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Giovanni Buonvino #6
Buonvino e l'omicidio dei ragazzi
La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d’aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce. Così, quando la domenica all’alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all’orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l’intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati. In un’indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una i ragazzi che muoiono.
208 pages, ebook
Published January 27, 2026
About the author
Walter Veltroni
90 books31 followersWalter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.
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Community Reviews
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
February 5, 2026
Il suo collo è legato con un filo d'acciaio al perno dell'orologio, ingranaggio tanto robusto da poter sostenere il peso, per quanto lieve, del suo corpo.
«Sappiamo come si chiama, quanti anni ha?»
chiede Buonvino a Gozzi.
È il medico a rispondere: «No, commissario.
Io mi sono limitato a constatare la morte; non ho toccato nulla, conosco le regole. D'altra parte basta guardarla, povera ragazza.»
5 ⭐️ Una nuova indagine per il commissario Buonvino. Trova una ragazza giovanissima, di appena diciassette anni impiccata all’orologio ad acqua del Pincio.
Il commissario cercherà il colpevole di Ludovica, come se fosse stata sua figlia.
Gli adolescenti non li conosce, sono per lui un pianeta lontano ma nello stesso tempo prova un gran senso di colpa per non aver avuto figli. In questo nuovo libro di Veltroni, si parla di Millenials, di Boomer, di social e di ragazzi ma anche dei grandi che utilizzano Internet, cercando persone sui siti di incontri.
Quello che posso dire è che il finale è davvero sconcertante. Comunque sia un ottimo libro, uno dei migliori della serie che scrive Walter. Complimenti!
«Sappiamo come si chiama, quanti anni ha?»
chiede Buonvino a Gozzi.
È il medico a rispondere: «No, commissario.
Io mi sono limitato a constatare la morte; non ho toccato nulla, conosco le regole. D'altra parte basta guardarla, povera ragazza.»
5 ⭐️ Una nuova indagine per il commissario Buonvino. Trova una ragazza giovanissima, di appena diciassette anni impiccata all’orologio ad acqua del Pincio.
Il commissario cercherà il colpevole di Ludovica, come se fosse stata sua figlia.
Gli adolescenti non li conosce, sono per lui un pianeta lontano ma nello stesso tempo prova un gran senso di colpa per non aver avuto figli. In questo nuovo libro di Veltroni, si parla di Millenials, di Boomer, di social e di ragazzi ma anche dei grandi che utilizzano Internet, cercando persone sui siti di incontri.
Quello che posso dire è che il finale è davvero sconcertante. Comunque sia un ottimo libro, uno dei migliori della serie che scrive Walter. Complimenti!
February 6, 2026
Ritengo che in un certo qual modo, Veltroni voglia fare le veci di Camilleri con il suo "Commissario Montalbano", ovviamente non riesce a pieno a raggiungere il livello del grande scrittore siciliano. In ogni caso, questo libro mi è piaciuto di più di quello del "Buonvino e il caso del bambino scomparso".
Lo scrittore tenta di mostrare le fragilità in cui si trova la nostra società in particolare: la mancanza di una famiglia presente, di adulti senza valori e giovani allo sbando.
Lo scrittore tenta di mostrare le fragilità in cui si trova la nostra società in particolare: la mancanza di una famiglia presente, di adulti senza valori e giovani allo sbando.
September 28, 2026
Avrei dovuto iniziare la serie del Commissario Buonvino dal primo libro, ma ho iniziato invece dal sesto capitolo! Ma tant'è, mi ha convinta a recuperare i precedenti. La prima cosa che mi ha colpito di più dello stile di scrittura è come Veltroni riesca a rendere quasi rassicurante un mondo che dovrebbe essere claustrofobico, cioè la vita del commissario di Villa Borghese che risolve casi di delitti complicati (e spesso efferati).
Conoscevo già Buonvino dalla serie TV Rai, ma il libro è un viaggio molto più profondo nella vita e nella psiche del commissario, con tutte le sue ossessioni e passioni. La macchina da presa fa quello che può, ma non dà mai pieno accesso ai pensieri del personaggio e di chi gli sta intorno. Mi piace molto come la personalità di Buonvino emerga dalle cose che ama fare al di fuori del lavoro e da come reagisce ai fatti della vita, oltre che del caso, e come la descrizione prenda vita in modo dinamico e delicato, in netto contrasto con la brutalità che lo aspetta sulla scena del crimine.
Nel caso specifico di questo sesto libro della serie, la narrazione mi ha tenuta attaccata al libro, che ho finito nel giro di due giorni perché non è il solito thriller incentrato solo sulla risoluzione dell'omicidio, ma c'è sempre un aspetto di analisi della condizione umana, della sua realtà. Ed è proprio questo aspetto che lo distingue dagli altri libri dello stesso genere.
Una cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la voce degli altri personaggi, che somiglia tantissimo a quella di Buonvino, posato e specifico. Sembra che l'autore "presti" la voce di Buonvino a molti altri personaggi, appiattendo un po' il tessuto del romanzo. Peccato, perché con un po' più di unicità la storia sarebbe stata più naturale e autentica.
Un'altra cosa che mi ha fatto pensare (e qui è una mia sensazione, potrei sbagliarmi ma l'ho pensato leggendo) riguarda i passaggi in cui Buonvino ragiona sul non aver avuto figli e se sia il caso di rivedere le sue decisioni. Leggendo quel passaggio, mi è sembrata un'opinione quasi assoluta sul tema, come se non ci fosse davvero una scelta perché "i figli sono il futuro e vale la pena averli", punto. Questa presa di posizione non sembra del personaggio o almeno funzionale alla sua caratterizzazione, sembra proprio dell'autore stesso che si intrufola nel personaggio per dire la sua. E più avanti nel libro Veronica Viganò menziona che di figli non ne aveva avuti, quasi con tono nostalgico invece che fattuale. Mi sembra un discorso polarizzato senza tante possibilità di sfumare il discorso. Magari sto interpretando male, ma la sensazione mi è rimasta.
A parte questo, si tratta di un libro che mi ha convinta a leggere tutta la serie. Le indagini iniziano e finiscono con il libro stesso, tranne il filo conduttore della vita privata di Buonvino e degli altri personaggi del commissariato che si evolve di storia in storia, e questo è un formato che piace a chi come me vuole conoscere una serie a tappe. Consigliato, ma meglio partire dal primo libro, non dal sesto come ho fatto io!
Conoscevo già Buonvino dalla serie TV Rai, ma il libro è un viaggio molto più profondo nella vita e nella psiche del commissario, con tutte le sue ossessioni e passioni. La macchina da presa fa quello che può, ma non dà mai pieno accesso ai pensieri del personaggio e di chi gli sta intorno. Mi piace molto come la personalità di Buonvino emerga dalle cose che ama fare al di fuori del lavoro e da come reagisce ai fatti della vita, oltre che del caso, e come la descrizione prenda vita in modo dinamico e delicato, in netto contrasto con la brutalità che lo aspetta sulla scena del crimine.
Nel caso specifico di questo sesto libro della serie, la narrazione mi ha tenuta attaccata al libro, che ho finito nel giro di due giorni perché non è il solito thriller incentrato solo sulla risoluzione dell'omicidio, ma c'è sempre un aspetto di analisi della condizione umana, della sua realtà. Ed è proprio questo aspetto che lo distingue dagli altri libri dello stesso genere.
Una cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la voce degli altri personaggi, che somiglia tantissimo a quella di Buonvino, posato e specifico. Sembra che l'autore "presti" la voce di Buonvino a molti altri personaggi, appiattendo un po' il tessuto del romanzo. Peccato, perché con un po' più di unicità la storia sarebbe stata più naturale e autentica.
Un'altra cosa che mi ha fatto pensare (e qui è una mia sensazione, potrei sbagliarmi ma l'ho pensato leggendo) riguarda i passaggi in cui Buonvino ragiona sul non aver avuto figli e se sia il caso di rivedere le sue decisioni. Leggendo quel passaggio, mi è sembrata un'opinione quasi assoluta sul tema, come se non ci fosse davvero una scelta perché "i figli sono il futuro e vale la pena averli", punto. Questa presa di posizione non sembra del personaggio o almeno funzionale alla sua caratterizzazione, sembra proprio dell'autore stesso che si intrufola nel personaggio per dire la sua. E più avanti nel libro Veronica Viganò menziona che di figli non ne aveva avuti, quasi con tono nostalgico invece che fattuale. Mi sembra un discorso polarizzato senza tante possibilità di sfumare il discorso. Magari sto interpretando male, ma la sensazione mi è rimasta.
A parte questo, si tratta di un libro che mi ha convinta a leggere tutta la serie. Le indagini iniziano e finiscono con il libro stesso, tranne il filo conduttore della vita privata di Buonvino e degli altri personaggi del commissariato che si evolve di storia in storia, e questo è un formato che piace a chi come me vuole conoscere una serie a tappe. Consigliato, ma meglio partire dal primo libro, non dal sesto come ho fatto io!
March 11, 2026
Una diciassettenne viene trovata uccisa all'alba sul Pincio, vicino all'orologio ad acqua, con una complicata serie di cavi che l'hanno soffocata. Una tortura terribile, se non fosse che la ragazza era stata imbottita di tranquillanti. Buonvino e i suoi indagano tra le sue frequentazioni: famiglia, compagni di scuola, vari gruppi di amici, per scoprire una storia abbastanza sgradevole. Mi diverto molto a leggere questi gialli: scorrono piacevolmente; non è che siano privi di pecche, però li leggo per distrarmi, non cerco certo alta letteratura, quindi soddisfano pienamente lo scopo.
Ah, il titolo non l'ho capito!
Ah, il titolo non l'ho capito!
April 4, 2026
Ho iniziato dalla fine di questa serie del Commissario Buonvino e devo dire che sono molto soddisfatta. La trama prende, la scrittura e' semplice, molto bello!!! Dovro' andare a leggere i precedenti.
April 18, 2026
Voto complessivo:⭐
Trama:👍🏻👍🏻👍🏻👍🏻
Personaggi: 🧑🏻🧑🏻🧑🏻🧑🏻🧑🏻
Page turner:📖📖📖📖📖
Suspence: 😱😱😱
Plot twist:💡💡💡💡
Trama:👍🏻👍🏻👍🏻👍🏻
Personaggi: 🧑🏻🧑🏻🧑🏻🧑🏻🧑🏻
Page turner:📖📖📖📖📖
Suspence: 😱😱😱
Plot twist:💡💡💡💡
June 19, 2026
Una lettura leggera che scorre facilmente
July 14, 2026
Deludente, trama poco articolata e scontata. Finale immaginabile sin dalle prime pagine.
March 7, 2026
il colpo di scena ovvio.
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