La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce. Così, quando la domenica all’alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all’orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l’intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati. In un’indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una i ragazzi che muoiono.
Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.
Il suo collo è legato con un filo d'acciaio al perno dell'orologio, ingranaggio tanto robusto da poter sostenere il peso, per quanto lieve, del suo corpo. «Sappiamo come si chiama, quanti anni ha?» chiede Buonvino a Gozzi. È il medico a rispondere: «No, commissario. Io mi sono limitato a constatare la morte; non ho toccato nulla, conosco le regole. D'altra parte basta guardarla, povera ragazza.»
5 ⭐️ Una nuova indagine per il commissario Buonvino. Trova una ragazza giovanissima, di appena diciassette anni impiccata all’orologio ad acqua del Pincio. Il commissario cercherà il colpevole di Ludovica, come se fosse stata sua figlia. Gli adolescenti non li conosce, sono per lui un pianeta lontano ma nello stesso tempo prova un gran senso di colpa per non aver avuto figli. In questo nuovo libro di Veltroni, si parla di Millenials, di Boomer, di social e di ragazzi ma anche dei grandi che utilizzano Internet, cercando persone sui siti di incontri. Quello che posso dire è che il finale è davvero sconcertante. Comunque sia un ottimo libro, uno dei migliori della serie che scrive Walter. Complimenti!
Ritengo che in un certo qual modo, Veltroni voglia fare le veci di Camilleri con il suo "Commissario Montalbano", ovviamente non riesce a pieno a raggiungere il livello del grande scrittore siciliano. In ogni caso, questo libro mi è piaciuto di più di quello del "Buonvino e il caso del bambino scomparso". Lo scrittore tenta di mostrare le fragilità in cui si trova la nostra società in particolare: la mancanza di una famiglia presente, di adulti senza valori e giovani allo sbando.