Cosa resta di una famiglia quando il tempo smette di andare avanti?
Quando Andrea entra in coma, la vita di Barbara e dei loro tre figli non si interrompe di colpo. Cambia forma. Le giornate continuano a scorrere, ma secondo un ritmo diverso, fatto di attese, gesti ripetuti, silenzi che diventano spazio da abitare.
Barbara prova a tenere insieme il lavoro, la casa, l’ospedale, i figli. Giulia cresce troppo in fretta, imparando a controllare ciò che nessuno riesce più a governare. Leo diventa il punto di equilibrio invisibile. Gabriel trova nella musica un linguaggio che non chiede spiegazioni. E Andrea, fermo nel suo corpo, continua a percepire, a restare presente in un modo che nessuno avrebbe saputo immaginare.
Quando il tempo si ferma è un romanzo intimo e profondo sull’attesa, sulla cura e sulle trasformazioni silenziose che cambiano una famiglia per sempre. Non è una storia di guarigione rapida né di risposte definitive. È una storia di presenza, di adattamento, di legami che resistono anche quando tutto sembra sospeso.
Un romanzo per chi ama le storie che non urlano, ma restano.
Salvatore Orfeo, nato nel 1990 a Napoli, nel quartiere di Secondigliano, ha scelto la scrittura come forma di riscatto personale. L’idea di Quando il tempo si ferma nasce durante un ricovero ospedaliero, momento che ha segnato un cambiamento profondo nella sua vita. Senza titoli accademici, ma con il desiderio di raccontare emozioni vere, scrive per dimostrare che anche da contesti difficili si può scegliere una strada diversa, nel proprio piccolo.
«Com'è andata?» chiese. Andrea si sedette. «Ho venduto una macchina.» Barbara sorrise. «Allora funziona.» Andrea scosse la testa. «Funziona perché so quando fermarmi.» Barbara lo guardò con attenzione. Capì che quella frase non riguardava solo il lavoro. Più tardi, mentre la casa si quietava, Andrea rimase seduto in salotto. Non stava dimostrando nulla a nessuno. Non stava recuperando ciò che aveva perso. Stava costruendo qualcosa che poteva reggere, giorno dopo giorno, senza pretendere stabilità assoluta. Sapeva che il suo posto non era più definito da ciò che faceva, ma da come restava. E questa volta, restare non significava fermarsi.
4,5 ⭐️ Questo libro l’ho divorato in mezza giornata, mi è piaciuto tantissimo e faccio i complimenti a Salvatore che mi ha permesso di leggere questo romanzo e questa storia incredibile. Fa venire la pelle d’oca anche perché, scritto talmente bene e lineare, sembra una storia vera che potrebbe capitare a chiunque di noi. Per cui un libro da cui si può trarre grande insegnamento.
Una famiglia che si vuole bene, Andrea e Barbara, una semplice coppia con tre figli: Giulia la più grande, Gabriel e il piccolo Leo. Ognuno aveva il proprio posto in casa e le giornate passavano tra studio e lavoro e alla sera si trovava sempre il tempo per raccontarsi. Non c’era nulla che facesse pensare a una rottura sennonché una mattina Andrea si sentì male al lavoro. Nel giro di poche ore il marito di Barbara entrò in coma: non significava morte ma nemmeno vita. A casa niente fu come prima. Il tempo si era fermato. Giulia, la più grande, cominciò a prendersi cura della casa, dei fratelli più piccoli e a preoccuparsi della mamma che lavorava e correva subito al capezzale dal marito ogni sera. Il tempo continuava a passare, i figli crescevano, Barbara continuava a lavorare ma non si prendeva mai una pausa da sè stessa: non poteva più tenere il passo di prima. Finché non arrivò la tanto attesa chiamata: Andrea si era svegliato, col tempo sarebbe tornato a casa ma ormai tutto era cambiato, avrebbero dovuto imparare a muoversi di nuovo. Andrea si accorse subito che la famiglia funzionava anche senza di lui. Ma le distanze si sarebbero colmate? Ci sarebbe stato ancora posto per lui sul divano? Leo il più piccolo ormai era diventato ragazzo, era cresciuto mentre lui non c’era, mentre Giulia non era più una bambina ma nemmeno una ragazza adolescente. Il tempo si era fermato. Ma non per togliere, bensi per insegnare che anche dopo l'immobilità più lunga esiste sempre un modo nuovo di andare avanti.
4.75⭐️ Il racconto esplora con sensibilità i legami familiari e il tempo dell’attesa, un tempo sospeso che rallenta ogni cosa e spinge i personaggi a fare i conti con se stessi e con il cambiamento. L’emozione attraversa tutta la storia in modo sincero, alternando dolore e affetto con equilibrio. I protagonisti, complessi e fragili, risultano credibili e umani. Non sono i fatti a dominare la scena, ma ciò che si muove interiormente: i silenzi carichi di significato, le ferite, i legami che si modificano o resistono. Un libro che si legge in poco tempo, ma che continua a risuonare a lungo. Consigliatissimo!!!
questo romanzo è un viaggio dentro la famiglia, l attesa e il modo in cui le persone cambiano quando il tempo smette di scorrere come prima. La scrittura è molto pulita,scorrevole e profondamente e emotiva,capace di raccontare il dolore e l amore senza eccessi,con una sensibilità rara. I personaggi risultano autentici,umani, imperfetti - ed e proprio questo a renderli così vicini al lettore. Non è una storia fatta di colpi di scena urlati,ma di piccoli movimenti interiori, di silenzi che parlano e di legami messi alla prova. È uno di quei libri che si leggono velocemente,ma che continuano a lavorare dentro anche dopo l ultima pagina. Una lettura intensa,toccante e consigliata a chi ama i romanzi introspettivi,emotivi e capaci di lasciare il segno