Quando Astrid viene mandata in un collegio per ragazzi difficili, non immagina di trovarsi in un luogo così remoto. Circondato dalle dune infinite del deserto egiziano e isolato dal mondo, il campus è più una prigione che una scuola. E i suoi compagni non sono solo ribelli: alcuni nascondono ferite profonde, altri pulsioni oscure. E mentre Astrid cerca disperatamente una via di fuga, si rende conto che qualcosa non torna. Il collegio è permeato da un’ossessione per l’Antico Egitto: statue di divinità, rituali enigmatici, geroglifici incisi ovunque. Ma è il gruppo degli Anubis a inquietarla più di tutto. Misteriosi, silenziosi e legati a tradizioni che nessuno osa mettere in discussione, gli Anubis paiono custodire un segreto inconfessabile. Tra loro c’è Seth, un ragazzo che tutti temono: enigmatico, imprevedibile e pericoloso. Astrid lo detesta, e lui sembra ricambiare. Ma quando una verità terribile comincia a emergere, capisce che potrebbe essere lui l’unico in grado di aiutarla. Intrappolata in un luogo dove mito e realtà si confondono, Astrid dovrà affrontare non solo le regole del collegio, ma anche un sentimento sconosciuto appena nato nel suo cuore, oltre alle ombre che si annidano dentro di lei. Perché a volte, per scappare, bisogna prima capire da cosa si sta fuggendo…
Non voglio dare una valutazione in stelline perché mi rendo conto di non essere il target per cui è pensato questo libro, ma non posso esimermi dal scrivere una recensione. Nel sottosuolo di queste pagine risiede un libro sicuramente adatto a lettori molto giovani, ma piacevole e con una trama che è quasi sempre in movimento, peccato che per arrivarci sia necessario scavare veramente troppo a lungo. La maggior parte delle colpe è secondo me dell'editore, che ha voluto mantenere la struttura a capitoli periodici chiaramente derivata da Wattpad e che costituisce un enorme problema per il libro. Personaggi che scompaiono (Emily??!!), capitoli scollegati, ripetizioni, una durata eccessiva e un finale senza mordente sono uno dei motivi per cui ho trovato questo libro tremendo. L'ambientazione della storia può anche essere affascinante ma non risiede nella realtà: l'autrice sembra non essere a conoscenza delle dinamiche della giurisdizione internazionale e del fatto che l'Egitto sia un paese civilizzato. Il contesto del manicomio di massima sicurezza poi scompare completamente per far muovere i personaggi liberamente: a questo punto non poteva essere un collegio? Un bravo editor lo avrebbe detto, ma qui mancano chiaramente persone competenti. I personaggi non vengono assolutamente descritti ma si muovono anche con abbastanza coerenza, peccato per le scene di sesso che secondo me non sono assolutamente adatte a lettori giovani. In qualsiasi tipo di rapporto con qualsiasi tipo di gusti la sicurezza, il consenso e la gentilezza sono parti insindacabili, e ho trovato le descrizioni degli incontri di Ra e Cory e di Seth e Astrid squallidi e volgari. Quasi classificherei come basso il livello di spicy del libro visto che le scene non sono per niente sensuali e interessanti ma scambi crudi e senza senso. Il personaggio di Cory poi è uno dei peggiori: non è credibile, sembra cambiare ruolo decine di volte e soprattutto il modo in cui parla e il modo in cui pensa (che ci viene presentato nel suo pov) non corrispondono per niente. Gli Anubis, che dovrebbero essere il circoletto di mean boys, sono assolutamente interscambiabili sia fisicamente (sono tutti bellissimi, muscolosissimi, tenebrosi) sia a livello caratteriale, riproponendo le solite tre dinamiche tossiche con i loro love interest. Il personaggio migliore è secondo me Ginger, che si distingue un pochino dagli altri e presenta un paio di situazioni abbastanza ben gestite. L'autrice poi si incastra in delle situazioni facilmente risolvibili, ma quello lo attribuisco alla mancanza d'esperienza (un altro caso dove un bravo editor sarebbe dovuto intervenire). Poco mi interessa del fatto che le giovani lettrici amino il romance, ma mi dispiace che si debbano rapportare con testi di scarsa qualità come questi.
dnf al 30% questo bene o male riassume la cifra stilistica del romanzo
parto col dire che fino a dove ho letto, e temo non possa che peggiorare andando avanti, i contenuti di questo romanzo sono terreno fertile per un'analisi di stampo orientalista che avrebbe fatto impazzire Said (tra l'altro mi sono sentito in dovere di ricominciare quel libro). siamo nel mezzo del deserto egiziano e non solo non c'è una persona egiziana, nordafricana e/o araba, mettere in mano delle divinità dell'antico Egitto ad una pletora di mozzarelle è vergognoso: colonialist mindset at its peak, perché non ha alcun senso che tutti i personaggi siano occidentali bianchi, ZERO diversità. questa visione orientalista è esacerbata da una concezione dell'Egitto prefabbricata e semplicistica.
traumi e temi seri (autolesionismo, stupro, dipendenza dalla droga, bullismo, ecc.) non vengono approfonditi seriamente: sono usati come mera caratterizzazione dei personaggi che altrimenti risultano tutti uguali e piatti; un paio di voci si distinguono dal coro, ma mio dio quanto non potevo comunque soffrirle.
altro dubbio che mi sorge spontaneo è come sia possibile che questo sia un collegio/manicomio di massima sicurezza e invece succede la qualunque: scopate, droga, fughe, LA GITA IN CROCIERA. make it make sense, ovviamente il contrabbando e il mancato rispetto delle regole ci sono ovunque, ma in questo caso succede troppo spesso e senza conseguenze per essere coerente con il controllo stringente da cui i personaggi sono stati messi in guardia e sottoposti.
lungi da me difendere un uomo cis, soprattutto se quell'uomo è Ra, ma l'autrice si spreca con la bifobia quando parla di lui. nel 2026 sentir dire "un orifizio vale l'altro, che sia maschio o femmina" parlando di una persona bisessuale è francamente raccapricciante, seguito poi dalla caratterizzazione stereotipata della persona bisessuale necessariamente promiscua. ma non è finita qua perché nella relazione Cody x Ra (a parer mio messa un po' come quota gay da feticizzare) io ci ho visto anche dell'omofobia, sottile ma c'era, che sia stata scritta consciamente o no non importa: Cody è sfigato, quasi intagliato su un'idea stereotipata e sbagliata delle persone autistiche, si piscia addosso, goffo, senza volontà propria ecc., quindi verosimilmente qualcuno di non desiderabile, mentre Ra è il bono di turno con la personalità frizzante e provocante. il personaggio desiderabile e attraente è volutamente di una sessualità che secondo l'autrice è più adiacente all'eterosessualità (comunque sbagliato perché le persone bi non sono 50/50 né altre cazzate simili ma 100% queer), mentre quello gay, una monosessualità che non comprende le donne, è il personaggio che non si fila nessuno e su cui e lettrici non sbavano, anzi probabilmente in tante lo disdegnano. e sì, everything is that deep in the grand scheme of things.
tornando a Cody, è irreale che parli e si comporti così, eppure questa sua caratterizzazione viene esasperata all'inverosimile.
poi, gli enemies to lovers non funzionano, Seth è un bullo con manie di potere che però non solo è attratto da Astrid (non so se la scelta del suo nome fosse intenzionale ai fini della trama visto il significato ma è un dettaglio che mi è piaciuto), ma corre in suo soccorso e alterna atteggiamenti da tenerone e atteggiamenti da abuser da pagina 2.
in generale, il concetto degli Anubis mi fa venir voglia di bestemmiare: una calca di saltafòs, come li chiameremmo nelle mie zone, nient'altro che trogloditi affetti da seria megalomania. io non so quanti anni abbiano loro, o francamente qualsiasi altro personaggio, ma si comportano tutti come dei tardo adolescenti.
passando alla parte tecnica, non voglio nemmeno soffermarmi troppo sullo stile di scrittura o sulla narrazione; trovo assurdo cambiare pov nel mezzo del capitolo e questo denota un'incapacità nel riuscire a fare dei resoconti esaustivi degli avvenimenti a meno che il narratore non li stia vivendo in prima persona. non sappiamo niente sull'ambientazione perché gli spazi non sono descritti, se non che tutto nel collegio richiama l'antico Egitto e gli ambienti sono in penombra (ogni volta che i personaggi giravano nei corridoi me li immaginavo come Caseoh mentre gioca ad Amenti). questo libro necessitava di un massiccio lavoro di editing, però purtroppo pare che tutti gli editor italiani negli ultimi anni si siano suicidati, dato che mi ritrovo a fare la stessa critica su tutti i libri ex wattpad/kindle e simili che leggo.
sicuramente ho dimenticato di commentare qualcosa, ma onestamente non importa, sono le 23:41 e mi merito di dormire. tuttavia posso dire che 1. l* graphic designer ha cucinato con quella copertina, 2. ho fiducia in lizzy snow white, c'è qualcosa che mi dice che, se allenerà a dovere la scrittura (e abbandonerà certi pregiudizi obsoleti e offensivi), in futuro sfornerà dei libri di buona qualità.
Sembra che siano state scelte appositamente le tropes più rinomate PRIMA di iniziare a scrivere il libro, solo con l’obiettivo di raggiungere più pubblico possibile. Senza contare lo spicy cringe per condire il tutto. La trama è stata costruita a partire dalle caratteristiche che questo libro avrebbe dovuto avere per diventare famoso, non è stata creata per avere un senso compiuto. Si vede che forse non rientro nel target di riferimento, ma ammetto che nemmeno con qualche anno in meno l’avrei apprezzata. Inoltre, ci sono tantissimi personaggi che non possiedono una voce distinta gli uni dagli altri, risultando piatti e poco interessanti. Avevo grandi aspettative vista l’enorme sponsorizzazione che è stata fatta per questo libro rispetto a tutte le altre nuove uscite della casa… peccato.
ho così tante cose da dire su questo libro che non saprei nemmeno da dove iniziare quindi farò una lista: 1. la trama aveva tanto potenziale peccato per come sia stata sviluppata, ci sono tanti errori anche banalissimi di scrittura, tante contraddizioni (es: prima sono tutti in una stanza poi magicamente sono divisi, prima sono tutti insieme poi improvvisamente manca qualcuno…), vicende iniziate e mai finite di raccontare o concluse frettolosamente, tante cose buttate lì a caso solo per riempire la trama sopratutto pezzi di storia egizia lunghissimi dal nulla.
2. la “storia” tra Seth e Astrid (protagonisti ricordiamolo) è la peggiore tra tutte, non hanno costruito alcun tipo di rapporto eppure si dicono cose romantiche come se stessero insieme da anni, alternando momenti di “oddio è insopportabile” a “non vedo l’ora di vederl*”. non hanno costruito niente di solido.
3. Astrid è uno dei personaggi più odiosi mai incontrati in tutti i libri che ho letto, e la scusa del “il mondo mi ha voltato le spalle mi devo difendere trattando male gli altri” non regge per niente, sei solo snob e antipatica.
4. nel libro ci sono tematiche importanti e delicate trattate con troppa superficialità e leggerezza.
5. dicono che sia un collegio di massima sicurezza sorvegliato giorno e notte da guardie armate ecc peró poi nessuno si è accorto quando 8 persone sono scappate per ore.
6. troppi dettagli uguali alla saga di Game of Gods (non si può negare, chi lo fa non ha letto la saga di GoG) dalla cicatrice di Seth sulla faccia (mai spiegata), ad Astrid che vuole scoprire a tutti i costi cosa tramano gli Anubis, gli Anubis stessi cioè “il gruppo più temuto del collegio”, l’ improvvisa amicizia nata tra Ra e Astrid nella stessa dinamica di Haven con Ares in GoT…..
7. ultimo punto: dialoghi davvero troppo cringe e scritti in modo infantile, sarà che a livello di età non sono più il target per libri scritti così ma come ho detto prima poteva essere sviluppato molto molto meglio dato che aveva una buona base, peccato.
(punto bonus: la scena di Seth e Astrid appesi ad una sola corda in un elicottero che volava sul nilo sfida le leggi della fisica sotto ogni punto di vista complimenti)
(chi mette 4/5 stelle questo libro ha palesemente letto un libro diverso dal mio o ha 14 anni sennò non si spiega)
L’idea del mito egizio e della profezia erano interessanti, peccato che tutto sia narrato in modo superficiale (se non nullo) e molto altalenante. I personaggi non sono nemmeno descritti (molti di loro non si sa da dove arrivino). Lo spicy è messo alla fine praticamente giusto per riempire la casella dei trope. Troppi riferimenti pop italiani veramente cringe (Rosita della pubblicità del Mulino Bianco!). Spero l’autrice e l’editor recuperino un minimo nel secondo volume. Ottima operazione di marketing ma non so quanto durerà sugli scaffali delle librerie. Ps: sto misticismo lo categorizziamo come fantasy o lasciamo la definizione di romance?!?
Nayeli -per RFS . Premessa: nonostante un tempo di lettura di oltre 13 ore, si tratta di un romanzo non autoconclusivo.
Come già rilevato purtroppo in altre occasioni, capita che i romanzi pubblicati in precedenza su Wattpad siano strutturati in modo meno efficiente, con un ritmo di lettura lento, volto a catturare i lettori sul lungo periodo, concedendo pillole di storia un po’ alla volta, anche senza che siano necessarie al suo avanzamento. Non aspettatevi di essere spinti a voltare avidamente le pagine attratti da un angst e da sviluppi incalzanti.
Non si sceglie di essere tristi. Non si sceglie di provare ansia, di sentirsi sbagliati o infelici. Non è qualcosa che si accende o si spegne con la forza di volontà. Eppure, ci sono persone che ti fanno sentire colpevole anche per questo. Come se il dolore fosse una debolezza. Una colpa. La mia stessa famiglia lo pensava. Dicevano che esageravo, che cercavo attenzioni. Che se ero triste, era perché non mi impegnavo abbastanza per essere felice. Che se ero sola, era perché ero strana, e alle persone non piacevo.
Come fai a spiegare agli altri che non è colpa tua? Non è che non vuoi provare gioia. È che non ci riesci.
Lo stile narrativo si attarda minuto per minuto ed è molto introspettivo. Pieno di pensieri anche inutili nella testa dei personaggi, che rallentano la lettura e divagano. Per di più, il racconto è narrato sotto una moltitudine di punti di vista, perfino di personaggi secondari (in totale più di una decina), distogliendo il focus dalla direzione della trama e deviando spesso verso bisticci adolescenziali, tira e molla, struggimenti amorosi, che nulla hanno a che fare con la trama suspense misteriosa (che si mantiene pressoché nebulosa) e con l’ambientazione così particolare. Le vicende sono infatti collocate in una scuola/prigione in cui sono tenuti contro la loro volontà dei ragazzi ricchi problematici. Stranamente, ci troviamo in Egitto, e vi sono riferimenti continui a divinità antiche e profezie, anche se non capiremo mai il perché.
Viste le premesse, mi aspettavo di addentrarmi in un bully romance, un dark romance, o forse un new adult/high school, tuttavia nessuna di queste categorie è stata centrata: un gruppo di quattro bulli, gli Anubis, ha comportamenti altalenanti tra di amore/odio nei confronti delle quattro ragazze che li attraggono; i carcerieri effettuano esperimenti sui ragazzi, ma lo vediamo in una piccola scena che non ha reale peso nel grande schema delle cose; e per quanto è vero che ci troviamo in una scuola, con tanto di festini alcolici e gite d’istruzione, la trama è anche saldamente intrecciata con un mistero da svelare ed esperienze avventurose.
Ma poi lo vedo inclinarsi verso di me, scostarmi una ciocca di capelli. «Questa è la parte in cui tu smetti di fare finta di niente, smetti di fare la regina di ghiaccio», mi sussurra, «e io smetto di fingere che non ti voglia da impazzire». Mi sento mancare l’aria. Mi ritrovo con il petto quasi incollato al suo, i respiri che si intrecciano, la musica che batte nelle tempie. Perché si sta comportando così adesso? Per carità, io non riesco a staccarmi perché sono odiosamente attratta dal suo corpo, ma lui… e io che pensavo mi odiasse.
La narrazione così tanto introspettiva, ridondante e dispersiva purtroppo non riesce a essere efficace nel produrre emozioni e nel delineare caratterizzazioni, che emergono con un po’ di tridimensionalità solo nei capitoli finali. Le personalità dei personaggi risultano quindi un po’ schiacciate. Si cerca di dare loro una problematica importante (autolesionismo, abbuffate, paura dell’abbandono, aggressività come autodifesa, etc), ma spiegare non significa farcela percepire. La protagonista, Astrid, sembra bipolare, arrogante, non risolutiva né acuta: ne risulta una ragazza estremamente antipatica, tanto da farci apprezzare i momenti in cui subisce delle ripercussioni. Non è curiosa di approfondire il mistero in cui si trova, non è intenzionata a conoscere gli altri personaggi, rifiuta le regole, l’amicizia, le spiegazioni, e questo fa indisporre anche il lettore, che vorrebbe invece capire di più di quello che sta succedendo.
L’unico ragazzo con un po’ di umanità, che traspare dai gesti gentili nonostante la sua fisicità sia stata pensata e descritta come mostruosa, è Seth, il ragazzo che dovrebbe essere il “bad boy”. Un leader carismatico che ha a che fare con un branco di indisciplinati e problematici.
Il livello di logica e coerenza interna è messo a dura prova più volte. Ci sono messaggi su pizzini quando il personaggio è dotato di cellulare. L’ambientazione stessa, a metà tra una scuola e una prigione, è ambigua, data la quantità di oggetti che non dovrebbero essere presenti. La struttura è piena di telecamere che evidentemente nessuno guarda, dato che i ragazzi si muovono liberamente dentro e fuori, trafugando snack, alcolici e perfino armi. Senza motivo utile agli sviluppi narrativi perfino il fatto che la scuola/prigione organizzi una gita sul Nilo; e potrei andare avanti ancora.
«Chiedimelo e resterò. Qualsiasi cosa ci sia sotto quelle piramidi, qualsiasi pericolo, io posso aiutarti. Non devi affrontarlo da solo. Qualsiasi cosa ci sia in collegio che ti obbliga a restare, io…». Seth mi dà un bacio casto sulla fronte, e per qualche ragione so già che non è un buon segno. Mi afferra le guance tra le mani e mi guarda dritto negli occhi. «Vuoi vivere?», mi sussurra contro le labbra. «Perché io voglio che tu viva. Più di qualsiasi altra cosa. E proprio per questo non posso chiederti di restare, Astrid. Né ora, né mai».
Nonostante notevoli quantità di infodump, la trama misteriosa rimane incomprensibile senza aiutarci con indizi che si incastrino lungo la strada. Questo ci lascia con un sapore amaro in bocca, dato che non riusciamo a capire cosa spinge i personaggi ad andare o restare, perché sono così preoccupati di cercare quello che cercano, o di coinvolgere le persone che amano. Tutte le domande iniziali rimangono aperte fino alla fine: incomprensibile il motivo per cui ci troviamo in Egitto e non nel paese d’origine degli studenti miliardari. Non è chiaro chi ha mandato questi ragazzi nella scuola/prigione (specie quelli rimasti senza famiglia) e per quale finalità. Perché i professori hanno selezionato una parte di loro per fare dell’ipotetico “lavoro sporco”? E infine: se è così facile uscire, perché semplicemente non scappano?
Quando ordini GoG da shein (SCHERZO ma ho trovato varie similitudini). La trama è interessante e ti coinvolge sin dall’inizio, ma la storia si perde, purtroppo, a metà. Tra le varie cause sicuramente la parte “romance” (tra virgolette perchè non si può parlare neanche d’amore ma di possesso, per tutte le coppie), si perde completamente il focus sulla storia principale
ma cosa vuoi commentare che da commentare non c’è nulla? nè la trama (che non esiste) nè i personaggi (che sono involucri vuoti senza un minimo di caratterizzazione, non ho ancora ben chiaro chi sia il più decente… forse nessuno? chissà)
una scopiazzata brutale (e fatta male) di quel capolavoro che è Game of gods.
Obbiettivamente la trama di questo libro non era deludente, era quel solito libro che credevi che ti avesse preso subito e così è stato, ma poi durante la scrittura qualcosa non è iniziato a tornare. È difficile comprendere cosa sia andato storto, perché c’erano buchi di trama e un linguaggio bambinesco a come si suol dire coprire il vero problema del libro (elemento che si sarebbe potuto sistemare con un buon editing). Il libro è carico di personaggi piatti, con gli stessi comportamenti, che però sono giustificati dalla loro malattia mentale (elemento che non viene specificato, motivo per cui giochi all’indovina il disturbo mentale) Gli unici personaggi che mi sono piaciuti molto sono Ra e Ginger, privi del “personaggio piatto” e con un carattere loro. Mi dispiace inoltre per le scene spicy, partorite come le solite scenette ultra volgari con i maschi Alpha del libro che sembra che maltrattino e rubino la verginità alle protagoniste con totale maleducazione. Sarebbe stato un libro bello, se molte molte tematiche fossero state levigate meglio
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Mi è piaciuto un saccooo! La storia sotto è stata molto intrigante e sono sempre più curiosa di vedere come andrà a finire. Mi ha tenuta incollata alle pagine e i protagonisti mi sono piaciuti tutti a modo loro (Ra è un mito okay? Magda pure) L'unica cosa che mi ha lasciata un po così è stata l'evoluzione della parte romance tra seth e astrid in cui non ho percepito bene il passare dall'odio all'amore MA vabbe perché poi come la tratta l'ho amato tantissimo, come le racconta del suo passato pure
L’idea di partenza non è male, devo essere sincera; ci fermiamo però all’idea. Il libro sembra non svilupparsi, siamo di fronte a un susseguirsi di pagine ( scritte anche bene) che non portano a nulla. A parte la risposta a “chi?”, il “quando?”, “come?” E “perché?” Rimangono senza una spiegazione. Aleggia per tutto il libro una trama che in realtà non esiste. 500 pagine in cui le fila non sono state tirate. Peccato
Mamma mia questo libro 😍 ti tiene incollata dalla prima pagina, mi ha fatta uscire dal blocco, una bellissima scoperta, adesso speriamo che il secondo esca in fretta perché ho bisogno di sapere di più
ho iniziato questo volume con le aspettative molto basse eppure è riuscito a deludermi lo stesso. la trama poteva avere del potenziale (anche se mi sembra una brutta copia di Red della trilogia delle gemme), ma purtroppo le poche informazioni che ci vengono date sono confusionarie e inconcludenti (si, ci deve essere almeno un seguito di questa storia ma mi aspettavo di saperne un pochino di più alla fine di questo libro). Nonostante ciò i tasti dolenti sono due: i personaggi e la scrittura. I personaggi infatti sono proprio scritti male. Ci sono davvero tanti POV non diversificati in base al personaggio che viene seguito. Il loro modo di pensare e di agire è sempre uguale (per dire, una volta non mi sono accorta del cambio POV e per una pagina intera pensavo che a narrare fosse Astrid, invece era Seth e non me ne sono manco accorta). Non ho ancora capito in base a quali scelte l’autrice abbia deciso di narrarci determinate scene dal punto di vista di un personaggio a discapito di un altro oppure perchè, a sto punto, non metterne proprio di alcuni che sono alla fin fine importanti nella storia. La protagonista penso sia i personaggio più odioso che abbia mai letto. Non capisco se questa vuole essere una scelta pensata da parte dell’autrice o invece le è solo uscita male. Forse entrambe le cose. Sicuramente dietro c’è il pensiero di rendere Astrid stronza per un meccanismo di autodifesa ma spesso e volentieri risulta stronza e insensibile senza un motivo. Senza contare che questi tipi di comportamenti vengono adottati a causa di traumi passati, ma lei non ricorda per almeno metà della storia di averne avuti (pensa anzi di aver avuto una vita quasi perfetta), quindi ha davvero senso che questi meccanismi si attivino lo stesso? Le dinamiche tra Seth e Astrid non hanno poi il minimo senso. Praticamente manco si conoscono e si dicono innamorati l’uno dell’altro. In una scena poi lui la descrive come una persona che non ha mai dimostrato di essere e facendo un’analisi dei suoi comportamenti come se conoscesse il suo passato, quando, da quel che sappiamo, non sa nulla di lei (del resto pure lei stessa ricorda poco). Lo stile di scrittura purtroppo è pessimo. Ci sono errori grammaticali che con una revisione spero si sarebbero potuti evitare (tipo sbagliare il singolare e il plurale dei verbi o le innumerevoli virgole messe a caso nelle frasi). Il tono poi è estremamente colloquiale, che di per se non avrebbe nulla di male, se non fosse che ho percepito leggendolo che l’autrice ha provato a scrivere le frasi esattamente come le uscirebbero se raccontasse a voce la storia. Per questo molti dialoghi e soprattutto le scene spicy risultano cringe.
Lascio 2 stelle solo perché la mitologia Egizia e l'Egitto di per sé mi hanno sempre affascinata e non è facile trovare libri di questo genere che trattano le tematiche sopracitate. Ma Gesù mio, Astrid peggior protagonista femminile della storia di qualsiasi romance/dark romance o come vogliamo chiamarlo, nonostante tutto non riesce mai a riprendersi e a comportarsi da persona civile. Posso capire che si parla di una gabbia di matti(completamente senza senso la trama, aggiungerei), ma una volta finito questo libro ti chiedi se forse anche tu meriti di essere internata per riprenderti. È, per usare termini giovanili, cringe allo stato pure. Quasi ogni scena mi ha lasciato un senso di disagio e di confusione. Ci sono momenti di scrittura assolutamente sbagliata, errori, battute imbarazzanti che non facevano ridere nemmeno nel 2010, alternate a battute moderne ancora peggiori. Il background dei vari personaggi è praticamente inesistente e non approfondito, il che non ti fa legare con nessuno in particolare. Forse Seth è l'unico che si salva anche se è lo stesso personaggio trito e ritrito, ormai. Ma non viene spiegato nulla, l'età dei personaggi a quanto pare varia dato che Astrid dice poco più che adolescenti, Thot che ha studiato 3 anni medicina.. non è particolarmente interessante sapere l'età precisa come odio le dettagliate descrizioni fisiche di un personaggio ma a volte sono quei dettagli che ti ci portano più vicino a immaginartelo. Per gli ultimi capitoli ho durato proprio fatica a finirlo, non amo abbandonare una lettura ma questo mi ha veramente tentato.
Mi aspettavo qualcosa di decisamente diverso, sicuramente dal tono più serio e dark academia rispetto a questa specie di Beverly Hills 90210 ambientato in Egitto (che se non fosse per tutti i pipponi sulla mitologia che i protagonisti partono a sciorinare a caso poteva tranquillamente essere ambientato al Circeo, per dire). Per di più mi disturba alquanto non riuscire a dire se sia fantasy o meno.
C'è un cast corale estremamente popolato che offre tutta una serie di diverse dinamiche romance e tematiche forti, dalla tossicodipendenza alla bulimia, con contorni di bullismo, gravidanze eccetera eccetera.
Personalmente, se la coppia principale (Astrid e Seth) mi ha fatto accapponare la pelle più spesso di quanto avrei voluto, mi sono ritrovata a interessarmi ad altre due coppie, ovvero Ra e Cody, l'immancabile quota LGBT del libro, che presentano un'interessante dinamica gay-bi in cui il bi (Ra) cerca di dominare emotivamente il partner facendo il malessere. Adoro. Stessa cosa si può dire per Emily e Alexander, in cui Emily (la sopracitata tossica) ha una cotta a senso unico per Ra (che giustamente è troppo preso da Cody per filarsela) e non si accorge che è il fratello di Ra, Alexander, quello davvero interessato a lei. Un trip.
Per il resto la trama fa acqua abbastanza da tutte le parti, vorrei sinceramente capire se i membri della loggia sono mitomani oppure se esiste davvero la magia (cosa che in effetti sembrerebbe proprio leggendo l'ultimo capitolo). Poi vorrei spendere due parole per il finale con cliffhanger perché mi pare chiaro che l'intento sia accalappiare l'interesse dei lettori mettendo beceramente in pericolo due personaggi principali. Per me è stato un no.
Quasi quasi vorrei parlare di Nicholas e Seth e della barzelletta "siamo italiani" ma qui mi taccio, basta.
Giusto a mia sorella poteva piacere tanto sto calderone di mitologia casuale e teen-drama, davvero.
Avevo alte aspettative su questo libro: le ha deluse tutte, o quasi. L’unica cosa che si salva — e che mi ha portato a dare tre stelline — è l’ambientazione, ossia l’Egitto e la mitologia egizia. Il libro ha molti personaggi, ma quasi nessuno viene descritto in modo completo: ci vengono fornite poche informazioni su di loro e, considerando che i protagonisti si trovano in un collegio dove è importante, quasi fondamentale, sapere perché siano stati rinchiusi lì dentro, non conoscere nulla o quasi del loro passato è una grande pecca. Alcuni personaggi, poi, si perdono andando avanti con la storia: ad esempio, che fine ha fatto Emily? Boh! Un’altra cosa che non mi è piaciuta affatto è il modo in cui vengono trattati con estrema sufficienza molti argomenti delicati, come la dipendenza da droghe, l’uso del sesso per ottenere qualcosa, la gravidanza e tante altre tematiche. E poi, ciliegina sulla torta, Astrid, la protagonista: io proprio non la reggo! È capricciosa, arrogante, egoista e maleducata. Tratta tutti male, credendosi la migliore e, alla fine, è la causa del dramma con cui si conclude questo primo libro. So che su Wattpad esiste una seconda parte, ma non amo leggere le storie su quella piattaforma, quindi aspetterò l’uscita del libro almeno in formato digitale perché, se questo secondo capitolo sarà come il primo, non è un libro che comprerò.
Da sempre sono appassionata dell'antico Egitto, e leggere Wrecked mi ha entusiasmata moltissimo perché il libro racconta di un misterioso e oscuro collegio situato nel cuore del deserto, ma anche e soprattutto di divinità egizie, rituali e particolari geroglifici, che hanno fatto galoppare la mia già fervida fantasia.
Un libro che esce da Wattpad, e chi mi conosce sa quanto io ami dar voce agli autori che riescono a pubblicare.
L'autrice mixa perfettamente mito e realtà, che si fondono in una costruzione solida ricca di dettagli ed elementi, dando origine ad una trama corposa, non solo per gli avvenimenti adrenalinici e misteriosi che avvengono tra i corridoi, e le fragilità dei ragazzi "ospiti" del collegio, ma per i riferimenti ai tarocchi e alle divinità egizie. Che ho adorato.
Necessito del sequel perché questo termina con un potente cliffangher.
L’unica cosa di cui mi dispiaccio è che sia nato come una storia wattpad, perché sarebbe potuto essere veramente un grande libro. La trama c’è, è lo storytelling che fa storcere un po’ il naso. Ci sono evidenti buchi di trama, il più grande di tutti è su come fanno i personaggi ad agire liberamente se il collegio viene descritto praticamente come un carcere. Do due stelle perché riconosco che la trama di base è interessante, così come i personaggi.
un altro libro da 10⭐ ma che gli vogliamo dire a Lizzy c'è un capolavoro, finalmente un libro che sì è fatto leggere in 3 notti non riuscivo a smettere.... e giustamente un finale che ti lascia il cuore in gola😬 non vedo l'ora del secondo, anche se si può leggere su wp.... ma noo aspetto il cartaceo sperando che non si faccia attendere troppo!!!!
Buddy reading. Buchi di trama una pagina sì e l'altra pure, rappresentazioni stereotipate e prosa discutibile. A parte questo, PEAK ENTERTAINMENT. Tutto si può dire tranne che sia noioso