Paolo era un ragazzo con la testa sulle spalle e le idee chiare su ciò che voleva diventare. Amava il pugilato e la cucina. Sognava di fare il cuoco, di costruirsi una vita concreta, lontana dagli eccessi. Dopo il diploma, durante una breve vacanza nel paese d’origine dei suoi genitori, incontrò Elisa. Era giovane, brillante, magnetica. Paolo ne rimase colpito subito, ma non era il tipo che si lasciava trascinare dall’istinto. “È troppo piccola”, disse all’amico Ernesto tornando a Torino. E poi c’era la Elisa viveva a Napoli, una città che in quegli anni occupava spesso le prime pagine dei giornali per faide di camorra, violenza, morti senza nome. Paolo iniziò a seguire quelle notizie con un’attenzione quasi ossessiva. Da Torino tutto gli sembrava irreale, lontano, come se appartenesse a un altro mondo. Passarono anni e iniziarono una relazione a distanza. Ma ben presto divenne chiaro che la lontananza geografica non era l’unico ostacolo. C’era qualcosa di più profondo, più subdolo. Un male che non conosce confini, che non ha un volto preciso, che non è mai completamente bianco o nero. Un male che si insinua nelle persone, nelle città, nei legami. Paolo ed Elisa dovranno imparare a riconoscerlo, prima che li divori. Saranno capaci di affrontarlo senza perdere se stessi?
BookLover oggi vi parlo di una storia ambientata tra Torino e Napoli, due città che sembrano così diverse per clima, mentalità e calore umano, ma che l’autore riesce a unire attraverso un tema profondo e attuale: il male non ha una sola faccia e non appartiene a un solo luogo.
Con una scrittura semplice, scorrevole e capace di arrivare dritta al cuore, conosciamo Paolo, un ragazzo con la testa sulle spalle, appassionato di boxe e cucina, che sogna di diventare cuoco. Durante un viaggio nella terra d’origine dei suoi genitori incontra Elisa e, nonostante l’età, la distanza e le sue paure, tra i due nasce un sentimento destinato a crescere nel tempo.
Ho apprezzato particolarmente il percorso dei protagonisti. Paolo ed Elisa maturano pagina dopo pagina, affrontando una relazione a distanza, nuove responsabilità e una realtà che si rivelerà molto più complessa di quanto immaginassero.
Uno degli aspetti che mi ha fatto riflettere maggiormente è il modo in cui viene raccontata la criminalità. Paolo guarda Napoli con timore, influenzato dalle notizie e dai fatti di cronaca, ma scoprirà presto che certi mali non appartengono esclusivamente a una città. Anche Torino, più silenziosamente, nasconde le proprie ombre.
È una storia che parla d’amore, di crescita, di sogni e di scelte difficili, ma soprattutto di quel male subdolo che si insinua nelle vite delle persone e rischia di distruggere tutto ciò che incontra.
E poi c’è il finale.
Un finale che non mi aspettavo, che mi ha sorpresa e che, lo ammetto, mi ha anche commossa. È uno di quei finali che ti restano dentro e ti fanno ripensare alla storia anche dopo aver chiuso il libro.
⭐ Una lettura intensa e coinvolgente, che emoziona e invita a guardare oltre i pregiudizi, ricordandoci che il bene e il male non hanno confini geografici.
”Il Siberiano” è il romanzo d’esordio di Andrea Serrapede. Si apre con un prologo ambientato in un’aula universitaria in cui l’io narrante sta per iniziare la sua lezione sulla Costituzione, ma decide di raccontare ai suoi studenti una storia vera, per mostrare loro come imparare a confrontarsi con il male.
L’autore lascia quindi la parola a Paolo - detto il Siberiano per la sua freddezza sul ring - e Elisa. Paolo vive a Torino, ama la boxe (il testo è ricco di potenti riferimenti al pugilato, distribuiti ad arte) e la cucina. Elisa vive a Napoli, una città tristemente famosa per fatti di criminalità organizzata e cronaca nera. I due si incontrano durante una vacanza e scocca la scintilla, ma la storia decolla solo anni dopo, quando Elisa si trasferisce a Torino, un lungo più sicuro di Napoli, dove entrambi trovano nuove opportunità. Ma il Nord è davvero così? Oppure il male non ha accento e si muove solo dove ci sono soldi e potere?
Serrapede regala al lettore un #romanzocontemporaneo breve e dalla trama avvincente, in cui il confine fra il bene e il male diventa sempre più labile, fino alle estreme conseguenze di un crudele compromesso morale. Un ritratto realistico di due personaggi provenienti da mondi solo apparentemente lontani, che si costruisce su dialoghi serrati e convincenti.
Una lettura adatta a un pubblico di ogni età, perché sia i giovani che i lettori “diversamente giovani” come la sottoscritta troveranno tematiche con cui confrontarsi ed empatizzare.