice sembra non essere a conoscenza delle dinamiche della giurisdizione internazionale e del fatto che l'Egitto sia un paese civilizzato. Il contesto del manicomio di massima sicurezza poi scompare completamente per far muovere i personaggi liberamente: a questo punto non poteva essere un collegio? Un bravo editor lo avrebbe detto, ma qui mancano chiaramente persone competenti. I personaggi non vengono assolutamente descritti ma si muovono anche con abbastanza coerenza, peccato per le scene di sesso che secondo me non sono assolutamente adatte a lettori giovani. In qualsiasi tipo di rapporto con qualsiasi tipo di gusti la sicurezza, il consenso e la gentilezza sono parti insindacabili, e ho trovato le descrizioni degli incontri di Ra e Cory e di Seth e Astrid squallidi e volgari. Quasi classificherei come basso il livello di spicy del libro visto che le scene non sono per niente sensuali e interessanti ma scambi crudi e senza senso. Il personaggio di Cory poi è uno dei peggiori: non è credibile, sembra cambiare ruolo decine di volte e soprattutto il modo in cui parla e il modo in cui pensa (che ci viene presentato nel suo pov) non corrispondono per niente. Gli Anubis, che dovrebbero essere il circoletto di mean boys, sono assolutamente interscambiabili sia fisicamente (sono tutti bellissimi, muscolosissimi, tenebrosi) sia a livello caratteriale, riproponendo le solite tre dinamiche tossiche con i loro love interest. Il personaggio migliore è secondo me Ginger, che si distingue un pochino dagli altri e presenta un paio di situazioni abbastanza ben gestite. L'autrice poi si incastra in delle situazioni facilmente risolvibili, ma quello lo attribuisco alla mancanza d'esperienza (un altro caso dove un bravo editor sarebbe dovuto intervenire). Poco mi interessa del fatto che le giovani lettrici amino il romance, ma mi dispiace che si debbano rapportare con testi di scarsa qualità come questi.
Sembra che siano state scelte appositamente le tropes più rinomate PRIMA di iniziare a scrivere il libro, solo con l’obiettivo di raggiungere più pubblico possibile. Senza contare lo spicy cringe per condire il tutto. La trama è stata costruita a partire dalle caratteristiche che questo libro avrebbe dovuto avere per diventare famoso, non è stata creata per avere un senso compiuto. Si vede che forse non rientro nel target di riferimento, ma ammetto che nemmeno con qualche anno in meno l’avrei apprezzata. Inoltre, ci sono tantissimi personaggi che non possiedono una voce distinta gli uni dagli altri, risultando piatti e poco interessanti. Avevo grandi aspettative vista l’enorme sponsorizzazione che è stata fatta per questo libro rispetto a tutte le altre nuove uscite della casa… peccato.
Nayeli -per RFS . Premessa: nonostante un tempo di lettura di oltre 13 ore, si tratta di un romanzo non autoconclusivo.
Come già rilevato purtroppo in altre occasioni, capita che i romanzi pubblicati in precedenza su Wattpad siano strutturati in modo meno efficiente, con un ritmo di lettura lento, volto a catturare i lettori sul lungo periodo, concedendo pillole di storia un po’ alla volta, anche senza che siano necessarie al suo avanzamento. Non aspettatevi di essere spinti a voltare avidamente le pagine attratti da un angst e da sviluppi incalzanti.
Non si sceglie di essere tristi. Non si sceglie di provare ansia, di sentirsi sbagliati o infelici. Non è qualcosa che si accende o si spegne con la forza di volontà. Eppure, ci sono persone che ti fanno sentire colpevole anche per questo. Come se il dolore fosse una debolezza. Una colpa. La mia stessa famiglia lo pensava. Dicevano che esageravo, che cercavo attenzioni. Che se ero triste, era perché non mi impegnavo abbastanza per essere felice. Che se ero sola, era perché ero strana, e alle persone non piacevo.
Come fai a spiegare agli altri che non è colpa tua? Non è che non vuoi provare gioia. È che non ci riesci.
Lo stile narrativo si attarda minuto per minuto ed è molto introspettivo. Pieno di pensieri anche inutili nella testa dei personaggi, che rallentano la lettura e divagano. Per di più, il racconto è narrato sotto una moltitudine di punti di vista, perfino di personaggi secondari (in totale più di una decina), distogliendo il focus dalla direzione della trama e deviando spesso verso bisticci adolescenziali, tira e molla, struggimenti amorosi, che nulla hanno a che fare con la trama suspense misteriosa (che si mantiene pressoché nebulosa) e con l’ambientazione così particolare. Le vicende sono infatti collocate in una scuola/prigione in cui sono tenuti contro la loro volontà dei ragazzi ricchi problematici. Stranamente, ci troviamo in Egitto, e vi sono riferimenti continui a divinità antiche e profezie, anche se non capiremo mai il perché.
Viste le premesse, mi aspettavo di addentrarmi in un bully romance, un dark romance, o forse un new adult/high school, tuttavia nessuna di queste categorie è stata centrata: un gruppo di quattro bulli, gli Anubis, ha comportamenti altalenanti tra di amore/odio nei confronti delle quattro ragazze che li attraggono; i carcerieri effettuano esperimenti sui ragazzi, ma lo vediamo in una piccola scena che non ha reale peso nel grande schema delle cose; e per quanto è vero che ci troviamo in una scuola, con tanto di festini alcolici e gite d’istruzione, la trama è anche saldamente intrecciata con un mistero da svelare ed esperienze avventurose.
Ma poi lo vedo inclinarsi verso di me, scostarmi una ciocca di capelli. «Questa è la parte in cui tu smetti di fare finta di niente, smetti di fare la regina di ghiaccio», mi sussurra, «e io smetto di fingere che non ti voglia da impazzire». Mi sento mancare l’aria. Mi ritrovo con il petto quasi incollato al suo, i respiri che si intrecciano, la musica che batte nelle tempie. Perché si sta comportando così adesso? Per carità, io non riesco a staccarmi perché sono odiosamente attratta dal suo corpo, ma lui… e io che pensavo mi odiasse.
La narrazione così tanto introspettiva, ridondante e dispersiva purtroppo non riesce a essere efficace nel produrre emozioni e nel delineare caratterizzazioni, che emergono con un po’ di tridimensionalità solo nei capitoli finali. Le personalità dei personaggi risultano quindi un po’ schiacciate. Si cerca di dare loro una problematica importante (autolesionismo, abbuffate, paura dell’abbandono, aggressività come autodifesa, etc), ma spiegare non significa farcela percepire. La protagonista, Astrid, sembra bipolare, arrogante, non risolutiva né acuta: ne risulta una ragazza estremamente antipatica, tanto da farci apprezzare i momenti in cui subisce delle ripercussioni. Non è curiosa di approfondire il mistero in cui si trova, non è intenzionata a conoscere gli altri personaggi, rifiuta le regole, l’amicizia, le spiegazioni, e questo fa indisporre anche il lettore, che vorrebbe invece capire di più di quello che sta succedendo.
L’unico ragazzo con un po’ di umanità, che traspare dai gesti gentili nonostante la sua fisicità sia stata pensata e descritta come mostruosa, è Seth, il ragazzo che dovrebbe essere il “bad boy”. Un leader carismatico che ha a che fare con un branco di indisciplinati e problematici.
Il livello di logica e coerenza interna è messo a dura prova più volte. Ci sono messaggi su pizzini quando il personaggio è dotato di cellulare. L’ambientazione stessa, a metà tra una scuola e una prigione, è ambigua, data la quantità di oggetti che non dovrebbero essere presenti. La struttura è piena di telecamere che evidentemente nessuno guarda, dato che i ragazzi si muovono liberamente dentro e fuori, trafugando snack, alcolici e perfino armi. Senza motivo utile agli sviluppi narrativi perfino il fatto che la scuola/prigione organizzi una gita sul Nilo; e potrei andare avanti ancora.
«Chiedimelo e resterò. Qualsiasi cosa ci sia sotto quelle piramidi, qualsiasi pericolo, io posso aiutarti. Non devi affrontarlo da solo. Qualsiasi cosa ci sia in collegio che ti obbliga a restare, io…». Seth mi dà un bacio casto sulla fronte, e per qualche ragione so già che non è un buon segno. Mi afferra le guance tra le mani e mi guarda dritto negli occhi. «Vuoi vivere?», mi sussurra contro le labbra. «Perché io voglio che tu viva. Più di qualsiasi altra cosa. E proprio per questo non posso chiederti di restare, Astrid. Né ora, né mai».
Nonostante notevoli quantità di infodump, la trama misteriosa rimane incomprensibile senza aiutarci con indizi che si incastrino lungo la strada. Questo ci lascia con un sapore amaro in bocca, dato che non riusciamo a capire cosa spinge i personaggi ad andare o restare, perché sono così preoccupati di cercare quello che cercano, o di coinvolgere le persone che amano. Tutte le domande iniziali rimangono aperte fino alla fine: incomprensibile il motivo per cui ci troviamo in Egitto e non nel paese d’origine degli studenti miliardari. Non è chiaro chi ha mandato questi ragazzi nella scuola/prigione (specie quelli rimasti senza famiglia) e per quale finalità. Perché i professori hanno selezionato una parte di loro per fare dell’ipotetico “lavoro sporco”? E infine: se è così facile uscire, perché semplicemente non scappano?
Quando ordini GoG da shein (SCHERZO ma ho trovato varie similitudini). La trama è interessante e ti coinvolge sin dall’inizio, ma la storia si perde, purtroppo, a metà. Tra le varie cause sicuramente la parte “romance” (tra virgolette perchè non si può parlare neanche d’amore ma di possesso, per tutte le coppie), si perde completamente il focus sulla storia principale
L’idea del mito egizio e della profezia erano interessanti, peccato che tutto sia narrato in modo superficiale (se non nullo) e molto altalenante. I personaggi non sono nemmeno descritti (molti di loro non si sa da dove arrivino). Lo spicy è messo alla fine praticamente giusto per riempire la casella dei trope. Troppi riferimenti pop italiani veramente cringe (Rosita della pubblicità del Mulino Bianco!). Spero l’autrice e l’editor recuperino un minimo nel secondo volume. Ottima operazione di marketing ma non so quanto durerà sugli scaffali delle librerie. Ps: sto misticismo lo categorizziamo come fantasy o lasciamo la definizione di romance?!?
ma cosa vuoi commentare che da commentare non c’è nulla? nè la trama (che non esiste) nè i personaggi (che sono involucri vuoti senza un minimo di caratterizzazione, non ho ancora ben chiaro chi sia il più decente… forse nessuno? chissà)
una scopiazzata brutale (e fatta male) di quel capolavoro che è Game of gods.
Obbiettivamente la trama di questo libro non era deludente, era quel solito libro che credevi che ti avesse preso subito e così è stato, ma poi durante la scrittura qualcosa non è iniziato a tornare. È difficile comprendere cosa sia andato storto, perché c’erano buchi di trama e un linguaggio bambinesco a come si suol dire coprire il vero problema del libro (elemento che si sarebbe potuto sistemare con un buon editing). Il libro è carico di personaggi piatti, con gli stessi comportamenti, che però sono giustificati dalla loro malattia mentale (elemento che non viene specificato, motivo per cui giochi all’indovina il disturbo mentale) Gli unici personaggi che mi sono piaciuti molto sono Ra e Ginger, privi del “personaggio piatto” e con un carattere loro. Mi dispiace inoltre per le scene spicy, partorite come le solite scenette ultra volgari con i maschi Alpha del libro che sembra che maltrattino e rubino la verginità alle protagoniste con totale maleducazione. Sarebbe stato un libro bello, se molte molte tematiche fossero state levigate meglio
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ho così tante cose da dire su questo libro che non saprei nemmeno da dove iniziare quindi farò una lista: 1. la trama aveva tanto potenziale peccato per come sia stata sviluppata, ci sono tanti errori anche banalissimi di scrittura, tante contraddizioni (es: prima sono tutti in una stanza poi magicamente sono divisi, prima sono tutti insieme poi improvvisamente manca qualcuno…), vicende iniziate e mai finite di raccontare o concluse frettolosamente, tante cose buttate lì a caso solo per riempire la trama sopratutto pezzi di storia egizia lunghissimi dal nulla.
2. la “storia” tra Seth e Astrid (protagonisti ricordiamolo) è la peggiore tra tutte, non hanno costruito alcun tipo di rapporto eppure si dicono cose romantiche come se stessero insieme da anni, alternando momenti di “oddio è insopportabile” a “non vedo l’ora di vederl*”. non hanno costruito niente di solido.
3. Astrid è uno dei personaggi più odiosi mai incontrati in tutti i libri che ho letto, e la scusa del “il mondo mi ha voltato le spalle mi devo difendere trattando male gli altri” non regge per niente, sei solo snob e antipatica.
4. nel libro ci sono tematiche importanti e delicate trattate con troppa superficialità e leggerezza.
5. dicono che sia un collegio di massima sicurezza sorvegliato giorno e notte da guardie armate ecc peró poi nessuno si è accorto quando 8 persone sono scappate per ore.
6. troppi dettagli uguali alla saga di Game of Gods (non si può negare, chi lo fa non ha letto la saga di GoG) dalla cicatrice di Seth sulla faccia (mai spiegata), ad Astrid che vuole scoprire a tutti i costi cosa tramano gli Anubis, gli Anubis stessi cioè “il gruppo più temuto del collegio”, l’ improvvisa amicizia nata tra Ra e Astrid nella stessa dinamica di Haven con Ares in GoT…..
7. ultimo punto: dialoghi davvero troppo cringe e scritti in modo infantile, sarà che a livello di età non sono più il target per libri scritti così ma come ho detto prima poteva essere sviluppato molto molto meglio dato che aveva una buona base, peccato.
(punto bonus: la scena di Seth e Astrid appesi ad una sola corda in un elicottero che volava sul nilo sfida le leggi della fisica sotto ogni punto di vista complimenti)
(chi mette 4/5 stelle questo libro ha palesemente letto un libro diverso dal mio o ha 14 anni sennò non si spiega)
Mamma mia questo libro 😍 ti tiene incollata dalla prima pagina, mi ha fatta uscire dal blocco, una bellissima scoperta, adesso speriamo che il secondo esca in fretta perché ho bisogno di sapere di più
L’idea di partenza non è male, devo essere sincera; ci fermiamo però all’idea. Il libro sembra non svilupparsi, siamo di fronte a un susseguirsi di pagine ( scritte anche bene) che non portano a nulla. A parte la risposta a “chi?”, il “quando?”, “come?” E “perché?” Rimangono senza una spiegazione. Aleggia per tutto il libro una trama che in realtà non esiste. 500 pagine in cui le fila non sono state tirate. Peccato
Mi aspettavo qualcosa di decisamente diverso, sicuramente dal tono più serio e dark academia rispetto a questa specie di Beverly Hills 90210 ambientato in Egitto (che se non fosse per tutti i pipponi sulla mitologia che i protagonisti partono a sciorinare a caso poteva tranquillamente essere ambientato al Circeo, per dire). Per di più mi disturba alquanto non riuscire a dire se sia fantasy o meno.
C'è un cast corale estremamente popolato che offre tutta una serie di diverse dinamiche romance e tematiche forti, dalla tossicodipendenza alla bulimia, con contorni di bullismo, gravidanze eccetera eccetera.
Personalmente, se la coppia principale (Astrid e Seth) mi ha fatto accapponare la pelle più spesso di quanto avrei voluto, mi sono ritrovata a interessarmi ad altre due coppie, ovvero Ra e Cody, l'immancabile quota LGBT del libro, che presentano un'interessante dinamica gay-bi in cui il bi (Ra) cerca di dominare emotivamente il partner facendo il malessere. Adoro. Stessa cosa si può dire per Emily e Alexander, in cui Emily (la sopracitata tossica) ha una cotta a senso unico per Ra (che giustamente è troppo preso da Cody per filarsela) e non si accorge che è il fratello di Ra, Alexander, quello davvero interessato a lei. Un trip.
Per il resto la trama fa acqua abbastanza da tutte le parti, vorrei sinceramente capire se i membri della loggia sono mitomani oppure se esiste davvero la magia (cosa che in effetti sembrerebbe proprio leggendo l'ultimo capitolo). Poi vorrei spendere due parole per il finale con cliffhanger perché mi pare chiaro che l'intento sia accalappiare l'interesse dei lettori mettendo beceramente in pericolo due personaggi principali. Per me è stato un no.
Quasi quasi vorrei parlare di Nicholas e Seth e della barzelletta "siamo italiani" ma qui mi taccio, basta.
Giusto a mia sorella poteva piacere tanto sto calderone di mitologia casuale e teen-drama, davvero.
Avevo alte aspettative su questo libro: le ha deluse tutte, o quasi. L’unica cosa che si salva — e che mi ha portato a dare tre stelline — è l’ambientazione, ossia l’Egitto e la mitologia egizia. Il libro ha molti personaggi, ma quasi nessuno viene descritto in modo completo: ci vengono fornite poche informazioni su di loro e, considerando che i protagonisti si trovano in un collegio dove è importante, quasi fondamentale, sapere perché siano stati rinchiusi lì dentro, non conoscere nulla o quasi del loro passato è una grande pecca. Alcuni personaggi, poi, si perdono andando avanti con la storia: ad esempio, che fine ha fatto Emily? Boh! Un’altra cosa che non mi è piaciuta affatto è il modo in cui vengono trattati con estrema sufficienza molti argomenti delicati, come la dipendenza da droghe, l’uso del sesso per ottenere qualcosa, la gravidanza e tante altre tematiche. E poi, ciliegina sulla torta, Astrid, la protagonista: io proprio non la reggo! È capricciosa, arrogante, egoista e maleducata. Tratta tutti male, credendosi la migliore e, alla fine, è la causa del dramma con cui si conclude questo primo libro. So che su Wattpad esiste una seconda parte, ma non amo leggere le storie su quella piattaforma, quindi aspetterò l’uscita del libro almeno in formato digitale perché, se questo secondo capitolo sarà come il primo, non è un libro che comprerò.
Da sempre sono appassionata dell'antico Egitto, e leggere Wrecked mi ha entusiasmata moltissimo perché il libro racconta di un misterioso e oscuro collegio situato nel cuore del deserto, ma anche e soprattutto di divinità egizie, rituali e particolari geroglifici, che hanno fatto galoppare la mia già fervida fantasia.
Un libro che esce da Wattpad, e chi mi conosce sa quanto io ami dar voce agli autori che riescono a pubblicare.
L'autrice mixa perfettamente mito e realtà, che si fondono in una costruzione solida ricca di dettagli ed elementi, dando origine ad una trama corposa, non solo per gli avvenimenti adrenalinici e misteriosi che avvengono tra i corridoi, e le fragilità dei ragazzi "ospiti" del collegio, ma per i riferimenti ai tarocchi e alle divinità egizie. Che ho adorato.
Necessito del sequel perché questo termina con un potente cliffangher.
un altro libro da 10⭐ ma che gli vogliamo dire a Lizzy c'è un capolavoro, finalmente un libro che sì è fatto leggere in 3 notti non riuscivo a smettere.... e giustamente un finale che ti lascia il cuore in gola😬 non vedo l'ora del secondo, anche se si può leggere su wp.... ma noo aspetto il cartaceo sperando che non si faccia attendere troppo!!!!
Poteva avere anche del potenziale.. tanti personaggi, con POV a volte non proprio pertinenti. I capitoli sembrano puntate di una serie tv.. non si capisce bene quale sia la storia di fondo. Peccato.. non stupisce.
Io credo che quando qualcuno voglia scrivere di determinati argomenti deve chiedersi prima se è in grado di affrontarli in maniera logica. In questo libro sono evidenziati tantissimi disturbi, pulsioni e azioni malsane (prostituzione, disturbi mentali, gravidanze adolescenziali quasi) senza soffermarsi su nessuna. Partiamo dal fatto che ho trovato questo libro la rivisitazione di Game of, ma in chiave egiziana, ma per certi versi ho gradito più questo anziché l'altro e sono riuscita a terminarlo (non senza talvolta fermarmi perché c'erano alcune scene cringe che mi facevano accapponare la pelle). Partiamo dal fatto che sono stupita di come l'autrice riesca a descrivere il collegio Osiris quale una prigione, quasi un manicomio fatto e dominato da rigidissime regole per poi non essere in grado di mantenere quest'aspetto "da prigione". Ci viene raccontato, infatti, che questo collegio è in mezzo al nulla nel deserto, quindi come fanno ad avere ogni cosa a schiocco di dita: hanno telefoni, alcol, sigarette... per non parlare delle moto. Mi chiedo: ma un editor ha letto e approvato i capitoli o ha dato un okay superficiale per svogliatezza? Osiris viene anche descritta come una scuola, un centro di recupero, ma è vero? Nessuno segue le lezioni. Inverosimile come un professore di 40 anni sia imbarazzato a parlare di sesso o si scandalizzi davanti a dei doppi sensi. Tralascio poi le innumerevoli (e davvero non necessarie) ripetizioni dei loro nomi da divinità. Si chiamano COSTANTEMENTE in quel modo anche se i dialoghi sono diretti. (Hai capito, Ra? Certo, Seth. Che facciamo, Horus?) Mio dio, abbiamo capito. Un editor avrebbe potuto informare anche l'autrice che un feto a quattro mesi NON LO SENTI SCALCIARE SE CI METTI UNA MANO SOPRA. A malapena lo sente la madre. L'ambientazione a parer mio è sprecata. Non si sente mai che siamo in Egitto, sappiamo solo che ci sono cose egizie, che c'è sole, fa caldo e c'è il Nilo. Nessuno il questa struttura è egiziano o parla arabo, questo è incredibile. I personaggi: diversamente da altre recensioni la protagonista, Astrid, mi è piaciuta. E' cazzuta, fredda ed è costante nel suo comportamento, l'unica che a volte riesca a vedere davvero come stanno le cose. Gli Anubis: sono i 5 maranza che trovi a Milano, poco da dire, tutti poco descritti, ma ovviamente bellissimi, super dark, bad boys. Riprendo il primo punto della critica: se non sei in grado di gestire personaggi con disturbi mentali, perché tutti i ragazzi sono problematici qui, forse è meglio evitare. Tutti loro, in qualche modo, hanno sofferto per abusi o traumi, ma niente viene evidenziato. Sono maleducati perché sì. Seth è un "capobranco", ma onestamente non so come a +20 ti fai chiamare "capo" senza ridere. Ra a parere mio è l'unico personaggio maschile del gruppo che davvero si distingue, il suo carattere funge da "è troppo seria questa scena, mettiamoci dell'humor" anche quando moltissime donne stanno venendo uccise? Leggendo, avevo il sentore di vedere Yuri di Yarichin Bi**h Club, quello è lo stampo. Horus e Thoth li distinguevo appena, ma tutti e 4 a piacimento si dimostrano dei maschi alpha. Sekmeth mi pare la copia di Athena di GoG, la classica ragazza che vive per il leader del gruppo, con cui ovviamente va a letto, antipatica con tutti anche senza motivo. Anche la cicatrice di Seth è un chiaro richiamo a Hades, anche perché della cicatrice fotte niente a nessuno, accenna a come se l'è procurata mi pare, ma un dettaglio inutile poiché non solo vuole farcelo passare come il classico ragazzo violento, ma un omicida che ha assassinato tutta la sua famiglia. Ma è davvero così? Seth ha il cuoricino tenero però (com'era ovvio, perché altrimenti mica possiamo romanticizzare un normale serial killer?) appena fa pace con se stesso perché si rende conto di amare Astrid, la sua personalità si tramuta in: "Sei mia. Per te farei di tutto. Ucciderei per te." Non è dato nemmeno sapere a noi lettori quanto tempo passa. 1 mese? 1 settimana? Lo stesso accade con le relazioni con Horus e Thoth. Tra parentesi, davvero non vedo il senso di trattare male la ragazza che ami perché vuoi farti grosso con i bro. Avete tutti vent'anni, un po' di maturità, poiché tutti vogliono farsi vedere quasi da Seth. I personaggi secondari mi sono piaciuti più del gruppetto del problematici: Ginger, Ivy, Emily e Cody. I numerosi cambi di pov non erano necessari, soprattutto quando vuoi cambiare pov solo per il piccante delle discussioni. Si scriveva il libro in 3 persona. Emily secondo me è il personaggio più sprecato del libro (a una certa boh è scomparsa) in cui si potevano affrontare prostituzione e abuso di droga, ma nada. Anche con lei, l'intreccio amoroso è Alexander, che subito si dimostra carico di odio vero, ma dopo appena un cambio di pov anche lui cambia radicalmente senza alcun motivo. Si preoccupa che lei smetta di drogarsi, che suo fratello Ra non la usi, e per quale motivo? Non c'è un'evoluzione graduale. Cody: io vorrei sapere come un amante dei serpenti non sappia che un cavolo di cobra sia velenoso, è un mistero. Poi quale disturbo ha Cody per permettergli un ingresso nella prigione dei casi disperati? Mistero (per me è solo un po' autistico), ma serviva la storiella LGBT. In generale, tutti i personaggi femminili sono delle vittime emotive del loro interesse amoroso. Non hanno un briciolo di dignità personale. Ci sono molte cose che ho notato a cui non so dare una spiegazione: ma sti ragazzi come fanno a parlarsi? Osiris è un "manicomio" mondiale, arriva gente da TUTTO il mondo, ma si parlano tutti in inglese. Passi Astrid e Ra che sono americani e gallesi, ma gli altri? Emily è marocchina e Seth è italiano. L'intera personalità degli Anubis, ma così anche per GoG, è basata sul loro soprannome, quasi fossero loro le divinità (per del tempo ho pensato anche che in verità lo fossero e che la Loggia volesse "liberarli dal loro corpo"). Se odiano la Loggia e i nomi sono catene per loro, come mai questa caratterizzazione così radicale? Non chiamano Alexander con il suo nome dato, ma loro stessi sì. La mascolinità, anche qui, tossica a livelli estremi. La storia ci passa come un enemies to lovers. Gli enemies finiscono a pagina 80. Per favore, un enemies non vuole bombarti, non si cura se sul tetto hai un attacco di panico, non si cura di salvarti da un sarcofago dove ti hanno gettata i suoi amici. Tra l'altro, Seth è eletto come capo, ma Ra e Sekmeth si permettono di trattarlo come un cucciolo da difendere o un uomo a cui ristabilire l'onore. La gente, per tutto il libro, continua a fare appunti sulla Loggia, sugli Anubis di cui Astrid non dovrebbe sapere niente, ma tutti dicono: "Ah, ma lo sai che xxxxx, no non chiedermi altro perché non posso dirtelo" MA ALLORA COSA NE PARLI TU PER PRIMO. Non una, non due, ma tantissime volte ripetono questo giro assurdo. Riprendo la scena di Magda quando si rivela Maat e lo fa davanti a lei, appena le chiede chiarimenti non dice nulla. Un pochino tardi Mag direi. Non ho apprezzato minimamente le scene spicy, inserite nel libro come BONUS. Rovinavano l'atomosfera e la narrazione (devo davvero credere che dopo essere fuggiti dal collegio questi qui si siano fermati a fornicare?) Lo spicy è introdotto in scene davvero assurde, come quando stavano affogando e lui le palpa il culo e le fa apprezzamenti. Seth, tutto okay? Oppure lui si mette il cellulare nelle mutande? Come il solito protagonista di questo genere di libri, Seth è il padre-padrone, detta ordini, dice che Astrid è sua e tenta di isolarla. La trama aveva un enorme potenziale, mi ero appassionata alla missione della Loggia e ciò che avveniva lì dentro, ma tutto è andato in secondo piano per gli intrecci amorosi dei protagonisti e le solite scene cliché. Senza tutto questo spicy inutile, senza tutte queste scenette ridicole, ma con più trama, più mistery e più oscurità sarebbe uscito un buon libro. Ma davvero nessun editor ha supervisionato il progetto e fatto notare queste cose?
L'impressione che si ha leggendo questo libro è di avere a che fare con un esperimento sociale, volto esclusivamente a toccare tutti i trend possibili e immaginabili del booktok senza criterio alcuno per ottenere più visualizzazioni possibili su Wattpad. Il che va bene finché si è su Wattpad, è una piattaforma amatoriale... ma portare in libreria prodotti di questo genere è piuttosto imbarazzante.
Partiamo dall'ambientazione egiziana che pare essere sullo sfondo soltanto per rincorrere il filone mitologico che è andato tanto di moda dall'uscita di Game of Gods: praticamente non ci sono egiziani, neppure tra chi lavora nell'istituto. Possibile che l'Egitto, che diciamo non è esattamente la culla del liberalismo, decida di ospitare una cellula di potere occidentale (dato che dietro sembra esserci un progetto importante)? Ma vabbè, non soffermiamoci sulla verosimiglianza, del resto un autore mica è tenuto a informarsi sulla cultura di un luogo nel momento in cui decide di rappresentarlo in una storia (ah, lo è? Spiegatelo a chi ha deciso di pubblicare questo libro).
Ci troviamo, dunque, in questo istituto super restrittivo in cui vigono regole ferree... ma i personaggi fanno quello che vogliono. Gitarelle, scopate all'aria aperta, gravidanze, corse con le moto. Tutto, letteralmente tutto ciò che può generare una dinamica da micro-trope o un dialogo piccantino da postare sui social per attirare letture viene gettato sulle pagine. Non ho ben capito il senso di ambientare il tutto in un contesto restrittivo se poi questa cosa non inficia per niente la narrazione - a parte fungere da assist per creare un legame tra i due protagonisti - ma andiamo avanti.
I personaggi danno l'impressione di star leggendo una fanfiction di un fandom che non si conosce: la loro personalità non è costruita, quanto basata su cliché preesistenti; le frasi che ripetono sono prese direttamente dai video più virali di Tiktok e spesso si susseguono in maniera incoerente e decontestualizzata (giusto per buttarcele in mezzo tutte), addirittura scene intere sono praticamente copia-incollate da scene già viste in altre storie Wattpad (alcune delle quali anche piuttosto famose, ma chiaramente il più famoso ha l'ultima parola, mica chi ha pubblicato prima).
Lo spicy è la ciliegina sulla torta: una scena delirante in cui puoi trovare termini di registro linguistico variegato ("fica", "sesso", "uccello", "intimità") nello stesso paragrafo, sia mai dare quantomeno un'impronta linguistica riconoscibile al personaggio, e al termine della quale tutto ritorna esattamente allo status quo, per rendere chiaro quanto la cosa sia stata inserita per soddisfare le aspettative del target infoiato e non per necessità di trama.
Del resto, la trama dov'è? Viene accennata all'inizio e poi dispersa tra i diecimila POV di personaggi-macchiette che interagiscono sulle pagine soltanto per dar vita a più trope possibili e ripresa solo sul finale - tra l'altro in maniera priva di ogni logica: se lo scopo dell'istituto è quello di far reincarnare gli dèi egizi, ma sanno già quali sono i ragazzi che permetteranno questa reincarnazione dati i nomi, cosa ci fanno lì tutti gli altri? In generale, si ha come l'impressione che i trope e le scene non derivino dal flusso naturale della trama, ma che la trama stessa sia stata costruita attorno alla volontà di rappresentare un certo tipo di trope e un certo tipo di personaggi. Se ambientassimo questa storia in qualsiasi altro luogo del mondo, con qualsiasi altra trama di fondo, non cambierebbe assolutamente nulla di sostanziale.
Una storia oscura, magnetica e profondamente emotiva… nel modo migliore possibile. Quando Astrid viene spedita in un collegio per ragazzi difficili, immagina punizioni severe, regole rigide, forse qualche compagno problematico. Non immagina il deserto egiziano che la circonda come un mare immobile, né l’isolamento totale che trasforma il campus in una prigione mascherata da scuola. I ragazzi che incontra non sono semplicemente ribelli: alcuni portano ferite che non si vedono, altri pulsioni che fanno paura. E mentre Astrid cerca disperatamente una via di fuga, capisce che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in quel luogo. Il collegio è ossessionato dall’Antico Egitto. Statue di divinità, rituali enigmatici, geroglifici ovunque. Ma è il gruppo degli Anubis a inquietarla più di tutto: misteriosi, silenziosi, legati a tradizioni che nessuno osa mettere in discussione. Tra loro c’è Seth, un ragazzo che tutti temono. Enigmatico, imprevedibile, pericoloso. Astrid lo detesta, e lui sembra ricambiare. Ma quando una verità terribile inizia a emergere, capisce che potrebbe essere proprio lui l’unico in grado di aiutarla. Intrappolata in un luogo dove mito e realtà si confondono, Astrid deve affrontare non solo le regole del collegio, ma anche un sentimento nuovo e spaventoso che nasce nel suo cuore. E soprattutto deve guardare dentro sé stessa, nelle ombre che ha sempre evitato.
“A volte non scappi da un posto. Scappi da una parte di te che non vuoi vedere.
Astrid è una protagonista intensa, complessa, piena di rabbia e vulnerabilità. La sua lotta non è solo contro il collegio, ma contro il senso di smarrimento che la accompagna da sempre. Seth è il suo opposto e il suo specchio: oscuro, affascinante, segnato da un passato che lo ha reso duro e diffidente. La tensione tra loro è elettrica, fatta di scontri, silenzi e un’attrazione che cresce nonostante tutto. Gli Anubis, il deserto, i rituali: ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera inquietante, quasi mistica, dove ogni passo può essere un errore fatale. La scrittura è cinematografica, sensoriale, capace di rendere il deserto un personaggio vivo e minaccioso. Il ritmo alterna momenti di pura tensione a scene intime che scavano nei personaggi, rivelando fragilità e desideri nascosti. Il romanzo mescola dark romance, mystery e psychological drama con una naturalezza sorprendente, costruendo un intreccio che tiene incollati fino all’ultima pagina. Wrecked. Siamo il disastro perfetto è perfetto per chi ama le storie ambientate in luoghi isolati, i personaggi tormentati, le tensioni romantiche che bruciano lentamente e i misteri che si svelano strato dopo strato. È un libro che ti cattura, ti inquieta e ti emoziona. Una storia che ricorda che, a volte, per salvarsi bisogna prima affrontare ciò che ci spaventa di più: noi stessi.
Un libro che fa compagnia e si legge davvero in pochissimo tempo., la scrittura è scorrevole e questo aiuta molto a portare avanti la lettura senza fatica. Devo dire però che ho rivisto tanti elementi già utilizzati in altri romanzi; alcune dinamiche ricordano molto storie come Cruel, e diversi colpi di scena risultano piuttosto prevedibili, ci sono anche alcune frasi suonano un po’ come cliché già sentiti. La trama stessa è costruita su un modello molto familiare: ragazzi problematici che finiscono in un collegio particolare, con regole strane, tra le quali il divieto di intraprendere relazioni amorose tra studenti. Ci sono anche scene che ricordano molto altre opere. Per esempio, quando Astrid chiede chi siano gli Anubis seduti al tavolo, la scena ricorda tantissimo il momento in cui Jessica spiega a Bella Swan chi sono i Cullen. Anche la bisessualità di Ra e il suo rapporto tossico con Cody ricorda dinamiche già viste in altri romanzi dello stesso genere. Detto questo, il miscuglio di elementi già noti non risulta troppo pesante, perché l’autrice riesce comunque a mescolarli abbastanza bene. Inoltre ho apprezzato molto l’inserimento della mitologia egizia, che è stato proprio il motivo principale che mi ha spinta a iniziare il libro. Per quanto riguarda i personaggi, Seth e la maggior parte degli Anubis risultano spesso irritanti e fastidiosi, forse anche volutamente. Gli unici due che ho apprezzato davvero dall’inizio alla fine sono Horus e Ginger, soprattutto Ginger, con cui è facile entrare in empatia e in cui è anche semplice rispecchiarsi. Un personaggio che mi ha fatto provare sentimenti contrastanti è Ra: l’ho odiato per buona parte del romanzo, ma quando inizia a diventare amico di Astrid ho iniziato ad apprezzarlo di più. Alcune scene, come il pigiama party in cui si ritrova da solo nella stanza delle ragazze, ricordano proprio quell’amico (che tutte noi abbiamo) che viene “adottato” da un gruppo di ragazze. Nel complesso non è un romanzo perfetto né particolarmente originale, ma resta una lettura piacevole e intrattenente.
Sono senza parole per la bellezza di questo libro, per non parlare dello stile di scrittura di Lizzy, è fantastico, di un altro livello!!
Quando Astrid viene mandata in un collegio per ragazzi difficili, non immagina di trovarsi in un luogo così remoto. Circondato dalle dune infinite del deserto egiziano e isolato dal mondo, il campus è più una prigione che una scuola. E i suoi compagni non sono solo ribelli: alcuni nascondono ferite profonde, altri pulsioni oscure. E mentre Astrid cerca disperatamente una via di fuga, si rende conto che qualcosa non torna. Il collegio è permeato da un'ossessione per l'Antico Egitto: statue di divinità, rituali enigmatici, geroglifici incisi ovunque. Ma è il gruppo degli Anubi a inquietarla più di tutto. Misteriosi, silenziosi e legati a tradizioni che nessuno osa mettere in discussione, gli Anubis paiono custodire un segreto inconfessabile. Tra loro c'è Seth, un ragazzo che tutti temono: enigmatico, imprevedibile e pericoloso. Astrid lo detesta, e lui sembra ricambiare. Ma quando una verità terribile comincia a emergere, capisce che potrebbe essere lui l'unico in grado di aiutarla. Intrappolata in un luogo dove mito e realtà si confondono, Astrid dovrà affrontare non solo le regole del collegio, ma anche un sentimento sconosciuto appena nato nel suo cuore, oltre alle ombre che si annidano dentro di lei. Perché a volte, per scappare, bisogna prima capire da cosa si sta fuggendo…
Mi è davvero piaciuto all'impazzire. Da quando l'ho iniziato ho fatto fatica a staccarmi dalle pagine, non solo perché la penna di Lizzy mi ha coinvolta al 150%, ma anche per la storia mistery-romance che a ogni pagina cresceva sempre di piú. E malgrado sia un multipov, che a me non fanno impazzire, l'ho adorando alla follia e il cambio di narrazione non mi ha pesato per niente, a malapena lo notavo. Ogni storyline è stra interessante, solitamente con i multi pov mi capita sempre di preferire una storia a un'altra, ma in questo caso faccio fatica a dirvi chi siano i miei preferiti. A ogni punto di vista mi innamoravo sempre di più di un personaggio. Astrid, la principale protagonista, è uno di quei personaggi complessi, con cui a tratti mi riuscivo a immedesimare, mentre a tratti facevo fatica a farlo, ma questo è dovuto al fatto che siamo così talmente differenti che era difficile accettare le sue scelte. Seth, il protagonista maschile, è stato un bel personaggio da scoprire e di cui spero di scoprire ancora molto. Magdalena è un personaggio molto bizzarro, ma allo stesso modo mi attrae in maniera assurda. Mi ha attratta fin da subito. La storia di Ginger e Horus è una delle mie preferite. Lei l'ho amata profondamente e non vedo l'ora di leggere di più. Lui è ancora tutto da scoprire, ma mi aspetto grandi cose. Così come Ivy e Thoth.
La cornice generale geniale, questo mistery pieno di segreti e di cose da cercare e scoprire mi stava facendo (ancora adesso che ho finito di leggere) impazzire. Tutti i riferimenti alla mitologia e storia egizia, veramente belli, mi hanno proprio catturata. L'ambientazione molto originale è accattivante, molto spesso avevo la pelle d'oca e la tipica ansietta di quando la lettura ti fa proprio entrare nella realtà che narra.
La delicatezza e la veridicità con cui vengono trattati alcuni temi mi ha fatta stringere il cuore. Il finale una bomba, nel senso che ora devo leggere subito come va avanti (domandina di rito... Lizzy, quando esce il secondo??).
Ho davvero solo parole positive per questo libro. Le mie alte aspettative sono state raggiunte, anzi, superate appieno!!
𝗥𝗲𝗰𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗮𝗵 𝗝𝗟: Care Sognatrici, oggi vi parlo di un mistery romance alquanto singolare. Tutto il romanzo è incentrato sull’antico Egitto, le sue divinità e una profezia misteriosa. Decisamente molto intrigante. Dalla trama ci viene raccontato che i protagonisti sono Astrid e Seth ma, a mio avviso, tutti i personaggi della storia hanno un ruolo importante e sono ben caratterizzati. L’autrice porta avanti le storie di ognuno di loro senza lesinare i dettagli. Siamo all’interno di uno pseudo ospedale psichiatrico, perciò ci vengono evidenziate le fragilità di tutti i ragazzi che, a poco a poco, vengono messe a nudo. Il punto di vista cambia spesso tra un capitolo e l’altro, anche se il principale è quello di Astrid, ma questo non rende la lettura difficoltosa. Ho apprezzato la possibilità di conoscere ogni personaggio nel profondo. Astrid non è la solita protagonista che si ama subito e, lasciatemelo dire, è davvero una stronza. Seth, invece, è un cattivo che, infondo, è più un buono. I due si prendono a male parole sin da subito e devo ammettere che le cattiverie non si risparmiano. A un certo punto, credo di essermi sentita ferita anche io. Non preoccupatevi però, il romance non mancherà e sarà decisamente sofferto. Ci sono molte scene crude e cattive oltre misura, al limite del sopportabile e, vi avviso, qualcuno potrebbe non apprezzare e indignarsi, perciò meglio essere chiari sin da subito nel dirvi che questo libro non è per tutti gli stomaci. La parte mistery è molto ricca, nonché la colonna portante dell’intera storia, e questo lo rende uno di quei libri da cui non vorresti staccarti mai perché ti rende un assetato alla disperata ricerca di una goccia in più. Non mi resta che fare i complimenti a questa autrice per un esordio da favola e attendere con ansia il seguito, anche perché il finale ci lascia davvero sulle spine. Consigliatissimo.